Matsumoto

Matsumoto è una delle poche città giapponesi dove il castello è ancora quello vero, di legno scuro, in piedi da secoli e non ricostruito in cemento come tanti altri.
Ci si arriva in un attimo dal centro, si gira tutto a piedi e nel giro di mezza giornata ti porti a casa la sagoma nera del torrione con le Alpi dietro. Io la consiglio soprattutto a chi vuole una tappa tranquilla tra le montagne del Nagano, lontana dalla ressa di Tokyo, con due strade vecchie da passeggiare e l’acqua che scorre ovunque. Non è una città enorme, e proprio per questo si assapora con calma.

Cosa vedere

Ristoranti

Negozi

Il logo all'ingresso del negozio Loft, a Shibuya.

Verso il castello

Al castello si va tranquillamente a piedi, tutto in piano, e se avete bagagli o gambe stanche c’è il Town Sneaker, il bus circolare che passa dalle zone turistiche.

Il consiglio però è camminare, perché la strada verso il castello vi fa passare per due vie vecchie che sono metà del bello di Matsumoto:

  • Nawate-dori: la stradina lungo il fiume Metoba piena di rane come simbolo, con banchetti e botteghe piccole.
  • Nakamachi: la via dei magazzini con i muri bianchi e le travi nere, dove oggi ci sono caffè e artigianato.

Fatele con calma e arrivate al castello quasi senza accorgervene. Le rane di Nawate-dori, tra l’altro, non sono un capriccio da souvenir: nel Metoba ce n’erano a migliaia e di notte si sentivano cantare, poi l’acqua si è sporcata e sono sparite, e la via le ha adottate come simbolo portafortuna per rimettersi in piedi. Oggi ne trovate statuette e insegne a ogni passo, e in fondo alla stradina c’è un santuario con la scalinata che scende sul fiume.

Sera e stagioni

Di giorno il castello si visita dentro, con le scale di legno ripidissime che portano su di piano in piano, e ve lo dico subito: calzini comodi, perché le scarpe si tolgono all’ingresso. La cosa che resta impressa è la facciata nera contro il cielo, con il fossato davanti e i ponticelli rossi, e nelle giornate limpide le Alpi innevate proprio dietro.
Di sera cambia parecchio. Il torrione viene illuminato e riflesso nell’acqua del fossato, e il giro esterno del parco resta godibile anche chiuso.

La primavera è il periodo più bello per i ciliegi intorno al fossato, ma anche l’autunno con l’aria tersa regala quelle viste di montagna che d’estate spesso la foschia nasconde. Io in generale eviterei le ore centrali dei weekend, quando il ponte davanti al torrione è una fila di persone in posa per la foto.

Dentro il torrione

Dentro non c’è arredamento, ma la struttura in sé vale la salita: travi enormi, legno scuro e le feritoie aperte ovunque, quadrate per gli archibugi e rettangolari per le frecce.
Al secondo piano c’è una collezione di archibugi e armature messa insieme in trent’anni da un cittadino di Matsumoto e poi donata al castello: fucili a miccia, corazze, pezzi rarissimi.

Salendo si passa per un piano nascosto, buio e senza finestre, che da fuori non si vede nemmeno: il torrione sembra di cinque piani e invece dentro sono sei.
In cima la vista si apre sulle montagne, e sul fianco dell’edificio c’è la torretta della luna, con il parapetto rosso e le pareti aperte: fu attaccata al castello quando ormai non c’erano più guerre e serviva solo per guardare la luna.

Dormire o ripartire

Matsumoto la si vede in mezza giornata abbondante, ma secondo me merita di dormirci una notte e usarla come base per i dintorni. È da qui che partono i mezzi per posti che da soli valgono il viaggio.
Penso a Kamikochi, la valle alpina con i fiumi trasparenti e i sentieri tra i boschi, raggiungibile in stagione con i bus dal terminal della città. Oppure a Narai, uno dei borghi di posta della vecchia strada Nakasendo, con la via lunga di case in legno e nessuna traccia di modernità.

Non lontano c’è anche la fattoria del wasabi di Daio, verso Azumino, con i campi d’acqua dove cresce la radice, e le terme appena sopra la città per chiudere la giornata in vasca.
Se invece siete di passaggio e avete solo poche ore, va benissimo lo stesso: prendete il castello, le due vie vecchie e un caffè lungo il Metoba, e ripartite col treno del pomeriggio. Non aspettatevi una grande città con vita notturna, perché Matsumoto è un’altra cosa e va presa per quello che è.

Cosa si mangia a Matsumoto

Siamo in Nagano, quindi la prima cosa è la soba: grano saraceno di montagna, servita fredda con la salsa a parte, e in centro ci sono botteghe che la tirano a mano ogni mattina.
L’altra specialità è il basashi, carne di cavallo cruda a fettine sottili, che da queste parti si mangia da sempre e nelle izakaya trovate su quasi tutti i menu. Se non ve la sentite c’è il sanzokuyaki, un pollo fritto gigantesco marinato con aglio e salsa di soia.

Poi c’è il capitolo miso e wasabi, che la zona produce in quantità e vi ritrovate ovunque: dal gelato al wasabi ai bastoncini di riso spalmati di miso e scaldati sulla brace.
Per un caffè o un dolce invece la zona giusta sono le vie vecchie, dove i magazzini di una volta sono diventati locali.

Come arrivare

Da Tokyo il modo più semplice è l'espresso Azusa da Shinjuku, che in circa due ore e mezza vi lascia a Matsumoto senza cambi.
Da Nagoya c'è l'espresso Shinano, poco meno di due ore, mentre da Nagano ne bastano una cinquantina di minuti sulla linea Shinonoi.

Arrivati in stazione prendete l'uscita est, quella chiamata Oshiro-guchi perché guarda verso il castello: da lì sono una quindicina di minuti a piedi tutti in piano, e strada facendo si passa per le due vie storiche.

Informazioni utili

Nome: Matsumoto
Costo a persona: Parco e giro del fossato: ingresso libero - Torrione del castello: 1.200 yen con biglietto online, 1.300 yen alla biglietteria - Bambini: 400 yen
Durata visita: Mezza giornata abbondante per il castello e le due vie storiche del centro; una notte se volete usare Matsumoto come base per Kamikochi, Narai o Azumino.
Giorni di chiusura: Il torrione del castello resta chiuso dal 29 al 31 dicembre. I bus per Kamikochi circolano solo da metà aprile a metà novembre, quando la valle è aperta.
Prenotazione: Il biglietto del torrione si compra anche in loco, ma online sul sito ufficiale costa cento yen in meno e vi fa scegliere data e fascia oraria, fino a tre mesi prima. Nei weekend di fioritura e a Golden Week, quando il castello si riempie, meglio pensarci prima.
Consigli utili: Le scale del torrione sono ripidissime e all'ingresso si tolgono le scarpe: mettete calzini decenti e scarpe che si sfilano in fretta. E prima di ripartire tornate al fossato dopo il tramonto, quando il castello illuminato si specchia nell'acqua e il giro esterno resta libero e vuoto.
Trasporti:
  • Stazione di Matsumoto (JR Chuo, JR Shinonoi, Alpico linea Kamikochi): uscita est, lato castello
  • Town Sneaker: bus circolare dal terminal della stazione, fermate al castello e a Nakamachi
  • Dallo stesso terminal partono i bus per Kamikochi e i pullman da Tokyo

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).