A 110 metriNakauA 110 metri
Ottimo fast food di cibo giapponese.

Un café tutto vegano a Ginza che rifà i grandi classici delle vecchie caffetterie giapponesi, ma senza niente di animale nel piatto. Komeda Is è la prima caffetteria 100% vegana della famosa catena Komeda, e si mangia un po’ come in un fast food: si ordina dal tablet al tavolo, il cibo arriva in fretta e si sta comodi senza troppe cerimonie.
Sul menu ci sono panini, hamburger di soia, pancake e la torta-simbolo del marchio, lo Shiro-Noir. È il posto giusto se siete vegani e vi manca il cibo delle caffetterie, ma va bene anche solo per un pranzo rapido e diverso dal solito quando siete in centro.
Il menu ricalca quello delle caffetterie Komeda di sempre, solo che qui carne, latte e uova non ci sono e al loro posto lavorano soia e riso. Da mangiare si va sul salato dei panini e degli hamburger, poi ci sono i dolci, che per un marchio nato sul caffè restano la parte più forte.
Lo Shiro-Noir è grosso davvero: viene servito caldo sotto la nuvola di soft serve, ed è una di quelle cose che secondo me conviene dividere in due, da soli si rischia di arrivare alla fine un po’ stufi. La cotoletta di soia del katsu sando non prova a fingersi carne vera, ha una consistenza soda e un sapore suo, e con la salsina dolce dentro il pane caldo ci sta bene. Un avviso pratico: certi dolci finiscono in un lampo, il sando alla fragola su tutti, per cui se lo volete non arrivate a pancia già piena a fine giornata.
Si spende poco per la zona: mettete in conto sui 1.500–2.500 yen a testa tra un salato, un dolce e una bevanda, e per stare a due passi da Ginza è quasi niente. Quando sono da queste parti e ho voglia di qualcosa di vegano senza sedermi in un ristorante vero e proprio, ci passo perché con meno di duemila yen mi tolgo pranzo e dolce, e lo Shiro-Noir in versione senza latticini non lo trovo da nessun’altra parte.
Per essere una caffetteria il caffè non è un dettaglio di contorno: c’è il Komeda blend di sempre, fatto con arabica sostenibile, più qualche estrazione più curata come quella con la siphon, e nelle bevande al latte al posto di quello vaccino lavorano i latti vegetali.
La sorpresa vera però è un’altra: questo è il primo locale della catena dove si beve anche alcol, birra artigianale compresa. Se ci passate a fine giornata potete fermarvi per una birra invece che per il dolce, cosa che in una vecchia caffetteria giapponese non succede quasi mai.
Dentro è tutto legno, piante e luce naturale, lontano dall’idea di caffetteria buia e ingombra di roba. C’è parecchio spazio e i tavoli non sono appiccicati, quindi ci si sta bene anche in gruppo o con la famiglia. Se guardate meglio, quasi tutto quello che avete intorno è roba rimessa in circolo: le pareti sono impastate con i fondi di caffè avanzati dagli altri Komeda, il pavimento e le lampade nascono da vetro riciclato e il grande blocco di legno al centro della sala è fatto con vecchi pallet da magazzino.
Si ordina solo dai tablet appoggiati al tavolo e le bevande si possono chiedere quando volete, prima o dopo il pasto. Il cibo arriva in poco tempo, più in stile mensa moderna che vecchio bar.
Un altro punto a favore è che apre presto e chiude tardi, cosa non scontata da queste parti: ci scappa la colazione, il pranzo al volo o la pausa dolce del pomeriggio senza stare col fiato sospeso sugli orari.
Il punto forte per chi mangia vegano è che qui non si chiede niente: tutta la carta, bevande e alcolici compresi, è priva di ingredienti di origine animale, e il locale espone il marchio vegano riconosciuto dalle associazioni giapponesi. Niente brodo di pesce a sorpresa, niente burro dentro il pane: è una tranquillità che in Giappone capita di rado.
Una precisazione la fa la catena stessa: gli ingredienti sono tutti vegetali, ma alcuni escono da linee di produzione condivise con prodotti animali. Per chi è vegano per scelta non cambia nulla, per chi ha allergie serie è giusto saperlo prima di ordinare.
Pro:
Contro:
Ideale per: vegani e vegetariani che vogliono il gusto delle caffetterie giapponesi, o chi ha voglia di mangiare al volo qualcosa di diverso a Ginza.
Atmosfera: sala luminosa e ariosa, legno e piante, gente mista dalle famiglie ai turisti, ritmo da mensa svelta.
Voto finale: 7 su 10.
Quello che vi resta uscendo non è il fatto che sia vegano, ma la nuvola bianca del soft serve che si scioglie piano sulla pasta calda mentre la mangiate: è una consistenza che al posto del gelato al latte non vi aspettate affatto. Se ci passate una volta sola prendete lo Shiro-Noir e il katsu sando, e dividete il dolce con chi avete accanto, perché è pensato apposta per finire in due. Non è il posto per cui prendere un treno dall’altra parte della città, ma quando siete in centro con poca voglia di sedervi in un ristorante e volete mangiare qualcosa di dolce fatto bene, fermatevi qui senza pensarci.
Il locale sta al piano terra del Ginza Matsutake Square, nella parte di Ginza che scivola verso Tsukiji. Dalla stazione di Higashi-Ginza prendete l'uscita 5 e in due minuti siete davanti alla porta, senza nemmeno il tempo di perdervi.
Se arrivate a piedi da Ginza o state girando per il mercato di Tsukiji, in entrambi i casi contate cinque minuti scarsi di camminata.
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Komeda Is
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Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).