
Uguisudani
Uguisudani è una fermata della Yamanote a un passo da Ueno, e per me è più un punto d’appoggio che una meta vera. Ve lo dico subito: è un quartiere secondario e non turistico, e la prima cosa che salta all’occhio appena si esce dalla stazione è la fila di love hotel appiccicati ai binari.
Non è un posto dove vi mando apposta per una giornata intera, ma se scendete qui vi ritrovate a pochi minuti a piedi dalla parte nord del Parco di Ueno, e tutto intorno resta un pezzo di Tokyo vecchia, quella dei quartieri bassi.
Prendetela così: una deviazione curiosa, non una tappa da segnare in agenda.
Indice
Cosa vedere

Negozi
Quartieri vicini
Okachimachi
Sendagi
I love hotel
La zona attorno alla stazione, soprattutto sul lato est, ha una forte concentrazione di love hotel, ammassati lungo il pendio che scende dai binari. Di giorno le insegne sono spente e le strade restano tranquille, di sera si accendono i neon e il giro di gente cambia del tutto.
Non c’è niente di losco e si cammina tranquilli anche da soli, perché siamo pur sempre in una delle città più sicure che ci siano. Se non sapete come funzionano questi posti, in due parole:
- Riposo o pernottamento: si sceglie tra il riposo di poche ore e il pernottamento, e la formula notte di solito conviene dopo una certa ora di sera.
- Tariffe basse: si parla di qualche migliaio di yen a stanza, ma cambiano parecchio da un locale all’altro.
- Niente prenotazione: si guarda il pannello all’ingresso con le stanze libere e si paga in modo discreto, spesso senza incrociare nessuno.
Molti viaggiatori li usano anche come dormita economica al posto di un hotel normale. Io vi dico solo di tenere presente due cose: la stanza si prende a fasce orarie, e intorno avete comunque un quartiere a luci rosse, non una via di negozi.
La stazione che nessuno usa
Un numero spiega meglio di tante parole che aria tira qui: a Uguisudani salgono sui treni 24.000 persone al giorno, il fondo della classifica della Yamanote, su una linea dove a Shinjuku ne contano più di mezzo milione. Per anni è stata proprio la meno usata dell’anello.
Il motivo è che qui non si cambia per nessun’altra linea e di giorno non c’è nessun motivo per scendere: chi punta ai musei si ferma a Ueno, chi punta a Yanaka scende a Nippori.
Per voi però è un vantaggio: le banchine restano semivuote anche in piena ora di punta, e a una fermata dalla confusione di Ueno vi ritrovate in una stazione che sembra di un’altra Tokyo.
Perché si chiama così
Il nome vuol dire valle degli usignoli: l’uguisu è il piccolo uccello famoso per il suo canto a inizio primavera. Prima che Tokyo si mangiasse tutto, qui c’era davvero una valletta con un bosco dove vivevano questi uccelli, e si racconta che un abate del tempio Kaneiji, a Ueno, ne avesse fatti portare parecchi per sentirli cantare.
Di quella valle oggi resta il dislivello: l’uscita nord sta in alto e guarda la conca sottostante, comoda per chi va verso il Parco di Ueno e i musei, mentre quella sud scende tra i binari, nel vecchio quartiere di Negishi. Uguisudani, tra l’altro, non esiste come indirizzo: è solo il nome della stazione, perché l’area è Negishi a tutti gli effetti e sulle targhe delle vie quel nome non lo trovate. L’usignolo però è rimasto in un posto: la mattina, sul binario, tra un annuncio e l’altro parte il canto registrato dell’uguisu. È un dettaglio da niente, ma fa sorridere.
Negishi è la Tokyo bassa di una volta, case piccole e stradine strette, e a me piace proprio perché a due passi dai neon trovi un silenzio da paese. Dal periodo Edo fino all’era Meiji questa era una zona residenziale tranquilla, amata da scrittori e artisti, e resta legata al poeta Masaoka Shiki, uno dei nomi grossi dell’haiku, che qui visse.
Se cercate un dettaglio diverso, a pochi passi c’è anche il Tokyo Kinema Club, un ex locale da cabaret trasformato in sala per concerti, che ha tenuto l’aria del dopoguerra: aspettatevi spettacoli in giapponese, non nomi internazionali, ma è il posto che secondo me racconta meglio che tipo di quartiere è questo.
La casa di Masaoka Shiki
Di Shiki, a Negishi, è rimasta la casa, ed è l’unica cosa della zona che si può davvero visitare. Era un alloggio di servizio della residenza dei Maeda, e lui ci si trasferì nel 1894 passandoci gli ultimi anni inchiodato al futon dalla tubercolosi, a scrivere fino a pochi giorni dalla morte.
La casa originale bruciò nei bombardamenti del 1945, ma i manoscritti si salvarono nel magazzino in muratura dietro casa, e quella che si visita oggi è la ricostruzione del 1950 voluta dai suoi allievi.
Dentro c’è pochissimo, e funziona proprio per quello: due stanze di tatami, la scrivania bassa con l’incavo per la gamba che non riusciva più a piegare, e la finestra sul giardinetto che lui guardava dal letto e che gli finì dentro agli ultimi versi.
Come arrivare
Da Ueno è una sola fermata di Yamanote verso nord, ma se siete già dentro il parco conviene farsela a piedi: dalla zona del museo nazionale sono poco più di dieci minuti.
Contano le uscite: quella nord vi lascia in alto, dal lato del parco e dei musei, quella sud scende nel vecchio quartiere di Negishi.
Arrivando da Nippori siete a una fermata soltanto, e volendo ci arrivate anche a piedi in un quarto d'ora costeggiando i binari.
Informazioni utili
- Stazione Uguisudani (JR Yamanote, JR Keihin-Tohoku): uscita nord verso il Parco di Ueno, uscita sud verso Negishi
- Stazione Iriya (metro Hibiya): circa 8 minuti a piedi
- Nelle ore centrali della giornata i treni della Keihin-Tohoku passano senza fermare: contate sulla Yamanote
Mappa
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Uguisudani
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Autore
Marco Togni
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).




