L'esterno di Gion Yuki a Kyoto presenta una facciata in legno scuro con infissi a listelli rossi e insegne informative.

Gion Yuki

Un izakaya come si deve a Gion, in pieno quartiere delle geisha di Kyoto, a due passi dal canale Shirakawa: pesce fresco tutti i giorni e sake che arriva dritto da una cantina di famiglia.
Gion Yuki sta in una delle zone più battute dai turisti, eppure resta un izakaya giapponese vero, che non si addolcisce per forza per far contenti gli stranieri. Ci si viene per il sashimi, la tempura e le verdure di stagione, con una carta di sake enorme da abbinare. Va bene sia per una cena vivace tra amici sia se viaggiate da soli e volete sedervi al bancone a mangiare e bere bene senza spendere una follia.

Marco Togni fa il segno di vittoria in un selfie all'interno di Gion Yuki a Kyoto, con personale che lavora dietro il banc...
Mi siedo spesso qui al bancone per osservare il personale al lavoro. I cartelli di carta appesi in alto riportano i piatti del giorno e aggiungono molta confusione visiva.
Sashimi di tonno e pesce bianco servito con wasabi e agrumi presso l'izakaya Gion Yuki a Kyoto.
Il tonno e il pesce bianco arrivano tagliati con spessore generoso. Mescolate solo una punta di wasabi per non coprire il sapore delicato del taglio crudo.

Piatti e prezzi

Il locale è gestito direttamente da Okamura Honke, una cantina di sake attiva dal 1854 a Toyosato, in provincia di Shiga. Vuol dire che tutti i sake in carta sono i loro, la serie Kinkame, e li bevete a un prezzo raramente trovato fuori dalla cantina stessa. Il pesce lo comprano al mercato e cambia col giorno, per cui la carta gira intorno a quello che c’è di buono.

Quello che vi conviene ordinare:

  • Sashimi misto: la selezione del giorno, spesso servita in un piatto da condividere. Quando c’è il tonno grasso partite da lì.
  • Saba-zushi, il sushi di sgombro: sgombro grasso invernale, riso all’aceto condito deciso, zenzero a fili e shiso a bilanciare. È il piatto per cui sono conosciuti.
  • Melanzane gratinate al formaggio: melanzana morbida sotto, formaggio fuso e dorato sopra. Non è il classico izakaya, ma funziona benissimo con il sake.
  • Asparagi alla griglia: semplici, giusto un po’ di sale, per spezzare tra un piatto forte e l’altro.
  • Tempura mista: verdure e pesce, pastella leggera e croccante.
  • Ebiimo fritto: il taro tipico di Kyoto, prima lessato e insaporito, poi fritto, dentro cremoso e dolce.
Un menu scritto a mano su un foglio plastificato che elenca piatti presso il ristorante Gion Yuki a Kyoto.
Molte liste delle portate sono scritte a mano e inserite in buste di plastica. Se non leggete i caratteri giapponesi chiedete al personale se c'è una versione tradotta.
Mais fritto servito su un piattino nero all'interno dell'izakaya Gion Yuki a Kyoto, con asparagi cotti sullo sfondo.
Il mais fritto e gli asparagi in padella sono perfetti come contorno veloce. I tempi d'attesa per questi piatti caldi sono minimi anche quando ci sono molti clienti in sala.

Un paio di dritte prima che ordiniate. Il saba-zushi è saporito e grasso davvero: se lo sgombro proprio non vi va, lasciate perdere e puntate sul sashimi misto, che è più delicato. Le melanzane col formaggio sono abbondanti e piene, per cui prendetele quando siete in due o tre a dividere, da soli rischiate di riempirvi subito. E ricordatevi che qui il sake è il vero motivo per venire: chiedete allo staff cosa vi consigliano dalla lavagna del giorno.

Si spende sui 3.500–5.000 yen a testa mangiando parecchio e bevendo qualche bicchiere. Per la qualità del pesce e per il fatto di bere sake di cantina in pieno Gion, è un prezzo medio più che onesto. In una zona come questa, dove ogni metro quadro costa, il rapporto qualità-prezzo è ottimo perché ordini tanto e ogni piatto ci sta.
Quando sono a Kyoto e ho voglia di pesce fresco senza fronzoli, è uno dei primi nomi che mi vengono in mente: con quei soldi bevo bene e mangio un sashimi che altrove pago molto di più.

Il sake della cantina

La carta dei sake qui non è un contorno, è il motivo del posto: sono quasi tutti Kinkame, l’etichetta di casa Okamura, e li trovate in una scala di rasature che va dal riso quasi integrale, lucidato al 100%, fino ai daiginjo lavorati al 40%. Bere lo stesso marchio in versioni così diverse è un piccolo esercizio di gusto che altrove non fate: il non lucidato è pieno e rustico, regge benissimo il saba-zushi e le melanzane al formaggio, mentre i più raffinati sono puliti e profumati e vanno d’accordo con il sashimi.
Se non sapete da dove partire, dite allo staff cosa avete ordinato e fatevi indicare l’abbinamento: il sake è roba loro, lo conoscono da dentro e ve lo spiegano volentieri anche in inglese.

Un bicchiere di amazake su un tavolo di legno all'interno dell'izakaya Gion Yuki a Kyoto.
L'amazake è una bevanda di riso dalla consistenza piuttosto densa. Risulta dolce e sazia velocemente, quindi è meglio ordinarlo quando le portate principali sono finite.
Melanzane con formaggio nel ristorante Gion Yuki a Kyoto, con tempura di verdure sullo sfondo.
Le melanzane servite calde con il formaggio fuso in superficie scottano parecchio. Aspettate qualche minuto prima di usare le bacchette per evitare di bruciarvi il palato.

