Kohada e tonno serviti su un piano scuro al Kaiten Sushi Ginza Onodera, nel quartiere Omotesando di Tokyo.

Sushi Ginza Onodera

Sushi Ginza Onodera è una piccola catena di sushi edomae di alto livello, di quelli dove ti siedi al banco e ti affidi allo chef per l’intero pasto. Nata dalla sala di Ginza, si è allargata fino ad avere locali in diverse città, dentro e fuori dal Giappone: oltre a Tokyo il gruppo è arrivato negli Stati Uniti e in altri Paesi asiatici, con formati che vanno dal banco più classico alle versioni più informali.
Si va di nigiri uno dopo l’altro, con il pesce tagliato e formato davanti agli occhi. Lo consiglio a chi vuole un vero omakase edomae senza finire per forza nei banconi più blasonati e ingessati della città.

Selfie di Marco Togni seduto al bancone sushi a Sushi Ginza Onodera Souhonten con chef e clienti sullo sfondo.
Dal bancone in legno chiaro del Souhonten a Ginza si osserva ogni movimento degli chef. Prenotate i posti a sedere con settimane di anticipo data la capienza ridotta della sala.
Un pezzo di otoro servito su un piatto di pietra presso Kaiten Sushi Ginza Onodera nel quartiere Omotesando.
Alla sede di Shibuya l'otoro viene servito su lastre di pietra scura per esaltare il colore del grasso. Osservare i cuochi al lavoro oltre il piano d'appoggio fa capire subito il livello del taglio.

Piatti e prezzi

L’idea è quella dell’edomae classico: pochi fronzoli, riso con aceto rosso, pesce lavorato al momento. A pranzo l’omakase è la scelta più comoda, una quindicina di nigiri con un antipasto e un dolce a chiudere.

Ecco cosa vi trovate davanti:

  • Nigiri di toro (chutoro e otoro): grasso che si scioglie, tagliato spesso, sul riso tiepido leggermente acido.
  • Kohada: la sardinella marinata nell’aceto, acidula e pulita, uno dei pezzi che dice se un banco sa lavorare.
  • Anago cotto: morbidissimo, si sfa in bocca, spennellato con la sua salsa.
  • Chawanmushi di granchio: il flan salato caldo servito tra un pezzo e l’altro, delicato.
  • Tamago tipo castella: la frittata dolce e densa, quasi da fine pasto.
Kohada e tonno serviti su un piano scuro al Kaiten Sushi Ginza Onodera, nel quartiere Omotesando di Tokyo.
Il contrasto tra il kohada argentato e il tonno magro definisce l'assaggio. Per gustare al meglio le consistenze conviene consumare i pezzi appena arrivano sul piano ruvido.
Un nigiri di gambero crudo servito su una piastra di pietra scura presso il Kaiten Sushi Ginza Onodera a Omotesando.
Anche il gambero crudo arriva sulle ardesie della sede informale. La compattezza del riso dimostra un bilanciamento perfetto rispetto al peso del pesce sovrastante.

Il riso con aceto rosso è più deciso del solito: se siete abituati allo shari chiaro e neutro, qui sentite subito una nota acida e più scura, e a me è proprio quella che piace. Le porzioni di nigiri non sono enormi, ma conta il ritmo: lo chef ve li passa uno alla volta e vi tocca mangiarli al volo, appena formati.
La sala tiene una ventina di coperti e dietro al banco lavorano più chef, per cui il servizio va spedito senza tempi morti.

Sui prezzi ci siamo: a pranzo si sta intorno ai 10.000 yen a testa per l’omakase, la sera si sale parecchio, e va aggiunto il 10% di servizio. Non è economico, ma per il livello del pesce non è nemmeno il conto folle di certi omakase da copertina.
Quando ho voglia di un edomae serio senza dovermi svenare vado qui, perché con la cifra di un pranzo mi porto a casa quindici pezzi che altrove, con lo stesso nome sopra, la sera pago il triplo.

Piatti di sushi nigiri disposti su un bancone in legno all'interno del Kaiten Sushi Ginza Onodera a Omotesando.
La fantastica ordinazione al ristorante kaiten di Omotesando.
Un maki con tonno fresco servito su un piatto brandizzato al Kaiten Sushi Ginza Onodera, situato ad Omotesando.
Il maki di tonno è avvolto in un foglio di alga nori croccante.

La sede madre di Ginza

Tutto è nato qui, nella sala di Ginza, il quartiere dei grandi magazzini e delle vetrine di lusso vicino alla stazione di Tokyo. È il banco storico del gruppo, quello da cui è partita l’intera catena, e ci si arriva facilmente dalla stazione di Ginza, in mezzo alle vie dello shopping.

Un consiglio pratico: meglio prenotare, soprattutto la sera. Detto questo, un posto senza prenotazione lo si trova quasi sempre, magari mettendo in conto un po’ d’attesa nei momenti pieni. Se state già girando per Ginza tra un negozio e l’altro, incastrarci un pranzo è facile, e uscite dal banco proprio in mezzo alla zona da passeggiare.

