Ingresso principale del Palazzo Gyeongbokgung a Seoul.

Viaggio a Tokyo e Seoul

Unire Tokyo e Seoul nello stesso viaggio è un’idea fantastica. Avete la possibilità di esplorare due delle metropoli più dinamiche dell’Asia esplorando mondi vicini geograficamente ma profondamente diversi per cultura, ritmi e sapori. Per questo viaggio calcolate 8-10 giorni. È possibile abbreviare, ma il ritmo diventa stressante. Molti viaggiatori temono che visitare due grandi capitali orientali di seguito possa risultare ripetitivo, ma vi assicuro che la realtà è un’altra. Passare dal Giappone alla Corea del Sud vi regalerà una prospettiva completa e ricca di contrasti incredibili.

In questo modo vivrete due viaggi in uno, alternando passeggiate in giardini zen millenari a serate in quartieri illuminati a giorno dove la musica non si ferma mai. Serve un po’ di organizzazione per ottimizzare i tempi e non finire schiacciati dalla stanchezza, ma con la giusta pianificazione diventa un’esperienza che vi cambia il modo di vedere l’Estremo Oriente.


Simili ma diverse

Il primo impatto con queste due città vi farà capire subito che viaggiano su frequenze separate. Tokyo è una megalopoli immensa, eppure governata da un ordine silenzioso che ha quasi dell’incredibile. Sui treni regna una quiete assoluta, i marciapiedi sono puliti in modo maniacale e tutto funziona con una precisione matematica. È una città che si espande all’infinito e nasconde i suoi tesori in vicoli microscopici o agli ultimi piani di grattacieli stretti.
Seoul ha una vibrazione completamente diversa. È una città spinta da un’energia instancabile, governata dalla cultura del “pali pali”, un’espressione che significa letteralmente “in fretta, in fretta”. Lo percepirete subito nei mercati affollati, nel modo in cui le persone camminano e nei contrasti architettonici molto netti. A Seoul trovate palazzi reali circondati da torri di vetro ultra-moderne e quartieri universitari che di notte esplodono di vita e suoni. Tokyo vi accoglie con la sua precisione ovattata, Seoul vi trascina dentro il suo ritmo travolgente.,

Voli e spostamenti

Non esiste una regola fissa su quale città visitare per prima, io di solito consiglio di decidere guardando le offerte dei voli. La soluzione migliore in assoluto è prenotare un volo “multitratta”, arrivando in una capitale e ripartendo dall’altra. Un volo multitratta costa spesso quanto un normale andata e ritorno, o al massimo una cinquantina di euro in più, ma vi evita di dover pagare un volo interno aggiuntivo per tornare al punto di partenza e vi fa guadagnare una giornata netta di esplorazione.

Il volo diretto tra Tokyo e Seoul dura appena due ore e mezza. È praticamente come fare Roma-Londra. Ci sono decine di collegamenti ogni giorno. Se potete, scegliete la tratta dall’aeroporto di Haneda (Tokyo) a quello di Gimpo (Seoul). Sono entrambi molto più vicini al centro rispetto ai giganteschi Narita e Incheon, e vi faranno risparmiare ore preziose di treno all’arrivo e alla partenza.

Per quanto riguarda la sistemazione, vi basta leggere i miei articoli completi su “Dove dormire a Tokyo” e “Dove dormire a Seoul”, dove ho spiegato le differenze quartiere per quartiere.

Itinerario a Tokyo

Cinque giorni a Tokyo sono il minimo sindacale per iniziare a capire le dimensioni di questa città. Raggruppare le zone da visitare in base alla vicinanza geografica è l’unico modo per non passare metà della vacanza sotto terra sui treni.

