Una persona in kimono versa polvere di matcha in una teiera durante una cerimonia del tè tradizionale.©PeopleImages - Shutterstock

Cerimonia del tè

La cosa che mi ha stupito durante il mio primo viaggio in Giappone è che alcuni giapponesi a cui ho chiesto non avevano mai assistito alla cerimonia del tè, chiamata Cha no yu, considerandola noiosa. In effetti forse per chi ha sempre abitato in Giappone potrebbe non sembrare interessante una cerimonia storica che può durare più di un’ora.

Si tratta di un modo di preparare il tè verde che segue un rito in cui gesti e piccoli movimenti sono ripetuti con una sequenza ben determinata e generalmente si tiene presso ambienti tradizionali con tatami e/o con viste su giardini giapponesi.

Durante la cerimonia ci sono quattro aspetti principali da rispettare che sono stati imposti dal maestro del tè Sen no Rikyu e sono l’armonia, il rispetto, la purezza e la tranquillità.
Lo strumento forse più celebre durante questa preparazione è il Chasen, il frullino con il quale si mescola il tè verde che poi viene servito con un okashi, cioè un piccolo snack dolce ma dal sapore tenue che contrasta il sapore amarognolo del tè matcha.

Come si svolge la cerimonia

La prima cosa che colpisce è il silenzio totale: ci si toglie le scarpe, si entra nella stanza con i tatami e ci si siede in seiza, o a gambe incrociate se non reggete la posizione. Da lì in poi non succede quasi nulla, ed è proprio quello il punto: chi conduce la cerimonia pulisce gli attrezzi uno per uno, scalda la ciotola, dosa il matcha con il cucchiaino di bambù e lo monta con il chasen, con gesti sempre uguali.
Il dolce arriva prima del tè, non dopo, perché serve a preparare la bocca all’amaro. Quando vi passano la ciotola ve la mettono davanti con il lato più bello rivolto verso di voi, quindi giratela di poco prima di bere e finitela in tre o quattro sorsi.

Nella maggior parte delle occasioni vi servono l’usucha, il tè leggero e schiumoso. Il koicha, denso quasi come una crema, si incontra solo nelle cerimonie più formali ed è molto più intenso.

Dove assistere alla cerimonia

A Cerimonia breve o cerimonia completa

Quella che trovate come turisti è quasi sempre una versione ridotta: una dimostrazione di una quarantina di minuti, spesso spiegata in inglese, in cui vi preparano una ciotola di matcha e a volte vi lasciano anche provare a montarlo da soli.
La cerimonia completa, il chaji, è un’altra cosa: dura anche quattro ore, comincia con un pasto kaiseki, prosegue con il tè denso e si chiude con quello leggero, con una pausa in giardino nel mezzo. Di solito ci si va su invito, quindi non aspettatevi di trovarla tra le attività da prenotare.
Anche la versione corta però basta per cogliere il ritmo dei gesti, che poi è il senso di tutta la cerimonia.



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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
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