Panorama di Milford Sound con una nave da crociera su acque calme.©Dmitry Pichugin - Dreamstime

Viaggio in Giappone e Nuova Zelanda

Giappone e Nuova Zelanda nello stesso viaggio stanno insieme meglio di quanto sembri. Sono due mondi lontanissimi come atmosfera, uno tutto città, treni e templi, l’altro fatto di montagne, pecore e strade vuote, eppure li collega un volo diretto che dura una notte e poco più.
Consiglio spesso questa accoppiata a chi vuole vedere il Giappone ma ha paura di annoiarsi con troppe settimane di sola città, o a chi sogna la Nuova Zelanda e non vuole sprecare uno scalo lunghissimo passando per l’Asia senza fermarsi. Per farla bene bisogna scegliere con attenzione la stagione e dividere i giorni in modo diseguale, perché i due Paesi hanno ritmi e climi opposti.

Perché unire i due

Il motivo più pratico è la geografia dei voli. Da Tokyo si arriva ad Auckland senza cambi, e visto che per andare in Nuova Zelanda dall’Europa dovete comunque passare da qualche parte, tanto vale fermarsi in Giappone invece di dormire in un aeroporto asiatico qualsiasi.
Poi c’è il contrasto, ed è la parte che a me piace di più. Passate da Shibuya piena di gente alle strade dell’Isola del Sud dove per un’ora non incrociate nessuno, e nel giro di una manciata di ore vi ritrovate a mangiare ramen in un bancone da sei posti e poi a guardare un ghiacciaio dal finestrino di un camper.

Non è un viaggio da mettere insieme a caso, però. Sono due Paesi che chiedono energie diverse: il Giappone è denso, cammini tanto, prendi mille treni; la Nuova Zelanda è lenta, guidi per ore e ti fermi dove capita.
Metterli in fila vuol dire alternare due ritmi opposti, e secondo me è proprio questo che rende il viaggio bello.

Il volo diretto

La spina dorsale di tutto è il collegamento Tokyo–Auckland. Il volo senza scali lo fa Air New Zealand e dura intorno alle undici ore, più o meno come una qualsiasi tratta intercontinentale lunga: niente di spaventoso, se siete già arrivati fino in Giappone.
C’è un dettaglio sul fuso da tenere a mente, perché la Nuova Zelanda è avanti rispetto al Giappone di qualche ora. Tra Tokyo e Auckland non si attraversa la linea del cambio data, quindi non perdete un giorno intero: partendo la sera dal Giappone atterrate ad Auckland la mattina dopo, già pronti per iniziare dopo una notte in aereo, mentre al ritorno arrivate a Tokyo nello stesso giorno in cui siete partiti.

Sul senso di marcia vale la pena ragionare. La sequenza che di solito consiglio è arrivare in Giappone dall’Europa, fare lì i primi giorni per smaltire il fuso camminando tanto, e poi buttarsi sull’oceano verso sud.
Il Giappone si regge bene anche quando siete un po’ rintronati dal viaggio, mentre in Nuova Zelanda dovrete guidare e lì la testa deve essere sveglia.

Un aereo di linea ANA parcheggiato sulla pista dell'aeroporto di Haneda visto attraverso l'ampia vetrata del terminal.
Aereo della compagnia ANA fermo sulla pista all'aeroporto di Haneda
Marco Togni dai vestiti colorati guarda verso l'alto nel mezzo di una strada notturna illuminata dai neon a Shinjuku.
Esploro le luci al neon di Shinjuku

Stagioni al contrario

Questo è il punto che rovina i piani a chi non ci pensa prima. La Nuova Zelanda sta nell’emisfero sud e ha le stagioni ribaltate rispetto al Giappone: la loro estate va da dicembre a febbraio, il loro inverno cade nei nostri mesi caldi.
Vuol dire che dovete scegliere quale dei due Paesi volete vedere nella sua stagione migliore, perché non li avrete mai tutti e due al top nello stesso viaggio. Ecco le combinazioni che secondo me hanno più senso:

