Ponte Nihonbashi

Con i suoi centri commerciali e i grattacieli scintillanti, il quartiere di Nihonbashi appare come uno dei tanti quartieri moderni della città, ma è sufficiente una passeggiata e uno sguardo attento per cogliere alcune tracce del passato, che ci riportano al periodo Edo. Il primo luogo dove scoprire la storia del quartiere è l’omonimo ponte, dal quale prende il nome Nihonbashi, che venne costruito agli inizi del 1600 per volere dello shogun Tokugawa Ieyasu. Il ponte Nihonbashi non fu solo un semplice collegamento tra due sponde, ma un vero e proprio simbolo della prosperosa città di Edo, l’odierna Tokyo: rappresentava infatti il punto di partenza delle cinque maggiori strade che collegavano Tokyo al resto del paese. E così mentre il quartiere si è evoluto e sviluppato, il ponte, seppur ricostruito in pietra, è rimasto al suo posto e oggi offre un affascinante contrasto tra il suo profilo pittoresco e le strutture moderne che lo circondano, compreso un cavalcavia (la strada Shuto Expressway) che passa proprio sopra il ponte stesso. Se visitate l’area di Nihonbashi vi consiglio di non perdervi questo piccolo gioiello storico, ricco di particolari e dettagli da scoprire e designato come bene culturale parte del Patrimonio Nazionale.

Una passeggiata sul ponte

Sebbene sia una ricostruzione dei primi anni del ‘900, fatta per sostituire il ponte originale in legno con uno in pietra più resistente, la struttura ha conservato la sua figura originale a due arcate. Uno degli elementi che noterete nel ponte è sicuramente la targa in bronzo che riporta la dicitura “Origin of Roads in Japan” per ricordare appunto come Nihonbashi fosse il punto di partenza delle 5 principali vie che univano Tokyo alle altre maggiori località del paese. Il ponte viene tutt’oggi usato come riferimento per la misurazione di tutte le distanze in km sulle strade nazionali.

Un altro elemento che di certo catturerà la vostra attenzione sono delle statue dorate che decorano le estremità del ponte. Le sculture raffigurano dei “shishi” un animale della mitologia simile ad un leone che sono posizionate ai quattro lati del ponte con un significato ben preciso: i leoni sorvegliano la struttura come dei guardiani, simboleggiando una sorta di protezione nei confronti della città. Un altro animale che vedrete sul ponte è il “kirin” appartenente alla mitologia cinese che si trova invece ai piedi di uno dei lampioni centrali: simboleggia la prosperità e fu scelto appositamente come buon auspicio per il futuro Tokyo. Da notare anche i particolari lampioni che donano un tocco vintage al ponte.

Questi dettagli sono sufficienti per comprendere perché, a più di cento anni dalla sua ricostruzione, il Ponte Nihonbashi sia ancora tra i più amati ponti del Giappone, nonché uno dei due ponti di Tokyo risalenti all’era Meiji che sono rimasti intatti fino ad oggi (l’altro è il ponte Tokiwa). Concedetevi quindi qualche istante per passeggiare sul ponte, ammirandone i dettagli e godendovi il lento scorrere del canale in contraddizione con i ritmi frenetici della città.

Come arrivare

Il quartiere di Nihonbashi è servito da due stazioni: la stazione Nihonbashi, raggiungibile con le linee Ginza, Tozai e Asakusa, e la stazione Mitsukoshimae, servita dalla linea Ginza. Da entrambe potete raggiungere il ponte con una breve passeggiata.

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 15 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore del libro Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
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