Tradizionali barche delle Filippine su acque calme in un paesaggio tropicale.©Joyfull - Dreamstime

Viaggio in Giappone e Filippine

Mettere insieme Giappone e Filippine in un solo viaggio è una delle idee migliori che possiate avere se avete due o tre settimane davanti e non volete tornare a casa con la sensazione di aver visto solo mezza Asia. Da una parte le città, i templi, i treni puntuali al secondo. Dall’altra il mare che sembra finto, le barche di legno e il ritmo lento delle isole.
Sono due mondi opposti e proprio per questo si completano: prima vi riempite gli occhi di ordine e neon, poi vi svuotate la testa su una spiaggia. Il giro che vi propongo parte da nove giorni intensi in Giappone e finisce con una settimana sulle isole, con i periodi giusti e i costi da mettere in conto.

Perché unirli

Le Filippine sono molto più vicine al Giappone di quanto la maggior parte delle persone immagini. Il volo da Tokyo a Manila dura circa quattro ore e venti minuti, più o meno come andare dall’Italia alle Canarie.
Questo cambia tutto, perché vuol dire che non state sprecando due giorni di trasferimenti per incastrare le due tappe.

L’idea che vi propongo è semplice: prima il Giappone, con le sue giornate piene e i chilometri a piedi, e poi le isole filippine come premio finale, quando ormai avete le gambe distrutte e volete solo galleggiare in acqua.
Farlo al contrario si può, ma secondo me rende meno. Arrivare in Giappone abbronzati e rilassati per poi buttarsi in un tour de force di templi e stazioni è un po’ sprecato: meglio faticare prima e crollare in spiaggia dopo.

Quando andare

Qui sta il vero nodo, perché i due Paesi non hanno lo stesso calendario ideale e bisogna trovare un compromesso. Il Giappone dà il meglio in primavera, con la fioritura dei ciliegi, e in autunno, quando le foglie diventano rosse.
Sono i due periodi in cui il clima è più gentile e i colori valgono il viaggio.

Le Filippine invece seguono un altro schema. Ci sono due stagioni: quella delle piogge, da maggio a ottobre, e quella secca, da novembre ad aprile, che è il momento buono per il mare.
Se sovrapponete le due esigenze, il periodo che regge meglio per tutti e due è la finestra tra fine ottobre e inizio dicembre, oppure marzo e aprile. Marzo e aprile nelle Filippine sono però anche i mesi della Settimana Santa, quando mezzo Paese si sposta al mare.
In quei giorni le spiagge più conosciute non sono affatto vuote e vi ritrovate in mezzo al turismo locale, che di suo è una bella esperienza, ma non è la laguna deserta che avete in testa. Vi lascio i riferimenti pratici, così vi orientate:

  • La primavera giapponese, con i ciliegi, coincide con la fine della stagione secca filippina: è forse l’incastro migliore in assoluto, ma è anche il periodo più affollato e caro in Giappone.
  • L’autunno giapponese, con le foglie rosse, cade quando nelle Filippine la stagione delle piogge sta finendo: potreste beccare qualche acquazzone sulle isole, ma spesso passa in fretta.
  • L’estate la eviterei per entrambi, perché in Giappone è umida e pesante e nelle Filippine è pieno periodo di piogge e tifoni.
  • Se dovete scegliere in base al mare, date priorità alla stagione secca filippina e adattate il Giappone di conseguenza.

Tifoni e giorni saltati

Il tifone è l’unico imprevisto che può rovinarvi i piani in tutte e due le tappe, perché Giappone e Filippine se li prendono negli stessi mesi. In Giappone di solito si traduce in una giornata storta: piove a dirotto, i treni rallentano o si fermano per qualche ora e voi cambiate programma restando in città.
Nelle isole pesa molto di più, perché quando il mare si alza le barche non escono e il giro tra le isole salta senza appello.

