
Nihonbashi
Nihonbashi è uno dei posti più comodi da cui iniziare a girare Tokyo. Sta a due passi dalla stazione di Tokyo, dal lato di Yaesu, ed è il pezzo di città da cui nel periodo Edo partivano le grandi strade verso il resto del Giappone.
Oggi è soprattutto una zona di banche e uffici, con un’aria più composta e adulta rispetto a Shibuya o Shinjuku. Non è il quartiere della vita notturna, ma quello dove si cammina tra edifici di inizio Novecento, negozi che esistono da generazioni e qualche complesso nuovo tirato su attorno. Ve lo dico subito: è una tappa che rende di più con calma, di giorno.
Indice
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La stazione giusta
Alla zona arrivano due stazioni diverse, e conviene scegliere in base a dove volete finire. Nihonbashi è servita dalle linee Ginza, Tozai e Asakusa, e vi lascia nella parte sud, vicino al ponte e ai grandi magazzini sulla via principale, la Chuo-dori.
Se invece puntate ai complessi Coredo Muromachi e alla parte nord, scendete a Mitsukoshimae, sulle linee Ginza e Hanzomon: le uscite A4 e A6 sbucano dentro i palazzi, quindi con la pioggia non mettete piede fuori.
Da Tokyo Station si arriva anche a piedi in una decina di minuti dal lato di Yaesu, ma è un percorso sottoterra, niente di scenico. Io di solito consiglio la metro: un paio di fermate e siete già lì.
Il ponte e il kirin
Il ponte da cui prende il nome tutta la zona è lì, sopra il fiume, e la prima volta fa un certo effetto: ci passa sopra un’autostrada sopraelevata, costruita negli anni delle Olimpiadi, che gli toglie parecchia luce. Vale comunque la pena fermarsi, perché al centro c’è la targa che segna il punto zero da cui si misurano tutte le distanze stradali del Giappone.
Sui lati trovate le statue in bronzo: un kirin con le ali, che è una creatura mitica e non la giraffa, e i leoni che reggono lo stemma della città. Le ali non sono tradizionali, le volle così lo scultore per dare l’idea di una Tokyo pronta a spiccare il volo proprio da qui.
Il ponte di pietra attuale è del 1911, ma su questo stesso punto se ne sono succeduti una ventina, tra incendi e ricostruzioni, a partire dal primo di legno voluto da Tokugawa Ieyasu. Guardarlo sapendo questo cambia le cose: non è un ponte qualsiasi, è il chilometro zero del Paese.
Sere e weekend
Nihonbashi dà il meglio in orario da ufficio, quando i grandi magazzini sono aperti e le vie sotto i palazzi si riempiono di gente. La sera tardi e nel weekend molte strade si svuotano, perché prima di tutto qui si lavora: se cercate movimento notturno, meglio spostarsi altrove.
Per una visita bastano un paio d’ore, e secondo me rende al massimo se la unite a una delle zone qui intorno, tutte a portata di piedi o di una fermata di metro:
- Ningyocho: per le vie più basse e le vecchie botteghe.
- Ginza: se avete voglia di continuare tra le vetrine.
- La stazione di Tokyo: per chi vuole chiudere il giro comodo.
Dormirci ha senso soprattutto per chi si sposta tanto in treno: siete al centro di tutto e vicini alla stazione principale. Mettete solo in conto prezzi da zona d’affari e serate più tranquille di quanto immaginate.
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Autore
Marco Togni
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).

















