A 84 metriCurry Coco IchibanyaA 84 metri
Ottima catena di Curry Rice.

Un gelato di sola crema di cocco, vegano dalla prima all’ultima pallina. Coconut Glen’s è nato a Maui e lo trovate anche in Giappone: niente latte, niente uova, niente zucchero bianco, eppure la consistenza resta piena e cremosa. Se cercate il classico gelato all’italiana mettetevi il cuore in pace, perché qui è tutto cocco ed è un’altra storia: chi si aspetta la crema o il fiordilatte di sempre può restarci un po’ male. Ci venite quando avete voglia di qualcosa di goloso ma leggero, o se latte e uova vi danno problemi e di solito al banco del gelato restate a guardare.
Il cuore di tutto è la crema di cocco, e su quella base costruiscono una manciata di gusti. Questi sono quelli che girano di più:
Vi avviso subito su una cosa: la consistenza non è quella del gelato al latte. Il grasso del cocco la rende più soda e un filo più fredda in bocca, si scioglie diversamente e il cocco arriva forte in ogni gusto, anche nel cioccolato.
La pallina è piccola, siamo intorno agli 80 ml, per cui se avete davvero fame di dolce con una sola resterete a metà.
Un dettaglio che vale la pena: potete averlo dentro il guscio di cocco vero invece della coppetta, e come idea è carina, ma il gelato è lo stesso. Il guscio però il suo lavoro lo fa: tiene il freddo molto meglio del cartone e la pallina resta soda più a lungo. In cambio è più rigido della coppetta, i bordi sono irregolari e camminare mangiando diventa un filo più scomodo.
Sul prezzo considerate circa 800-1.000 yen per una porzione singola. Per un gelato il costo è medio-alto, non è la cosa da tutti i giorni, però pagate un prodotto organico e fatto con pochi ingredienti veri, e per il vegano fatto bene il conto ci sta.
Quando voglio chiudere un pasto con qualcosa di dolce senza sentirmi gonfio dopo, l’affogato è uno dei primi che mi vengono in mente: la pallina di cocco fredda e densa con sopra un espresso vero e caldo che la scioglie piano è la combinazione che preferisco qui. Il cocco regge il caldo più di quanto pensiate, per cui non si squaglia subito: sotto l’espresso resta una parte densa sul fondo che raccogliete col cucchiaino alla fine, e il caffè amaro smorza la dolcezza della crema. È anche il modo più semplice per capire com’è fatto questo gelato, perché caldo e freddo insieme ne tirano fuori la consistenza.
Non è un locale unico ma una piccola catena, con un paio di punti a Tokyo e qualche altro tra Osaka e Okinawa, spesso dentro zone di negozi o in angoli piccoli dove ordinate e portate via.
Non aspettatevi la gelateria dove ci si siede a lungo: prendete e andate, ve la mangiate camminando o su una panchina lì fuori.
Se siete già in giro per shopping e vi va una pausa dolce ci passate senza fare deviazioni assurde, e in più fanno la consegna a casa, comoda d’estate quando uscire con questo caldo è l’ultima cosa che si vuole fare.
Qui sta il punto vero del posto: è vegano al cento per cento e naturale, base di cocco organico, zucchero di canna non raffinato, senza latte, uova né additivi.
Per chi ha allergie a latte e uova è una di quelle poche volte in cui può ordinare qualsiasi cosa senza chiedere niente, e per chi mangia vegano vale la deviazione, perché di gelati così cremosi e senza latte in giro non se ne trovano tanti.
Detto questo, resta un gelato di cocco: se il cocco non vi piace, nessun gusto vi salverà, perché lo sentite ovunque. È goloso e allo stesso tempo non pesa come la panna, e secondo me è proprio lì la sua forza.
Dietro Coconut Glen’s c’è uno chef, Glen Simkins, che ha mollato la ristorazione di alto livello a Boston per trasferirsi alle Hawaii e mettersi a fare gelato con l’ingrediente che aveva intorno: il cocco. Il primo banco era un furgoncino piantato lungo la Hana Highway, la strada che attraversa la giungla di Maui, ed è ancora lì che si fermano i turisti diretti a Hana.
In Giappone il metodo è rimasto quello: cocco organico, pochissimi ingredienti e niente additivi, con i gusti che nascono dalla testa di un cuoco più che da un ricettario da gelateria. Ecco perché vi ritrovate il lemongrass accanto al cioccolato: è la stessa idea di partenza, solo spostata dall’altra parte dell’oceano.
Pro:
Contro:
Ideale per: una pausa dolce leggera durante lo shopping, vegani e chi ha allergie a latticini e uova.
Atmosfera: niente sale né tavoli, si ordina e si porta via, angoli piccoli e sbrigativi.
Quello che mi resta in testa uscendo è la faccia che si fa al primo cucchiaio, quando il cervello si aspetta il latte e invece arriva il cocco: spiazza e conquista. Se ci passate una volta sola prendete l’affogato con l’espresso vero, perché la pallina fredda e densa che si scioglie sotto il caffè caldo è la cosa più buona che fanno.
È un gelato goloso ma leggero, che non lascia quella patina di panna in bocca, e ha un sapore tutto suo che difficilmente vi capita di ritrovare altrove. Merita la deviazione, e se il cocco vi piace anche solo un po’, vi conquista al primo assaggio.
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Coconut Glen’s Minami-Ikebukuro
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Colazioni sostanziose.

Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).