
Uguisudani
Uguisudani è una fermata della Yamanote a un passo da Ueno, e per me è più un punto d’appoggio che una meta vera. Ve lo dico subito: è un quartiere secondario e non turistico, e la prima cosa che salta all’occhio appena si esce dalla stazione è la fila di love hotel appiccicati ai binari.
Non è un posto dove vi mando apposta per una giornata intera, ma se scendete qui vi ritrovate a pochi minuti a piedi dalla parte nord del Parco di Ueno, e tutto intorno resta un pezzo di Tokyo vecchia, quella dei quartieri bassi.
Prendetela così: una deviazione curiosa, non una tappa da segnare in agenda.
Cosa vedere

Negozi
Quartieri vicini
Okachimachi
Sendagi
I love hotel
La zona attorno alla stazione, soprattutto sul lato est, ha una forte concentrazione di love hotel, ammassati lungo il pendio che scende dai binari. Di giorno le insegne sono spente e le strade restano tranquille, di sera si accendono i neon e il giro di gente cambia del tutto.
Non c’è niente di losco e si cammina tranquilli anche da soli, è una delle zone con meno episodi segnalati tra le stazioni della Yamanote, in una delle città più sicure che ci siano. Se non sapete come funzionano questi posti, in due parole:
- Riposo o pernottamento: si sceglie tra il riposo di poche ore e il pernottamento, e la formula notte di solito conviene dopo una certa ora di sera.
- Tariffe basse: si parla di qualche migliaio di yen a stanza, ma cambiano parecchio da un locale all’altro.
- Niente prenotazione: si guarda il pannello all’ingresso con le stanze libere e si paga in modo discreto, spesso senza incrociare nessuno.
Molti viaggiatori li usano anche come dormita economica al posto di un hotel normale. Io vi dico solo di tenere presente due cose: la stanza si prende a fasce orarie, e intorno avete comunque un quartiere a luci rosse, non una via di negozi.
Perché si chiama così
Il nome vuol dire valle degli usignoli: l’uguisu è il piccolo uccello famoso per il suo canto a inizio primavera. Prima che Tokyo si mangiasse tutto, qui c’era davvero una valletta con un bosco dove vivevano questi uccelli, e si racconta che un abate del tempio Kaneiji, a Ueno, ne avesse fatti portare parecchi per sentirli cantare.
Di quella valle oggi resta il dislivello: l’uscita nord sta in alto e guarda la conca sottostante, comoda per chi va verso il Parco di Ueno e i musei, mentre quella sud scende tra i binari, nel vecchio quartiere di Negishi.
Negishi è la Tokyo bassa di una volta, case piccole e stradine strette, e a me piace proprio perché a due passi dai neon trovi un silenzio da paese. Dal periodo Edo fino all’era Meiji questa era una zona residenziale tranquilla, amata da scrittori e artisti, e resta legata al poeta Masaoka Shiki, uno dei nomi grossi dell’haiku, che qui visse.
Se cercate un dettaglio diverso, a pochi passi c’è anche il Tokyo Kinema Club, un ex locale da cabaret trasformato in sala per concerti, che ha tenuto l’aria del dopoguerra: aspettatevi spettacoli in giapponese, non nomi internazionali, ma è il posto che secondo me racconta meglio che tipo di quartiere è questo.
Informazioni utili
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Autore
Marco Togni
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).




