Otsuka

Otsuka è una di quelle fermate della Yamanote che quasi nessuno segna sull’itinerario, e secondo me è un peccato.
Basta scendere una stazione prima di Ikebukuro e il ritmo cambia del tutto: niente folla, niente grattacieli, solo strade dritte con i binari di un vecchio tram che le tagliano in mezzo.
Ci vengo quando ho voglia di una Tokyo più bassa e lenta, fatta di izakaya piccole, insegne un po’ consumate e gente del posto che rientra a casa. In mezz’ora vi fate un’idea, ma se restate fino a sera è tutta un’altra storia.

Ristoranti

Esterno di un punto vendita Doutor Coffee presso una stazione di servizio in autostrada in Giappone con menu esposti.
Un piatto con pollo a Sizzler grigliato, purè di patate e limone su un tavolo di legno nel ristorante Sizzler.

Negozi

Il negozio Don Quixote nella zona di Shinjuku Est.
L'ingresso di un negozio della catena seijo Ishii.
Uno dei negozi Uniqlo.

Quartieri vicini

La strada di Ikebukuro che porta al centro commerciale Sunshine City.

Sendagi

Passeggiata tra botteghe e templi.
Marco Togni guarda i rami di ciliegi in fiore su un marciapiede ad Otsuka, vicino alla stazione a primavera a Tokyo.
Guardo i ciliegi in fiore vicino alla stazione. A Otsuka le fioriture primaverili si mescolano agli edifici residenziali senza la folla dei parchi principali.
Una ciotola di ramen con maiale e germogli di bambù servita sul bancone del ristorante Nakiryu a Tokyo.
Il bancone di Nakiryu svela un brodo limpido e ingredienti curati al millimetro. Mettete in conto un po' di attesa per assaggiare questo ramen stellato.

Nord e sud

Appena passate i tornelli conviene scegliere il lato, perché i due volti di Otsuka non si somigliano.
Il lato nord è quello che preferisco quando cala il buio: vicoli stretti con le lanterne accese, banconi minuscoli dove si mangia gomito a gomito, e capita di finire a parlare con chi ti siede accanto senza nemmeno accorgertene. Non è per turisti, e a me piace proprio per questo.
Il lato sud è più ordinato e comodo di giorno, con una galleria commerciale coperta e la piazza rifatta davanti alla stazione.
Qui trovate le cose pratiche, supermercati e catene, il tipo di posto dove vive davvero chi lavora in centro e cerca affitti più bassi restando attaccato alla linea circolare.

Cartellone pubblicitario nero con tariffe per un love hotel ad Otsuka a Tokyo, che mostra prezzi a partire da 500 yen.
I cartelli dei love hotel espongono le tariffe direttamente in strada. Questo offre persino una sosta super breve da cinquecento yen per quindici minuti.
Un piatto di gyoza fritti e un boccale di birra chiara su un tavolo in legno al ristorante Fight Gyoza di Otsuka.
Da Fight Gyoza i ravioli hanno una crosta spessa e dorata perfetta da abbinare a una birra ghiacciata. Sul menu plastificato trovate subito i prezzi base.

Il tram e le rose

A Otsuka la Yamanote incrocia il Toden Arakawa, l’ultimo tram rimasto in servizio a Tokyo, oggi chiamato anche Sakura Tram.
È una carrozzina che si infila tra le case a passo d’uomo e attraversa quartieri residenziali che dai treni normali non vedreste mai. Ultima traccia di una rete un tempo estesa, e da sola vale la deviazione.
Una corsa costa pochissimo, tariffa unica a prescindere da dove scendete, e c’è un biglietto giornaliero da qualche centinaio di yen se volete girare senza pensieri.
Il pezzo forte sono le rose: lungo i binari e nella piazzetta della stazione ci sono aiuole piene di cespugli, e sorprende sapere che sono stati piantati dai volontari del posto. Se capitate in primavera è il momento in cui esplodono, ma tornano in autunno. Io vi consiglio di salire e scendere qualche fermata verso Oji, senza meta.

L'insegna blu del ristorante indiano Yappari India, a Otsuka (Tokyo), posizionata sopra l'ingresso al secondo piano.
Alzando lo sguardo tra i cavi elettrici spiccano le insegne del ristorante Yappari India. A Tokyo i locali migliori si trovano spesso ai piani superiori.
Marco Togni beve un caffè del 7 Eleven ad Otsuka davanti alla stazione, con edifici urbani e cartellonistica sullo sfondo.
Una pausa nel piazzale con un caffè ghiacciato del 7-Eleven. I minimarket offrono sempre ottime opzioni economiche per rinfrescarsi mentre si esplora la zona.

Dormire e dintorni

Se cercate una base diversa dal solito, Otsuka ha un vantaggio pratico: siete su un nodo della Yamanote ma dormite in una zona silenziosa e a prezzi più umani rispetto ai quartieri centrali.
Proprio davanti alla stazione, a due passi dalla fermata del tram, c’è l’OMO5 di Hoshino Resorts, un albergo giovane che dentro gioca col tema del tram e organizza pure giri nel quartiere con lo staff.
Quello che consiglio, più che fermarsi qui per la zona in sé, è usarla come base e allargarsi intorno a piedi o con un paio di fermate:

  • Ikebukuro: per il pieno di gente e negozi
  • Sugamo: lenta e molto locale
  • Il tempio Gokokuji: scampato alle bombe

Per la sola Otsuka basta mezza giornata, meglio se sconfina nella sera.
Non aspettatevi grandi monumenti né viste da cartolina: qui si viene per il tram, per i vicoli e per mangiare bene spendendo poco. A me tanto basta.

Informazioni utili

Nome: Otsuka

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).