Piatti di falafel, hummus con funghi e pane pita serviti su un tavolo in legno nel ristorante Telaviv a Kyoto.

Telaviv a Kyoto

Un ristorante israeliano nel centro di Kyoto, a due passi da Sanjo, dove le spezie arrivano dritte da Israele e in sottofondo gira musica pop israeliana. Telaviv l’ha aperto Moshe, un cuoco cresciuto vicino alla città che dà il nome al locale, e più che uno street food alla mediterranea qui l’aria è quella di un’izakaya.

Si mangia hummus, falafel, shawarma e piatti da dividere, con parecchie opzioni vegane e vegetariane. Ci venite per una cena diversa dal solito, se siete stufi di ramen e cercate qualcosa di caldo e speziato, e va bene anche se siete da soli.

Piatti e prezzi

Il menu è un giro tra i classici della cucina israeliana e mediorientale, da mangiare un po’ come si fa all’izakaya: ordini varie cose e le giri in tavola.

  • Hummus: crema di ceci a cui tolgono la pellicina a mano, per questo viene morbida e cremosa; da raccogliere con la pita.
  • Shawarma: il piatto di punta, pollo speziato e succoso servito caldo sulla piastra, bello abbondante.
  • Falafel: polpette di ceci fritte, croccanti fuori e morbide dentro, con cumino e coriandolo che si sentono.
  • Sabich: melanzane fritte, sottaceti, uovo sodo e salsa tahini, un misto di acido e cremoso.
  • Shakshuka: uova in camicia dentro una salsa di pomodoro speziata.
  • Insalata Telaviv: pomodoro, ceci, lenticchie e olive, con la menta che le dà una nota spiazzante all’inizio.
Marco Togni si scatta un selfie al ristorante Telaviv a Kyoto con piatti di falafel e hummus sul tavolo.
Seduto al bancone si nota subito il mix tra l'estetica tipica dei locali giapponesi e i chiari riferimenti mediorientali.
Una tavola imbandita con piatti di hummus, melanzane, pita e bevande presso il ristorante Telaviv a Kyoto.
Le porzioni sono pensate per la condivisione. Al centro spicca la crema di ceci con funghi, accompagnata da melanzane.

Un paio di cose da sapere prima di ordinare. Le spezie qui si sentono davvero: lo shawarma è carico e va giù benissimo con una birra, mentre la menta nell’insalata all’inizio ti fa storcere il naso e poi ti fa tornare la voglia.

L’hummus è il pezzo forte, morbido e cremoso sul serio, si capisce che ci lavorano. Le porzioni dei singoli piatti non sono enormi, sono da condividere, per cui in due o tre prendete più cose e ve le dividete.

Con qualche piatto da dividere e qualcosa da bere, si va sui 3.000-4.000 yen a testa: fascia media, niente di caro per quello che vi portate a casa. Ci sono anche piatti unici più sazianti, tipo lo shawarma con riso e contorni, se volete chiudere con una cosa sola.

Quando ho voglia di qualcosa di speziato e lontano dalla solita cena giapponese, è uno dei primi posti che mi vengono in mente, perché con un hummus fatto così e una birra israeliana mi godo una cena che a Kyoto non trovo da nessun’altra parte.

Falafel con semi di sesamo e cetrioli sott'aceto su un piatto di ardesia al ristorante Telaviv a Kyoto.
I falafel vengono serviti su un piatto in ardesia scura che ne fa risaltare la crosta ai semi di sesamo. Sono una solida scelta per chi cerca opzioni vegane.
Un piatto di hummus con funghi saltati servito al ristorante Telaviv a Kyoto su un tavolo di legno.
L'hummus guarnito con funghi saltati e spezie rossastre ha una consistenza molto cremosa. Raccoglietelo direttamente con le mani usando i bordi della pita.
L'ingresso del Ristorante Telaviv a Kyoto con facciata in legno, una persona seduta all'interno e insegna con il nome.
L'ingresso in legno scuro potrebbe sembrare quello di un'izakaya tradizionale, se non fosse per i cartelloni che mostrano hummus e pita accanto ai fusti di birra.
Il menu del Ristorante Telaviv a Kyoto aperto su un tavolo con le proposte di piatti israeliani.
Il menu cartaceo è scritto completamente in inglese, dettaglio molto comodo per ordinare agilmente le varie combinazioni di falafel, shakshuka e creme di ceci.

Com’è dentro

Scordatevi lo street food da spiaggia di Tel Aviv: qui l’aria è quella di un’izakaya, con pochi tavoli e il cuoco che ti accoglie. Sulle pareti ci sono scritte in ebraico, una bottiglia di arak (un liquore all’anice) in mostra e dalle casse esce pop israeliano. Il locale è diviso su due piani: al piano terra c’è il bancone da sei posti, praticamente dentro la cucina, mentre sopra si sale nella saletta con le pareti rosse e le scritte in ebraico. In tutto sono pochi coperti, per cui l’aria è quella di una cena in casa d’altri più che di un ristorante.

A gestire tutto è Moshe, il proprietario, israeliano, che cucina con spezie che si fa arrivare da casa. Si mangia bene anche da soli, il posto è pensato pure per chi entra senza compagnia, e c’è parecchia scelta per vegani e vegetariani: tra hummus, falafel e insalate coprite una cena intera senza carne.