Se viaggiate a ottobre la coda della stagione delle piogge filippina è ancora possibile, quindi tenetevi una giornata di scorta sulle isole invece di riempirle tutte. È anche il motivo per cui vi dico di non mettere in fondo l’uscita in barca che vi interessa di più: se il primo giorno buono salta, ve ne resta un altro.

Come arrivare e muoversi

Il modo più comodo è volare dall’Italia verso il Giappone, girare lassù per una settimana abbondante e poi prendere un volo di collegamento verso le Filippine. Da Tokyo e da Osaka partono tantissimi voli diretti sia per Manila che per Cebu, quindi trovare posto non è mai un problema.

Il mio consiglio è di comprare i due voli intercontinentali come un unico biglietto multi-tratta, e gestire a parte il salto Giappone-Filippine con una compagnia low cost asiatica. Spesso si risparmia parecchio, e avete più libertà nel decidere da quale aeroporto giapponese ripartire.
Se chiudete il giro a Osaka, per dire, ha molto più senso volare verso le isole da lì che tornare indietro fino a Tokyo. Un’accortezza sui bagagli: le low cost filippine sono severissime sul peso e fanno pagare ogni chilo in più, quindi pesate lo zaino prima di presentarvi al check-in.

Itinerario Giappone

Vi butto giù un giro di nove giorni che tocca il classico, senza pretese di essere l’unico possibile. Prendetelo come una traccia, non come un vangelo: gli spostamenti reali dipendono da dove dormite e da quanta energia avete.

È un ritmo intenso, lo dico onestamente. Se avete un giorno in più spalmatelo su Kyoto, altrimenti valutate di togliere la gita del quarto giorno: correre da un tempio all’altro senza fermarsi a mangiare bene sarebbe un peccato.

Muoversi in Giappone

Per gli spostamenti lunghi il treno veloce, lo shinkansen, resta il mezzo principale ed è puntuale in modo quasi comico. Il Japan Rail Pass copre gran parte della rete ed è comodo per chi fa Tokyo-Kyoto-Hiroshima, ma ha un costo elevato.
Prima di comprarlo a scatola chiusa, fatevi due conti: se restate quasi sempre nella stessa zona conviene pagare le singole tratte, mentre se macinate tanti chilometri torna utile.

Dentro le città vi muovete con metro e treni urbani, comodissimi. Prendete subito una carta ricaricabile tipo Suica o Icoca, la appoggiate ai tornelli e non pensate più ai biglietti.
Si usa anche in molti distributori e minimarket, così diventa pure il vostro portafoglio degli spiccioli.

Interno della carrozza passeggeri dello shinkansen di Hello Kitty con sedili viola, poggiatesta brandizzati e pavimento rosa.
I sedili viola dello shinkansen a tema Hello Kitty offrono ampio spazio per le gambe. I bagagli voluminosi vanno sempre segnalati al momento della prenotazione del posto.
Un treno Yurikamome in transito su binari sopraelevati con grattacieli sullo sfondo vicino alla fermata Shijo-mae a Tokyo.
Il treno automatizzato Yurikamome viaggia sui binari sopraelevati di Tokyo. Posizionarsi nel vagone di testa offre una visuale nitida sui grattacieli e sull'area della baia.

Costi in Giappone

Il Giappone non è il Paese carissimo che molti si aspettano, ma nemmeno regala niente. Diciamocelo: le voci che pesano davvero sono i voli intercontinentali e gli alloggi, il resto si tiene sotto controllo.
Per dormire, un letto in ostello o in una capsule hotel si trova a prezzi contenuti, mentre una camera doppia semplice in un business hotel sta su una fascia media.

Mangiare, invece, è uno dei grandi vantaggi. Una ciotola di ramen o un piatto di gyudon in una catena costa poco, spesso intorno ai 1.000 yen o giù di lì, e si mangia benissimo.
Nei conbini, i minimarket aperti a tutte le ore, trovate onigiri e piatti pronti che salvano pranzi e cene senza svuotarvi il portafoglio.