  • Se partite tra dicembre e febbraio prendete l’estate neozelandese, con giornate lunghe e clima buono per guidare e camminare, ma in Giappone trovate il pieno inverno, freddo e con la neve al nord.
  • Se andate ad aprile o a ottobre vi tenete un Giappone bellissimo, tra fioritura dei ciliegi e foglie d’autunno, mentre in Nuova Zelanda trovate mezze stagioni più fresche e variabili.
  • Se puntate a luglio o agosto avete l’estate giapponese, calda e umida, e l’inverno neozelandese, con la neve sulle montagne del sud e la stagione dello sci.

Dovendo dare una preferenza, io sacrificherei un po’ il Giappone e andrei nell’estate australe, perché la Nuova Zelanda dà il meglio con le giornate lunghe e le strade libere dalla neve.
Il Giappone d’inverno, comunque, non è una punizione: col freddo l’aria è limpida, il Fuji si vede molto più spesso, i templi sono meno affollati e infilarsi in un onsen mentre fuori nevica resta una delle cose più belle che potete farci. Scegliendo l’estate australe, insomma, non state buttando via il Giappone, lo vedete in una versione più tranquilla.

Alberi di ciliegio in fiore si riflettono sulle acque del canale Meguro nel quartiere di Naka Meguro a Tokyo.
Fioritura dei ciliegi lungo il canale Meguro a Naka Meguro
Migliaia di azalee in fiore coprono il pendio del Giardino delle Azalee al tempio Nezu, con persone che passeggiano.
Esplosione di colori nel Giardino delle Azalee al tempio Nezu

Quanti giorni dedicare

La Nuova Zelanda è più estesa di quanto si immagini, poco più grande del Regno Unito come superficie, e le distanze si sentono tutte perché si viaggia su strade a una corsia per senso. Il Giappone invece lo attraversate in poche ore con i treni veloci, e in meno tempo vedete molto di più.
Per questo non farei mai lo stesso numero di giorni nei due Paesi. La Nuova Zelanda si mangia i chilometri e va lasciata respirare, sennò passate la vacanza al volante.

Se avete tre settimane in tutto, secondo me la divisione giusta è una settimana abbondante in Giappone e il resto in Nuova Zelanda, concentrandovi su una sola delle due isole. Con meno di due settimane totali il mio consiglio è di non spezzare troppo: fate un Giappone corto e intenso più un giro breve nella zona di Queenstown, sull’Isola del Sud, senza pretendere di vedere tutto il Paese.
Chi ha davvero poco tempo dovrebbe rinunciare a una delle due destinazioni, non comprimerle entrambe. Un viaggio così va misurato sulle ore di trasferimento, non solo sulle cose da vedere.

Un itinerario di massima

Vi butto giù un’idea concreta, giusto per farvi vedere come si incastrano le cose. Non prendetela alla lettera, ma come una traccia da adattare al vostro tempo e ai vostri gusti.
Per il Giappone, per esempio, dieci giorni potrebbero andare così:

Per la Nuova Zelanda ragionate a blocchi più larghi, perché lì contano le ore di macchina. Se vi concentrate sull’Isola del Sud con una decina di giorni, una divisione sensata è più o meno questa: due o tre giorni su Queenstown e la gita a Milford Sound, un paio su Wanaka e i sentieri, due verso Aoraki/Monte Cook e il lago Tekapo, e i restanti da spendere lungo la strada senza fretta, fermandovi dove capita.
Se invece scegliete l’Isola del Nord, spezzatela tra Auckland, Rotorua con Waitomo, Hobbiton e la Bay of Islands, sempre lasciando un giorno cuscinetto per i trasferimenti. Per il solo Giappone, sul sito trovate anche la pagina con i miei itinerari in Giappone, dove i giri sono spiegati con più calma.