  • Giorno 1: Asakusa, Odaiba e Shinjuku. Iniziate dal tempio Senso-ji ad Asakusa al mattino presto, prima che arrivi la folla, per respirare l’atmosfera della Tokyo antica. Nel pomeriggio prendete la monorotaia senza guidatore per arrivare sull’isola artificiale di Odaiba, perfetta per godersi il tramonto sulla baia e vedere il Rainbow Bridge. La sera spostatevi a Shinjuku per immergervi tra i neon di Kabukicho e i vicoli stretti di Golden Gai.
  • Giorno 2: Harajuku, Omotesando e Shibuya. Una giornata interamente dedicata all’ovest della città. Partite dalle mode estreme e giovanili di Takeshita Dori ad Harajuku, proseguite a piedi lungo il viale alberato di Omotesando, ammirando l’architettura dei negozi di lusso, e finite la passeggiata nel celebre incrocio pedonale di Shibuya, salutando la statua del fedele cane Hachiko.
  • Giorno 3: Ueno, Akihabara e Ginza. Dedicate la mattina al grande parco di Ueno e alle bancarelle veraci del mercato di Ameyoko. Da lì scendete verso Akihabara per perdervi tra palazzi di sette piani dedicati all’elettronica, ai manga e ai videogiochi retro. La serata cambiate totalmente registro arrivando a Ginza, il quartiere del lusso per eccellenza, con i suoi grandi magazzini curati in ogni dettaglio.
  • Giorno 4: Nikko o Kamakura. Lasciare la metropoli fa bene agli occhi. Prendetevi una giornata per un’escursione fuori porta. Potete scegliere i santuari di Nikko, immersi nelle foreste e nelle montagne, oppure Kamakura, per passeggiare tra templi storici, vedere il grande Buddha di bronzo e arrivare fino alla costa guardando l’Oceano Pacifico.
  • Giorno 5: Giorno libero. Questa giornata vi servirà, ve lo garantisco. Avrete bisogno di tempo per tornare in quel negozio in cui avete lasciato il cuore, per recuperare qualcosa cancellato a causa della pioggia o semplicemente per esplorare a ritmo lento quartieri residenziali meno turistici come Shimokitazawa.

Avere un giorno di cuscinetto è vitale. A Tokyo si cammina tantissimo, spesso si superano i venti chilometri al giorno senza accorgersene, e un programma troppo serrato finisce per farvi godere meno l’atmosfera della città.

Marco Togni con le mani sul volto in espressione di stupore davanti alle insegne luminose notturne in Giappone.
Mi fermo tra le insegne al neon dei vicoli di Tokyo. I colori saturi delle vetrine illuminano a giorno le strade anche a notte fonda.
Veduta notturna dei grattacieli di Shinjuku a Tokyo, con un treno in transito su binari sopraelevati sotto la pioggia.
Lo skyline ovest di Shinjuku si accende sotto la pioggia notturna. Nelle sere umide i riflessi dei cartelloni rendono l'asfalto quasi accecante.

Inserire Kyoto

Se avete una settimana intera, inserire Kyoto tra Tokyo e Seoul non è una deviazione—i treni sono efficienti—ma aumenta il viaggio da otto a dieci giorni complessivi. Kyoto interrompe un po’ il flusso metropolitano tra le due capitali, ma se pensate di non tornare presto in Giappone, vale la pena fare questo sforzo logistico. I ritmi si faranno inevitabilmente serrati, ma i paesaggi compensano la fatica.

  • Giorno 1: Il cuore di Kyoto. Iniziate dal Kinkakuji, il celebre padiglione d’oro che si riflette sull’acqua, e proseguite verso il Ryoanji, per sedervi davanti al giardino zen più famoso del mondo. All’ora di pranzo buttatevi nel Nishiki market per assaggiare lo street food. Il pomeriggio spostateti a est, salendo verso l’imponente tempio in legno Kiyomizudera per poi scendere lungo le suggestive vie in pietra di Sannenzaka. Al calar del sole passeggiate per Gion, la Kyoto delle geisha.
  • Giorno 2: Fushimi Inari, Nara e Osaka. È una vera maratona, ma vi permette di vedere il meglio del Kansai in tempi record. Svegliatevi all’alba per camminare sotto le migliaia di torii rossi del Fushimi Inari senza turisti intorno. A metà mattina prendete il treno per Nara, passeggiate tra i cervi sacri in libertà e ammirate l’enorme Buddha del tempio Todaiji. La sera risalite su un treno diretti a Osaka per finire la giornata mangiando takoyaki fumanti sotto i neon stroboscopici di Dotonbori.

