Torii galleggiante sull'acqua a Itsukushima al tramonto, vicino a Hiroshima.

Cosa vedere ad Hiroshima

Hiroshima è un luogo dove scoprire la storia più recente del Giappone, in particolare legata alla Seconda Guerra Mondiale e al tragico evento che ha segnato per sempre il destino di Hiroshima: il lancio della bomba atomica. Tanti luoghi di Hiroshima ricordano questa pagina dolorosa, ma la città oggi è rinata e accoglie i turisti con tante attrattive e un’atmosfera frizzante. Racchiusa tra montagne ricoperte di foreste e il mare interno di Seto, Hiroshima offre percorsi di trekking, spiagge dorate e tante attività per tutti; è inoltre un’ottima base anche per scoprire isole “sacre” e cittadine pittoresche della regione.
Nei GiappoTour a volte facciamo Hiroshima in giornata e altre volte ci fermiamo a dormire: entrambe le opzioni sono perfette, dipende solo se preferite ottimizzare il tempo o vivere la magia di Miyajima la sera.
In questo articolo scopriamo insieme cosa vedere a Hiroshima.

Miyajima

Il Torii di Miyajima, nel mare durante l'alta marea, in una giornata con cielo limpido.

La visita a Hiroshima è sempre un’ottima occasione per raggiungere la vicina isola di Miyajima, un luogo perfetto per trascorrere una giornata rilassante immersi nella natura e lontani dal caotico centro della città. Quest’oasi naturale è allo stesso tempo un luogo sacro: sin dall’antichità le sue montagne ricoperte da una fitta vegetazione e la natura incontaminata hanno affascinato i monaci e pellegrini, divenendo un vero e proprio rifugio spirituale.

All’arrivo in traghetto noterete subito la grande porta torii rossa che si erge dall’acqua del mare segnalando la presenza del Santuario Itsukushima, il più famoso dell’isola.

Una funivia permette di arrivare vicino alla sommità del Monte Misen, da dove potrete ammirare un bellissimo panorama sul mare e sull’isola. Un’esperienza magica è quella di dormire in un ryokan di Miyajima.


Parco della Pace

Il monumento principale al Parco della Pace di Hiroshima.

Prima dello scoppio della bomba atomica il luogo in cui oggi sorge il Parco della Pace era il centro commerciale e politico della città ed è proprio per questo che fu scelto come obiettivo principale del lancio della bomba.
Oggi attorno all’epicentro dello scoppio è nata questa bellissima area verde, un luogo di ritrovo in cui cittadini e turisti possono passeggiare accanto a musei e monumenti che evocano una tragica pagina della storia giapponese. È un luogo sicuramente toccante che non lascia indifferenti: fa un certo effetto vedere la cupola sventrata dell’A-Bomb Dome, uno dei pochi edifici rimasti in piedi a due passi dall’epicentro, così come ripercorrere i vari momenti di quel giorno drammatico visitando il Museo della Pace. Ogni anno il parco ospita la cerimonia di commemorazione.


Gli altri edifici sopravvissuti alla bomba

L’A-Bomb Dome è il più famoso, ma non è l’unico edificio rimasto in piedi il 6 agosto 1945: in giro per il centro ne trovate altri, quasi tutti visitabili e quasi sempre senza folla.
La ex filiale della Banca del Giappone si trova a poche centinaia di metri dall’ipocentro ed è la meglio conservata: si entra liberamente e si scende fino al caveau sotterraneo, oggi usato come spazio espositivo. Le scuole elementari Honkawa e Fukuromachi conservano invece una parte dell’edificio originale trasformata in piccolo museo della pace; a Fukuromachi si leggono ancora i messaggi dei sopravvissuti scritti sui muri delle aule per ritrovare i familiari.
Sono tappe brevi, ma è qui che la storia raccontata al Museo della Pace diventa concreta e vicina. Dentro il Parco della Pace c’è poi la Rest House, che quasi tutti scambiano per un semplice punto informazioni: era un negozio di kimono e si trovava a meno di duecento metri dall’ipocentro. Il piano interrato è rimasto intatto e ci si scende ancora oggi: era lì che si trovava l’unico sopravvissuto dell’edificio, un impiegato che pochi minuti prima dello scoppio era andato a prendere dei documenti.
Sono pochi minuti di visita, ma è uno dei posti che restano più impressi.

Castello di Hiroshima

Il castello di Hiroshima in primavera.

A pochi minuti a piedi dal Parco della Pace sorge il Castello di Hiroshima, costruito nel 1589 come dimora del signore feudale (daimyo) della città. Quello che potete visitare oggi è una ricostruzione, in quanto l’originale fu interamente distrutto dallo scoppio della bomba atomica, ma riesce comunque ad esprimere la raffinatezza e lo splendore di un tempo. A differenza della maggior parte dei castelli, costruiti in cima a colline o in posizioni strategiche, il castello di Hiroshima sorge su terreno pianeggiante, nel cuore della città. Cuore del castello era il torrione di cinque piani, che però oggi è chiuso al pubblico: il cemento della ricostruzione del dopoguerra non garantisce più la sicurezza antisismica e la città punta a rifarlo in legno, com’era in origine. Lo si ammira comunque dall’esterno, mentre tutto il resto del complesso resta aperto: potete passeggiare lungo il fossato, entrare nelle porte e nelle torrette ricostruite del secondo recinto e godervi gli splendidi giardini tutt’intorno.