Dove si trova

Il locale è a Gion, dalla parte del quartiere verso il canale Shirakawa, in zona Higashiyama.
Se la sera passeggiate lungo lo Shirakawa, tra i lampioni e le case da tè, ci passate a due passi: è la deviazione giusta da infilare quando siete già in zona per il giro serale. È un po’ nascosto in una stradina laterale, per cui tenete d’occhio l’insegna e non aspettatevi una vetrina appariscente.

Com’è dentro

Al piano terra c’è il bancone, sopra ci sono i piani con i tavoli in stile giapponese sul tatami. Al bancone si mangia gomito a gomito e si vede lo staff lavorare il pesce, che secondo me è il posto migliore se venite in due o da soli.
L’atmosfera è quella informale di un izakaya vecchio stile, sempre pieno anche nei giorni feriali, con locali e turisti mescolati. C’è chiasso, si beve, il ritmo è quello vero di una serata a base di sake. Lo staff è gentile e c’è il menu in inglese, per cui anche se non masticate giapponese ve la cavate senza problemi. Se siete in quattro o cinque, chiedete direttamente i tavoli sul tatami ai piani di sopra: lì lo spazio per stare comodi c’è, mentre al bancone un gruppo finisce spezzato in due tronconi. Ricordatevi solo che sul tatami si tolgono le scarpe, quindi la sera meglio evitare stivali complicati.

L'interno a Gion Yuki con persone sedute al bancone e numerosi cartelli menu appesi al soffitto in legno.
Gli sgabelli sono vicini tra loro e lo spazio per muoversi è essenziale. Tenete i giubbotti compatti per non disturbare chi mangia accanto a voi lungo la struttura in legno.
Interno a Gion Yuki a Kyoto con bancone in legno e sgabelli rossi allineati lungo una parete con pannelli.
Arrivando poco dopo l'apertura è più facile trovare posto a sedere. Le sedute imbottite sono comode per chi prevede di passare l'intera serata provando svariati piatti.

Prenotazione e pagamenti

Due cose pratiche che vi risparmiano una brutta sorpresa. La prima: conviene prenotare, perché è molto richiesto e presentarsi all’ora di cena sperando in un tavolo libero è un rischio. La seconda: le carte di credito le accettano (Visa, Mastercard, JCB, American Express), mentre i pagamenti col telefono e i QR code no, quindi un po’ di contante in tasca tenetelo lo stesso.
Se siete in giro per Gion di sera e volete essere sicuri di sedervi, mandate avanti la prenotazione nel pomeriggio: è la mossa che vi evita di restare fuori.

In breve

Pro:

  • Pesce freschissimo comprato al mercato, sashimi e saba-zushi su tutti
  • Sake della cantina Okamura a prezzi che fuori non trovate
  • Izakaya autentico e vivace nel bel mezzo di Gion

Contro:

  • Niente pagamenti digitali: si paga in contanti o con carta
  • Quasi sempre pieno, difficile entrare senza prenotare

Ideale per: una cena a base di pesce e sake dopo il giro serale lungo lo Shirakawa, in due o al bancone da soli.

Atmosfera: informale e rumorosa, bancone al piano terra e tavoli sul tatami ai piani, gente del posto e turisti gomito a gomito.

Conclusione

Qui pagate il pesce buono e il sake di cantina, non l’eleganza: è un izakaya di quartiere, chiassoso e schietto, non un ristorante da cena raffinata. Per quello che portate a casa, il pesce e i sake che difficilmente bevete altrove, i soldi sono spesi bene, ed è raro trovare questa roba a Gion senza svenarsi. Se cercate silenzio e servizio compassato non è aria; se volete l’izakaya vero, con il pesce del giorno e un bicchiere dietro l’altro, fatevi trovare con il tavolo prenotato e la voglia di provare qualche sake.

Come arrivare

Dalla stazione di Gion-Shijo della linea Keihan prendete l'uscita 7, risalite Shijo verso est e girate a sinistra nella stradina di Kiridoshi: tre o quattro minuti e ci siete, ma tenete d'occhio l'insegna perché è piccola e defilata.
Se arrivate dal centro, da Kawaramachi vi basta attraversare il ponte di Shijo e camminare una decina di minuti; se invece state già passeggiando lungo il canale Shirakawa, scendete verso Shijo e ci arrivate in un paio di minuti.

Informazioni utili

Nome: Gion Yuki
Orario: Lunedì: dalle 17 alle 23:30; Martedì: chiuso; Mercoledì - Domenica: dalle 17 alle 23:30
Prenotazione: Conviene prenotare: i tavoli sul tatami ai piani superiori si riservano chiamando direttamente il locale (di norma da due persone in su), mentre il bancone al piano terra funziona a ordine di arrivo. Se puntate al bancone arrivate all'apertura, perché la sera si riempie in fretta.
Consigli utili: Puntate al bancone del piano terra: da lì vedete lo staff lavorare il pesce e ordinate a vista quello che vi passa davanti, invece di rincorrere i cartelli scritti a mano appesi in alto. Se c'è il tonno grasso, partite da lì.
Trasporti:
  • Stazione Gion-Shijo (Keihan): uscita 7, poi 3-4 minuti a piedi
  • Stazione Kawaramachi (Hankyu Kyoto): circa 10 minuti a piedi oltre il ponte di Shijo
  • Fermata Gion (bus urbani su Shijo): a un paio di minuti
Indirizzo: 111-1 Tominagachō, Higashiyama Ward, Kyoto, 605-0078, Japan
Sito Internet: Gion Yuki
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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).