Toranomon

Toranomon è una delle zone di Tokyo che cambia faccia più in fretta, ed è proprio questo che me la fa piacere. È un quartiere di uffici, ministeri e ambasciate, con grattacieli di vetro che spuntano uno accanto all’altro, ma basta girare l’angolo per trovarsi sopra una collina un piccolo santuario di quattro secoli fa.
Il nome vuol dire porta della tigre, perché qui passava uno dei punti di attraversamento verso il castello di Edo. Di quella porta oggi non resta niente, resta invece il contrasto: torri altissime e, in mezzo, angoli di verde dove la gente in giacca va a mangiare il bento all’ora di pranzo. Non è una zona da cartolina, ma se capitate da queste parti c’è più di quanto sembri.

Ristoranti

Un nigiri di chutoro servito su un piatto di ceramica verde presso il ristorante Ginza Kyubey di Tokyo.
L'ingresso di uno dei ristoranti Nakau, fast food giapponese.
Dolci lievitati da Rituel.

Quartieri vicini

L'edificio di Wako, a Ginza.
L'incrocio di Roppongi, di sera.

Cosa c’è dentro Toranomon Hills

Quando si dice Toranomon Hills non si parla di un grattacielo solo, ma di quattro torri cresciute una dopo l’altra attorno alla stessa piazza. La più scenografica è la Station Tower, quella costruita sopra la metropolitana: al livello dei binari c’è un mercato coperto con banchi e locali dove si mangia anche in piedi, mentre in cima stanno le sale di TOKYO NODE, uno spazio che ospita mostre ed eventi che cambiano di continuo, con un giardino sul tetto.
In mezzo alle torri resta la Oval Plaza, un prato aperto con panchine e caffè dove nella bella stagione spuntano tavolini e piccole manifestazioni. È lì che il quartiere si capisce meglio: impiegati seduti sull’erba con il bento e i grattacieli che fanno da muro tutto intorno.

Le scale di Atago

A pochi minuti dalle torri c’è la cosa che secondo me vale davvero il giro: la collina di Atago, il punto naturale più alto dei ventitré quartieri centrali di Tokyo. Sono appena ventisei metri, oggi ci si ride perché intorno svettano grattacieli e la Tokyo Tower, ma un tempo da lassù si vedeva fino alla baia e alla penisola di Boso.
In cima c’è un santuario voluto da Tokugawa Ieyasu nel 1603 per proteggere Edo da incendi e disastri. Ci si arriva salendo una scalinata di ottantasei gradini così ripida che dal basso sembra un muro: la chiamano la scala del successo, e c’è una storia dietro. Un samurai la salì a cavallo per cogliere un ramo di susino in fiore da portare allo shogun, diventò famoso come cavallerizzo e fece carriera, e da allora chi lavora negli uffici qui intorno viene a salirla sperando in una spinta. Il cavallerizzo si chiamava Magaki Heikuro e l’impresa ha pure una data: 1634. Lo shogun Tokugawa Iemitsu stava tornando dallo Zojoji, vide i susini fioriti in cima alla scalinata e chiese ai suoi uomini chi se la sentiva: nessuno si mosse, finché Heikuro salì e ridiscese con il ramo in mano. Iemitsu lo proclamò il miglior cavallerizzo del Giappone, e da quel giorno i gradini portano quel nome.
Se le gambe non se la sentono, di fianco c’è una salita più dolce, la via delle donne, che porta allo stesso posto senza il fiatone. In cima trovate un laghetto con le carpe, lanterne di pietra e qualche gatto che dorme al sole, e un silenzio che dai grattacieli sotto non vi aspettereste.

La collina della radio

La collina di Atago non è solo il santuario. Sul lato che guarda le torri c’è la palazzina da cui, nel 1925, partirono le prime trasmissioni radiofoniche regolari del Giappone, e oggi al suo posto trovate il museo della radio e della televisione della NHK, il primo al mondo dedicato alle trasmissioni.
Dentro ci sono microfoni e apparecchi d’epoca, televisori a tubo catodico, studi ricostruiti e qualche postazione dove provate voi a fare l’annunciatore o il telecronista. Non è una tappa da mezza giornata, ma se siete lassù col fiato corto dopo i gradini è un modo diverso di riposarsi, al fresco e con poca gente intorno.

A che ora venirci

Toranomon vive di giorno e nei giorni feriali. È una zona di gente che lavora, quindi a pranzo e nel tardo pomeriggio i marciapiedi si riempiono, mentre il sabato certe strade restano quasi vuote e qualche locale chiude. Se volete vederlo animato scegliete un giorno lavorativo, se cercate calma il weekend mattina è tutto vostro.
La sera dentro Toranomon Hills si mangia bene: c’è una raccolta di locali dove fermarsi a bere e chiacchierare dopo l’ufficio, ognuno con la sua cucina. Poco lontano c’è anche un centro dove assaggiare sake, shochu e awamori confrontando decine di varietà da tutto il Giappone spendendo pochissimo a bicchiere: a me piace proprio perché fa capire quante versioni diverse esistano di una cosa che molti danno per scontata.
Da solo Toranomon si gira in un’oretta. Vale di più se lo mettete in fila con quello che ha intorno: la Tokyo Tower e il grande tempio Zojoji sono a poca distanza, e camminando una quindicina di minuti arrivate ad Azabudai Hills, dove c’è il museo digitale di teamLab. Io lo userei così, come punto di partenza per una mezza giornata verso sud.

Come arrivare

Se arrivate in treno il modo più semplice è scendere a Shimbashi e camminare poco più di dieci minuti verso ovest: comodo se venite con la JR o dopo un giro a Ginza.
In metropolitana la fermata giusta è Toranomon Hills sulla linea Hibiya, con le uscite dentro la torre: scendete dal treno e vi ritrovate ai piedi del grattacielo senza mettere il naso fuori. Dalla fermata Toranomon della linea Ginza c'è un passaggio sotterraneo che porta fin qui in cinque minuti scarsi, prezioso se piove o se è la stagione dell'afa.

Se invece puntate dritti alla collina di Atago conviene Kamiyacho, sempre sulla Hibiya: da lì siete a pochi minuti a piedi sia dalla scalinata sia dalla Tokyo Tower.

Informazioni utili

Nome: Toranomon
Durata visita: Un'oretta per il quartiere e la collina di Atago, mezza giornata se lo unite a Tokyo Tower, Zojoji e Azabudai Hills.
Giorni di chiusura: Quartiere di uffici: nel weekend e nei festivi parecchi locali della zona chiudono o riducono l'orario, e il centro di degustazione di sake e shochu apre solo nei giorni feriali.
Consigli utili: Salite la scala del successo dal basso, senza cercare scorciatoie: sono ottantasei gradini a quaranta gradi e in discesa fanno più impressione che in salita, quindi tenetevi al corrimano. Se il fiato manca, la via delle donne di fianco arriva in cima allo stesso modo, tra carpe e lanterne.
Trasporti:
  • Toranomon Hills (metro Hibiya): uscite dirette dentro le torri
  • Toranomon (metro Ginza): collegata sottoterra, lato ministeri
  • Kamiyacho (metro Hibiya): la più comoda per la collina di Atago
  • A piedi da Shimbashi (JR e metro): poco più di dieci minuti

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
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