Vi avverto, tornare in hotel dopo un secondo giorno del genere vi farà crollare dal sonno, ma avrete negli occhi immagini che ricorderete per sempre.

Da Kyoto a Seoul

A questo punto del viaggio dovete cambiare Paese. Da Kyoto non ci sono voli diretti per la Corea, perché la città non ha un suo aeroporto internazionale. L’opzione più logica e veloce è prendere il treno espresso Haruka che parte dalla stazione di Kyoto e vi porta direttamente dentro l’aeroporto di Osaka Kansai in circa un’ora e venti minuti.

Da Osaka Kansai partono decine di voli low cost al giorno per Seoul. Compagnie come Jeju Air, Peach o Jin Air vi portano in Corea in meno di due ore a prezzi spesso stracciati. Atterrerete a Incheon o Gimpo pronti per la seconda fase del vostro viaggio asiatico.

Itinerario a Seoul

Seoul è sterminata ed è divisa a metà dal largo corso del fiume Han. Tre giorni sono un tempo ottimo per cogliere l’essenza della sua storia e della sua spinta verso il futuro, senza pretendere di vedere ogni singolo quartiere.

  • Giorno 1: Tradizione e palazzi antichi. Iniziate dal Gyeongbokgung, il palazzo reale più grande e scenografico. Molte persone noleggiano un hanbok, l’abito tradizionale coreano, per entrare gratuitamente e immergersi nell’atmosfera dell’epoca Joseon. Poi passeggiate tra i vicoli in salita del Bukchon Hanok Village, una zona residenziale intatta piena di vecchie case col tetto in tegole curve. Nel pomeriggio visitate la strada dell’artigianato di Insadong e chiudete la serata tuffandovi nello street food di Myeongdong.
  • Giorno 2: Architettura e cultura giovane. La mattina andate a vedere il DDP (Dongdaemun Design Plaza), un’astronave d’argento dalle linee fluide disegnata da Zaha Hadid. Poi scendete a sud del fiume, a Gangnam, per passeggiare tra grattacieli e fermarvi davanti alla maestosa libreria Starfield dentro il centro commerciale COEX. La sera spostatevi a Hongdae, il quartiere universitario per eccellenza: le strade si riempiono di ragazzi che ballano, suonano e riempiono i locali fino a notte fonda.
  • Giorno 3: Viste panoramiche e caffè di design. Prendetevi la mattinata per salire sulla N Seoul Tower e rendervi conto dall’alto di quanto la città sia infinita. Scendendo, perdetevi nel mercato di Namdaemun, un dedalo dove si vende letteralmente di tutto, dai vestiti alle pentole. Per il pomeriggio vi consiglio di spostarvi a Seongsu-dong, un’ex zona industriale che oggi ospita le caffetterie più belle e di design dell’intera Asia.

Ricordatevi scarpe comode, perché a Seoul si fanno un sacco di salite e discese, oltre alle infinite scale delle enormi stazioni della metropolitana.

Come muoversi

Dimenticate subito l’idea di comprare i biglietti cartacei singoli ogni volta che prendete un treno. Perderete solo tempo prezioso davanti alle macchinette cercando di capire le tariffe. Vi serve una carta ricaricabile, è l’unico modo per non impazzire.

A Tokyo usate la Suica o la Pasmo. Si ricaricano di contanti e si appoggiano sui lettori dei tornelli: fanno tutto loro, scalando in automatico l’importo giusto per la tratta. Oltre a viaggiare, queste carte vi permettono di pagare anche nei minimarket e nei distributori automatici di bevande. Se avete uno smartphone compatibile, potete anche attivarle direttamente nel wallet digitale senza comprare la tessera fisica.

