A 18 metriGo Go CurryA 18 metri
Buon curry, molto saporito.

Un ramen fatto praticamente solo di anatra e porro, con un brodo che resta limpido e senza glutammato aggiunto, è una di quelle cose che ti ribaltano l’idea di cosa può essere una ciotola di noodle.
Ramen Kamo to Negi non è un buco introvabile da cercare col lanternino: lo trovate in parecchi punti, da Ueno ad Asakusa, da Shibuya a Shinjuku fino a Sugamo, e ormai pure a Osaka, quasi sempre attaccato a una stazione e in certi casi aperto a qualunque ora.
Ci venite per l’anatra, in fettine morbide o come confit, e per i porri che scegliete voi al momento. Va bene per un pranzo svelto da soli o per una cena senza appesantirsi, quando avete voglia di qualcosa di gustoso ma non pesante.
Il cuore di tutto è un brodo tirato con anatra, porro e acqua, niente altro. Nessun insaporitore, e infatti quello che arriva è un liquido chiaro che però ha una spinta di anatra bella netta, senza quell’odore forte di selvatico che ci si aspetta.
Un paio di cose da sapere prima di ordinarlo. I porri sono la parte che vi tornerà più utile: ne trovate tre tipi e ne scegliete due, dal porro bianco tagliato a rondelle con la scaglia di katsuobushi fino a quello più profumato, e servono a spezzare il grasso dell’anatra e a dare croccantezza a ogni cucchiaiata.
Il confit è un’altra faccenda rispetto al solito chashu di maiale: è rosa dentro, tenero, e non ha niente di affumicato o carico, per cui se cercate la fetta di maiale spessa e grassa qui prendete una strada diversa.
L’oyakodon poi è generoso e riempie parecchio, quindi valutate bene se prenderlo insieme al ramen o rischiate di uscire più pieni del previsto.
Sul prezzo si sta tranquilli: siamo sui 1.000–1.500 yen a testa per una ciotola, e se ci aggiungete un riso arrivate verso i 1.800. Per quello che vi mettono davanti, con l’anatra lavorata così e un brodo pulito, non è caro. Quando ho voglia di un brodo che non pesa ma che senti pieno di anatra, è uno dei primi nomi che mi vengono in mente, perché con poco più di mille yen mi porto a casa una ciotola che altrove pagherei molto di più.
Non c’è una sede sola da inseguire, ed è il bello della faccenda. Ci sono locali sparsi in mezza Tokyo, da Ueno-Okachimachi ad Asakusa vicino al Kaminarimon, a Shibuya, a Shinjuku e a Sugamo, più uno a Umeda dentro Osaka, quasi tutti a un paio di minuti a piedi dalla stazione.
Questo vi semplifica la vita: se state girando per Asakusa o siete sul treno verso Shibuya, con ogni probabilità ne avete uno a tiro senza dover programmare niente.
Un’altra comodità è l’orario: alcune sedi, come quella principale vicino ad Ameyoko e quella di Asakusa, restano aperte a qualsiasi ora, per cui ci si incastra bene anche quando avete fame a notte fonda e mezza città ha già chiuso.
Il sistema è quello classico da ramen: si compra il biglietto alla macchinetta all’ingresso e si aspetta il proprio turno. Mentre siete in fila arriva qualcuno a chiedervi quali porri volete, così quando vi sedete parte tutto liscio.
I posti sono stretti, ci si sfiora con il vicino di bancone e non è il tipo di locale dove ci si accomoda per chiacchierare un’ora.
Nelle sedi più famose, nel fine settimana e a mezzogiorno, la fila può essere lunga: davanti a quella storica di Okachimachi capita di trovare decine di persone già prima dell’apertura. La buona notizia è che il ricambio è veloce e che avere tanti locali sparsi aiuta a schivare l’attesa peggiore: se uno è preso d’assalto, spesso ne avete un altro a poca distanza.
Pro:
Contro:
Ideale per: un pranzo veloce da solo, o una ciotola gustosa ma leggera dopo una giornata in giro, anche a ora tarda in certe sedi
Atmosfera: banconi stretti, ritmo svelto, gente che mangia con la testa dentro la ciotola e via
Qui si paga la qualità dell’anatra e la pulizia del brodo, non la quantità: non uscite gonfi, uscite contenti. Se arrivate pensando al ramen grasso e prepotente restate spiazzati, ma se date una possibilità a questo modo diverso di fare le cose, con l’anatra al posto del maiale e i porri a fare da contrappunto, capite in fretta perché la gente fa la fila. Per me i soldi sono ben spesi, e con tante sedi sparse è difficile trovare una scusa per non provarlo.
Puoi trovare questo luogo nella mia mappa del Giappone su Google Maps:
Ramen Kamo to Negi Shibuya Miyamasuzaka Branch - lì vicino trovate:
A 29 metriUna catena, con sede principale a Ginza.
A 51 metriBuon sushi a Shibuya.
A 67 metriTonkatsu insuperabile.
A 86 metriCentro commerciale.
A 87 metriPer mangiare bene.
A 90 metriUn buon caffè.
Ramen Kamo to Negi Asakusa - lì vicino trovate:
A 40 metriOttima catena di sushi.
Grande porta d'ingresso alla zona del tempio.
Informazioni e un bel panorama.
A 96 metriNegozio con Hello Kitty e altri personaggi.
La strada dei souvenir di Asakusa.
Ottimo sushi.
Ramen Kamo to Negi Shinjuku - lì vicino trovate:
A 22 metriVeramente immensa.
A 78 metriNegozio con Hello Kitty e altri personaggi.
A 81 metriBar-ristorante.
A 90 metriFantastica catena di ristoranti di ramen.
A 91 metriGrande magazzino.
Kaiten sushi economico.

Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).