
Kanda
Kanda è una di quelle zone che quasi nessuno mette in lista, e proprio per questo mi piace parlarne. Sta incastrata tra la stazione di Tokyo, Akihabara e Ochanomizu, un pezzo di città dove di giorno girano impiegati in giacca e la sera si accendono le lanterne rosse delle izakaya sotto i binari.
Il nome vuol dire più o meno campo di riso degli dei, e un po’ di quell’anima vecchia si sente ancora, tra vecchie botteghe di soba, santuari e palazzi bassi scampati alle bombe. Non è una zona da fotografie, è una zona da camminarci dentro senza fretta. Vi racconto cosa cercare, dove mangiare e perché secondo me merita una deviazione.
Indice
Cosa vedere
Ristoranti
Negozi
Quartieri vicini
Suidobashi
Okachimachi
La via degli sci
Qui c’è una cosa che spiazza chi capita per caso: una fila di negozi di sport invernali in mezzo a Tokyo, lontano da qualsiasi montagna. Il tratto di Yasukuni-dori tra Surugadai-shita e Kanda-Ogawamachi è pieno di negozi di articoli sportivi, dagli sport invernali come sci e snowboard fino a discipline di ogni stagione.
Ci trovate catene su più piani e botteghe piccole, e la cosa interessante è che spesso vendono anche modelli delle stagioni passate a prezzi più bassi.
Ve lo dico sinceramente: se non vi interessa sciare, questa via da sola non giustifica il viaggio. Però se avete in programma una gita sulla neve in Giappone e volete attrezzatura senza spendere una fortuna, qui vale la pena farci un salto e confrontare un paio di negozi prima di comprare. I prezzi cambiano parecchio con la stagione, quindi meglio dare un’occhiata quando siete già in zona per altro.
Le botteghe di soba
Kanda è anche una zona da soba, e non da ieri. Intorno all’incrocio di Awajicho ci sono due delle insegne più famose di Tokyo: Kanda Yabu Soba, aperta nel 1880, e Kanda Matsuya, di quattro anni più giovane.
La prima è bruciata in un incendio e l’hanno ricostruita com’era, con il bancone a ferro di cavallo e le cameriere che cantano le ordinazioni verso la cucina. La seconda sta in una casa di legno tirata su dopo il grande terremoto, tavoli condivisi e il rumore di chi mangia in fretta.
Se dovete sceglierne una: la prima è più composta ed elegante, la seconda più popolare e viva. In tutte e due si ordina semplice, seiro fredda e via, ed è proprio nella semplicità che si sente la differenza.
Elettronica benedetta
Kanda Myojin sta in cima a una collinetta, e la sua storia è lunga davvero: il santuario fu fondato nel 730 vicino all’attuale Otemachi e ha quasi 1.300 anni di storia, poi spostato qui durante il periodo Edo.
La curiosità che me lo fa amare è un’altra, ed è tutta moderna. Vista la vicinanza al regno dell’elettronica di Akihabara, il santuario è associato alla benedizione dei dispositivi elettronici e ha ospitato eventi legati alla tecnologia.
Non è folklore per turisti: molte aziende di informatica ed elettronica vengono qui per la visita ufficiale e per farsi benedire. Trovate amuleti pensati per proteggere hard disk e dati, appesi accanto a quelli tradizionali per la fortuna o gli affari.
Io ci salgo volentieri quando sono ad Akihabara: cinque minuti di camminata e passate dalle luci al fluo dei negozi al silenzio del cortile rosso. Fatelo di mattina, quando c’è ancora poca gente e potete girare con calma tra i banchetti degli amuleti. Sul lato del piazzale c’è anche un edificio moderno del santuario, con negozio e caffetteria: dentro trovate gli omamori tradizionali accanto alle collaborazioni con gli anime, e nella sala al piano si tengono concerti e presentazioni. È la sintesi di questo posto, un santuario antichissimo che sta al passo con il quartiere che ha intorno.
Il Kanda Matsuri
Se capitate a Tokyo a metà maggio di un anno dispari, Kanda cambia completamente faccia. Il Kanda Matsuri è uno dei tre grandi festival di Edo e parte proprio da Kanda Myojin: il sabato una lunga processione attraversa Otemachi, Nihonbashi e Akihabara, la domenica arrivano i mikoshi dei quartieri, decine, portati a spalla tra i palazzi degli uffici.
Negli anni pari si tiene una versione ridotta, molto più tranquilla: piacevole, ma senza la piena.
La cosa che mi resta più impressa non succede nel recinto del santuario, succede per strada, quando il corteo passa in mezzo al traffico fermo e gli impiegati escono dagli uffici a guardarlo.
Il regno del curry
L’altra cosa che a Kanda non vi aspettate è il curry ovunque. Tra Kanda e Jimbocho ci sono centinaia di locali che lo servono, dai banconi da otto posti alle insegne storiche, e qui il curry è soprattutto una faccenda da pranzo: si entra, si mangia, si esce in venti minuti come fanno gli impiegati in coda con voi.
La zona se ne vanta al punto da avere una gara ufficiale: ogni autunno si tiene il Kanda Curry Grand Prix, con i locali finalisti che cucinano in piazza e il pubblico che vota. Nei mesi prima gira anche un giro a tappe con i timbri tra le insegne iscritte, ed è il modo più semplice per capire quanti stili diversi convivano in poche vie.
Come arrivare
Dalla stazione di Kanda uscite sul lato ovest e siete subito dentro il reticolo di vicoli sotto i binari, con Akihabara a un quarto d'ora di camminata.
Per il santuario Kanda Myojin conviene invece scendere a Ochanomizu e prendere l'uscita Hijiribashi: cinque minuti in salita e ci siete. Per i negozi di articoli sportivi scendete a Ogawamachi o a Jimbocho, che vi lasciano sul tratto giusto di Yasukuni-dori.
Se arrivate da sud il treno non serve nemmeno: dalla stazione di Tokyo sono dieci minuti a piedi tagliando tra i palazzi degli uffici.
Informazioni utili
- Stazione Kanda (JR Yamanote, Chuo, Keihin-Tohoku; metro Ginza): uscita ovest
- Stazione Ochanomizu (JR Chuo-Sobu; metro Marunouchi a Awajicho): uscita Hijiribashi per Kanda Myojin
- Stazione Ogawamachi-Awajicho (metro Shinjuku, Marunouchi): per la via degli articoli sportivi
Mappa
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Kanda
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Autore
Marco Togni
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).












