Zoo di UenoA 5 metri
Molto ben tenuto.
Quando il santuario Toshogu venne costruito il parco Ueno non esisteva ancora: tutt’intorno c’erano templi e santuari immersi nel verde. Oggi il santuario Toshogu è l’unico tesoro che è stato in grado di resistere al passare del tempo e alle varie catastrofi come guerre e terremoti giungendo fino ai giorni nostri praticamente intatto. Per molti è solo frutto del caso fortuito, mentre altri leggono in questa resistenza quasi un segno divino: il santuario è dedicato allo shogun Ieyasu Tokugawa, il più famoso guerriero della storia che ancora oggi viene ricordato per le sue doti di leader. Dopo la morte è stato divinizzato e in suo onore nel 1627 venne costruito il santuario, consacrandolo così all’eternità. Per questo vi capiterà di vedere nel santuario anche tantissimi fedeli intenti a pregare: Ieyasu viene considerato una divinità molto potente e le persone invocano il suo aiuto per avere fortuna e successo negli studi, nella salute e nel lavoro.
L’architettura di questo santuario è uno splendido esempio dello stile tradizionale tipico del periodo Edo e la ricchezza dei dettagli e dei decori in oro hanno reso questo luogo un’attrazione molto popolare, visitata ogni anno da tantissimi turisti da tutto il mondo. Per ammirare da vicino questo gioiello dovrete oltrepassare la recinzione che circonda il santuario (Sukibei Wall), superando il varco a pagamento: ne vale assolutamente la pena. Prima di entrare, soffermatevi ad osservare gli ornamenti delle mura, che sono dipinte con colori vivaci e ricche di intarsi elaborati.
Il viale che porta al santuario è già parte della visita e vale la pena percorrerlo con calma. Si apre con un massiccio torii di pietra del 1633, rimasto in piedi anche dopo il grande terremoto del 1923, e prosegue fiancheggiato da oltre 200 lanterne di pietra: furono donate quasi tutte dai signori feudali quando il santuario venne ricostruito nel 1651, un modo per omaggiare Ieyasu e insieme per mostrare la propria fedeltà ai Tokugawa.
Avvicinandovi alla Karamon le lanterne cambiano materiale: quelle in bronzo, quarantotto, sono anch’esse un tesoro culturale importante e vennero offerte dai daimyo più potenti.
Lungo il percorso incontrate anche l’albero sacro del santuario, un enorme albero di canfora con un tronco di circa otto metri di circonferenza. Ha all’incirca seicento anni, quindi era già lì molto prima che il santuario venisse costruito.
Una delle prime strutture che vedrete è la Karamon, una maestosa porta in stile cinese risalente al 1651. Vi suggerisco di prendervi del tempo per osservarne i dettagli decorativi in oro e le bellissime figure che sono state ricavate intagliando il legno: tra immagini floreali e uccelli, lungo i due pilastri laterali spiccano due draghi, che secondo la leggenda ogni notte si abbeverano al lago Shinobazu-no-ike.
Proseguendo nel tour si arriva dinanzi al santuario che purtroppo non è visitabile all’interno per preservare questo tesoro culturale, ma anche solo da fuori regala uno spettacolo unico. È quasi interamente ricoperto in oro, con bellissimi motivi e intarsi che ne arricchiscono ulteriormente l’aspetto.
Dal viale del santuario vedrete spuntare sopra gli alberi una pagoda a cinque piani, ed è una domanda che si fanno in tanti: cosa ci fa lì? In origine faceva parte proprio del complesso del Toshogu, eretta nel 1631 e ricostruita nel 1639 dopo un incendio.
Quando nel periodo Meiji la separazione tra buddhismo e shintoismo condannò alla demolizione le pagode che si trovavano nei santuari, il sacerdote di allora la salvò dichiarando che apparteneva al vicino tempio Kaneiji.
Oggi la pagoda si trova dentro allo zoo di Ueno: dal santuario la vedete solo da lontano, e per ammirarla da vicino dovete pagare l’ingresso dello zoo.
Tutt’intorno il santuario Toshogu è circondato da bellissimi giardini e prati fioriti e se visitate Tokyo in inverno o in primavera vi consiglio di non perdervi l’incantevole giardino delle peonie, aperto solo in occasione della fioritura. Questo giardino ha anche un profondo valore simbolico perché venne creato per sancire il rapporto d’amicizia tra la Cina e il Giappone. La peonia non è stata scelta a caso: sin dall’antichità questo fiore è simbolo di nobiltà e ricchezza e per questo veniva coltivato principalmente nei giardini di palazzi imperiali e templi e lo si ritrova spesso nelle opere d’arte e nelle poesie.
Accanto al santuario trovate anche un piccolo negozio di souvenir, dove potrete acquistare portafortuna e particolari amuleti dalla forma di antiche scatoline usate per contenere i medicinali, conosciute con il nome di Inro. Se volete esprimere un desiderio o una richiesta a Tokugawa potete scriverlo su una delle piccole tavolette in legno (ema) disponibili presso il santuario e appenderla tra quelle degli altri visitatori. In alternativa potete acquistare un omikuji, i tipici bigliettini che contengono una sorta di previsione del futuro.
Dalla stazione di Ueno conviene uscire dal Park Exit: salite la scalinata, entrate nel parco e proseguite verso l'ingresso dello zoo, e poco prima trovate il grande torii di pietra da cui parte il viale del santuario. Sono dieci minuti scarsi, tutti dentro al parco.
Chi arriva con la metropolitana o con la linea Keisei entra nel parco dallo stesso lato e segue lo stesso percorso, mettendo in conto qualche minuto in più.
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Santuario Toshogu
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Molto ben tenuto.
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Particolare e suggestivo.

Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).