
Yurakucho
Yurakucho è una di quelle zone che si attraversano senza accorgersene, schiacciata com’è tra Ginza, Hibiya e la stazione di Tokyo, eppure ha un carattere tutto suo che salta fuori appena scendi dal treno.
Da un lato ci sono i grattacieli di vetro e i grandi magazzini, dall’altro i vicoli affumicati sotto la ferrovia, dove ci si siede gomito a gomito con impiegati appena usciti dall’ufficio.
Ci vengo spesso quando ho un paio d’ore libere in centro e non ho voglia di programmare niente: si cammina, si guarda, e a un certo punto ti ritrovi con una birra in mano senza averlo deciso. Ve lo dico subito, non è una tappa da mezza giornata piena, è più un pezzo di città da cucire ad altro.
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La stazione di Yurakucho sulla linea Yamanote è piccola e la sbrogli in fretta, molto più della vicina Tokyo. Il punto è capire da che parte uscire, perché i due lati portano a mondi diversi.
Se punti allo shopping o al Tokyo International Forum, quel palazzone di vetro e acciaio a forma di scafo, esci dal lato Marunouchi, quello che dà verso Bic Camera. Dall’altra parte, verso Ginza, ti ritrovi subito tra i marchi e le vetrine.
Sotto terra è tutto collegato, e questa è la cosa comoda da sapere. Se ti muovi in metropolitana i riferimenti utili sono un paio:
- La linea Yurakucho della metro: ferma proprio qui e ti evita di uscire all’aperto se piove.
- La stazione di Hibiya: a due passi sottoterra, ti apre su Hibiya Park e in direzione del Palazzo Imperiale, che con dieci minuti a piedi te li porti a casa.
- Ginza: è così vicina che spesso conviene arrivare da lì e finire a Yurakucho, o viceversa, senza mai riprendere il treno.
Io vi direi di non arrivarci puntando solo Yurakucho: rende molto di più come snodo tra una cosa e l’altra.
Sotto i binari
Qui c’è la parte che a me piace davvero, ed è il motivo per cui torno. Sotto le arcate di mattoni della ferrovia sopraelevata si infila una fila di locali minuscoli, quelli che in giapponese chiamano gado-shita, cioè le osterie sotto le travi.
Sono izakaya e banchetti di yakitori dove il treno ti passa sopra la testa ogni pochi minuti e nessuno ci fa più caso. Nei mesi caldi molti aprono verso la strada e mettono qualche sgabello fuori, così ti bevi la birra guardando la gente passare.
Di sera cambia tutto. A pranzo la zona è tranquilla e pulita, roba da pausa veloce, mentre dopo l’uscita dagli uffici si riempie di impiegati in camicia che restano in piedi a mangiare spiedini e bere.
Due cose pratiche, perché non vi colgano di sorpresa: in molti di questi posti c’è un piccolo coperto, e a volte arrivano al tavolo stuzzichini non ordinati che finiscono sul conto. Non è una fregatura, è la norma da izakaya, ma dare un’occhiata al totale quando siete in gruppo non fa mai male.
Il nome Yurakucho
C’è una storia dietro il nome che vale la pena conoscere, perché ti fa guardare la zona con occhi diversi. Si racconta che Yurakucho prenda il nome da Oda Urakusai, fratello minore del grande Oda Nobunaga, maestro della cerimonia del tè che secondo la tradizione aveva qui la sua residenza.
È più leggenda che certezza storica, ma rende l’idea di quanto questo fazzoletto di città sia vecchio, molto più dei grattacieli che vedi oggi.
Per un lungo tratto del Novecento questa è stata la zona dei grandi cinema e teatri, il posto dove si andava per gli spettacoli, e qualcosa di quell’aria da centro dello svago è rimasto nell’affollarsi della gente la sera.
Oggi la mescoli facilmente con Ginza per lo shopping, con Hibiya per il verde, o la tieni per ultima quando hai fame e vuoi finire la giornata sotto i binari. Secondo me è lì, tra il vetro dei palazzi e il fumo degli spiedini a pochi metri di distanza, che Yurakucho dà il meglio.
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Autore
Marco Togni
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).









