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Musica house.

Un ristorante di sushi completamente vegano a Shibuya, con pezzi che per aspetto e sapore reggono il confronto col sushi vero. Si mangia un set da dieci bocconi, tra nigiri di verdura e imitazioni sorprendenti di gambero, uovo e uova di salmone, e il cibo arriva in fretta.
Ci venite se siete vegani e non volete saltare il sushi in Giappone, ma per me è pure il posto giusto se mangiate di tutto e avete voglia di capire fin dove si può spingere la roba a base vegetale.
Il menù gira attorno a un set da dieci pezzi con zuppa di miso e zenzero in salamoia. Ci sono sia il sushi di verdura tradizionale, come myoga e funghi, sia le versioni più inventate, con carne vegetale, gambero fritto, uova di salmone e uovo, tutto a base vegetale. Il set principale ha 10 nigiri, più zuppa di miso e sottaceti. Considerate di spendere indicativamente 5.000 yen a persona, a seconda di cosa si ordina: non è economico, ma per quello che porta in tavola ci sta.
Quello che vi troverete davanti:
Il gambero fritto è il pezzo che mette d’accordo tutti: quando lo mordi fa davvero crunch, e la coda di carota è una trovata che non prova nemmeno a sembrare gambero. Il sushi arriva già condito, per cui la salsa di soia non serve, è buono così com’è.
Ma le due cose che mi hanno stupito più di tutte, senza nulla togliere a tutti gli altri pezzi che sono fantastici, sono il gunkan con l’uovo e l’ikura. Il gunkan monta un uovo che non è uovo eppure sembra vero uovo davvero, e la cosa spiazza al primo morso. L’ikura, cioè le uova di pesce, è l’altra sorpresa: anche se è tutta vegetale, scoppia in bocca esattamente come il vero ikura, ed è la cosa che coglie di sorpresa chi si siede pensando di trovare un ripiego triste.
Ci torno quando ho intorno qualcuno convinto che vegano voglia dire rinuncia: gli metto davanti il gunkan di tonno con l’ikura e la discussione si chiude lì, senza che debba spiegare niente.
Dentro non trovate lo stile consumato e un po’ spartano di tante trattorie giapponesi: qui è tutto lucido, curato, quasi troppo. Pareti a stampe colorate, gatti portafortuna sparsi in giro, pochi tavoli e un bancone dove di solito finiscono i clienti da soli. È un posto pensato anche per la foto, e si vede.
Si ordina scansionando il QR code al tavolo e si paga subito da lì, per cui il cibo esce quasi senza attesa. Se qualche pezzo del set non vi va, potete personalizzarlo e scegliere le dieci portate una a una. Sul dolce vi consiglio le ciambelle senza glutine, in versione matcha, sesamo nero o burro d’arachidi: una la prendo quasi sempre.
Un punto che vale la pena sapere prima di sedersi: qui non c’è il rischio della cucina mista. Il locale è vegano al cento per cento, niente pesce, carne, uova o latticini nemmeno nei condimenti, quindi non dovete stare a chiedere cosa c’è dentro a ogni singolo pezzo.
Se oltre al vegetale vi serve evitare il glutine, c’è un set pensato apposta da scegliere al posto di quello classico quando prenotate. È la stessa logica dei dolci, con le ciambelle tutte senza glutine: chi ha due restrizioni insieme, e in Giappone di solito rinuncia e basta, qui mangia tutto il menù come gli altri.
Pro:
Contro:
Ideale per: vegani in viaggio a Tokyo e curiosi onnivori che vogliono provare un pranzo diverso a Shibuya.
Atmosfera: piccolo, coloratissimo, ordinato e da fotografare, con qualche gatto portafortuna alle pareti.
Quello che vi resta in testa uscendo non è il fatto che non ci sia pesce, ma il momento in cui le finte uova di salmone scoppiano in bocca come quelle vere e vi fermate un attimo a capire com’è possibile. Prendete il gunkan con l’ikura e il gambero fritto con la coda di carota, se dovete ricordarvi due bocconi soli.
Il posto è piccolo e tirato a lucido, senza niente del disordine simpatico di tanti locali giapponesi, e a me all’inizio stona un po': poi arriva il set e non ci pensate più. Andateci anche se mangiate carne, perché la sorpresa vera è scoprire quanto poco vi manca il pesce. Prenotate e presentatevi curiosi, a Shibuya non c’è niente di simile.
Il ristorante è a Shoto, il quartiere tranquillo e residenziale subito alle spalle di Shibuya. La via più comoda è la stazione di Shinsen, sulla linea Keio Inokashira: da lì sono poco più di duecento metri, tre minuti a piedi.
Se arrivate direttamente da Shibuya mettete in conto una decina di minuti di camminata: si sale lungo Dogenzaka e, appena vi lasciate la folla alle spalle, siete già nelle vie silenziose di Shoto.
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Vegan Sushi Tokyo
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A 206 metriMusica house.
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Izakaya, sashimi e manzo crudo.

Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).