Sui trasporti mettete in conto la spesa maggiore per le tratte in shinkansen, che pesano parecchio sul budget. In città invece ogni corsa di metro è economica, e alla fine della giornata avrete speso una cifra ragionevole anche girando tanto.
Vi direi di ragionare su una spesa giornaliera media, escluso l’alloggio, che resta abbordabile se mangiate come mangiano i giapponesi e non solo nei ristoranti turistici.

Banco di pesce fresco con porzioni di specialità di mare e cartellini dei prezzi presso il Nishiki Market a Kyoto.
Al mercato Nishiki di Kyoto il pesce crudo è diviso in porzioni pronte al consumo. I cartellini mostrano prezzi fissi in yen, rendendo facile calcolare il budget del pranzo.
Una parete di un negozio in Nakamise Dori ricoperta di portachiavi e gadget appesi con lanterne decorate in alto.
La via Nakamise Dori espone gadget e ventagli appesi su pannelli neri. Acquistare i souvenir qui permette di concentrare lo shopping in una singola mattinata senza pesi extra.

Dove andare nelle Filippine

Le Filippine sono più di settemila isole, quindi la parola d’ordine è scegliere e non voler vedere tutto. In una settimana o poco più conviene concentrarsi su una o due zone al massimo, altrimenti passate il tempo in aeroporto.
Le mete che consiglio più spesso a chi arriva per la prima volta sono queste:

  • Palawan, con El Nido e Coron, è la cartolina delle Filippine: lagune chiuse tra pareti di roccia, mare trasparente e giri in barca tra isolotti.
  • Cebu e la vicina Bohol, nelle Visayas, sono più facili da raggiungere e mettono insieme mare, immersioni e un po’ di entroterra, con le colline e la possibilità di nuotare con gli squali balena.
  • Se cercate solo relax e poca organizzazione, un’isola più piccola e tranquilla vi tiene fermi in un posto solo, che dopo il Giappone non è affatto una brutta idea.

Io tra tutte punterei su Palawan, perché è il posto che regala di più a chi arriva dal caos delle metropoli giapponesi. Le giornate lì sono fatte di gite in barca, chiamate island hopping: si parte la mattina, si fa tappa in più isolette e lagune, si mangia il pesce grigliato a bordo e si torna al tramonto.

Le Filippine sono sicure?

È la domanda che mi fanno sempre, soprattutto perché arrivate dal Giappone, dove lasciate lo zaino su una panchina e lo ritrovate lì. Le Filippine non funzionano così, ma non sono nemmeno il posto pericoloso che molti immaginano.
Nelle zone turistiche come Palawan, Cebu e Bohol si viaggia senza troppi pensieri, con la stessa attenzione che avreste in qualsiasi grande città.

Il capitolo diverso è il sud dell’arcipelago: la Farnesina sconsiglia i viaggi in tutto il Mindanao e la navigazione nelle acque tra il Palawan meridionale e Sulu, aree che con un giro come questo non c’entrano nulla.
Sulle isole i rischi veri sono altri e molto più banali: il sole in barca, i coralli sotto i piedi e i motorini presi con troppa leggerezza.

Logistica delle isole

Qui bisogna cambiare completamente testa rispetto al Giappone. Dimenticate la puntualità giapponese: nelle Filippine si va di voli interni, traghetti e furgoncini, e i tempi sono elastici.
Per raggiungere Palawan quasi sempre si fa scalo a Manila o a Cebu, poi un secondo volo verso l’aeroporto locale. Da lì, strade non sempre in buone condizioni e trasferimenti in van che possono durare qualche ora.

Il consiglio pratico è di non incastrare i voli troppo stretti. Un ritardo del traghetto o della barca è normale, e se avete l’aereo internazionale poche ore dopo rischiate di perderlo.
Lasciate sempre una notte cuscinetto prima del volo di rientro: dormite vicino all’aeroporto, ripartite tranquilli e vi togliete l’ansia.

