
Nihonbashi
Nihonbashi è uno dei posti più comodi da cui iniziare a girare Tokyo. Sta a due passi dalla stazione di Tokyo, dal lato di Yaesu, ed è il pezzo di città da cui nel periodo Edo partivano le grandi strade verso il resto del Giappone.
Oggi è soprattutto una zona di banche e uffici, con un’aria più composta e adulta rispetto a Shibuya o Shinjuku. Non è il quartiere della vita notturna, ma quello dove si cammina tra edifici di inizio Novecento, negozi che esistono da generazioni e qualche complesso nuovo tirato su attorno. Ve lo dico subito: è una tappa che rende di più con calma, di giorno.
Indice
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Il ponte e il kirin
Il ponte da cui prende il nome tutta la zona è lì, sopra il fiume, e la prima volta fa un certo effetto: ci passa sopra un’autostrada sopraelevata, costruita negli anni delle Olimpiadi, che gli toglie parecchia luce. Vale comunque la pena fermarsi, perché al centro c’è la targa che segna il punto zero da cui si misurano tutte le distanze stradali del Giappone.
Sui lati trovate le statue in bronzo: un kirin con le ali, che è una creatura mitica e non la giraffa, e i leoni che reggono lo stemma della città. Le ali non sono tradizionali, le volle così lo scultore per dare l’idea di una Tokyo pronta a spiccare il volo proprio da qui.
Il ponte di pietra attuale è del 1911, ma su questo stesso punto se ne sono succeduti una ventina, tra incendi e ricostruzioni, a partire dal primo di legno voluto da Tokugawa Ieyasu. Guardarlo sapendo questo cambia le cose: non è un ponte qualsiasi, è il chilometro zero del Paese. Quella sopraelevata, comunque, ha gli anni contati: è in corso il cantiere per spostare l’autostrada sottoterra e restituire il cielo al ponte, un lavoro enorme che andrà avanti ancora per parecchio.
Nel frattempo mettete in conto transenne e gru tutto intorno: la fotografia da cartolina, con il ponte libero, per ora resta un’idea sulla carta.
Sere e weekend
Nihonbashi dà il meglio in orario da ufficio, quando i grandi magazzini sono aperti e le vie sotto i palazzi si riempiono di gente. La sera tardi e nel weekend molte strade si svuotano, perché prima di tutto qui si lavora: se cercate movimento notturno, meglio spostarsi altrove.
Per una visita bastano un paio d’ore, e secondo me rende al massimo se la unite a una delle zone qui intorno, tutte a portata di piedi o di una fermata di metro:
- Ningyocho: per le vie più basse e le vecchie botteghe.
- Ginza: se avete voglia di continuare tra le vetrine.
- La stazione di Tokyo: per chi vuole chiudere il giro comodo.
Dormirci ha senso soprattutto per chi si sposta tanto in treno: siete al centro di tutto e vicini alla stazione principale. Mettete solo in conto prezzi da zona d’affari e serate più tranquille di quanto immaginate.
Le botteghe che resistono
I negozi che esistono da generazioni qui hanno un nome, shinise, e non è un modo di dire: molti hanno attraversato incendi, il terremoto del 1923 e i bombardamenti senza spostarsi di un isolato. Tra la Chuo-dori e i Coredo Muromachi ne incontrate una fila: coltelli fatti come una volta da Kiya, aperto nel 1792, tè e alghe nori da Yamamoto Yama dal 1690, carta washi da Haibara dal 1806.
Da Ninben, che vende katsuobushi dal 1699, potete farvi servire al banco una tazza di dashi caldo: lo bevete in piedi come fosse un caffè ed è la cosa più giapponese che si possa fare in dieci minuti.
Anche il Mitsukoshi nasce da queste strade: era Echigoya, una bottega di kimono del 1673, ed è poi diventato il primo grande magazzino del Giappone. Entrateci anche solo per l’atrio e per i due leoni di bronzo davanti all’ingresso, che i giapponesi usano da sempre come punto d’incontro.
Il fiume sotto il ponte
Del fiume, camminando, ci si accorge poco: è schiacciato tra i palazzi e coperto dalla sopraelevata, e dall’alto sembra poco più di un canale di servizio. Il modo per vederlo davvero è scendere al molo ai piedi del ponte e prendere una delle barche che partono da lì.
Dall’acqua cambia tutto: passate sotto i piloni dell’autostrada, tra chiuse e muraglioni di cemento, e vedete le arcate di pietra del ponte che da sopra non si notano proprio.
È anche il modo più semplice per capire com’era Edo, quando le merci arrivavano in città via acqua e il mercato del pesce stava proprio qui, a due passi dal ponte, prima di traslocare a Tsukiji.
Come arrivare
Se puntate al ponte e ai grandi magazzini della Chuo-dori, scendete alla stazione di Nihonbashi: dalle uscite lato nord siete sul ponte in due minuti.
Per i complessi Coredo Muromachi e la parte nord del quartiere conviene invece Mitsukoshimae, dove le uscite A4 e A6 sbucano dentro i palazzi: con la pioggia non mettete piede fuori.
Da Tokyo Station si arriva anche a piedi in una decina di minuti dal lato di Yaesu, ma è tutto un percorso sottoterra tra corridoi e negozi, niente di scenico: con il bel tempo tanto vale fare un paio di fermate di metro.
Informazioni utili
- Stazione Nihonbashi (Tokyo Metro Ginza e Tozai, Toei Asakusa): parte sud, ponte e Chuo-dori
- Stazione Mitsukoshimae (Tokyo Metro Ginza e Hanzomon): uscite A4 e A6, dentro i Coredo Muromachi
- A piedi da Tokyo Station, lato Yaesu, in una decina di minuti
Mappa
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Nihonbashi
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Autore
Marco Togni
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).

















