Cosa vedere a Miyajima
Raggiungibile in traghetto da Hiroshima, l’isola di Miyajima è un’oasi naturale dai paesaggi incontaminati e allo stesso tempo un luogo sacro, che sin dall’antichità ha attirato monaci e pellegrini desiderosi di un rifugio spirituale in cui meditare. Oggi l’isola è una popolare attrazione turistica che accoglie i visitatori con le sfumature emozionanti della natura, i piccoli ryokan tradizionali dove trascorrere la notte e i suoi luoghi sacri millenari. Se siete curiosi di scoprire cosa vedere a Miyajima, eccovi una guida sulle principali attrattive dell’isola.
Indice
Santuario Itsukishima
La grande porta torii del Santuario Itsukushima che emerge dalle acque di fronte all’isola è una delle immagini più popolari di Miyajima e il santuario stesso racchiude le origini del nome e della popolarità dell’isola: Miyajima significa infatti “isola santuario”. Il santuario è composto da diversi edifici collegati tra loro da una serie di corridoi decorati con bellissime lanterne antiche e, grazie a un complesso sistema di palafitte, si trova in parte nel mare: durante l’alta marea sembra galleggiare sull’acqua. È un luogo particolarmente magico e suggestivo che vi consiglio di non perdervi.
Il torii e le maree
Il volto di Miyajima cambia completamente due volte al giorno, ed è una cosa da sapere prima di organizzare la visita. Con l’alta marea l’acqua arriva sotto i corridoi del santuario e il grande torii resta isolato in mezzo alla baia: è l’immagine da cartolina che tutti hanno in mente, ed è anche il momento in cui il colpo d’occhio dal traghetto è più bello.
Con la bassa marea, invece, il mare si ritira e la baia diventa una distesa di sabbia che potete attraversare a piedi fino alla base del torii, arrivando a toccarne i giganteschi pilastri di legno di canfora e a vedere da vicino le monetine che i visitatori incastrano nelle fessure. Sono due esperienze completamente diverse e nessuna delle due esclude l’altra: se restate sull’isola abbastanza a lungo, cercate di vederle entrambe.
Monte Misen
Cuore dell’isola, il Monte Misen è, con i suoi 500 metri di altezza, la cima più elevata di Miyajima e dalla sua vetta si godono panorami spettacolari sulla costa e sul mare. La cima si può raggiungere sia in funivia che a piedi attraverso diversi percorsi che si snodano nella foresta e lungo i quali si trovano numerosi templi e santuari. Questi percorsi sono da sempre frequentati sia da pellegrini che da amanti del trekking e richiedono circa 2 ore per raggiungere la vetta. In cima trovate un osservatorio panoramico circondato da enormi massi di granito, da cui nelle giornate limpide lo sguardo arriva fino alla città di Hiroshima e alle isole del Mare Interno di Seto. Poco sotto la vetta si incontrano le antiche sale di preghiera legate a Kobo Daishi, il monaco che qui si ritirò in meditazione.
Una cosa da mettere in conto: anche prendendo la funivia la vetta non si raggiunge direttamente, perché dalla stazione di arrivo manca ancora una mezz’ora di cammino, in buona parte in salita e su gradini di pietra.
Tempio Daisho-in
Il Tempio Daisho-in è uno dei più importanti centri del Buddismo Shingon e si colloca alla base del Monte Misen. Il complesso include una grande varietà di edifici, statue e altri oggetti religiosi che vale la pena scoprire: oltre alle principali sale per pregare o venerare le divinità, troverete una sala da tè e una grotta che custodisce 88 sculture. Il tempio è uno dei punti di partenza dei sentieri che conducono al Monte Misen. Salendo la scalinata principale non perdetevi i rulli di preghiera in metallo montati lungo il corrimano: girandoli uno dopo l’altro mentre salite si dice che si ottenga lo stesso merito della lettura dei sutra.
All’interno del complesso vi imbatterete anche nelle statue dei rakan, centinaia di piccoli discepoli di Buddha dalle espressioni buffe, spesso coperti da berretti di lana colorati che i fedeli cambiano con le stagioni. È un posto dove conviene rallentare il passo, perché ogni angolo nasconde un dettaglio diverso.
