
Otsuka
Otsuka è una di quelle fermate della Yamanote che quasi nessuno segna sull’itinerario, e secondo me è un peccato.
Basta scendere una stazione prima di Ikebukuro e il ritmo cambia del tutto: niente folla, niente grattacieli, solo strade dritte con i binari di un vecchio tram che le tagliano in mezzo.
Ci vengo quando ho voglia di una Tokyo più bassa e lenta, fatta di izakaya piccole, insegne un po’ consumate e gente del posto che rientra a casa. In mezz’ora vi fate un’idea, ma se restate fino a sera è tutta un’altra storia.
Indice
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Sendagi
Nord e sud
Appena passate i tornelli conviene scegliere il lato, perché i due volti di Otsuka non si somigliano.
Il lato nord è quello che preferisco quando cala il buio: vicoli stretti con le lanterne accese, banconi minuscoli dove si mangia gomito a gomito, e capita di finire a parlare con chi ti siede accanto senza nemmeno accorgertene. Non è per turisti, e a me piace proprio per questo.
Il lato sud è più ordinato e comodo di giorno, con una galleria commerciale coperta e la piazza rifatta davanti alla stazione.
Qui trovate le cose pratiche, supermercati e catene, il tipo di posto dove vive davvero chi lavora in centro e cerca affitti più bassi restando attaccato alla linea circolare.
Il tram e le rose
A Otsuka la Yamanote incrocia il Toden Arakawa, l’ultimo tram rimasto in servizio a Tokyo, oggi chiamato anche Sakura Tram.
È una carrozzina che si infila tra le case a passo d’uomo e attraversa quartieri residenziali che dai treni normali non vedreste mai. Ultima traccia di una rete un tempo estesa, e da sola vale la deviazione.
Una corsa costa pochissimo, tariffa unica a prescindere da dove scendete, e c’è un biglietto giornaliero da qualche centinaio di yen se volete girare senza pensieri.
Il pezzo forte sono le rose: lungo i binari e nella piazzetta della stazione ci sono aiuole piene di cespugli, e sorprende sapere che sono stati piantati dai volontari del posto. Se capitate in primavera è il momento in cui esplodono, ma tornano in autunno. Io vi consiglio di salire e scendere qualche fermata verso Oji, senza meta.
Dormire e dintorni
Se cercate una base diversa dal solito, Otsuka ha un vantaggio pratico: siete su un nodo della Yamanote ma dormite in una zona silenziosa e a prezzi più umani rispetto ai quartieri centrali.
Proprio davanti alla stazione, a due passi dalla fermata del tram, c’è l’OMO5 di Hoshino Resorts, un albergo giovane che dentro gioca col tema del tram e organizza pure giri nel quartiere con lo staff.
Quello che consiglio, più che fermarsi qui per la zona in sé, è usarla come base e allargarsi intorno a piedi o con un paio di fermate:
- Ikebukuro: per il pieno di gente e negozi
- Sugamo: lenta e molto locale
- Il tempio Gokokuji: scampato alle bombe
Per la sola Otsuka basta mezza giornata, meglio se sconfina nella sera.
Non aspettatevi grandi monumenti né viste da cartolina: qui si viene per il tram, per i vicoli e per mangiare bene spendendo poco. A me tanto basta.
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Autore
Marco Togni
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).






