Marco Togni si scatta un selfie all'interno di un onsen a Yufuin, con vapore che avvolge la vasca in pietra.

Onsen

Ad essere sincero la prima volta che sono stato in un onsen non ero proprio a mio agio. Non tanto perché nella vasca si entra nudi (anche se comunque gli onsen sono separati tra uomini e donne) ma più che altro ero agitato per la prassi che si deve fare prima di entrare, che in realtà poi non è niente di difficile.
Se andate in Giappone vi consiglio di prenotare in un ryokan di buon livello dove è presente un vero onsen. Ci sono alcuni onsen a Tokyo ma niente a che vedere rispetto a quelli delle zone più rinomate come Hakone, Beppu ecc.

Come entrare in un Onsen

Come prima cosa dovete lasciare le vostre cose nello spogliatoio e prendete un piccolo asciugamano che vi servirà per lavarvi nelle tante docce presenti nei pressi della vasca. Dovete lavarvi per bene e soprattutto essere sicuri di aver tolto ogni traccia di sapone dal vostro corpo.
L’asciugamano lo potete mettere a bordo vasca ma assolutamente non potete immergerlo nell’acqua.
Entrate quindi nella vasca piano piano, sia per non disturbare le altre persone sia per abituare il vostro corpo al calore.
Evitate di fare schiamazzi o di comportarvi in modo sconveniente.
Terminato il bagno potete tornare agli spogliatoi ed asciugarvi. Se avete i capelli lunghi legateli prima di entrare, perché come l’asciugamano non devono toccare l’acqua. L’asciugamanino invece potete piegarlo e appoggiarlo sulla testa, come fanno i giapponesi.
Dopo il bagno di solito non ci si risciacqua, così i minerali restano sulla pelle; fanno eccezione le acque molto acide come quelle di Kusatsu, dove conviene passare sotto la doccia. Bevete comunque parecchia acqua, perché tra vapore e calore si suda molto più di quanto sembri.

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Onsen e tatuaggi

Se avete tatuaggi mettete in conto qualche rifiuto: parecchi ryokan e bagni pubblici non fanno entrare chi è tatuato, per il vecchio legame tra i tatuaggi e la malavita giapponese. Non è una regola uguale ovunque, diverse strutture ormai li accettano senza problemi, ma non datelo per scontato e chiedete quando prenotate.
Se il disegno è piccolo ve la cavate con i cerotti coprenti che si trovano nei konbini e nelle farmacie, venduti apposta per questo. Se invece è grande l’unica strada davvero tranquilla è la vasca privata.

Ne esistono di vari tipi

Un Rotenburo è una vasca all’aperto, esperienza che vi consiglio in quanto è molto piacevole stare nell’acqua calda ma con le spalle e la testa a contatto con l’aria esterna, magari a pochi metri dalla neve.
Gli onsen usano acqua termale naturale, che per legge deve sgorgare ad almeno 25 gradi oppure contenere determinati minerali, mentre i sento sono i bagni pubblici di quartiere, dove nelle vasche c’è normale acqua riscaldata.
La differenza quindi non sta nel fatto che siano privati o pubblici: moltissimi onsen sono aperti a tutti, non solo a chi dorme in albergo.
Gli Ashiyu sono delle fontane che si trovano ogni tanto per strada in zone termali dove è possibile immergere gratuitamente i piedi nell’acqua calda, come vedete nel video qua sotto. Ci sono poi i sunayu, i bagni di sabbia di Ibusuki, dove vi seppelliscono fino al collo nella sabbia scaldata dal vapore che sale dal terreno. Le utaseyu sono invece cascatelle di acqua calda che cadono dall’alto sulle spalle e funzionano come un massaggio, mentre in alcune zone trovate anche i bagni di vapore ricavati dentro la roccia.

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Interno di un onsen a Yamashiro Onsen con pareti in legno, vasca centrale e vetrate colorate a mosaico.
A Yamashiro Onsen, le vasche interne in legno scuro creano un ambiente intimo e rilassante, perfetto per una pausa.
Marco Togni si scatta un selfie all'interno di un onsen a Yamashiro Onsen, con vasca termale e pareti in legno.
Testo l'acqua di questa vasca tradizionale e la temperatura si fa subito sentire. Spesso nei bagni storici il calore è molto intenso, entrate sempre con estrema lentezza.
Una persona è immersa nelle acque termali naturali di Shiriyaki Onsen, circondata da rocce e vegetazione rigogliosa.
Lo Shiriyaki Onsen è un bagno pubblico all'aperto direttamente nel letto di un fiume. Un'esperienza a contatto pieno con la natura.
La vasca onsen all'interno del Oku Nikko Hotel Shikisai con ampie vetrate affacciate sulla vegetazione.
Le ampie vetrate permettono di osservare il giardino rimanendo al chiuso. Camminate con prudenza sulle piastrelle bagnate e sfruttate i tappetini per non scivolare a terra.

La vasca privata per coppie e famiglie

Visto che le vasche sono divise tra uomini e donne, coppie e famiglie si chiedono sempre come fare per stare in acqua insieme: la risposta è il kashikiri buro, la vasca che il ryokan riserva a un gruppo alla volta per una fascia di tempo. È la soluzione giusta anche per chi non se la sente di spogliarsi davanti a sconosciuti.
Nelle strutture più raffinate esistono poi le camere con vasca termale privata sul terrazzo o in giardino: sono la sistemazione più costosa, ma vi lasciano entrare in acqua quando volete, anche alle 2 di notte con il silenzio intorno.
Con i bambini piccoli invece non c’è nessun imbarazzo: entrano con il genitore nella vasca del suo sesso e nessuno ci fa caso.

Non serve per forza dormire in un ryokan

Se il vostro itinerario non prevede una notte in una struttura termale potete comunque farvi il bagno: quasi tutte le località termali hanno i loro bagni pubblici, i soto-yu, sparsi lungo le vie del paese, e moltissimi alberghi aprono le vasche anche a chi arriva solo per il bagno, la formula che si chiama higaeri onsen.
A Kinosaki la tradizione è proprio quella di girare da un bagno all’altro in yukata e sandali di legno, con il rumore dei geta sul selciato che si sente per tutta la strada. È il modo più semplice per provare l’acqua termale anche in una sosta di poche ore.

Video: Onsen di GiappoTour – guardate che meraviglia!

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Video: La città degli onsen

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).