Ciotola di gyudon con riso, manzo, cipolle e uovo.

Gyudon

Il gyudon è uno dei piatti più economici e più buoni del Giappone. Si tratta di riso in bianco con sopra carne di manzo e cipolle che sono state preparate in una salsa leggermente dolce fatta con dashi, salsa di soia e mirin.
È possibile anche aggiungere altri ingredienti come per esempio uovo crudo oppure sodo.
Lo trovate in tutto il paese nelle catene di fast-food che ne hanno fatto la loro specialità: si ordina in pochi secondi ed è la soluzione perfetta quando siete di corsa tra una visita e l’altra o quando vi viene fame a notte fonda.

Come mangiarlo

Il modo di ordinare cambia da catena a catena: da Matsuya e Nakau si passa dal distributore automatico di biglietti, dove mettete i soldi, scegliete il piatto sullo schermo e portate il biglietto al personale.
Da Yoshinoya invece si ordina a voce al bancone e si paga alla fine, mentre da Sukiya c’è un tablet al tavolo. Quasi tutti i distributori ormai sono touch screen e hanno il tasto per l’inglese, quindi è molto più facile di quanto pensiate: se qualcosa non torna, potete comunque farvi aiutare.
Di solito non serve aggiungere altro alla ciotola che vi portano. Sul tavolo però ci sono due cose da usare senza timore: lo zenzero rosso sottaceto, che sgrassa la bocca, e lo shichimi, il peperoncino a sette spezie che dà una scossa alla salsa. Sono gratis e potete servirvene quanto volete, magari a metà ciotola per cambiare sapore. La salsa di soia invece sul gyudon non si mette: la carne è già condita.

Dove mangiarlo

Questo tipo di donburi è molto popolare perché è veramente molto economico ed è diffuso in varie catene di fast-food giapponesi che vi serviranno il gyudon nel giro di pochi secondi.
Molti ristoranti di gyudon restano aperti fino a notte fonda e alcuni non chiudono quasi mai, ma il 24 ore su 24 non è più la regola: diverse catene si fermano un’ora nel cuore della notte per le pulizie.

Le catene principali sono:

  • Nakau: la mia preferita.
  • Yoshinoya: molto popolare.
  • Matsuya: anche questa molto popolare.
  • Sukiya: la più diffusa di tutte.

Un gyudon grande costa intorno ai 700 yen.

Marco Togni tiene in mano una ciotola di donburi all'interno di una stazione di servizio in autostrada in Giappone.
In una stazione di servizio autostradale tengo tra le mani una ciotola di gyudon con uovo strapazzato. Le aree di sosta offrono sempre questa soluzione rapida e nutriente.
Ingresso del ristorante Sukiya con insegna rossa e gialla su parete in mattoni in Giappone.
L'insegna rossa di Sukiya è inconfondibile in città. Fermatevi a consultare i pannelli esterni per scegliere la quantità esatta di riso e carne desiderata prima di entrare.

Le taglie del gyudon

Davanti al menu la prima cosa da capire è la quantità: la porzione standard si chiama namimori, quella grande oomori e quella abbondante tokumori, che aumentano sia il riso sia la carne. Se avete poca fame quasi tutte le catene hanno anche una mini, perfetta a colazione o dopo una giornata pesante.
In alcune catene potete far crescere solo il condimento: chiedendo atama no oomori avete la stessa quantità di riso ma il doppio del manzo, mentre tsuyudaku vuol dire più sugo sul riso. Sono parole che il personale capisce al volo, anche se le pronunciate male.

Le varianti da provare

Il gyudon liscio è solo il punto di partenza: nelle catene trovate lo stesso piatto con una montagna di cipollotto, con il formaggio fuso, con il kimchi piccante oppure con daikon grattugiato e ponzu, la versione più leggera di tutte.
L’uovo crudo merita un discorso a parte: si rompe nella ciotolina, si sbatte con le bacchette e si versa sopra la carne, non si spacca direttamente sul riso. Se l’idea non vi convince quasi ovunque c’è l’uovo sodo o l’onsen tamago, cotto a bassa temperatura e molto più delicato. Volendo trasformate la ciotola in un pasto completo scegliendo il set che aggiunge zuppa di miso e insalata.

Che differenza c’è tra le catene

Sulla carta è sempre lo stesso piatto, ma il sapore cambia più di quanto immaginate: da Yoshinoya la salsa è dolce e rotonda, da Matsuya (dove il piatto si chiama gyumeshi) è meno dolce e più decisa, da Nakau il condimento è leggero e delicato, in stile Kansai. Sukiya è invece quella che gioca di più con i condimenti sopra la carne, con una lista di varianti lunghissima.
Cambia anche l’ambiente: Sukiya e Nakau hanno più tavoli e ci si sta comodi anche in famiglia, mentre certi Yoshinoya sono poco più di un bancone con dieci sgabelli, pensati per chi mangia in dieci minuti e riparte.

Il gyudon da asporto

Il gyudon è anche il pasto da portare via per eccellenza: sul distributore e sul tablet c’è sempre la sezione dedicata all’asporto e in pochi minuti vi consegnano la ciotola chiusa dentro un sacchetto. È la soluzione ideale quando arrivate tardi in hotel oppure quando avete un treno da prendere e non vi va del solito bento.
Nei supermercati giapponesi trovate poi le confezioni surgelate del condimento firmate dalle catene, da scaldare in pochi minuti: sono un souvenir goloso per chi vuole rifare il piatto una volta tornato a casa.

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).