A 233 metriMatsuyaA 233 metri
Grande magazzino.

Nel patrimonio dell’Unesco c’è precisamente questo reperto, che fa venire i brividi a guardarlo: il Parco tutt’intorno ne è la zona di protezione. Si tratta dell’unico edificio “rimasto in piedi dopo lo scoppio”, così si legge sempre. In realtà è una frase che secondo me inganna.
Furono molte le costruzioni rimaste in piedi, tuttavia si preferì abbatterle in quanto molte erano in condizioni disastrose, questa costruzione è stata lasciata intatta a ricordo di quanto successo. La sua forma ricorda quella di una Chiesa, ma si trattava di un edificio di esposizioni commerciali e simili.
Per vent’anni la città si è divisa: c’era chi lo voleva giù, perché rivedere quello scheletro ogni giorno era una ferita aperta per i sopravvissuti, e chi lo voleva tenere in piedi come prova.
A far pendere la bilancia fu il diario di una ragazza morta di leucemia a sedici anni, dove aveva scritto che solo quel palazzo dolorante avrebbe continuato a raccontare la bomba a chi sarebbe venuto dopo. Da lì partì una raccolta di firme e fondi che nel 1966 portò il consiglio comunale a decidere la conservazione permanente. Da allora la struttura non viene restaurata né abbellita: quando serve la si consolida e basta, per lasciarla esattamente com’era.
La bomba esplose quasi sulla sua verticale, a circa 160 metri di distanza, e paradossalmente è questo che lo ha salvato: l’onda d’urto arrivò dall’alto invece che di lato, sfondò i tetti e i solai ma lasciò in piedi i muri perimetrali e lo scheletro della cupola. Gli edifici più lontani, presi in pieno dallo spostamento d’aria orizzontale, vennero rasi al suolo molto più facilmente.
Dentro non si salvò nessuno: tutte le persone che quella mattina lavoravano nell’edificio morirono sul colpo.
Il palazzo lo progettò un architetto ceco, Jan Letzel, e venne inaugurato nel 1915 come vetrina dei prodotti della prefettura: sale espositive, uffici, mostre d’arte. Quella cupola di rame in cima, così europea, in una città fatta di case basse e di legno era una stranezza tale da diventare in fretta uno dei simboli di Hiroshima.
Nel 1933 cambiò nome in Sala per la promozione industriale, ed è con quel nome che compare nelle cronache del 6 agosto 1945.
Dalla stazione di Hiroshima la via più comoda è il tram: si prende all'uscita sud e in una ventina di minuti vi lascia a Genbaku Dome-mae, con la cupola proprio davanti, dall'altro lato della strada.
Se arrivate da Miyajima, dal molo di Miyajimaguchi ci si arriva senza cambi.
Chi si muove dalla zona dei negozi di Hondori o Kamiyacho può lasciar perdere i mezzi: cinque minuti a piedi verso il fiume e ci siete.
Questo posto è su MarcoMaps
Memoriale della pace di Hiroshima
La mia mappa del Giappone: oltre 4.000 luoghi provati da me, ognuno con foto, voto e orari. Filtri per categoria e voto, veg friendly, e i posti vicino a te col GPS. Senza registrazione, dal telefono.



Memoriale della pace di Hiroshima - lì vicino trovate:
A 233 metriGrande magazzino.
A 243 metriCucina hawaiana.
A 285 metriA ricordo della Bomba.
A 290 metriNegozio con anime e manga.
Deliziose ciambelle.
A 328 metriCatena di ottimo ramen.

Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).