Una ciotola di ramen con carne d'anatra e porri servita in un ristorante Ramen Kamo to Negi in Giappone.

Kamo to Negi

Un ramen fatto praticamente solo di anatra e porro, con un brodo che resta limpido e senza glutammato aggiunto, è una di quelle cose che ti ribaltano l’idea di cosa può essere una ciotola di noodle.
Ramen Kamo to Negi non è un buco introvabile da cercare col lanternino: lo trovate in parecchi punti, da Ueno ad Asakusa, da Shibuya a Shinjuku fino a Sugamo, e ormai pure a Osaka, quasi sempre attaccato a una stazione e in certi casi aperto a qualunque ora.
Ci venite per l’anatra, in fettine morbide o come confit, e per i porri che scegliete voi al momento. Va bene per un pranzo svelto da soli o per una cena senza appesantirsi, quando avete voglia di qualcosa di gustoso ma non pesante.

Marco Togni posa con una ciotola di ramen con carne d'anatra all'interno del ristorante Ramen Kamo to Negi.
Sono pronto ad assaggiare il famoso ramen con anatra e porri. Notate come la disposizione al tavolo sia essenziale, con la tipica stuoia verde ad accogliere la ciotola.
Una ciotola di ramen con fette di anatra e cipollotto presso il ristorante Ramen Kamo to Negi in Giappone.
Il cipollotto grigliato rilascia un aroma intenso nel brodo ambrato. Usate le bacchette per mescolarlo bene con i filamenti bianchi prima di iniziare a consumare il pasto.

Piatti e prezzi

Il cuore di tutto è un brodo tirato con anatra, porro e acqua, niente altro. Nessun insaporitore, e infatti quello che arriva è un liquido chiaro che però ha una spinta di anatra bella netta, senza quell’odore forte di selvatico che ci si aspetta.

  • Ramen di anatra: il piatto base, brodo di sola anatra e porro, con fettine di anatra morbida adagiate sopra.
  • Kamo confit men: la versione con il confit, cioè l’anatra cotta piano nel suo grasso, rosata, che si scioglie in bocca.
  • Tsukesoba di anatra: noodle da intingere in una ciotola di brodo di anatra più concentrato e denso.
  • Wonton di anatra: ravioli morbidi ripieni di anatra, da aggiungere o prendere a parte.
  • Oyakodon da bere: la ciotola di riso con pollo e uovo così morbida e colante che quasi la mandi giù con il cucchiaio.
  • Toro takudon: riso con tonno grasso e takuan, il ravanello in salamoia che fa il contrasto croccante.
Un cuoco con divisa bianca prepara carne d'anatra su un tagliere all'interno del ristorante Ramen Kamo to Negi.
Dalla postazione a vista è possibile osservare il cuoco mentre affetta la carne d'anatra al momento. La rapidità nel servizio garantisce la freschezza degli ingredienti.
Una ciotola di ramen con fette di anatra e porri presso il ristorante Ramen Kamo to Negi, vista dall'alto.
Le fette di anatra mantengono un colore rosato e una consistenza tenerissima. Il grasso della carne si scioglie leggermente nel brodo, creando una patina molto saporita.

Un paio di cose da sapere prima di ordinarlo. I porri sono la parte che vi tornerà più utile: ne trovate tre tipi e ne scegliete due, dal porro bianco tagliato a rondelle con la scaglia di katsuobushi fino a quello più profumato, e servono a spezzare il grasso dell’anatra e a dare croccantezza a ogni cucchiaiata.
Il confit è un’altra faccenda rispetto al solito chashu di maiale: è rosa dentro, tenero, e non ha niente di affumicato o carico, per cui se cercate la fetta di maiale spessa e grassa qui prendete una strada diversa.
L’oyakodon poi è generoso e riempie parecchio, quindi valutate bene se prenderlo insieme al ramen o rischiate di uscire più pieni del previsto.

