Portale KaminarimonA 45 metri
Grande porta d'ingresso alla zona del tempio.

La porta Kaminarimon segna l’inizio della strada Nakamise-dori, uno dei luoghi preferiti dai turisti a caccia di souvenir e oggetti antichi.
Non aspettatevi, però, il classico viale ricco di bancarelle e negozi moderni: questa strada è una delle più vecchie della città e nei suoi negozietti antichi si respira un’atmosfera carica di tradizione e di storia che, unita alla gentilezza unica della popolazione locale, vi riporterà indietro nel tempo facendovi rivivere nell’epoca in cui questa stradina si è cominciata ad animare.
Nakamise-dori è il viale d’accesso al Senso-ji e si percorre tutta in linea retta: si parte dal grande lampione rosso del Kaminarimon e si finisce davanti alla seconda porta del tempio, la Hozomon.
In mezzo ci sono solo 250 metri, ma difficilmente li farete in pochi minuti: le bancarelle sono una attaccata all’altra sui due lati, quasi novanta in tutto, e la fiumana di gente che avanza lentamente fa il resto.
Ogni tanto alzate lo sguardo: sopra le teste il viale è coperto di decorazioni floreali che cambiano con le stagioni, dai fiori di ciliegio della primavera ai colori dell’autunno. È il dettaglio che si perdono tutti, con gli occhi puntati sulle vetrine.
All’inizio del 1600, sotto il governo di Tokugawa Ieyasu, la città di Edo cominciò rapidamente a svilupparsi e a prosperare attorno all’ormai rinomato tempio di Senso-ji. Fu allora che gli abitanti incominciarono ad aprire nuovi esercizi ed attività nei pressi del tempio e da qui ebbe origine Nakamise-dori.
Tra i banchi di souvenir sopravvivono ancora botteghe di famiglia che vendono quello che vendevano i loro nonni: ventagli, tenugui di cotone stampato, sandali geta, bambole e ombrelli di carta.
La più curiosa sta in fondo al viale, dalla parte del tempio, ed è aperta dal 1866: è l’unica in Giappone rimasta a produrre i giocattoli in miniatura di epoca Edo, oggetti minuscoli fatti a mano che nacquero quando lo shogun proibì i balocchi troppo vistosi ai ricchi mercanti.
Ne trovate qualche migliaio, uno diverso dall’altro, dentro una vetrina larga poco più di un metro e mezzo: guardateli bene, ognuno ha il suo significato beneaugurante.
Nei suoi 250 metri Nakamise-dori brulica di attività e nelle sue oltre 80 bancarelle potete trovare ogni tipo di merce: souvenir, accessori per i capelli, bambole, portafortuna, oggetti artigianali, cartoline, dolci e prodotti alimentari tipici. Questo antico mercato è il luogo perfetto per acquistare souvenir e provare le prelibate specialità giapponesi. Le saracinesche dei negozietti sono usate come una sorta di tela e sono decorate con bellissimi disegni raffiguranti scene della tradizione; se visitate il mercato verso sera approfittatene per fare una passeggiata nel viale quando le bancarelle saranno chiuse per poter contemplare queste bellissime opere d’arte moderna. L’insieme di questi dipinti ha anche un nome, Asakusa Emaki, il rotolo illustrato di Asakusa: le scene si leggono una dopo l’altra come un unico racconto che mette in fila la storia del quartiere e le feste delle quattro stagioni. Sono nate nel 1989 su disegno del pittore Ikuo Hirayama e quando le vecchie saracinesche sono state cambiate le hanno rifatte identiche, quindi quello che vedete a serrande abbassate è ancora l’opera originale.
Nella strada Nakamise-dori si tengono anche eventi speciali durante tutto l’anno.
Se ad esempio visitate Asakusa a novembre non perdetevi il Tori No Ichi, che si tiene poco lontano di qui al santuario Otori: un evento molto curioso che vede la partecipazione di tantissimi imprenditori a caccia di fortuna per le loro attività. Alla fine di dicembre, il mercato si adorna per le festività e le bancarelle traboccano di articoli tradizionali per il capodanno.
Metà del divertimento di Nakamise-dori sta nei banchi di dolci. I più classici sono i ningyo-yaki, dolcetti caldi di pastella e fagioli rossi cotti dentro stampi a forma di piccione, pagoda, lampione e dio del tuono: i simboli di Asakusa, tutti in un sacchetto di carta. Il negozio più antico che li prepara sta qui dal 1868 e li sforna di continuo.
Poi ci sono gli age-manju, i dolci di fagioli fritti al momento e serviti bollenti, le kibi dango infilate sullo stecco e ricoperte di soia dolce, e i senbei di riso grigliati sulla brace, che sentite prima col naso che con gli occhi.
È il modo migliore per capire che questa strada, prima ancora di essere un mercato di souvenir, è sempre stata una strada di dolci, come ai tempi di Edo.
Nakamise-dori comincia subito dietro la porta Kaminarimon: qualunque mezzo prendiate il riferimento è sempre quello, puntate al lampione rosso e ci siete. Dalle stazioni di Asakusa, sia quelle della metropolitana sia quella della ferrovia Tobu, si arriva alla porta in due minuti scarsi, sempre che riusciate a farvi largo tra la gente sul marciapiede.
Un po' più defilata è la stazione del Tsukuba Express, da cui ci vogliono cinque minuti di camminata.
L'arrivo più bello però è dal fiume Sumida: scendendo dal battello all'imbarcadero di Asakusa vi trovate la porta a pochi passi.
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Nakamise Dori
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Ottimo sushi.

Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).