
Sugamo
Sugamo è la Tokyo che va piano, e a me piace proprio per questo. Niente grattacieli da fotografare, nessun incrocio da attraversare di corsa: qui il ritmo lo dettano le persone anziane che riempiono una via di circa 800 metri, con le borse della spesa e tutto il tempo del mondo.
La chiamano l’Harajuku delle nonne, e il soprannome dice già tutto: stessa idea di strada dello shopping, ma pensata per chi ha passato gli ottanta invece dei quindici, con un paio di centinaia tra negozi e ristoranti. È una fetta di città che quasi nessun turista mette in programma, e secondo me è un peccato, perché racconta il Giappone di tutti i giorni molto più di tante mete blasonate.
Indice
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I giorni del quattro
La strada cambia faccia nei giorni con il quattro. Vi consiglio di venire in un “giorno del 4″, cioè il 4, il 14 e il 24 del mese, perché è quando la via è più viva e piena di gente.
Il mercato dei quattro è nato quando la festa originale del 24, giornata del Jizo, è stata allargata anche agli altri due giorni con le bancarelle.
In quelle date trovate la via nel suo momento migliore, con gli stand di dolci, vestiti, chincaglieria e roba di seconda mano uno dietro l’altro, e i prezzi restano bassi. Nei giorni normali è tutto più lento e qualche bancarella manca, ma per me vale comunque la passeggiata, perché vedete la vita di quartiere senza calca.
Una cosa mettetela in conto: qui non cercate localini alla moda o menu in inglese a ogni angolo. È una strada di negozi storici e di alimentari, dove la gente viene per comprare davvero, non per la foto.
Cosa si compra qui
Le vetrine di Jizo-dori sono la parte più divertente, perché mettono in fila cose che a Tokyo non trovate altrove. Ci sono botteghe di tè, negozi di articoli per l’altare buddista, banchi di abbigliamento comodo e scarpe larghe, e più di una vetrina di bastoni da passeggio.
Il rosso portafortuna ha addirittura la sua catena: Maruji, che sulla via ha più di un’insegna, compresa una dedicata solo alle donne.
Sul fronte del cibo la specialità resta il salato che si infila nel dolce: la bottega storica dei daifuku al sale lavora dal 1937 e ha quasi sempre un po’ di coda. Intorno trovate senbei tostate a mano, anpan e qualche banco dove si mangia in piedi.
Il rosso e Koganji
Se c’è una cosa che salta all’occhio è il rosso. Nei negozi trovate biancheria intima rossa in ogni taglia, portata come portafortuna per la salute e la lunga vita, e le persone anziane la indossano sul serio, non è una trovata per turisti.
A metà via c’è il tempio Koganji, quello del Togenuki Jizo. La leggenda racconta di un ago ingoiato ed espulso grazie a un pezzetto di carta del tempio, e da lì la fama del Jizo che toglie le spine, quelle vere e quelle di preoccupazioni e malanni. Il Jizo però non lo vedrete: la statua principale è un hibutsu, un’immagine segreta che non viene mai esposta al pubblico. Quello che si porta a casa è l’omikage, un foglietto di carta grande poco più di un francobollo con la figura del Jizo stampata sopra, che si ritira dentro la sala principale. Si ingoia con un sorso d’acqua quando qualcosa fa male, ed è esattamente il rimedio della storia dell’ago.
Davanti c’è la statua della Arai Kannon: si versa acqua sulla figura e si strofina con un panno la stessa parte del corpo che vi fa male, sperando che il dolore passi. C’è quasi sempre una fila silenziosa di persone anziane, ognuna a lucidare spalle, ginocchia, schiena.
Prima di andarvene provate il dolce della zona, il daifuku salato, quella pallina di mochi ripiena di fagioli con un pizzico di sale che taglia il dolce. E se vi resta tempo, sappiate che i ciliegi Somei-Yoshino portano il nome proprio di questo angolo di città: a una fermata di treno c’è il giardino Rikugien, e poco oltre Ikebukuro, se avete voglia di tornare al pieno ritmo di Tokyo.
Come arrivare
La via comincia a un passo dalla stazione di Sugamo: uscite dal lato nord, attraversate il grande viale e in cinque minuti siete davanti all'insegna rossa di Jizo-dori, dall'estremità più trafficata. Con la metro Mita è ancora più corto: l'uscita A3 vi lascia proprio sull'imbocco.
Il modo più bello resta però il tram: scendete a Koshinzuka e percorrete la via dal capo più tranquillo, camminando verso la stazione grande.
Informazioni utili
- Stazione Sugamo (JR Yamanote, Toei Mita): uscita nord o uscita A3
- Fermata Koshinzuka (Tokyo Sakura Tram, la vecchia Toden Arakawa): all'altro capo della via
- Stazione Otsuka (JR Yamanote): circa 8 minuti a piedi
Mappa
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Sugamo
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Autore
Marco Togni
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).




