A 149 metriTempio ReiyukaiA 149 metri
Molto particolare.

Entrare al teamLab Borderless di Tokyo è come varcare la soglia di un altro universo. Non parliamo di un museo tradizionale, ma di un mondo digitale immersivo che si espande intorno a voi, fatto di luci, colori e illusioni che sembrano infinite. Non esistono confini tra le opere e lo spazio: ogni passo vi porta in un ambiente che si trasforma, reagisce alla vostra presenza e vi invita a perdervi. È uno di quei luoghi che non si dimenticano, e che vi consiglio di inserire assolutamente nel vostro itinerario a Tokyo.
Non esiste un museo simile al Mori Building Digital Art Museum: si sviluppa su un unico grande piano sotterraneo senza un percorso di visita ben preciso in modo che ciascuno possa viversi quest’esperienza nel modo più personale possibile e ritornare nella stessa sala già visitata in precedenza per provare nuove emozioni. Sono utilizzati centinaia di proiettori e computer che insieme danno vita ad un’esperienza artistica in grado di stimolare tutti i cinque sensi. E una delle differenze più sostanziali è che l’arte in questo museo non è “fissa”, ossia non la troverete appesa passivamente ad una parete, ma è in continuo movimento e bastano pochi minuti per ritrovarsi in uno scenario completamente diverso: passerete da una distesa di fiori viola proiettata sulle pareti ad una pioggia di girasoli, senza aver cambiato sala. Ritornate nella stessa stanza in un momento successivo e vi ritroverete immersi nei colori di un’altra stagione, tra le sfumature dell’autunno che osserverete ai piedi di una cascata “digitale”. Un attimo dopo vi ritroverete a passeggiare in un prato verde di campagna o a saltellare nell’universo, tra migliaia di stelle e pianeti. Del resto il nome “borderless” indica un’arte libera, senza confini: un po’ come l’immaginazione umana. Il tutto è accompagnato anche da un sottofondo musicale diverso per ogni sala, in linea con l’ambientazione proposta e a ritmo con i movimenti dello scenario.
Oltre alle “pareti in movimento” il Mori Building Digital Art Museum ospita bellissime installazioni artistiche che fanno da scenario perfetto per un selfie. La più famosa è “Bubble Universe”, una sala di specchi in cui fluttuano migliaia di sfere luminose che cambiano colore e reagiscono a chi entra.
Scattare foto e fare delle riprese è una delle attività più gettonate tra i visitatori del museo in quanto si riescono senza dubbio a fare scatti eccezionali, ma oltre a questo cercate comunque di godervi appieno quest’esperienza, mettendo via il cellulare e cercando di immergervi nelle emozioni straordinarie che questo luogo fa scaturire. Tenete presente che a differenza dei musei di arte qui potete toccare le “opere” e questa è forse una delle parti più divertenti dell’esperienza: se mentre gironzolate per il museo provate a toccare le immagini proiettate sulle pareti queste risponderanno animandosi.
Il museo è perfetto anche per i bambini: l’area pensata per i più piccoli è lo “Sketch Ocean”, dove si colora e si disegna un pesce su un foglio e poi lo si vede scansionato prendere vita, nuotare nel mare digitale proiettato sulle pareti e passare da una sala all’altra. Accanto c’è lo “Sketch Factory”, che trasforma il disegno dei bimbi in una spilla o una borsa da portare a casa. Naturalmente anche gli adulti si divertono a disegnare, ma in tutto il museo è bene avere scarpe comode: si cammina parecchio, spesso al buio.
Cosa c’è di meglio che concludere la visita sorseggiando una deliziosa tazza di tè? Dirigetevi dunque alla sala da tè En Tea House, ma anche in questo caso, non aspettatevi la solita esperienza: vi meraviglierete di fronte a dei fiori digitali che sbocciano nella vostra tazza, con i petali che si staccano e fluttuano sul tè fino a scomparire. Un’emozione da non perdere.
Un altro elemento da considerare è l’abbigliamento: indossate abiti confortevoli ed evitate abiti corti o gonne in quanto alcune sale hanno dei pavimenti a specchio quindi potreste trovarvi un po’ in imbarazzo. Tenete inoltre conto che in alcune sale sono vietati tacchi, infradito e sandali: meglio presentarsi con delle scarpe chiuse e comode. Un ultimo consiglio, ma naturalmente non è un obbligo, è quello di indossare abiti di tonalità chiare o bianchi che catturano meglio i colori e la luce rispetto a quelli scuri e vi faranno sentire maggiormente parte dello scenario.
Se avete tempo per un solo teamLab a Tokyo, sappiate che i due musei non si assomigliano affatto. Borderless è il più grande e labirintico: non c’è un percorso, le opere si spostano da una sala all’altra e potete girare avanti e indietro finché non vi sentite sazi di luci.
teamLab Planets, a Toyosu, è invece un percorso obbligato che si affronta a piedi nudi, tra stanze allagate in cui si cammina davvero nell’acqua e un giardino di orchidee sospese: si esce in poco più di un’ora, con i pantaloni arrotolati.
In sintesi: se volete perdervi senza fretta tra le installazioni, Borderless fa al caso vostro; se viaggiate con bambini piccoli o avete poche ore a disposizione, Planets è più immediato e si visita in fretta.
Il museo occupa il piano interrato di Azabudai Hills, dentro l'edificio Garden Plaza B: dalla stazione di Kamiyacho, uscita 5, sono due minuti a piedi e si entra direttamente nel complesso.
Se arrivate con la linea Namboku scendete a Roppongi-itchome, uscita 2: da lì bastano quattro minuti.
Da Roppongi o dalla Tokyo Tower conviene raggiungerlo a piedi, con una passeggiata di un quarto d'ora scarso.
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teamLab Borderless
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Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).