A Seoul il sistema è identico, ma la carta si chiama T-Money. La comprate per pochissimi won in qualsiasi convenience store direttamente all’arrivo in aeroporto, la caricate in contanti e la usate su metro, bus e taxi. Fate però attenzione a un dettaglio cruciale: a Seoul Google Maps non funziona per i percorsi a piedi. Le indicazioni vi manderanno fuori strada. Scaricatevi subito applicazioni locali come Naver Map o KakaoMap per non girare a vuoto.

Cibo e sapori

Mangiare è uno dei motivi principali per spingersi fin qui, ma l’approccio al pasto cambia radicalmente attraversando il mare. A Tokyo mangiare da soli è la prassi. La città è piena di locali con banconi dove ci si siede, si ordina da una macchinetta automatica, si mangia una ciotola di ramen eccezionale in quindici minuti e si lascia il posto al cliente successivo. I sapori giapponesi puntano sull’equilibrio, sulla purezza degli ingredienti e su una presentazione pulitissima, dai classici nigiri di sushi alla croccantezza del maiale fritto tonkatsu.

A Seoul il cibo è chiasso, condivisione e fiamma viva. Andare a mangiare da soli è raro e a volte complicato. Il barbecue coreano è l’emblema di questa cultura: la pancetta di maiale sfrigola sulla piastra incassata nel tavolo, si taglia con le forbici e si mangia chiusa dentro una foglia di lattuga con aglio crudo e pasta di soia fermentata. I sapori sono accesi, speziati, dominati dall’uso del peperoncino e dell’immancabile kimchi acido e piccante, il tutto annaffiato da bicchierini di soju o dal chimaek, il popolare abbinamento di pollo fritto croccantissimo e birra ghiacciata.

Convenience store

Non potete capire davvero questi due Paesi se non entrate nei loro minimarket aperti ventiquattr’ore su ventiquattro. Non sono semplici supermercati di emergenza, ma vere ancore di salvezza per chi viaggia, perfetti per risparmiare tempo e soldi.

A Tokyo troverete a ogni angolo 7-Eleven, FamilyMart e Lawson. Io di solito ci passo ogni mattina per prendere un caffè caldo, un tramezzino morbidissimo con l’insalata di uova (il celebre egg sando) o un onigiri ripieno di salmone per spezzare la fame durante le camminate. La qualità dei loro pasti pronti bento è sorprendente rispetto agli standard occidentali.

A Seoul i padroni incontrastati sono CU e GS25. Oltre a vendere i classici triangoli di riso ripieni, qui i convenience store hanno macchinette dedicate per cuocere sul momento i ramyeon piccanti istantanei, che potete mangiare seduti ai tavolini di plastica del negozio guardando la gente che passa. È un pasto economico, veloce e profondamente coreano.

Shopping

Tornare a casa a mani vuote è un’impresa titanica. Tokyo è un mix folle tra cultura pop e artigianato. Vi consiglio di ritagliarvi del tempo per esplorare un Don Quijote, catena di magazzini aperti spesso fino a tarda notte dove gli scaffali arrivano al soffitto e trovano spazio snack al matcha, maschere per il viso, peluche giganti e valigie. Akihabara svuoterà i portafogli degli appassionati di anime, mentre quartieri specializzati come Kappabashi sono il paradiso per chi cerca veri coltelli in acciaio al carbonio e ceramiche raffinate per la cucina.

Seoul è la capitale incontrastata della cura della pelle. Nei negozi della catena Olive Young o nelle mille boutique di Myeongdong potrete acquistare sieri, creme alla mucina di lumaca e cerotti per i brufoli a prezzi imbattibili. Ma la Corea è anche avanti anni luce sull’abbigliamento streetwear e indipendente, senza contare la mole infinita di negozi che vendono gadget, dischi e merchandising ufficiale dei gruppi K-pop.

