Matsumoto

Matsumoto è una delle poche città giapponesi dove il castello è ancora quello vero, di legno scuro, in piedi da secoli e non ricostruito in cemento come tanti altri.
Ci si arriva in un attimo dal centro, si gira tutto a piedi e nel giro di mezza giornata ti porti a casa la sagoma nera del torrione con le Alpi dietro. Io la consiglio soprattutto a chi vuole una tappa tranquilla tra le montagne del Nagano, lontana dalla ressa di Tokyo, con due strade vecchie da passeggiare e l’acqua che scorre ovunque. Non è una città enorme, e proprio per questo si assapora con calma.

Cosa vedere

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Il logo all'ingresso del negozio Loft, a Shibuya.

Verso il castello

Dalla stazione al castello sono una quindicina di minuti a piedi, tutti in piano. Uscite dall’ingresso principale, prendete la strada sulla sinistra del McDonald’s e andate verso nordest fino alla via grande: è dritta e non ci si perde.
Se avete bagagli o gambe stanche c’è il Town Sneaker, il bus circolare che parte dal piazzale davanti alla stazione e passa dalle zone turistiche. Costa poco e con il biglietto giornaliero salite e scendete quanto volete.

Il consiglio però è camminare, perché la strada verso il castello vi fa passare per due vie vecchie che sono metà del bello di Matsumoto:

  • Nawate-dori: la stradina lungo il fiume Metoba piena di rane come simbolo, con banchetti e botteghe piccole.
  • Nakamachi: la via dei magazzini con i muri bianchi e le travi nere, dove oggi ci sono caffè e artigianato.

Fatele con calma e arrivate al castello quasi senza accorgervene.

Sera e stagioni

Di giorno il castello si visita dentro, con le scale di legno ripidissime che portano su di piano in piano, e ve lo dico subito: calzini comodi, perché le scarpe si tolgono all’ingresso. La cosa che resta impressa è la facciata nera contro il cielo, con il fossato davanti e i ponticelli rossi, e nelle giornate limpide le Alpi innevate proprio dietro.
Di sera cambia parecchio. Il torrione viene illuminato e riflesso nell’acqua del fossato, e il giro esterno del parco resta godibile anche chiuso.

La primavera è il periodo più bello per i ciliegi intorno al fossato, ma anche l’autunno con l’aria tersa regala quelle viste di montagna che d’estate spesso la foschia nasconde. Io in generale eviterei le ore centrali dei weekend, quando il ponte davanti al torrione è una fila di persone in posa per la foto.

Dormire o ripartire

Matsumoto la si vede in mezza giornata abbondante, ma secondo me merita di dormirci una notte e usarla come base per i dintorni. È da qui che partono i mezzi per posti che da soli valgono il viaggio.
Penso a Kamikochi, la valle alpina con i fiumi trasparenti e i sentieri tra i boschi, raggiungibile in stagione con i bus dal terminal della città. Oppure a Narai, uno dei borghi di posta della vecchia strada Nakasendo, con la via lunga di case in legno e nessuna traccia di modernità.

Non lontano c’è anche la fattoria del wasabi di Daio, verso Azumino, con i campi d’acqua dove cresce la radice, e le terme appena sopra la città per chiudere la giornata in vasca.
Se invece siete di passaggio e avete solo poche ore, va benissimo lo stesso: prendete il castello, le due vie vecchie e un caffè lungo il Metoba, e ripartite col treno del pomeriggio. Non aspettatevi una grande città con vita notturna, perché Matsumoto è un’altra cosa e va presa per quello che è.

Informazioni utili

Nome: Matsumoto

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).