A 221 metriSeijo IshiiA 221 metri
Negozio con cibo italiano e internazionale.

Un piccolo banco di sushi omakase ad Azabujuban, dove il pesce arriva da Toyosu ogni mattina e il tonno è quello di uno dei grossisti più quotati di Tokyo.
A tenere il banco è Sasaki, che taglia e serve davanti a te e parla inglese senza problemi, così anche chi non mastica il giapponese si trova comodo.
Sushi Punch lo trovate al settimo piano di un palazzo, e ci si viene per un omakase serio a un prezzo più basso della media della zona. Va bene sia per il pranzo più corto sia per la cena lunga, se volete un banco vero senza le cifre dell’alta cucina.
L’omakase cambia con quello che Sasaki trova al mercato la mattina, ma il tonno è la spina dorsale: arriva da uno dei grossisti di riferimento per il bluefin e si sente nella parte grassa, il toro, che si scioglie senza stufare.
Il riso è tirato al dente, con aceto rosso e un chicco che resta sodo sotto i denti: vi avviso subito che se lo aspettate morbido e appiccicoso qui è un’altra scuola. Il chicco è il Nanatsuboshi di Hokkaido, la stessa terra da cui viene Sasaki, e l’aceto rosso spinge sull’acido invece che sulla dolcezza.
Il risultato è un riso che regge i pezzi grassi: sotto il toro non si sfalda e a fine sequenza non vi sentite appesantiti.
Qualche pezzo che gira nel menu:
Le porzioni non sono avare: tra antipasti e nigiri ti alzi pieno davvero, cosa non scontata in un omakase.
C’è anche un lato scenografico, perché Sasaki è famoso per la sua stazza e ogni tanto la butta sul gioco col cliente: a qualcuno diverte, a qualcuno pesa. Se cercate un banco serioso e silenzioso, non è questo.
Un paio di bocconi giocano sul forte, tipo il fegato di pesce o il latte di merluzzo dentro il chawanmushi: buonissimi per chi ci sta, ma se certi sapori intensi non vi vanno giù, ditelo prima.
Sui prezzi: il pranzo, più corto, sta sui 13.000-14.000 yen a testa, la cena sui 18.000-20.000 yen. Non è spesa da tutti i giorni, ma per la qualità del pesce e per il numero di pezzi ci sta tutto.
Quando ho voglia di un omakase serio senza arrivare alle cifre dei banchi blasonati è uno dei primi nomi che mi vengono in mente: qui, con quello che pago la cena, in tanti altri posti della zona mi porto a casa la metà dei bocconi.
Il locale sta ad Azabujuban, un quartiere tranquillo e chic a sud di Roppongi.
Dal basso non si direbbe che lì sopra ci sia un banco di sushi: niente vetrina su strada, si sale in ascensore e il locale compare al settimo piano.
Se state girando tra Roppongi e Azabujuban per la sera ci passate vicino: è la zona delle ambasciate e dei ristoranti buoni, uno stop qui si incastra bene nel giro.
Dentro è piccolo: un bancone di legno chiaro, i clienti in fila davanti al maestro e poco altro. Si mangia guardando le mani di Sasaki che lavorano il pesce, e a differenza di tanti banchi seriosi qui si chiacchiera.
Lui parla inglese, lo staff pure, e questo cambia parecchio se non sapete il giapponese: potete chiedere cos’è ogni pezzo, farvi consigliare il sake, scambiare due battute.
La clientela ormai è per lo più straniera e il posto è diventato virale sui social, quindi aspettatevi un’aria internazionale più che un banco di quartiere vecchia scuola. I posti sono otto al bancone, in fila davanti a Sasaki, più un tavolino appartato da quattro se siete in gruppo.
Vuol dire che si mangia in pochi e la serata diventa una cosa collettiva, con il ritmo dettato da lui: se cercate un angolo per farvi i fatti vostri, non è questo il posto.
Sasaki non arriva da una famiglia di sushi: prima del bancone faceva l’impiegato in una società legata all’edilizia, poi ha cambiato strada ed è finito a tagliare pesce perfino in Mongolia, prima di mettersi in proprio a Tokyo.
Viene da Tomakomai, in Hokkaido, e quel filo con il nord si sente nella scelta di parecchi ingredienti, che passano dai suoi contatti sull’isola.
L’altra cosa che lo rende riconoscibile è la palestra: punta dichiaratamente a essere il cuoco più muscoloso del Giappone, e dietro il banco la stazza si nota parecchio.
Un consiglio pratico: se potete scegliete la cena invece del pranzo. Costa di più, ma i pezzi sono molti di più e la sequenza ha tutto un altro respiro.
Pro:
Contro:
Ideale per: chi vuole provare un omakase serio a Tokyo senza le cifre dei banchi più famosi, anche da soli al bancone.
Atmosfera: legno chiaro al settimo piano, pochi coperti, il maestro che chiacchiera mentre taglia.
Alla fine il conto lo fai sul pesce e sul taglio, non sull’eleganza della sala o sul silenzio del posto. Sushi Punch non è un banco da inchino e cerimonia: è un maestro giovane e bravo che si diverte e ti fa divertire, mentre serve del tonno che altrove paghi molto di più.
Per me vale quello che chiede, a patto che sappiate cosa cercate: pesce serio e clima leggero, non il rito compassato dell’omakase classico. Se è questo che volete, prenotate e andateci a cena.
Dalla stazione di Azabujuban sono due minuti a piedi se arrivate con la linea Namboku, cinque scarsi con la Oedo: il banco è al settimo piano del palazzo VORT Azabujuban II.
Non c'è nessuna vetrina su strada e sulle mappe è segnato come Sushi Panchi: cercatelo così, entrate nel palazzo e salite in ascensore.
Se siete dalle parti di Roppongi ci si arriva bene anche a piedi, una quindicina di minuti scendendo verso sud.
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Sushi Punch
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Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).