Costi e budget

Spesso si crede che un viaggio del genere richieda un budget proibitivo. Fino a qualche anno fa per il Giappone poteva essere in parte vero, ma oggi la situazione è drasticamente cambiata per via del tasso di cambio dello yen, che rende la vita sul posto molto vantaggiosa per chi arriva con gli euro. Mangiare in ristorantini di quartiere a Tokyo costa pochissimo: con l’equivalente di sette o otto euro si fa un pasto eccellente.

Seoul ha un costo della vita molto simile per i trasporti e i pasti nei mercati di strada, che rimangono estremamente economici. Tuttavia, in Corea i prezzi si impennano se decidete di passare molto tempo nelle famose caffetterie estetiche coreane, dove un caffè decorato e una fetta di torta possono costare facilmente quindici euro, oppure se scegliete di mangiare tagli di carne di manzo pregiata.

Per darvi un’idea concreta del budget totale: se calcolate dieci giorni di viaggio pieni tra Giappone e Corea del Sud, dormendo in hotel di fascia media puliti ma senza lusso, mangiando fuori a ogni pasto e muovendovi coi mezzi pubblici, potete stimare una spesa sul posto di circa 800-1000 euro a persona. A questa cifra dovete ovviamente aggiungere i voli intercontinentali e le assicurazioni mediche, ma vi assicuro che la quotidianità in queste due metropoli pesa sul portafogli molto meno di un weekend in una grande capitale nordeuropea.

Quando andare

Le stagioni di mezzo vi salvano il viaggio. La primavera, indicativamente tra fine marzo e aprile, vi offre la meraviglia dei ciliegi in fiore in Giappone e temperature frizzanti ma perfette a Seoul. L’autunno, specialmente a novembre, tinge i parchi e i templi di rosso e giallo, regalando cieli tersi e giornate splendide per stare all’aperto tutto il giorno.

L’estate andrebbe evitata. Da luglio a fine agosto, Tokyo e Seoul si trasformano in forni ad altissima umidità, dove camminare per chilometri diventa una prova di resistenza fisica tra sudore e piogge improvvise tipiche della stagione dei tifoni. L’inverno è molto diverso: a Tokyo le temperature scendono ma il cielo è quasi sempre limpido, perfetto per fotografare il Monte Fuji innevato in lontananza. A Seoul, invece, l’inverno è punitivo, con venti gelidi che arrivano dalla Siberia e portano i termometri stabilmente sotto lo zero.

Marco Togni si scatta un selfie entusiasta davanti a una ciotola di ramen nel ristorante da Ichiran.
Davanti a una ciotola fumante di ramen da Ichiran valuto la densità del brodo di maiale. Mangiare nei cubicoli singoli azzera le distrazioni dal piatto.
Marco Togni sorridente posa accanto a un okonomiyaki caldo su una piastra in un ristorante Chibo.
Guardo l'okonomiyaki appena terminato di cuocere sulla piastra del tavolo. Le striature di salsa e maionese sono l'ultimo tocco prima di iniziare a mangiare.

Documenti per entrare

Entrare in Giappone e Corea del Sud per turismo è molto semplice per chi ha il passaporto italiano. Non vi serve nessun visto al consolato se state meno di novanta giorni. Per il Giappone vi consiglio caldamente di compilare il modulo online Visit Japan Web prima di partire: vi genera dei codici QR che vi fanno saltare le code infinite ai controlli dell’immigrazione quando atterrate a Haneda o Narita.

Per Seoul la regola è quasi identica e vi basta il passaporto in corso di validità. Le procedure per le registrazioni elettroniche preventive cambiano spesso, quindi prima di fare i biglietti date sempre un’occhiata al sito ufficiale dell’ambasciata coreana per non avere brutte sorprese al banco del check-in in aeroporto. In ogni caso, la burocrazia per i turisti è ridotta all’osso.

Internet e telefono

Avere la connessione internet sempre attiva sul telefono non è un lusso, è una necessità assoluta per orientarsi, tradurre i cartelli e controllare gli orari dei treni. Dimenticatevi il roaming del vostro operatore italiano, vi prosciugherebbe il credito in poche ore.