I tram sopravvissuti alla bomba

Hiroshima ha la rete di tram più estesa del Giappone e girando in centro ve ne accorgete subito: sui binari passano vetture di ogni epoca, comprese quelle arrivate da Kyoto, Osaka e persino dalla Germania, tanto che qui la chiamano il museo viaggiante.
Due di queste vetture hanno però una storia a parte: sono il 651 e il 652, entrate in servizio nel 1942 e travolte dalla bomba il 6 agosto 1945. Rimesse in sesto, sono tornate sui binari e ancora oggi fanno servizio normale, con i passeggeri che salgono e scendono come se niente fosse.
Vederne una arrivare mentre aspettate alla fermata vale quanto una visita: se capita, salite e basta.

Altro

Oltre alle maggiori attrazioni citate in precedenza, Hiroshima offre tanti altri siti storici, musei, giardini e luoghi dello shopping.
Se volete rifugiarvi qualche istante nel verde, visitate il Giardino Shukkeien anche solo per fare una passeggiata o un picnic e godervi il paesaggio estremamente curato e variegato. Percorrendo i sentieri attraverserete piccole montagne, valli, laghetti e sale da tè e sarete circondati da una grande varietà di piante e fiori che regalano spettacoli diversi, ma tutti in egual modo emozionanti, in ogni stagione. Lo Shukkeien è molto più antico di quanto sembri: nasce nel 1620 come giardino della villa del signore feudale Asano, e il suo nome significa più o meno “giardino in miniatura“, perché ricrea in piccolo un paesaggio di montagne, valli e mare.
Anche qui la bomba ha lasciato il segno: il giardino era a poco più di un chilometro dall’ipocentro e nelle ore dopo lo scoppio si riempì di feriti in cerca d’acqua, molti dei quali non ne uscirono vivi. Bruciò quasi tutto, ma qualche albero resistette e sta ancora lì, con la sua targhetta: cercateli mentre passeggiate, sono i testimoni più silenziosi della città.
Se volete concedervi un pomeriggio di shopping, visitate il vivace centro di Hiroshima, che si sviluppa attorno alla galleria commerciale Hondori, su cui si affacciano negozi e ristoranti di vario genere. Sulla via parallela, Aioidori si alternano invece grandi department store.

Okonomimura, il palazzo dell’okonomiyaki

A pochi passi dall’Hondori, nel quartiere di Shintenchi, c’è un palazzo occupato interamente da banconi di okonomiyaki: si chiama Okonomimura e sui suoi piani si contano più di venti locali, ognuno con la sua piastra e la sua ricetta.
Il rito è sempre lo stesso: sedersi al bancone, ordinare e guardare il cuoco lavorare a un palmo dal vostro piatto. Qui l’okonomiyaki si fa a strati e con i noodles dentro, ed è la cosa più hiroshimana che possiate mangiare.
Scegliere il locale è quasi un gioco: guardate quanti clienti del posto sono seduti al bancone e fidatevi di loro. Il palazzo non è nato a tavolino: dopo la guerra i banchi di okonomiyaki erano carretti sparsi nella piazza di Shintenchi, poi sono finiti tutti dentro lo stesso palazzo, un piano sopra l’altro.
Al momento dell’ordine vi faranno scegliere i noodles: soba, più sottili e croccanti sulla piastra, oppure udon, morbidi e più sostanziosi. È praticamente l’unica decisione che dovete prendere, il resto lo fa il cuoco davanti a voi.

Gli appassionati di auto e motori certamente saranno felici di visitare il museo della casa automobilistica giapponese Mazda, ospitato in una parte della storica fabbrica: qui potete vedere i modelli di successo della compagnia e visitare gli stabilimenti di produzione. Dalla passerella sospesa sopra la linea di montaggio vedete scorrere modelli diversi uno dietro l’altro sulla stessa catena, ognuno già con il suo colore e i suoi optional.
L’altra metà del racconto è il motore rotativo, la scommessa tecnica che ha reso Mazda diversa da tutte le altre: si va dalla Cosmo Sport degli anni Sessanta alla vittoria a Le Mans del 1991, l’unica mai centrata da un motore di questo tipo.

Una serata con i Carp

Hiroshima vive di baseball come nessun’altra città giapponese. La squadra è quella dei Carp, l’unica in Giappone senza una grande azienda alle spalle: è nata nel dopoguerra con le donazioni dei cittadini ed è rimasta una cosa loro, ed è per questo che il rosso della maglia lo trovate dappertutto, dalle vetrine dei negozi ai bar del centro.
Le partite si giocano al Mazda Stadium, costruito all’americana, con sedute di ogni tipo: divanetti, posti sdraiati e perfino tavoli col barbecue. La curva canta senza fermarsi mai e dopo il settimo inning parte il rito che aspettano tutti, con migliaia di palloncini rossi lasciati volare insieme.
Anche se del baseball non vi importa nulla, l’atmosfera vale la serata.

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).