Autunno in Giappone
L’autunno in Giappone è la stagione in cui il paese si accende di colori e l’aria diventa finalmente respirabile dopo l’estate umida. Sono tre mesi diversissimi tra loro, dal caldo ancora estivo di settembre alle mattinate fresche di novembre, con in mezzo un periodo in cui è un piacere camminare tutto il giorno.
Se state pensando a un viaggio tranquillo e colorato, è uno dei momenti migliori: cielo spesso limpido, giornate ancora lunghe, temperature gestibili e la possibilità di incastrare nel programma sia città sia natura, dai templi rossi di Kyoto alle montagne del Giappone centrale.
Indice
Quando andare
Settembre, ottobre e novembre non sono “un unico pacchetto”. Sono tre facce diverse dell’autunno e secondo me ha senso scegliere il mese in base al tipo di viaggio che avete in mente, invece di dire genericamente “vado in autunno”.
In pratica, si può riassumere così:
- settembre: caldo ancora abbastanza umido, soprattutto nelle grandi città; qualche pioggia in più e ultimi colpi dell’estate
- ottobre: il mese più equilibrato, con temperature miti e giornate spesso limpide
- inizio novembre: aria più fresca, ma ancora piacevole per stare in giro tutto il giorno
- fine novembre: clima più freddino, ma colori dell’autunno al massimo in molte zone
A settembre potete ancora avere giornate da maglietta a maniche corte, soprattutto a Tokyo e nelle città della costa pacifica; in montagna invece l’aria inizia già a farsi frizzantina. A ottobre il corpo si rilassa: si cammina bene, non ci si sente “appiccicosi” come in estate e il sole è spesso presente ma non più opprimente.
Novembre è il classico mese da autunno pieno: mattine e sere fresche, a volte serve una giacca leggera o un pile, ma nelle ore centrali molti viaggiatori continuano a stare comodamente all’aperto. Io onestamente, se dovessi scegliere un solo periodo, punterei proprio tra fine ottobre e metà novembre, quando si incastrano bene sia il clima sia i colori.
Clima e piogge
Una delle domande più frequenti è: “piove tanto in autunno?”. La risposta breve è: sì, un po’ di pioggia c’è, soprattutto a settembre, ma non è qualcosa che rovina il viaggio se lo programmate con un minimo di elasticità.
I dati meteo mostrano che a Tokyo settembre e ottobre sono i due mesi più piovosi dell’anno, con un calo netto solo a partire da novembre. Questo vuol dire che le piogge ci sono, ma spesso sono concentrate: magari un giorno trovate un rovescio forte, il giorno dopo il cielo torna azzurro. Non aspettatevi settimane intere di diluvio: di solito si tratta di 1–2 giorni più bagnati dentro una settimana altrimenti gestibile.
Settembre, in particolare, è uno dei mesi in cui statisticamente piove di più, ma ve lo dico sinceramente: non è che ogni giorno è un disastro. Può capitare il periodo più umido, può arrivare un fronte di pioggia un po’ più insistente, ma molti viaggiatori in questo mese riescono comunque a riempire le giornate di visite, alternando le ore all’aperto ai centri commerciali, acquari, musei e caffè quando il cielo decide di esagerare.
Da novembre in poi l’aria diventa via via più secca e il cielo spesso più limpido, soprattutto nelle zone centrali del Giappone: tardo autunno e inverno sono i periodi più “asciutti” su Tokyo e dintorni, con tante giornate in cui il sole esce deciso e l’umidità non opprime. È proprio questo mix – qualche pioggia ma tante giornate limpide – che rende l’autunno molto più piacevole dell’estate per girare a piedi.
Tifoni e meteo
Quando si parla di settembre, salta sempre fuori la parola “tifoni”. È giusto considerarli, ma secondo me è importante metterli nella giusta prospettiva. In due parole: non c’è da spaventarsi, ma un minimo di elasticità serve.
La stagione dei tifoni va grosso modo da maggio a ottobre, con un picco tra agosto e settembre, ma solo una parte di questi arriva davvero sulle isole principali.
Le statistiche dicono che a settembre possono arrivare uno o due tifoni che portano piogge più intense, di solito per mezza giornata o un paio di giorni al massimo. In pratica: una volta ogni tanto vi capiterà quella giornata da “oggi shopping e relax”, con vento forte e acqua a secchiate, e il giorno dopo il cielo torna pulito come se nulla fosse. Io vi direi di non farvi terrorizzare dalle mappe meteo: il rischio reale per il viaggio medio è di perdere una o due giornate di visite, non di passare due settimane chiusi in hotel.