La soluzione più comoda e veloce oggi è la eSIM, se avete uno smartphone compatibile. La comprate online da casa, scansionate un codice e appena atterrate avete già i dati funzionanti. Visto che fate due Paesi diversi, vi consiglio di cercare un pacchetto dati regionale. Costa pochissimo di più ma copre sia il Giappone che la Corea, così evitate di dover rifare tutta la procedura o comprare un’altra scheda a metà vacanza.

Se il vostro telefono non supporta le SIM virtuali, potete noleggiare il classico Pocket Wi-Fi in aeroporto. Ricordatevi però che i dispositivi giapponesi non funzionano a Seoul e viceversa. Dovrete restituire il router prima di prendere il volo interno e mettervi in fila per affittarne uno nuovo in Corea.

Barriera linguistica

Molte persone vanno in ansia all’idea di atterrare in due nazioni con alfabeti incomprensibili e suoni totalmente estranei. Ve lo dico subito: l’inglese parlato non è il punto forte né dei giapponesi né dei coreani. Negli hotel di lusso e nei grandi snodi turistici vi capiranno, ma appena vi infilate in un ristorante frequentato dalla gente del posto, preparatevi a usare i gesti.

A Tokyo non è quasi mai un problema. I menu hanno sempre fotografie chiarissime o modelli di cibo in cera fuori dalla porta. Vi basta indicare il piatto con il dito, sorridere e fare un cenno con la testa. A Seoul le foto sui menu sono meno frequenti, specialmente nei mercati o nei locali storici specializzati in un solo piatto.

L’asso nella manica che vi salverà ogni pasto è la fotocamera di Google Translate. Scaricate i pacchetti offline del giapponese e del coreano prima di partire. Vi basterà inquadrare gli ingredienti dei tramezzini al minimarket o i cartelli stradali per avere la traduzione immediata sullo schermo. E non abbiate paura di chiedere: le persone in entrambi i Paesi sono estremamente gentili e faranno il possibile per aiutarvi a capire, spesso tirando fuori i loro telefoni per tradurvi la risposta.

Sicurezza totale

Se c’è un elemento che da solo giustifica il biglietto aereo, è la tranquillità mentale con cui potete vivere queste due città. Tokyo e Seoul sono metropoli incredibilmente sicure, su un livello che per noi europei è quasi difficile da credere. Potete camminare da soli nei vicoli stretti alle tre di notte, tenere lo zaino aperto o lasciare il portafoglio sul tavolino del bar mentre andate a ordinare alla cassa. Nessuno vi toccherà nulla.

Questo le rende mete perfette per chi viaggia da solo, per le ragazze e per chi non ha grande esperienza di viaggi intercontinentali. L’unico vero fastidio a Tokyo sono i buttadentro del quartiere a luci rosse di Kabukicho, che proveranno a convincervi a entrare nei loro locali promettendo bevute a basso costo: ignorateli e tirate dritto. A Seoul, il rischio più grande che correte è perdervi nei meandri infiniti delle stazioni sotterranee o mangiare un pezzo di kimchi troppo piccante senza essere preparati.

Il mio consiglio

Prendetevi il tempo per staccarvi dalle mappe. Avere un itinerario fitto e sapere esattamente quali quartieri visitare ogni giorno è fondamentale per non farsi inghiottire dalle distanze, ma le esperienze migliori in Asia non si fanno mai in fila davanti a un monumento. Succedono quando scegliete di infilarvi in un minuscolo izakaya sotto i binari della ferrovia a Tokyo, indicando a gesti gli spiedini sulla griglia di un cuoco che non parla una parola d’inglese. O quando a Seoul vi fermate ad ascoltare un ragazzo che canta con la chitarra su un marciapiede circondato da una piccola folla attenta. Seguite il piano, ma lasciate sempre spazio per gli imprevisti. Buon viaggio!

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).