Cafe LegatoA 36 metri
Cucina italo-giapponese e vista panoramica.

Un izakaya di pesce a Shibuya, di quelli dove il bancone con la cucina a vista si mangia metà della scena e i piatti arrivano belli da vedere ancora prima che da mangiare.
Shibuya Kitokito porta a Tokyo il pesce fresco dal mare di Toyama, il manzo di Himi e una lista che cambia ogni due o tre giorni a seconda di cosa arriva quel giorno. Ci si va la sera, per una cena tra amici o una serata di sashimi e sake senza fretta.
Per ora resta un posto poco battuto dai turisti, e secondo me conviene andarci adesso, prima che si sparga la voce e diventi impossibile trovare posto.
La cucina gira attorno al pesce che arriva da Toyama e da vari porti del Giappone, ma non è solo crudo: c’è il crudo, c’è la brace, c’è la frittura e ci sono un paio di piatti di carne che tengono testa al mare.
Ecco cosa vale la pena guardare sul menu:
Il gambero vivo mette a disagio qualcuno, va detto: arriva che si muove davvero, per cui se l’idea vi blocca ordinate altro e non c’è problema.
Il manzo di Himi è la cosa più particolare qui: è una carne rara persino a Tokyo, ne allevano pochissimi capi l’anno, e mangiarla cruda in yukke è il modo migliore per capire quanto è grassa e delicata.
Un’altra cosa: il pesce è tagliato spesso, non le fettine trasparenti da sushi bar, quindi qui si sente proprio il morso del pesce.
Sui prezzi siamo su un medio: mangiando alla carta con qualche piatto e da bere si spende sui 4.000–6.000 yen a testa, e c’è anche la formula con il menu a sorpresa e le bevande incluse per chi vuole togliersi il pensiero e mangiare di tutto un po’.
Non è la cena economica da tutti i giorni, ma per la qualità del pesce e per una carne che altrove fai fatica a trovare, i soldi sono ben spesi.
Quando ho voglia di pesce crudo fatto bene senza finire in un sushi da cerimonia, è uno dei primi posti che mi vengono in mente, perché con quella spesa mangio roba che in tanti locali di Shibuya costa di più e rende meno. Sulla formula tutto compreso, il conto parte da circa 7.000 yen a testa: le portate le decide lo chef in base a quello che è arrivato, e le bevande illimitate durano due ore, con l’ultima ordinazione dopo un’ora e mezza.
Con un supplemento di 2.000 yen si passa alla lista bevande più ricca, che ha senso solo se avete intenzione di bere sake sul serio.
Il crudo si prende la scena, ma metà del menu è cotto: c’è l’hokke aperto e messo sulla brace, il collo di ricciola grigliato finché la pelle non diventa croccante, e lo stesso manzo di Himi che potete ordinare anche alla griglia, in versione costata o kalbi, invece che crudo.
Se arrivate in fondo alla cena con ancora un po’ di fame, guardate i piatti per chiudere: lo yakisoba di mare all’ajillo, con aglio e olio, e la pasta alla crema di ricci, che è la chiusura più grassa e soddisfatta della lista. Sono porzioni da dividere, quindi ordinatene uno per tavolo e non uno a testa.
Dentro la scena è il bancone davanti alla cucina aperta: si vede il pesce che viene tagliato e i piatti montati sul momento, e sedersi lì è la cosa che consiglio se venite in due.
L’ambiente è vivo, si chiacchiera, non è il posto silenzioso da cena seria; per i gruppi ci sono anche dei mezzi separé se volete un po’ di riparo dal rumore. In tutto sono una cinquantina di posti: undici al bancone, il resto tra tavoli, privé chiusi da quattro a otto persone e una zona semi-terrazza che si affaccia verso l’esterno.
Se siete un gruppo numeroso il privé è la scelta giusta, mentre in due o in tre il bancone resta imbattibile: è l’unico punto da cui vedete davvero il pesce che viene tagliato.
C’è un dettaglio che spiega perché su Instagram questo posto gira parecchio: hanno un’illuminazione pensata apposta sui piatti, così le foto vengono bene senza sforzo.
Sembra una sciocchezza, ma con il sashimi colorato e il gambero nel piatto la differenza si vede, e capisco perché tanta gente ci arriva col telefono già in mano.
Pro:
Contro:
Ideale per: una cena tra amici a base di crudo e sake, o una serata in cui volete mangiare bene senza cadere nel sushi da cerimonia.
Atmosfera: locale sottoterra, vivace e chiacchierato, con il bancone davanti alla cucina e mezzi separé per i gruppi.
Qui si paga la qualità della materia prima e il fatto di poter mangiare cose che in giro non trovi, non la porzione gigante o il posto comodo.
Non è una cena da tutti i giorni e la spesa si sente, ma per il pesce di Toyama e per una carne come quella di Himi vale ogni yen, soprattutto adesso che è ancora un posto vero e non una trappola per turisti.
Se siete a Shibuya la sera e volete una cena che vi resta in testa, andateci prima che ci vada mezza città.
Dalla stazione di Shibuya prendete l'uscita A2 e salite lungo Dogenzaka: in cinque minuti scarsi siete a Maruyamacho, davanti al palazzo di Dogenzaka Square.
Occhio a un dettaglio: il locale è al piano interrato, si scende con la scala o con l'ascensore, quindi a livello strada è facile tirare dritto senza accorgersene.
Se vi muovete con la linea Inokashira conviene scendere a Shinsen, l'uscita sud è a due o tre minuti e vi risparmia la salita.
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Shibuya Kito Kito
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Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).