Shimbashi

Shimbashi è uno dei posti dove Tokyo lavora e poi si ferma a bere, tutto nel raggio di due minuti a piedi. È la zona degli impiegati in giacca e cravatta, quelli che dopo l’ufficio si infilano nei localini sotto i binari per staccare la testa.
Qui è partita la prima ferrovia del Giappone, e ancora oggi si sente: treni che passano sopra, gente di corsa, un vecchio locomotore piazzato davanti alla stazione. Non è una zona da cartolina e non ci si viene per i monumenti, ma se volete vedere la città vera, quella fuori dai giri turistici, secondo me vale il giro.

Cosa vedere

Ristoranti

Vetrina di una panetteria Paul in Giappone con waffle al cocco e croissant cosparsi di zucchero a velo.

Negozi

Il negozio Don Quixote nella zona di Shinjuku Est.

Quartieri vicini

L'edificio di Wako, a Ginza.

Toranomon

Uffici, grattacieli e antichi santuari.

Quale uscita prendere

La stazione è enorme e ci passano quattro compagnie diverse, perciò la prima cosa da capire è da che parte uscire. Cambia proprio il tipo di giornata che vi fate.
Da un lato c’è l’uscita Karasumori, verso ovest, con i vicoli stretti e le insegne una sopra l’altra. Dall’altro c’è il lato di Shiodome, verso est, tutto grattacieli di vetro, passerelle sopraelevate e uffici.

  • Lato Karasumori (ovest): vicoli e localini incastrati sotto i binari, dove si mangia e si beve spendendo poco.
  • Lato Shiodome (est): torri di vetro, passerelle coperte e i musei, più ordinato e silenzioso.
  • Da qui parte anche la Yurikamome, la linea sopraelevata senza conducente che porta a Odaiba.

Io di giorno vi direi di uscire su Shiodome, per camminare comodi tra le torri, e di tenere Karasumori per quando cala il buio. Sul lato Shiodome, sulla facciata della sede di Nippon TV, c’è anche il grande orologio di rame disegnato da Hayao Miyazaki: dodici metri di altezza pieni di ingranaggi, campane e omini che si muovono. Non gira in continuazione, si anima poche volte al giorno per un paio di minuti, ed è una di quelle cose che quasi nessuno si aspetta di trovare tra le torri di uffici.

Di sera

Di sera Shimbashi cambia faccia. Finito l’orario d’ufficio le vie sotto i binari si riempiono di impiegati che si allentano la cravatta, e l’odore di pollo alla griglia arriva prima ancora di girare l’angolo.
Questa fascia sotto i binari si chiama gado-shita, cioè quello che sta sotto le travi della ferrovia: file di locali piccolissimi ricavati sotto gli archi, con i treni che passano sopra la testa e fanno vibrare tutto. Sono posti in piedi o con quattro sgabelli, si spende poco e ci si arriva bene anche da soli. Sui banconi finisce quasi sempre la stessa roba, ed è quella giusta: spiedini alla griglia, frattaglie di maiale, qualcosa di fritto, e da bere birra, chuhai o la hoppy che qui va ancora fortissimo. D’estate i tavolini e le cassette di plastica escono sul marciapiede e si finisce a mangiare praticamente in strada, con i treni che passano sopra.
I menu spesso sono solo in giapponese, ma nella maggior parte dei casi basta indicare quello che sta cuocendo sulla griglia.
Il ritrovo storico è la piazzetta con il vecchio locomotore a vapore nero, quello sul piedistallo davanti alla stazione. Ve lo dico perché è una chicca: non ha mai viaggiato da qui, l’hanno portato da un deposito dalle parti di Himeji e messo lì per ricordare che è da Shimbashi che sono partite le ferrovie giapponesi. Quella piazzetta, che qui chiamano SL Hiroba, è anche il posto dove le televisioni vanno a caccia di interviste per strada: se in un telegiornale giapponese vedete un microfono puntato addosso a un signore in giacca appena uscito dall’ufficio, nove volte su dieci è girato qui. Di sera capita spesso, e a quell’ora gli intervistati hanno già bevuto qualcosa: è anche per questo che Shimbashi in TV ha la fama che ha.
Se volete l’atmosfera piena, venite in una sera feriale: nel weekend molti localini restano chiusi, perché il pubblico sono gli impiegati.