Da bere trovate vino israeliano e birra, che con questi piatti speziati ci stanno benissimo.

Vista interna del Ristorante Telaviv a Kyoto con un tavolo in legno davanti a una parete rossa decorata con scritte.
La sala principale al secondo piano ha pareti rosse decorate con grandi scritte in ebraico.
Due bicchieri di bevande con menta e limone sul tavolo del ristorante Telaviv a Kyoto.
Per spezzare i sapori forti delle spezie, la bevanda fredda a base di limone e foglie di menta fresca è l'alternativa perfetta alle classiche birre alla spina.

Chi è Moshe

Dietro al bancone trovate quasi sempre Moshe, che il locale l’ha aperto e lo manda avanti in prima persona. È cresciuto poco fuori Tel Aviv e vive a Kyoto dal 2006: il giapponese l’ha imparato qui, tanto che lo parla con l’accento del Kansai, cosa che ai clienti giapponesi fa sempre un certo effetto.
Cucina e sta in sala allo stesso tempo, per cui prima o poi passa a chiedervi com’era il piatto, in inglese o in giapponese. Se non sapete da dove partire chiedete a lui: vi mette le cose in tavola nell’ordine giusto e vi spiega come si mangiano, che qui cambia parecchio rispetto a una cena giapponese.

In breve

Pro:

  • Cucina israeliana vera, con spezie portate da Israele e un hummus di quelli morbidi
  • Tanta scelta vegana e vegetariana, comodo se non mangiate carne
  • Si sta bene anche da soli, col cuoco che fa due chiacchiere

Contro:

  • I singoli piatti rendono poco da soli, se ordinate stretti restate leggeri
  • Locale piccolo, poco più di una quindicina di posti: senza prenotare rischiate di trovare pieno

Ideale per: una cena fuori dagli schemi nel centro di Kyoto, quando siete stufi di cibo giapponese e volete qualcosa di caldo e speziato.

Atmosfera: piccola izakaya con scritte in ebraico e musica israeliana, informale, il cuoco in sala.

Due bottiglie di gin della Katzrin Distillery posizionate sul bancone in legno del ristorante Telaviv a Kyoto.
Sulla mensola spiccano etichette di distillati rari da trovare in Giappone, come il gin prodotto nelle alture del Golan, ideali per chiudere la serata.
Un cartello bianco con scritte in ebraico e inglese su un bancone del Ristorante Telaviv a Kyoto.
Tra i dettagli, spicca il divieto di parlare male degli altri.

Conclusione

Quello che mi resta in testa uscendo non sono le spezie, è la stranezza di sentire pop israeliano mentre fuori dalla porta c’è Kyoto. Moshe ti accoglie che sembra di entrare in casa sua, e questo cambia tutto il tono della cena.
Se ci capitate una volta sola prendete l’hummus e lo shawarma, e fatevi versare un bicchiere di vino israeliano: è la combinazione giusta per capire dove siete. Andateci in compagnia, perché i piatti si girano in tavola e così ne provate il doppio. È una cena che nel resto del viaggio non si ripete: vale la deviazione anche se il centro non era nei vostri programmi per quella sera.

Come arrivare

Il ristorante è nel centro di Kyoto, in una stradina di locali che scende da Sanjo lungo la via Sakaimachi. Dalla stazione della metropolitana di Karasuma Oike prendete l'uscita 5 e camminate sei o sette minuti verso sud-est, sempre in mezzo a negozi e ristoranti.
Se arrivate dalla zona di Kawaramachi vi conviene seguire la via Sanjo verso ovest e girare in Sakaimachi: l'ingresso è in legno scuro e si riconosce dalla bandiera israeliana.

È una zona in cui si passa comunque girando il centro, per cui niente deviazioni strane: ci si arriva comodi anche a fine giornata, quando avete chiuso con templi e vetrine.

Informazioni utili

Nome: Telaviv a Kyoto
Al momento potrebbe essere chiuso temporaneamente, vi consiglio di verificare online.
Giorni di chiusura: Chiuso il martedì. Si mangia solo a cena: non c'è servizio a pranzo
Prenotazione: Il locale è piccolo e la sera si riempie in fretta: meglio prenotare, soprattutto nel weekend. Il tavolo è prenotabile online oppure contattando direttamente il ristorante; presentandovi senza prenotazione può capitare di trovare tutto pieno.
Consigli utili: Ordinate a ondate, due o tre piatti alla volta invece di tutto insieme: le porzioni sono piccole, così arrivano calde e capite quanto vi serve davvero. Partite dall'hummus con la pita e tenete lo shawarma per ultimo, che è il più sostanzioso.
Trasporti:
  • Stazione Karasuma Oike (metro Karasuma e Tozai): uscita 5, circa 7 minuti a piedi
  • Stazione Kyoto Shiyakusho-mae (metro Tozai): circa 8 minuti a piedi
  • Fermano in zona anche i bus urbani su Karasuma e Kawaramachi
Indirizzo: Japan, 〒604-8118 Kyoto, Nakagyo Ward, Dōyūchō, 135 三条ろぉじ堺町の道
Sito Internet: Telaviv a Kyoto
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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).