Kanda

Kanda è una di quelle zone che quasi nessuno mette in lista, e proprio per questo mi piace parlarne. Sta incastrata tra la stazione di Tokyo, Akihabara e Ochanomizu, un pezzo di città dove di giorno girano impiegati in giacca e la sera si accendono le lanterne rosse delle izakaya sotto i binari.
Il nome vuol dire più o meno campo di riso degli dei, e un po’ di quell’anima vecchia si sente ancora, tra vecchie botteghe di soba, santuari e palazzi bassi scampati alle bombe. Non è una zona da fotografie, è una zona da camminarci dentro senza fretta. Vi racconto cosa cercare, dove mangiare e perché secondo me merita una deviazione.

Cosa vedere

Ristoranti

Esterno di un punto vendita Doutor Coffee presso una stazione di servizio in autostrada in Giappone con menu esposti.

Negozi

Quartieri vicini

Facciata di locali a Tokyo con un grande cartellone di dieci persone e le insegne di un ristorante indiano e uno di ramen.
A Kanda i locali di curry e i chioschi di ramen si affiancano in pochi metri. Le insegne ai piani superiori mostrano i lounge bar dove i salaryman si rifugiano dopo il lavoro.
Tavolette votive in legno con illustrazioni anime appese al santuario Kanda Myojin di Tokyo.
Le tavolette di legno del santuario Kanda Myojin riflettono la vicinanza con Akihabara. Molti fedeli disegnano personaggi di anime e manga per accompagnare le loro preghiere.
Una persona con ombrello a Kanda cammina su una strada fiancheggiata da numerose insegne pubblicitarie colorate.
Tra i marciapiedi bagnati spiccano decine di cartelli commerciali.
Marco Togni è seduto a un tavolo del ristorante Magurodonya Megumi a Kanda con una ciotola di donburi di tonno davanti.
Da Magurodonya Megumi mi preparo ad assaggiare il loro classico donburi. Le spesse fette di tonno crudo coprono il riso, un pasto rapido e sostanzioso tipico di questa zona.

La via degli sci

Qui c’è una cosa che spiazza chi capita per caso: una fila di negozi di sport invernali in mezzo a Tokyo, lontano da qualsiasi montagna. Il tratto di Yasukuni-dori tra Surugadai-shita e Kanda-Ogawamachi è pieno di negozi di articoli sportivi, dagli sport invernali come sci e snowboard fino a discipline di ogni stagione.
Ci trovate catene su più piani e botteghe piccole, e la cosa interessante è che spesso vendono anche modelli delle stagioni passate a prezzi più bassi.
Ve lo dico sinceramente: se non vi interessa sciare, questa via da sola non giustifica il viaggio. Però se avete in programma una gita sulla neve in Giappone e volete attrezzatura senza spendere una fortuna, qui vale la pena farci un salto e confrontare un paio di negozi prima di comprare. I prezzi cambiano parecchio con la stagione, quindi meglio dare un’occhiata quando siete già in zona per altro.

Le botteghe di soba

Kanda è anche una zona da soba, e non da ieri. Intorno all’incrocio di Awajicho ci sono due delle insegne più famose di Tokyo: Kanda Yabu Soba, aperta nel 1880, e Kanda Matsuya, di quattro anni più giovane.
La prima è bruciata in un incendio e l’hanno ricostruita com’era, con il bancone a ferro di cavallo e le cameriere che cantano le ordinazioni verso la cucina. La seconda sta in una casa di legno tirata su dopo il grande terremoto, tavoli condivisi e il rumore di chi mangia in fretta.

Se dovete sceglierne una: la prima è più composta ed elegante, la seconda più popolare e viva. In tutte e due si ordina semplice, seiro fredda e via, ed è proprio nella semplicità che si sente la differenza.