Nelle zone centrali – Tokyo, Nagoya, Kansai – molti tifoni passano indeboliti o sfiorano soltanto l’area, portando soprattutto pioggia e un po’ di vento, ma senza bloccare completamente i trasporti. I casi in cui un tifone forte colpisce proprio il cuore del paese ci sono, ma sono rari rispetto al numero di tifoni che si formano in una stagione. Le aree più colpite, in media, sono Okinawa e le isole del sud, che infatti io tendo a consigliare con più cautela proprio in questo periodo.
Se una giornata salta per maltempo, potete trasformarla in una scusa per godervi onsen, centri commerciali, sale giochi, musei o semplicemente una pausa più tranquilla. Tanto lo dico sempre: in un viaggio in Giappone non si riesce comunque a vedere tutto; avere un giorno in meno all’aperto non rovina il senso del viaggio.
Dove andare
L’autunno in Giappone non è solo “foglie rosse”: è anche una stagione strategica per scegliere bene quali zone visitare. Io di solito consiglio di partire dalle aree centrali, che offrono un buon equilibrio tra clima, collegamenti e cose da fare.
Per un primo viaggio autunnale, un itinerario classico può combinare Tokyo, Kyoto, Osaka e magari Hiroshima o Kanazawa, aggiungendo una o due tappe di natura come Hakone, Nikko o la zona delle Alpi giapponesi (Takayama, Matsumoto, Kamikochi in base ai gusti). In queste zone il clima tra ottobre e novembre è spesso ideale per camminare, con giornate limpide in cui potete passare dal parco cittadino alla passeggiata lungo il fiume senza patire troppo né caldo né freddo.
Hokkaido e il nord del Giappone in autunno possono essere meravigliosi per chi cerca natura e grandi paesaggi, ma secondo me hanno senso se volete davvero concentrarvi su trekking, parchi nazionali e viaggi on the road. Le foglie cambiano colore prima che nel resto del paese e l’aria diventa fresca in fretta; per molti viaggiatori però è più semplice restare su itinerari dove non serve l’auto e dove treni e bus coprono quasi tutto. Se non avete molti giorni, vi consiglio di concentrare le energie su poche zone fatte bene, invece di provare a toccare tutto il Giappone in una volta sola.
Colori d’autunno
Il motivo per cui molte persone scelgono l’autunno è semplice: i colori delle foglie, quello che in Giappone si chiama koyo. Da fine settembre a inizio dicembre il paese si trasforma: aceri rossi, ginkgo giallo oro, colline che cambiano volto a seconda dell’altitudine.
In generale, il “fronte” dei colori scende da nord a sud e dall’alta montagna verso le città. Hokkaido e le zone alpine vedono i primi cambiamenti già tra fine settembre e inizio ottobre; a Kyoto, Nara e nelle città del Kansai di solito il periodo migliore è dalla seconda metà di novembre, con templi e giardini che fanno aperture serali speciali, illuminando i giardini per esaltare il rosso delle foglie.
A Tokyo la situazione è un po’ diversa: spesso il picco dei colori negli alberi dei grandi parchi (Shinjuku Gyoen, Ueno, Hibiya, i viali di ginkgo) arriva tra fine novembre e inizio dicembre, con un mix bellissimo tra città moderna e viali gialli. Se vi interessa in particolare il koyo, vi consiglio di pianificare il viaggio guardando non solo il mese, ma anche le altitudini: un weekend in montagna a inizio novembre può regalarvi colori che in città arriveranno settimane dopo.
La cosa bella è che non servono per forza i luoghi “da cartolina” famosissimi. A volte basta il parco vicino alla stazione, un tempietto di quartiere o la passeggiata lungo il fiume per trovare scorci che, ve lo dico sinceramente, vi restano impressi più di un punto super affollato dove ci sono solo tre minuti per fare la foto. Un’altra cosa che si capisce solo stando lì è che non tutti gli alberi cambiano insieme. I ginkgo dei viali diventano gialli con un certo anticipo e reggono bene anche in città, mentre gli aceri arrivano al rosso pieno più tardi e bastano un paio di giornate di vento o di pioggia forte per spogliarli. Per questo, se arrivate da qualche parte e trovate ancora tutto verde, non vuol dire che abbiate sbagliato viaggio: spesso basta salire di quota o spostarsi di qualche decina di chilometri per trovare la stessa zona a uno stadio completamente diverso.
Le previsioni delle foglie
Se il koyo è il motivo principale del vostro viaggio, sappiate che in Giappone le previsioni delle foglie sono una cosa seria: dall’inizio di settembre escono i primi calendari stagionali, poi aggiornati più volte fino a novembre, che indicano luogo per luogo quando comincia la colorazione e quando arriva il picco vero. Funzionano un po’ come le previsioni della fioritura dei ciliegi, con la differenza che qui il fronte scende da nord a sud e dalla montagna verso il mare.