Senjokaku
Conosciuto ufficialmente come Santuario Hokoku, questo luogo sacro prende il nome dalla sua sala molto spaziosa: senjokaku significa infatti “padiglione dei 1000 tatami” indicando che l’edificio principale è pressappoco della grandezza di 1000 stuoie tatami. Si erge su una piccola collina, immerso tra la vegetazione, ed è dedicato alla figura di Toyotomi Hideyoshi, un personaggio importante per la storia del Giappone e colui che commissionò la costruzione di Senjokaku, che però rimase incompleta. Oggi questa è una delle caratteristiche che più contraddistinguono questo luogo sacro dalla storia affascinante, accanto al quale si trova una coloratissima pagoda a 5 piani. L’interno è la parte più sorprendente: un enorme salone di legno grezzo, senza soffitto e senza pareti, con le travi lasciate a vista così come erano rimaste alla morte di Hideyoshi. Alle travi sono appesi centinaia di dipinti votivi lasciati dai fedeli nel corso dei secoli.
Ci si toglie le scarpe all’ingresso e ci si può sedere sul pavimento di legno, con la brezza del mare che attraversa il salone da un lato all’altro e la pagoda che spunta a due passi.
Passeggiate
Uno dei modi migliori per godersi l’isola di Miyajima è quello di passeggiare in uno dei tanti percorsi di trekking che circondano l’area abitata, nei pressi della costa, e attraversano le foreste inerpicandosi su per le colline e le montagne. Alcuni sentieri passano attraverso il parco Momijidani, ovvero la “valle degli aceri”, un luogo particolarmente bello per i suoi colori autunnali, ma ce ne sono altri che conducono ad aree ricche di alberi di ciliegi, punti panoramici e luoghi sacri.
Tra le mete più gettonate dagli appassionati di escursioni c’è sicuramente la vetta del Monte Misen, raggiungibile con tre percorsi, chiamati Momijidani Course, Daisho-in Course e Omoto Course. Il più semplice e quello che offre le viste migliori è il percorso Daisho-in che parte dall’omonimo tempio, mentre il percorso Momijidani è il più breve ma anche il più ripido.
Pagoda
La pagoda a cinque piani di Miyajima di certo catturerà la vostra attenzione per il suo meraviglioso colore rosso acceso. Costruita nel 1407 si trova accanto al santuario Senjokaku, il quale venne costruito successivamente alla pagoda. Si erge sulla cima di una collinetta a pochi passi da una porta torii e i suoi dettagli architettonici e il colore richiama le tecniche del Buddismo Zen e offrono un bellissimo contrasto con la vegetazione circostante.
Pur non essendo possibile accedere all’interno della pagoda, vi consiglio di fare una sosta per ammirarla dall’esterno.
I cervi di Miyajima
Appena scesi dal traghetto vi accorgerete che l’isola è abitata da cervi liberi, che passeggiano tra le case, si sdraiano davanti ai negozi e si avvicinano ai visitatori senza il minimo timore. Sono considerati messaggeri delle divinità e per questo da secoli nessuno li caccia né li disturba: il risultato è che li incontrerete ovunque, dal lungomare ai sentieri del Monte Misen.
Una raccomandazione che vale più di mille foto: non date loro da mangiare, perché è vietato, e tenete ben chiusi zaini e borse. Questi cervi sono famosi per sfilare di bocca mappe, biglietti e sacchetti di carta, che divorano in un attimo.
Parco Momijidani
Il Parco Momijidani si estende lungo le sponde dell’omonimo fiume, occupando un’ampia valle ai piedi del Monte Misen. Qui durante il Periodo Edo si cominciarono a piantare degli aceri che oggi sono circa 200 e in autunno colorano la valle con le loro sfumature rosso accese.
Il parco non è bello solo in autunno, ma regala emozioni in ogni stagione: in primavera con i fiori di ciliegio e la natura che rinasce colorando il parco e in estate con la vegetazione che assume un colore verde brillante.
Omotesando e i sapori dell’isola
La strada coperta che collega il molo al santuario è il cuore commerciale dell’isola: qui si concentrano bancarelle, botteghe di souvenir e soprattutto il cibo da strada, ed è quasi impossibile percorrerla senza fermarsi un paio di volte.
Il profumo che sentirete più spesso è quello delle ostriche alla griglia, aperte e cotte davanti a voi, mentre il dolce simbolo del posto sono i momiji manju, a forma di foglia d’acero e ripieni di pasta di fagioli rossi, crema o cioccolato: cercate anche la versione fritta, tiepida e croccante. Se volete un piatto vero, la cucina locale ruota attorno all’anago meshi, il grongo grigliato servito sul riso.
Miyajima è anche la patria dello shamoji, la paletta di legno per servire il riso: ne trovate di ogni misura, dai portachiavi ai pannelli decorativi da appendere, e lungo la via è esposta quella che viene presentata come la più grande del mondo, quasi 8 metri di lunghezza.
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Autore
Marco Togni
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).
