Ingresso del Santuario Toshogu con decorazioni dorate e dettagli intagliati.

Santuario Toshogu

Quello di Toshogu è un santuario shintoista (e mausoleo) dedicato a Tokugawa Ieyasu, il fondatore dello shogunato Tokugawa, ultimo shogunato del Giappone, che guidò il paese per oltre 250 anni, fino al 1868. Il santuario è dedicato agli spiriti di Ieyasu e a quelli di altri due personaggi storici del Giappone, ossia Toyotomi Hideyoshi e Minamoto Yoritomo.
Il santuario si trova a Nikko, nella prefettura di Tochigi (che a sua volta si trova nel nord della regione di Kantō, sull’isola di Honshū) ed è stato annoverato tra i patrimoni UNESCO.
In pieno periodo Edo, lo shogunato Tokugawa organizzava delle processioni verso il santuario, tanto che ancora oggi si tengono dei festival annuali, precisamente in primavera e autunno, che derivano proprio da questa antica usanza e che sono conosciuti con il nome di Processioni dei Mille Guerrieri.
Il fisico americano Richard Feynman si recò in visita al tempio, definendolo come un’opera praticamente perfetta e apprezzando in particolare la simmetria di uno dei portali.
Oggi il santuario è giustamente divenuto una popolare meta turistica, nonostante in origine fosse stato concepito come un luogo di preghiera e di raccoglimento.

Il complesso è riccamente decorato e consiste di più di una dozzina di edifici shintoisti e buddisti situati nel mezzo di un bellissimo bosco. In origine il mausoleo era piuttosto semplice, ma durante la prima metà del XVII secolo, il nipote di Ieyasu, Iemitsu, lo ampliò fino a farlo diventare il bellissimo complesso che si può ammirare ancora oggi.
Le decorazioni sono per lo più caratterizzate da innumerevoli intarsi lignei e foglia d’oro.

Cosa vedere

All’interno di Toshogu si trovano alcuni oggetti classificati come tesori nazionali e importanti proprietà culturali del Giappone, come ad esempio alcune spade.
Tra le strutture incluse nel complesso sacro, vi sono il portale di Yomei-mon, la cui superficie è decorata con bassorilievi e colori vivaci, e poi ancora il portale Kara-mon, caratterizzato da motivi in stile cinese.
Da non perdere anche la scuderia dei cavalli sacri del santuario, che reca una decorazione raffigurante Mizaru, Iwazaru e Kikazaru, ossia tre scimmie sagge facenti parte della cultura giapponese.
Percorrendo 207 gradini in pietra si giunge alla foresta di criptomerie, che ospita il santuario con il luogo di sepoltura di Ieyasu, i cui resti sono conservati all’interno di un’urna in bronzo.
La sala principale di Toshogu fu realizzata nel 1617, ma 20 anni dopo subì un importante intervento di rinnovamento, che ha lasciato in eredità lo splendido gruppo di edifici visibile oggi. Al momento della costruzione, il disegno architettonico prevedeva di sfruttare appieno il paesaggio naturale e la presenza degli enormi e secolari alberi del luogo, senza dimenticare tutti quegli accorgimenti mirati a farne una struttura stabile e resistente al fuoco, al freddo e all’umidità. Come conseguenza, oggi possiamo ancora ammirare un gruppo di strutture sapientemente costruite e tali da essere designate come tesori nazionali.
Il percorso di 37 chilometri che si estende dalla città di Nikko fino al santuario è chiamato “Nikko Suginamiki,” perché è fiancheggiato da circa 12.000 criptomerie, i cedri giapponesi piantati nel XVII secolo. Questo percorso è stato designato come Monumento Naturale. A piantarli fu Matsudaira Masatsuna, un vassallo dei Tokugawa che al posto della classica offerta preziosa scelse di regalare al santuario degli alberi, lavorandoci per una ventina d’anni.
Dei circa 200.000 cedri messi a dimora ne è sopravvissuto meno di un decimo, e bastano comunque a formare una galleria verde che vale il record mondiale come strada alberata più lunga del pianeta.
Il santuario di Toshogu è famoso inoltre per le sculture ornate che decorano magnificamente gli interi edifici, sia all’interno che all’esterno. In particolare, l’imponente porta-torre chiamata Yomei-mon è famosa per le sue ricche decorazioni che comprendono più di trecento sculture rappresentanti animali mitici come draghi, leoni e kirin. Merita uno sguardo anche una delle dodici colonne bianche che reggono la porta: sul lato nord ce n’è una con il motivo a spirale scolpito al contrario.
Non è una svista dell’intagliatore ma una scelta voluta, perché secondo un’antica credenza ciò che è perfetto comincia subito a decadere e attira il male. Quel piccolo difetto messo lì apposta funziona insomma da portafortuna in legno.
Lungo il corridoio orientale vi è la scultura del “gatto dormiente”, un capolavoro che raffigura la forma di un gatto in maniera così realistica da suggerire l’impressione che il gatto, seppur addormentato, scruti tutto ciò che lo circonda. Sul retro dello stesso pannello sono scolpiti due passeri, e le due sculture vanno guardate insieme: il gatto non li insegue, dorme, e la scena viene letta come il simbolo di un paese finalmente in pace dopo secoli di guerre.
L’opera, minuscola rispetto alla fama che si porta dietro, è attribuita all’intagliatore Hidari Jingoro e segna l’inizio del percorso che sale verso la tomba di Ieyasu.