Io vi dico però di prenderle come indicazione di massima e non come l’orario dei treni: dopo un’estate lunga e calda il picco slitta in avanti anche di una settimana o due, e capita spessissimo che le date reali non coincidano con quelle annunciate ad inizio stagione. Se avete già i voli in mano, usatele al contrario: guardate quali zone saranno al massimo proprio nei vostri giorni e costruite il giro attorno a quelle, invece di inseguire il singolo tempio visto in fotografia. È il modo più semplice per non restare delusi davanti a un bosco ancora tutto verde.
Eventi d’autunno
L’autunno non è solo natura: è anche una stagione ricca di eventi e piccole tradizioni che, se vi capita di incrociare, rendono il viaggio ancora più interessante.
A settembre c’è il periodo legato allo tsukimi, l’osservazione della luna piena d’autunno. Alcuni templi e giardini organizzano serate speciali con lanterne, musica tradizionale e offerte simboliche di dolci di riso; non è qualcosa che tutti infilano nel programma, ma se vi piace questo lato più tranquillo della cultura giapponese, vale la pena farci caso quando guardate i calendari degli eventi.
Tra ottobre e novembre molte città organizzano festival dell’autunno: sfilate di mikoshi (i piccoli santuari portatili), feste del raccolto, sagre dedicate a castagne, patate dolci, funghi o sake nuovo. In diverse località ci sono anche veri e propri “momiji matsuri”, feste dedicate alle foglie d’acero, con bancarelle e illuminazioni serali nei parchi più famosi. Alcuni templi dell’area di Kyoto, come quelli nelle colline intorno alla città, fanno periodi limitati di apertura notturna proprio per godersi i colori con le luci artificiali, creando riflessi spettacolari negli stagni e nei giardini di pietra.
Io vi consiglio, quando state definendo le date, di dare un’occhiata non solo al meteo medio, ma anche a questi piccoli eventi: a volte spostare il viaggio di una settimana significa riuscire a incastrare un festival locale che vi resterà più impresso di una qualunque lista di “posti da vedere”.
Costi e affluenza
Dal punto di vista di voli e hotel, l’autunno è un periodo un po’ a fisarmonica. Settembre è spesso più tranquillo come arrivi internazionali, ma può essere movimentato nei fine settimana o quando ci sono ponti festivi interni. Ottobre, soprattutto nella parte centrale, è ancora relativamente scorrevole per quanto riguarda prezzi e affollamento, mentre la seconda metà di novembre tende a diventare uno dei momenti più richiesti dell’anno nelle zone famose per i colori.
Kyoto è forse l’esempio più evidente: nei weekend di picco del foliage, molti alloggi si riempiono con largo anticipo e i prezzi salgono. Secondo varie guide e previsioni, il periodo con più colori in città va in genere dalla fine di novembre ai primissimi giorni di dicembre, anche se ogni anno può spostarsi un po’ in base alle temperature. Se per voi vedere i templi immersi nel rosso è una priorità assoluta, ha senso prenotare con largo anticipo e pianificare con pazienza gli spostamenti; se invece preferite un viaggio più tranquillo, valutate l’inizio di novembre o altre città dove l’affollamento è più gestibile.
A livello di voli, spesso si trovano tariffe interessanti tra fine settembre e ottobre, mentre i periodi più cari si concentrano intorno alle vacanze e ai ponti. Molti viaggiatori quindi fanno una scelta di compromesso: un periodo non proprio di picco foglie, ma con buon meteo e prezzi meno aggressivi. Io spesso suggerisco di decidere prima il budget e poi, dentro quell’orizzonte, scegliere il mese che “incastra” meglio clima e interessi.
Le feste giapponesi d’autunno
Una cosa che in autunno pesa parecchio, e a cui quasi nessuno pensa quando sceglie le date, sono le feste nazionali giapponesi. A metà settembre cadono ravvicinate la giornata dedicata agli anziani e l’equinozio d’autunno: in certi anni si saldano in un ponte lungo, quella che qui chiamano Silver Week, e per qualche giorno si muove mezzo paese. A ottobre c’è la giornata dello sport, sempre di lunedì, che crea un altro weekend lungo; a novembre il 3 è la festa della cultura e il 23 quella del lavoro, entrambe piazzate proprio nel cuore della stagione dei colori.
Cosa cambia per voi: in quei giorni templi, treni e alloggi delle zone più celebri si riempiono di turismo interno, non straniero, e la differenza si sente eccome. Non è un motivo per rinunciare a niente, ma se potete spostare le date anche solo di due o tre giorni, evitare quei ponti vi fa trovare gli stessi posti molto più respirabili.
