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Parco tematico per comprendere la cultura.

Sefa Utaki è un luogo mistico immerso nella foresta di Okinawa in cui si ritrovano le origini di antiche civiltà. Un tempo, infatti, queste isole appartenevano al regno delle Ryukyu e ancora oggi si conservano frammenti del passato nella religione, nella storia e nella cultura dell’arcipelago di Okinawa e uno di questi è proprio Sefa Utaki, inserito nella lista dei siti Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Persino il nome di questo luogo, che deriva da antiche lingue locali, non ha subito alcuna influenza dal giapponese: “Sefa” significa “punto più prominente” mentre “Utaki” era una parola che designava un sito sacro. È uno dei tesori decisamente da vedere a Okinawa.
Sefa-utaki è uno dei luoghi di culto più antichi dell’arcipelago ed è legato ad una religione che come quella shintoista, si focalizza sulla venerazione della natura nelle sue tante rappresentazioni: montagne, rocce, alberi, ecc. Il sito Sefa Utaki consiste in una rete di percorsi che si diramano sul pendio di una collina accanto all’oceano, passando all’interno di una rigogliosa foresta, fino a raggiungere una serie di diverse formazioni rocciose che fungevano in passato come luogo di preghiera, cerimonie e meditazione.
In origine, però, Sefa Utaki era semplicemente considerato un luogo sacro. Nel 1500 per via della riorganizzazione dei culti religiosi di Okinawa, che vennero centralizzati e posti sotto il controllo governativo, Sefa Utaki acquisì un ruolo rilevante diventando anche la principale cornice di cerimonie e rituali.
A Sefa Utaki comandavano le donne: la religione delle Ryukyu affidava il potere spirituale a una gerarchia di sacerdotesse e al vertice c’era la kikoe-ogimi, la massima autorità religiosa del regno, di norma una sorella o una figlia del re. Proprio qui si teneva la cerimonia con cui veniva investita del suo ruolo, il momento più solenne della vita religiosa dell’arcipelago.
Per lo stesso motivo agli uomini era vietato entrare: perfino il re, per salire fin quassù, doveva indossare abiti femminili e purificarsi prima di varcare l’ingresso.
È un dettaglio che spiega bene quanto questo posto fosse diverso da un tempio: non un edificio costruito dall’uomo, ma una foresta e delle rocce riconosciute come sacre così com’erano. E non è casuale nemmeno l’orientamento, rivolto verso Kudaka, l’isola dove secondo il mito la dea Amamikiyo scese a creare le Ryukyu. Le formazioni rocciose del sito, poi, portano gli stessi nomi delle sale del castello di Shuri: il legame tra religione e corona era scritto nella pietra.
Prima di accedere al percorso troverete un edificio che ospita un centro visitatori (ma non la biglietteria) e un piccolo museo dove potete vedere un filmato che racconta di Sefa Utaki, della sua storia e della sua importanza.
Una volta iniziato il percorso vi immergerete nella foresta, passeggiando all’ombra degli alberi che in estate offrono riparo dai raggi del sole. Lungo il cammino troverete vari punti significativi in cui fermarvi il primo dei quali è Ufugu-i, che significa “sala di ricevimento” o “prima seduta”: qui infatti ci si riuniva per pregare.
A seguire, vi imbatterete in Yuinchi, una sorta di caverna che un tempo veniva usata come deposito per il cibo e luogo in cui mangiare al riparo: Yuinchi significa infatti “cucina” o “luogo del raccolto”. Il cuore di Sefa Utaki è però Sangu-i, a cui si arriva passando attraverso un tunnel fitto di alberi che conduce di fronte a due enormi formazioni rocciose sacre che si poggiano l’una sull’altra creando un tunnel di forma triangolare. Accanto a queste due formazioni sono posizionati due vasi che raccolgono l’acqua sacra che scende dalle rocce (è vietato toccare i due vasi).
Lo spazio che si apre di fronte alle due formazioni rocciose e il tunnel ricavato tra di esse sono luoghi di preghiera in cui si riesce a percepire un’atmosfera mistica e solenne.
Il percorso però si ferma proprio davanti a Sangu-i: oltre il suo ingresso l’accesso è vietato ai visitatori, quindi il triangolo di roccia si osserva da fuori senza attraversarlo. Dai punti aperti lungo il cammino, comunque, lo sguardo arriva fino al mare e all’isola sacra di Kudaka, che si distingue all’orizzonte.
Sefa Utaki si trova nella parte sud-orientale dell'isola di Okinawa: da Naha sono una quindicina di chilometri, ma in autobus serve quasi un'ora. Si parte dal terminal dei bus di Naha, accanto alla stazione della monorotaia di Asahibashi, con le corse che scendono lungo la penisola di Chinen; una volta scesi restano 5-10 minuti a piedi in salita fino all'ingresso.
Se siete in auto si lascia la macchina al parcheggio del Nanjo City Regional Product Promotion Center, da cui si cammina 500 metri fino al sito.
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Sefa Utaki
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Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).