Ampia veduta panoramica della città di Tokyo al tramonto vista da Shibuya Sky.
Panoramica mozzafiato sulla metropoli di Tokyo vista da Shibuya Sky
Veduta stradale di Shibuya a Tokyo con l'edificio Shibuya 109 al centro durante il crepuscolo.
Il cuore pulsante di Shibuya tra luci e grattacieli al tramonto

L'Isola del Sud

Per un primo viaggio, se potete vedere una sola isola neozelandese, puntate su quella del Sud. È la parte con montagne, fiordi e laghi color turchese.
Il punto di partenza naturale è Queenstown, cittadina sul lago incastrata tra le montagne, base comoda per muoversi e piena di gente che fa sport e attività all’aperto. Da lì si raggiunge Milford Sound, il fiordo più famoso, dove la strada per arrivarci vale già da sola il viaggio.
Poco più su c’è Wanaka, più tranquilla di Queenstown, buon punto d’appoggio per chi ama camminare in montagna. Merita anche Aoraki, cioè il Monte Cook, la vetta più alta della Nuova Zelanda, con i sentieri che partono ai suoi piedi dentro il parco nazionale.

Aggiungete il lago Tekapo per l’acqua di un azzurro innaturale e il cielo notturno pulito, e avete già un giro pieno. A me questa parte piace proprio perché in mezza giornata passate dal deserto d’erba alle nevi, senza mai vedere una città vera.

L'Isola del Nord

L’Isola del Nord è più dolce, più verde e più abitata, ed è la scelta giusta se vi interessano la cultura maori, le zone geotermiche e i paesaggi dei film. Auckland, la città più grande, è il punto d’ingresso per chi arriva da Tokyo.
Il posto simbolo è Rotorua, con l’area geotermica che fuma e puzza di zolfo, i geyser e i luoghi dove conoscere la cultura maori da vicino. Non lontano ci sono le grotte di Waitomo, dove si scende in barca al buio a guardare i piccoli vermi luminosi attaccati al soffitto.

Chi ha amato il Signore degli Anelli qui trova Hobbiton, il set del villaggio degli hobbit che si visita con un giro guidato di un paio d’ore tra le casette e il pub. Più a nord si apre la Bay of Islands, con le spiagge e le gite in barca.
Chi cammina bene può puntare al Tongariro, la traversata di un giorno tra crateri e laghetti colorati.

Guidare e il camper

In Nuova Zelanda si guida a sinistra, sempre, anche quando la strada è vuota e il panorama vi distrae. Non è difficile abituarsi, ma i primi chilometri richiedono concentrazione, soprattutto alle rotonde e alle svolte.
Anche in Giappone si guida a sinistra, e se lì avete già provato il lato della strada non vi spiazza. Quello che cambia davvero è il tipo di strada: corsie strette senza banchina, tratti di ghiaia sulle secondarie e i ponti a una corsia, dove un cartello dice a chi tocca passare per primo. Metteteci le pecore che attraversano e il vento sui passi, e capite perché qui le medie orarie sono basse.
Per la patente serve un po’ d’attenzione: con la patente italiana potete guidare portando con voi il permesso internazionale, perché il documento deve essere leggibile in inglese. Sistematelo prima di partire, perché è una di quelle cose che ci si dimentica.

Il modo più bello di girare l’isola è il camper, che vi fa risparmiare l’hotel e vi lascia dormire vicino ai posti belli. Prima di buttarvici, però, tenete a mente alcune cose:

  • Il noleggio va da mezzi molto spartani a modelli comodi, e in alta stagione i prezzi salgono parecchio, per cui conviene prenotare con largo anticipo.
  • Il campeggio libero è permesso solo in certe aree e spesso solo con mezzi autosufficienti, cioè col bagno a bordo: informatevi zona per zona, perché le multe esistono e non sono simboliche.
  • Le distanze ingannano, quindi mettete in conto tappe più corte di quanto vi aspettate, perché le strade sono lente e vi verrà voglia di fermarvi in continuazione.

Se il camper non fa per voi, l’alternativa è auto a noleggio più motel e ostelli, che si trovano ovunque.