Elettronica benedetta

Kanda Myojin sta in cima a una collinetta, e la sua storia è lunga davvero: il santuario fu fondato nel 730 vicino all’attuale Otemachi e ha quasi 1.300 anni di storia, poi spostato qui durante il periodo Edo.
La curiosità che me lo fa amare è un’altra, ed è tutta moderna. Vista la vicinanza al regno dell’elettronica di Akihabara, il santuario è associato alla benedizione dei dispositivi elettronici e ha ospitato eventi legati alla tecnologia.
Non è folklore per turisti: molte aziende di informatica ed elettronica vengono qui per la visita ufficiale e per farsi benedire. Trovate amuleti pensati per proteggere hard disk e dati, appesi accanto a quelli tradizionali per la fortuna o gli affari.
Io ci salgo volentieri quando sono ad Akihabara: cinque minuti di camminata e passate dalle luci al fluo dei negozi al silenzio del cortile rosso. Fatelo di mattina, quando c’è ancora poca gente e potete girare con calma tra i banchetti degli amuleti. Sul lato del piazzale c’è anche un edificio moderno del santuario, con negozio e caffetteria: dentro trovate gli omamori tradizionali accanto alle collaborazioni con gli anime, e nella sala al piano si tengono concerti e presentazioni. È la sintesi di questo posto, un santuario antichissimo che sta al passo con il quartiere che ha intorno.

Il Kanda Matsuri

Se capitate a Tokyo a metà maggio di un anno dispari, Kanda cambia completamente faccia. Il Kanda Matsuri è uno dei tre grandi festival di Edo e parte proprio da Kanda Myojin: il sabato una lunga processione attraversa Otemachi, Nihonbashi e Akihabara, la domenica arrivano i mikoshi dei quartieri, decine, portati a spalla tra i palazzi degli uffici.
Negli anni pari si tiene una versione ridotta, molto più tranquilla: piacevole, ma senza la piena.

La cosa che mi resta più impressa non succede nel recinto del santuario, succede per strada, quando il corteo passa in mezzo al traffico fermo e gli impiegati escono dagli uffici a guardarlo.

Il regno del curry

L’altra cosa che a Kanda non vi aspettate è il curry ovunque. Tra Kanda e Jimbocho ci sono centinaia di locali che lo servono, dai banconi da otto posti alle insegne storiche, e qui il curry è soprattutto una faccenda da pranzo: si entra, si mangia, si esce in venti minuti come fanno gli impiegati in coda con voi.

La zona se ne vanta al punto da avere una gara ufficiale: ogni autunno si tiene il Kanda Curry Grand Prix, con i locali finalisti che cucinano in piazza e il pubblico che vota. Nei mesi prima gira anche un giro a tappe con i timbri tra le insegne iscritte, ed è il modo più semplice per capire quanti stili diversi convivano in poche vie.

Come arrivare

Dalla stazione di Kanda uscite sul lato ovest e siete subito dentro il reticolo di vicoli sotto i binari, con Akihabara a un quarto d'ora di camminata.
Per il santuario Kanda Myojin conviene invece scendere a Ochanomizu e prendere l'uscita Hijiribashi: cinque minuti in salita e ci siete. Per i negozi di articoli sportivi scendete a Ogawamachi o a Jimbocho, che vi lasciano sul tratto giusto di Yasukuni-dori.

Se arrivate da sud il treno non serve nemmeno: dalla stazione di Tokyo sono dieci minuti a piedi tagliando tra i palazzi degli uffici.

Informazioni utili

Nome: Kanda
Durata visita: 2-3 ore per il giro a piedi, mezza giornata se ci aggiungete una sosta a tavola
Giorni di chiusura: Zona di uffici: molti ristoranti e izakaya chiudono la domenica e diversi anche il sabato, mentre i negozi di articoli sportivi restano aperti nel weekend
Consigli utili: Al banco degli amuleti di Kanda Myojin chiedete quello per la protezione dei dati: è pensato per computer e dischi fissi, e resta il souvenir più strano e più vero che potete portarvi via da questo quartiere.
Trasporti:
  • Stazione Kanda (JR Yamanote, Chuo, Keihin-Tohoku; metro Ginza): uscita ovest
  • Stazione Ochanomizu (JR Chuo-Sobu; metro Marunouchi a Awajicho): uscita Hijiribashi per Kanda Myojin
  • Stazione Ogawamachi-Awajicho (metro Shinjuku, Marunouchi): per la via degli articoli sportivi

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
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