Sul prezzo si sta tranquilli: siamo sui 1.000–1.500 yen a testa per una ciotola, e se ci aggiungete un riso arrivate verso i 1.800. Per quello che vi mettono davanti, con l’anatra lavorata così e un brodo pulito, non è caro. Quando ho voglia di un brodo che non pesa ma che senti pieno di anatra, è uno dei primi nomi che mi vengono in mente, perché con poco più di mille yen mi porto a casa una ciotola che altrove pagherei molto di più.

Dove lo trovate

Non c’è una sede sola da inseguire, ed è il bello della faccenda. Ci sono locali sparsi in mezza Tokyo, da Ueno-Okachimachi ad Asakusa vicino al Kaminarimon, a Shibuya, a Shinjuku e a Sugamo, più uno a Umeda dentro Osaka, quasi tutti a un paio di minuti a piedi dalla stazione.
Questo vi semplifica la vita: se state girando per Asakusa o siete sul treno verso Shibuya, con ogni probabilità ne avete uno a tiro senza dover programmare niente.
Un’altra comodità è l’orario: alcune sedi, come quella principale vicino ad Ameyoko e quella di Asakusa, restano aperte a qualsiasi ora, per cui ci si incastra bene anche quando avete fame a notte fonda e mezza città ha già chiuso.

Code e posti

Il sistema è quello classico da ramen: si compra il biglietto alla macchinetta all’ingresso e si aspetta il proprio turno. Mentre siete in fila arriva qualcuno a chiedervi quali porri volete, così quando vi sedete parte tutto liscio.
I posti sono stretti, ci si sfiora con il vicino di bancone e non è il tipo di locale dove ci si accomoda per chiacchierare un’ora.
Nelle sedi più famose, nel fine settimana e a mezzogiorno, la fila può essere lunga: davanti a quella storica di Okachimachi capita di trovare decine di persone già prima dell’apertura. La buona notizia è che il ricambio è veloce e che avere tanti locali sparsi aiuta a schivare l’attesa peggiore: se uno è preso d’assalto, spesso ne avete un altro a poca distanza.

Interno del ristorante Ramen Kamo to Negi con tavoli in legno, sedute verdi e lampade a lanterna in Giappone.
L'arredamento in legno e le sedute verdi creano un ambiente pulito e ordinato. Per trovare posto rapidamente è consigliabile arrivare fuori dai classici orari di punta.
Cartello informativo con istruzioni sull'uso dello yuzu kosho presso il ristorante Ramen Kamo to Negi.
Sul tavolo trovate un cartello con le istruzioni per aggiungere lo yuzu kosho. Seguite le indicazioni per bilanciare il sapore forte dell'anatra con le note agrumate.

In breve

Pro:

  • Brodo di sola anatra, porro e acqua, senza glutammato: chiaro ma con un gusto di anatra pieno
  • Confit rosato che si scioglie, e porri da scegliere che alleggeriscono ogni cucchiaiata
  • Tante sedi attaccate alle stazioni, alcune aperte anche a notte fonda

Contro:

  • Banconi stretti e file nei giorni di punta nelle sedi più note
  • Se cercate un ramen grasso e carico, qui non è aria

Ideale per: un pranzo veloce da solo, o una ciotola gustosa ma leggera dopo una giornata in giro, anche a ora tarda in certe sedi

Atmosfera: banconi stretti, ritmo svelto, gente che mangia con la testa dentro la ciotola e via

Conclusione

Qui si paga la qualità dell’anatra e la pulizia del brodo, non la quantità: non uscite gonfi, uscite contenti. Se arrivate pensando al ramen grasso e prepotente restate spiazzati, ma se date una possibilità a questo modo diverso di fare le cose, con l’anatra al posto del maiale e i porri a fare da contrappunto, capite in fretta perché la gente fa la fila. Per me i soldi sono ben spesi, e con tante sedi sparse è difficile trovare una scusa per non provarlo.

Informazioni utili

Nome: Ramen Kamo to Negi Ueno Okachimachi Main Store
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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).