Le scimmie della scuderia sacra

Le tre scimmie che tutti fotografano sono in realtà un pannello di otto, e da sole si capiscono a metà. I rilievi corrono sopra la scuderia sacra, l’unico edificio del complesso lasciato in legno grezzo, senza lacche né colori, e vanno letti in sequenza come un fumetto: raccontano la vita di una persona dall’infanzia alla maternità, usando le scimmie al posto degli uomini.
Il celebre non vedo, non sento, non parlo è il secondo pannello e riguarda l’educazione dei bambini, ai quali si insegna a tenere lontano il male. Se avete qualche minuto, seguite anche gli altri: c’è la scimmia che guarda le nuvole sognando il futuro, quella consolata dagli amici dopo una delusione e la coppia che affronta insieme le onde della vita.

Galleria Foto

Quando si tengono le processioni

Le Processioni dei Mille Guerrieri non sono un ricordo del passato: si ripetono ancora oggi in due grandi feste a data fissa, il 17 e 18 maggio in primavera e il 16 e 17 ottobre in autunno.
Il primo giorno è dedicato allo yabusame, il tiro con l’arco a cavallo, che si tiene lungo il viale d’accesso al santuario. Il giorno successivo, verso le 11, parte il corteo vero e proprio: oltre mille figuranti in armatura, con lance, tamburi e stendardi, scortano i tre palanchini sacri fino al luogo di sosta, ed è la giornata in cui Nikko si riempie di gente. L’edizione d’autunno segue lo stesso schema in versione più raccolta. Il corteo non è una sfilata in costume qualsiasi: rifà passo per passo il viaggio del 1617, quando le spoglie di Ieyasu vennero portate a Nikko da Kunozan, nell’attuale prefettura di Shizuoka.
Anche i tre palanchini non sono un numero a caso, perché custodiscono gli spiriti dei tre personaggi venerati nel santuario: Ieyasu, Hideyoshi e Yoritomo.

Come arrivare

Si arriva a Nikko in treno e il santuario è l'ultimo tratto: dalla stazione di Tobu Nikko o da quella JR, poco più in basso, sono circa 2,5 chilometri lungo il viale principale, cioè una mezz'ora abbondante a piedi in leggera salita.
Se preferite risparmiare le gambe, i bus che partono da entrambe le stazioni vi lasciano alla fermata Shinkyo, accanto al ponte rosso, da dove restano dieci minuti di salita, oppure a Nishi-sando, sul lato ovest del complesso.

Da Tokyo la via più comoda è la linea Tobu da Asakusa, con i treni diretti che impiegano circa due ore.

Informazioni utili

Nome: Santuario Toshogu
Orario: Lunedì - Domenica: dalle 9 alle 16
Costo a persona: Santuario: 1.600 yen adulti, 550 yen bambini - Santuario + museo del tesoro: 2.400 yen adulti, 870 yen bambini - Museo d'arte: 800 yen adulti, 400 yen bambini
Durata visita: Vi suggerisco 1,5 ore per i padiglioni principali; calcolatene almeno 2,5 se intendete salire alla tomba dello Shogun e visitare il museo del complesso.
Consigli utili: Nella sala della Honji-do, compresa nel biglietto, un monaco batte due bastoncini sotto il drago dipinto sul soffitto e la stanza risponde con un ronzio vibrante: è il drago che canta, e in tanti tirano dritto senza entrare. Sullo Yomei-mon cercate invece la colonna con il motivo capovolto, imperfezione voluta.
Trasporti:
  • Stazione di Tobu Nikko (linea Tobu Nikko): treni diretti da Asakusa
  • Stazione di Nikko (JR Nikko Line): cambio a Utsunomiya
  • Fermate dei bus: Shinkyo e Nishi-sando, sulle linee per Chuzenji e Yumoto
Indirizzo: 2301 Sannai, Nikko, Tochigi 321-1431, Japan
Sito Internet: Santuario Toshogu
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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).