Sul posto ci si muove in tricycle, i motorini con il sidecar, per le brevi distanze, mentre le gite in barca si prenotano il giorno prima direttamente nei paesini. Non serve organizzare tutto da casa, anzi: sul posto trovate gli stessi tour a prezzi più onesti.

Costi nelle Filippine

Le Filippine sono nettamente più economiche del Giappone su quasi tutto, e questo aiuta a bilanciare il budget del viaggio. Per pesce e frutta si spende pochissimo, una guesthouse semplice vicino al mare ha prezzi bassi e anche un resort di fascia media resta abbordabile.
Le spese che salgono sono i voli interni e le gite in barca, ma restano cifre umane. Un giro di island hopping di un’intera giornata, pranzo incluso, si aggira su poche migliaia di pesos a testa, ed è quasi sempre il momento clou della vacanza.

Mettete in conto anche le piccole tasse ambientali che alcune zone chiedono per accedere alle lagune e alle spiagge protette: sono importi contenuti, ma vanno pagati in contanti. Nelle isole i bancomat scarseggiano e le carte passano solo negli alberghi più grandi, quindi arrivate con abbastanza pesos in tasca.
Ve lo dico sinceramente: qui il rapporto qualità-prezzo è tra i migliori di tutta l’Asia. Dopo i conti attenti del Giappone, sulle isole vi sembrerà di non spendere nulla per giornate in mezzo a un mare così.

Cosa mettere in valigia

Il problema di questo viaggio è che dovete vestire due stagioni diverse nello stesso zaino. In Giappone, fuori dall’estate, servono strati e una giacca; nelle Filippine basta il costume e poco altro.
Per non impazzire vi lascio l’essenziale su cui non transigere:

  • Scarpe comode da camminata per il Giappone, perché tra templi e stazioni fate una quantità di passi che non immaginate.
  • Abbigliamento a strati e una giacca leggera antipioggia, utile sia per le giornate fresche giapponesi sia per un acquazzone tropicale.
  • Costume, ciabatte e maglia leggera per proteggervi dal sole in barca, dove ci si scotta in un attimo.
  • Scarpette di gomma per gli scogli e lo snorkeling, perché in molte lagune il fondale è roccioso.
  • Un adattatore per le prese e una batteria portatile, visto che tra voli e barche ricaricare il telefono non è sempre scontato.

Un’ultima cosa sul rispetto dei posti: in Giappone si tengono i toni bassi sui mezzi e non si mangia camminando, nelle Filippine si evita di entrare in acqua con la crema solare che rovina i coralli. Sono piccole attenzioni che fanno la differenza per chi arriva dopo di voi.

Quanto tempo serve

Con meno di due settimane il viaggio diventa una corsa e vi sconsiglio di provarci. Il minimo sindacale per godervi entrambe le parti sono sedici o diciassette giorni: nove in Giappone come nella traccia sopra, e una settimana piena sulle isole.
Se avete tre settimane, respirate. Potete aggiungere due giorni al Giappone, rallentare a Kyoto e nelle Filippine mettere una seconda zona.

Non caricate troppo la parte finale, però. Il senso delle isole è fermarsi, non spuntare una lista di spiagge, e dopo il ritmo giapponese il vostro corpo vi chiederà proprio quello.

Vale la pena?

Sì, e secondo me è un viaggio che vi resta addosso a lungo, proprio per il contrasto tra le due metà. Passare in poche ore di volo dalle stazioni ordinate alle barche di legno vi fa capire quanto è grande e vario questo pezzo di mondo.
Uno vi tiene svegli, l’altro vi spegne i pensieri.

Se dovessi scegliere io oggi, farei il Giappone in primavera coi ciliegi e chiuderei a mollo in una laguna, senza telefono e senza orari. Voi da quale delle due partireste?

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).