Quanto si spende

Mettiamola così: la Nuova Zelanda costa. È un Paese caro per mangiare fuori, per dormire e per le attività, e questo stona un po’ con il Giappone, dove con pochi soldi si mangia benissimo.
In Giappone un pasto vero al banco, tipo una ciotola di ramen o un set di gyudon, sta spesso sui 1.000 yen o poco più, e i trasporti urbani sono economici per quello che offrono. La voce pesante lì è semmai il treno veloce sulle lunghe tratte, che va calcolato bene.

In Nuova Zelanda invece il grosso della spesa se lo mangiano il mezzo su ruote e le attività. Il noleggio del camper può viaggiare sui cento-duecento dollari neozelandesi al giorno a seconda del modello e del periodo, a cui aggiungete benzina, piazzole e le escursioni, che qui si pagano quasi tutte.
I prezzi cambiano parecchio con la stagione, quindi controllate le tariffe aggiornate prima di partire. Il consiglio pratico è tenere i due budget separati nella testa: in Giappone potete stare larghi sul cibo, in Nuova Zelanda meglio scegliere poche attività ma buone, perché altrimenti il conto sale in fretta.

Vista frontale del Monte Fuji innevato e del paesaggio circostante ripresa dall'interno di uno shinkansen.
Vista del Monte Fuji innevato durante il viaggio sullo shinkansen
Una corner room al InterContinental the Strings Tokyo con vetrate panoramiche sullo skyline e un tavolo con frutta.
Interno di una corner room al InterContinental the Strings Tokyo con vista.

Preparativi utili

Un viaggio così tocca due climi opposti nello stesso momento, e la valigia va pensata a strati. Vi ritroverete con la maglietta in Nuova Zelanda e il piumino in Giappone, o il contrario, a seconda dei mesi.
Ci sono un paio di accortezze che secondo me fanno la differenza e che di solito raccomando a chi parte:

  • Portate scarpe comode e già usate, perché in Giappone camminate tantissimo in città e in Nuova Zelanda finirete di sicuro su qualche sentiero.
  • Tenete pronti il permesso internazionale di guida e una carta che funzioni bene all’estero, così non perdete tempo appena atterrati.
  • Scaricate le mappe offline, perché in mezzo alle montagne e sulle strade secondarie il segnale sparisce spesso.
  • Lasciate qualche giorno cuscinetto per il fuso e per i trasferimenti, senza incastrare tutto al minuto, perché tra volo lungo e cambio di stagione il corpo ha bisogno di assestarsi.

Il volo diretto prenotatelo insieme al resto e non all’ultimo: i posti tra Tokyo e Auckland non sono tantissimi e in alta stagione si riempiono.

Visti e documenti

Per il Giappone con il passaporto italiano non serve il visto: per turismo si entra e si può restare fino a 90 giorni. Le pratiche di immigrazione e dogana potete sbrigarle prima sul sito ufficiale Visit Japan Web, così all’arrivo mostrate solo un codice sul telefono e passate in fretta.
Per la Nuova Zelanda invece serve la NZeTA, l’autorizzazione elettronica che si richiede online prima della partenza: senza quella non vi fanno imbarcare, e non conviene ridursi al giorno prima. Insieme alla richiesta si paga anche la tassa per i visitatori.
L’autorizzazione vale due anni e copre più ingressi, e anche qui il soggiorno turistico arriva a 90 giorni, molto più di quanto vi servirà. Controllate infine la scadenza del passaporto, perché la Nuova Zelanda lo vuole valido ancora per qualche mese dopo la data in cui ripartite.

Il mio consiglio

Se dovessi scegliere io, farei un Giappone corto e pieno all’inizio, giusto per il colpo di città e templi, e poi mi prenderei tutto il tempo per una sola isola neozelandese, guidando piano e fermandomi spesso.
La tentazione di vedere tutto in un viaggio è forte, ma questi due Paesi meritano di essere assaggiati con calma, non rincorsi. Meglio tornare a casa con la voglia di rivederli che con la sensazione di averli solo attraversati. Voi da quale dei due partireste?

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).