Cosa mettere in valigia
L’autunno è la stagione del vestirsi a strati. Se partite a settembre e restate magari due settimane, rischiate di attraversare in un colpo solo un pezzo di estate e un pezzo di autunno pieno, quindi secondo me ha senso costruire la valigia come un “lego” di capi che si combinano tra loro.
Per darvi un’idea pratica, io vi consiglierei:
- per settembre: magliette leggere, pantaloni non troppo spessi, una camicia o felpa sottile, un k-way o una giacca impermeabile leggera per i giorni di pioggia
- per ottobre: maglie a maniche lunghe, un pile o cardigan, una giacca leggera tipo windbreaker o trench sottile
- per novembre: strati un po’ più caldi (pile più spesso o maglione), giacca che tagli bene l’aria, magari una sciarpa leggera per la sera
Le scarpe fanno più differenza di quello che si pensa: un paio di scarpe comode e chiuse, con suola che non scivola troppo, è la scelta migliore, soprattutto se vi becca un giorno di pioggia o un sentiero nel bosco un po’ bagnato. Ombrello pieghevole sempre in zaino, così siete pronti sia per il rovescio improvviso di settembre sia per la pioggerellina fine di ottobre.
L’aria in autunno, soprattutto da metà stagione in poi, tende a essere più secca rispetto all’estate, quindi chi ha la pelle sensibile si trova bene con una crema idratante leggera e un burrocacao sempre in tasca. Per il resto, davvero, non serve un equipaggiamento tecnico: l’importante è poter aggiungere o togliere uno strato senza dover tornare in hotel ogni due ore.
Cibo d’autunno
L’autunno in Giappone si sente tantissimo anche nel piatto. Nei menù iniziano a comparire piatti con sanma alla griglia, pesce azzurro grasso al punto giusto, servito spesso solo con un po’ di ravanello grattugiato e salsa di soia: è uno di quei cibi che urlano “stagione autunnale” appena lo portano al tavolo. Nei dolci arrivano le castagne, le patate dolci e i kaki: li trovate nelle pasticcerie tradizionali, nei dessert occidentali e perfino nei dolcetti confezionati. A me piace proprio perché i conbini si riempiono di prodotti “limited” con gusto marron, patata dolce o matcha più intenso, e diventa quasi un gioco provare ogni giorno qualcosa di diverso.
Con il fresco aumentano anche i piatti caldi di stagione. Nei ristoranti e nei bar sotto le stazioni iniziano a comparire le vasche di oden, con uova, ravanello daikon, konnyaku e altri ingredienti che sobbollono in brodo leggero, perfetti per scaldarsi dopo una giornata all’aperto. Molti locali propongono nabe (stufati in pentola condivisa) e versioni di ramen più corpose, con brodi ricchi e topping più sostanziosi rispetto all’estate. Io onestamente vi consiglio, se viaggiate in autunno, di dedicarvi un po’ di tempo solo a questo: entrare nei piccoli locali, guardare i piatti stagionali scritti sulle lavagnette e scegliere sempre qualcosa che non mangereste in altri periodi dell’anno. È uno dei modi più semplici per sentire davvero che siete in Giappone in autunno, non solo “in Giappone e basta”. Se capitate in un locale un po’ più ricercato, tenete d’occhio il matsutake, il fungo d’autunno per eccellenza: è caro e compare per poche settimane l’anno, ma assaggiarlo in una zuppa o nel riso è una di quelle cose che potete fare solo in questa stagione. Nello stesso periodo arriva lo shinmai, il riso nuovo appena raccolto, che molti ristoranti segnalano con orgoglio sui cartelli all’ingresso: è più tenero e profumato, e vi fa capire perché qui il riso non è un semplice contorno.
Anche i banchi della frutta cambiano faccia: uva e pere nashi arrivano tutte insieme e finiscono nei dolci, nei gelati e nei dessert stagionali dei bar.
Il mio consiglio
Io onestamente trovo che l’autunno sia uno dei periodi migliori per un primo viaggio: c’è abbastanza luce, il caldo non è più opprimente, il cielo è spesso azzurro e avete la possibilità di vedere il Giappone in una delle sue stagioni più fotogeniche. Se amate camminare nei parchi, fermarvi nei templi quando i giardini sono pieni di foglie e vi piace anche l’idea di qualche giorno di pioggia da dedicare a shopping e onsen, l’autunno vi darà molte soddisfazioni.
Alla fine si tratta di scegliere il vostro equilibrio: più colori e più folla, oppure più calma e meno “rosso acceso”. Qualunque mese decidiate, l’importante è arrivare sapendo che l’autunno qui non è solo sfondi per le foto, ma un periodo in cui il paese rallenta un po’, l’aria si pulisce e anche una semplice panchina in un parco di quartiere, con le foglie ai vostri piedi, può diventare il ricordo più forte del viaggio.
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Autore
Marco Togni
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).