Il palazzo davanti alla stazione

Appena uscite sul lato ovest ve lo trovate lì: un blocco di cemento squadrato e un po’ malandato, il New Shimbashi Building, tirato su all’inizio degli anni Settanta. Da fuori sembra niente, dentro è una città in verticale: quattro piani più il seminterrato pieni di stanzine da due metri per tre, barbieri, massaggi ai piedi, negozietti che rivendono biglietti scontati, banconi minuscoli.
È il posto giusto se volete vedere il Giappone anni Settanta senza uscire da Tokyo. Nel seminterrato si mangia curry e piatti unici al bancone, gomito a gomito con gli impiegati in pausa, e la sera ai piani si beve in stanzine da sei persone. Non è bello e non vuole esserlo, ma vale il giro anche solo per curiosare tra le porte.

Da qui a Odaiba

Shimbashi non è un posto da mezza giornata, è più un punto di partenza che una meta. Da qui la Yurikamome parte sopraelevata e in un quarto d’ora arriva a Odaiba, curvando sul Rainbow Bridge con il mare da una parte e le torri dall’altra. Se vi mettete davanti, dove di solito ci sarebbe il conducente, avete la vista dritta sui binari. Non rientra nel Japan Rail Pass e per una linea così corta costa un po’, ma il giro vale il biglietto.
A piedi siete a due passi da Ginza e dai giardini di Hama Rikyu sull’acqua, quindi conviene incastrare Shimbashi con una di queste zone e non trattarla come tappa a sé.

Per dormire secondo me è una buona base: pieno di hotel d’affari, comodissimo per i treni e più tranquillo di Shinjuku la notte, con la cena a portata di mano appena scendete. L’unica cosa da mettere in conto è che di giorno, nel weekend, è parecchio più spento. Qui il ritmo lo danno gli uffici, e quando gli uffici chiudono cambia tutto.

Come arrivare

Shimbashi è sulla linea Yamanote, quindi ci arrivate senza cambi e in pochi minuti da Tokyo, Ginza, Shibuya o Shinjuku. Uscite dal lato Hibiya se volete la piazza del locomotore e i vicoli sotto i binari, dal lato Shiodome se puntate alle torri di vetro.
Da Ginza ci si arriva anche a piedi, una decina di minuti in tutto, e altrettanti dai giardini di Hama Rikyu, che restano appena oltre Shiodome.

Per Odaiba si sale sulla stazione sopraelevata della Yurikamome, che parte proprio da qui: un quarto d'ora circa fino alle prime fermate dell'isola.

Informazioni utili

Nome: Shimbashi
Durata visita: Un'oretta di giorno, due o tre ore la sera
Giorni di chiusura: Il pubblico della zona sono gli impiegati: nel weekend, e soprattutto la domenica, molti localini sotto i binari restano chiusi.
Consigli utili: Venitene di sera, ma in un giorno feriale: dalle 18 i vicoli sotto i binari si riempiono e i tavolini escono sul marciapiede, mentre nel weekend trovate mezze serrande abbassate. Nei localini più piccoli si beve in piedi e spesso si paga in contanti.
Trasporti:
  • Stazione Shimbashi (JR Yamanote, Keihin-Tohoku, Tokaido, Yokosuka; Tokyo Metro Ginza; Toei Asakusa): uscita Hibiya per la piazza con la locomotiva, uscita Karasumori per i vicoli
  • Stazione Shimbashi Yurikamome: capolinea della linea sopraelevata per Odaiba
  • Stazione Shiodome (Toei Oedo, Yurikamome): la più comoda per il lato dei grattacieli

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
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