Sendagi
Sendagi è uno di quei posti dove Tokyo rallenta e torna a misura d’uomo. Fa parte di Yanesen, il nome che tiene insieme Yanaka, Nezu e Sendagi, tre pezzi di città vecchia rimasti quasi intatti a nord di Ueno, dove si sente ancora l’atmosfera dello shitamachi, la vecchia Tokyo bassa.
Qui non ci sono grattacieli né incroci pieni di schermi: si cammina tra case basse, botteghe piccole e templi, e ogni tanto ti passa davanti un gatto senza fretta. A me piace proprio perché è la Tokyo che non aspetti, quella dei quartieri dove la gente vive davvero.
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Scendere a Sendagi
La stazione di Sendagi è piccola e sta solo sulla linea Chiyoda della metro, quella verde. È comoda perché vi lascia proprio in mezzo al quartiere, senza svincoli o cavalcavia da attraversare.
Le uscite sono poche e semplici, ma un paio di cose vi tornano utili:
- una vi porta verso Dango-zaka: buona per iniziare con calma, senza folla.
- un’altra punta verso Yanaka: se volete andare dritti tra i negozietti.
Se avete un pass ferroviario e volete risparmiare il biglietto, scendete invece a Nippori con la linea JR e fate una decina di minuti a piedi: si arriva lo stesso, entrando dal lato di Yanaka.
Quando venirci
Di giorno Sendagi è tranquilla e piena di piccole cose da guardare senza fretta. La primavera è il momento in cui do la precedenza a questa zona, perché il santuario Nezu, poco più a sud, si riempie di azalee e diventa un tappeto di colore.
C’è anche una festa dedicata proprio a quei fiori, con bancarelle di cibo lungo i vialetti: è il periodo più affollato, quindi se cercate calma venite di prima mattina. Il giardino delle azalee ha un piccolo ingresso, ma si spende poco.
Di sera il quartiere cambia pochissimo e resta molto residenziale: qualche locale piccolo, luci basse, poche insegne. Non venite qui aspettandovi vita notturna, perché non è quel tipo di posto. Io vi direi di trattarla come una passeggiata di giorno, magari chiudendo con un dolce da Mister Donut, che qui ha un suo perché nostalgico.
A piedi fino a Yanaka
Sendagi si gira meglio se la unite a Yanaka e Nezu, perché sono attaccate e si passa dall’una all’altra a piedi in pochi minuti. Per una giornata piena vi consiglio di partire da qui, scendere verso la via delle botteghe e chiudere al santuario.
In tutto bastano poche ore, e potete allungare fino a Ueno se avete ancora voglia di camminare.
Una cosa che rende diversa questa zona è la storia: mentre gran parte di Tokyo è stata ricostruita dopo la guerra, qui i vicoli e le case basse si sono salvati, ed è per questo che sembra un altro tempo. A Sendagi visse anche lo scrittore Mori Ogai, e oggi c’è un museo che porta il suo nome: non è una tappa da grande turismo, ma spiega bene perché tanti artisti sceglievano di stare proprio qui.
Dormirci? Ha senso solo se cercate silenzio e siete disposti a prendere la metro per il centro. Per una prima volta a Tokyo io resterei più comodo, e a Sendagi ci verrei in giornata.
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Autore
Marco Togni
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).