Il kaiten di Omotesando

C’è un secondo modo per assaggiare questa cucina senza mettere in conto la spesa del banco di Ginza, ed è il loro sushi che gira, a Omotesando. Stesso gruppo, stesso riso con aceto rosso, ma qui il pesce arriva su un nastro e si ordina da un tablet al posto, con i prezzi al singolo pezzo.

Ci si spende molto meno, tra i 3.000 e i 5.000 yen a testa a seconda di quanto vi lasciate andare. Un nigiri parte da poco più di 200 yen, il tonno del fornitore Yamayuki va sui 300 per l’akami, sui 500 per il chutoro e sui 700 per l’otoro: prezzi da valutare pezzo per pezzo, ma per il tipo di pesce restano bassi.
I pezzi sono piccoli, per cui mettete in conto più giri se avete fame davvero.

Solo una cosa: a pranzo qui si fa la fila, si prende un numero e si aspetta, niente prenotazione. Se volete evitare la ressa puntate sul pomeriggio pieno o sulla sera. La sala è a un minuto dalla stazione di Omotesando, pratica se state girando tra i negozi della zona, e ogni tanto fanno pure il taglio del tonno intero davanti a tutti.

In breve

Pro:

  • Sushi edomae di alto livello, con riso all’aceto rosso e lavorazione davanti a voi
  • A pranzo un omakase completo intorno ai 10.000 yen, più abbordabile della media dei banchi famosi della zona
  • A Omotesando la versione su nastro per spendere molto meno

Contro:

  • La sera il conto sale in fretta, più il 10% di servizio
  • Al kaiten di Omotesando a mezzogiorno c’è coda e i bocconi sono piccoli

Ideale per: chi vuole provare un vero omakase a Tokyo senza arrivare alle cifre dei banconi più esclusivi, o chi cerca lo stesso pesce in versione veloce e leggera per il portafoglio.

Atmosfera: banco di legno chiaro, pochi coperti e più chef al lavoro a Ginza; a Omotesando nastro, tablet e un via vai di turisti.

Nigiri di kinmedai servito su un piatto in ceramica presso il ristorante Sushi Ginza Onodera Souhonten a Tokyo.
Il kinmedai poggia sulla ceramica artigianale del ristorante principale. Il riso è condito con aceto rosso, un dettaglio che scurisce i chicchi e bilancia i sapori intensi.
Sashimi servito su un piatto di ceramica presso il Sushi Ginza Onodera Souhonten nel quartiere di Ginza a Tokyo.
L'impiattamento del sashimi prevede sempre daikon e foglie di shiso fresco. Il wasabi va dosato direttamente sul pesce e mai sciolto nella salsa di soia per non coprire i gusti.

Conclusione

Qui pagate la qualità del pesce e la mano di chi lo lavora, non la quantità: dal banco di Ginza uscite con una quindicina di pezzi, non con la pancia strapiena. Per quello che finisce nel piatto, secondo me i soldi sono ben spesi, perché un edomae di questo livello a Ginza a un prezzo così resta un caso raro. E se il budget stringe, il nastro di Omotesando vi dà lo stesso spirito con un conto molto più leggero.

Due nigiri di kuruma ebi serviti su un piatto in ceramica presso il Sushi Ginza Onodera Souhonten a Ginza, Tokyo.
I due nigiri di kuruma ebi mostrano la tipica lavorazione Edomae. La cottura del gambero è calibrata al secondo per mantenere la polpa compatta e i colori ben definiti.
Un nigiri di aji con guarnizione servito su un piatto di ceramica decorato al Sushi Ginza Onodera Souhonten.
Il sugarello aji è guarnito con una punta di zenzero. Conviene prendere questo boccone direttamente con le dita per non rischiare di rompere la struttura creata dallo chef.
Un nigiri di negitoro servito su un piatto di ceramica decorato al Sushi Ginza Onodera Souhonten di Tokyo.
Nel negitoro la polpa di tonno tritata copre quasi completamente la porzione di riso. La spennellata di salsa scura messa dal cuoco rende superfluo qualsiasi altro condimento.
Un nigiri di otoro scottato servito su un piatto di ceramica decorato presso il Sushi Ginza Onodera Souhonten.
La scottatura dell'otoro scioglie parzialmente le venature di grasso. Mangiatelo in un solo boccone per apprezzare il contrasto tra la superficie tiepida e l'interno freddo.

Un gunkan di uni su un piatto di ceramica decorato all'interno del Sushi Ginza Onodera Souhonten a Tokyo.
Nel gunkan il riccio di mare è sorretto da un'alga nori spessa. Consumatelo subito per evitare che l'umidità della farcitura comprometta la croccantezza della base scura.
Un Tamagoyaki tenuto in mano presso il ristorante Sushi Ginza Onodera Souhonten a Ginza, Tokyo.
Il pasto al Souhonten si chiude tradizionalmente con un cubo di tamagoyaki. Afferro direttamente questa frittata dolce e compatta, perfetta per ripulire la bocca a fine menu.

Informazioni utili

Nome: Conveyor Kaiten Sushi Ginza Onodera HONTEN
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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
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