A 209 metriSantuario ToshoguA 209 metri
Importante santuario patrimonio dell'Unesco, a Nikko.
Futarasan Jinja è un santuario shintoista situato nella città di Nikko, nella prefettura di Tochigi, in Giappone. Il santuario è dedicato ai kami (divinità scintoiste) dei tre monti più sacri di Nikko: il monte Nantai, il monte Nyoho e il monte Taro. In particolare le tre divinità sono Okuninushi, Tagorihime e Ajisukitakahikone.
Insieme al Tosho-gu e al tempio Rinno-ji, rappresenta il complesso dei luoghi sacri di Nikko inseriti nel patrimonio UNESCO. Al suo interno vi sono strutture e manufatti inscritti nella lista dei tesori nazionali del Giappone.
Quando si parla di Futarasan si pensa al santuario accanto al Toshogu, ma in realtà i Futarasan sono tre e insieme formano un unico luogo sacro che si arrampica su per la montagna. Quello che visitate nell’area del patrimonio UNESCO è il santuario principale, ai piedi del monte Nantai.
Sulla riva settentrionale del lago Chuzenji c’è il Chugushi, il santuario di mezzo, mentre l’okumiya, il santuario interno, sta proprio sulla vetta del Nantai.
Il cancello che porta al sentiero per la cima si apre solo nella stagione delle scalate, indicativamente da maggio a ottobre: si parte dal Chugushi, ci si registra e si sale per diverse ore nel bosco. Non è una passeggiata, è a tutti gli effetti un pellegrinaggio in montagna, ed è il motivo per cui il santuario in città è solo la parte più accessibile di un luogo di culto molto più grande.
Anche il Ponte Sacro che attraversa il fiume Daiya appartiene al Santuario Futarasan: si tratta di una bellissima struttura laccata vermiglio, conosciuta come uno dei tre ponti più belli del Giappone insieme a quello di Iwakuni Kintaikyo e al ponte Saruhashi nella prefettura Yamanashi, tanto che nel 1999 è stata inserita anch’essa tra i patrimoni dell’umanità dell’UNESCO. Il ponte misura 28 metri di lunghezza per 7,4 metri di larghezza, e si trova ad un’altezza di 10.6 metri sopra il fiume Daiya.
Secondo quanto afferma la leggenda, nell’anno 766 un sacerdote di nome Shodo scalò il monte Nantai insieme con i suoi seguaci, pregando per la prosperità del paese: tuttavia il gruppo non riuscì ad attraversare le impetuose acque del fiume Daiya, cosicché Shodo iniziò a pregare e una divinità di nome Jinja-Daiou (il dio dei serpenti) apparve con due serpenti attorcigliati intorno al suo braccio destro. Jinja-Daiou liberò i serpenti blu e rossi che si trasformarono in una sorta di ponte che permise a Shodo e ai suoi seguaci di attraversare il fiume. Il ponte è stato laccato di rosso solo nel 1636. Quella che si vede oggi è una ricostruzione del 1904, poiché la struttura originale fu spazzata via da una piena del fiume: il ponte è stato dunque ricostruito, pur avendo mantenuto il modello costruttivo adoperato nel 1636.
Anticamente il ponte era riservato allo shogun e ai messi imperiali, e fino al 1973, anno di apertura al pubblico, fu vietato ai normali visitatori. Alla fine degli anni ’90 furono effettuati grossi restauri.
Prima del ponte è collocata una pietra su cui è scritta la parola “Gejo”, una sorta di comando che ordina di scendere da cavallo, in quanto si sta per accedere ad un’area sacra, ossia al santuario di Futarasan.
Le tre divinità del Futarasan non sono tre kami qualsiasi messi insieme: sono una famiglia. Okuninushi è il padre, Tagorihime la madre e Ajisukitakahikone il figlio, e per questo il santuario è da secoli un luogo dei legami, dove si prega per il matrimonio, per i figli e per l’armonia in casa. Okuninushi, del resto, è la divinità dell’enmusubi, cioè dei legami tra le persone.
La stessa storia la ritrovate negli alberi sacri del recinto: vicino al grande torii c’è l’albero del matrimonio, un cedro e una quercia cresciuti abbracciati, e poco più avanti il cedro marito e moglie e il cedro genitore e figlio, tronchi enormi che partono dalle stesse radici.
Il santuario fu fondato nel 767 dal monaco Shodo Shonin, cui si deve anche la fondazione del vicino tempio di Rinnoji, e prende il nome dal monte Nantai , che vien anche chiamato Futarasan.
Gli archeologi affermano che durante il periodo Yayoi, la prima forma di santuario shintoista fosse da ricercare in un picco di montagna che con i suoi ruscelli forniva acqua, e quindi la vita, alle pianure sottostanti. Il monte Nantai è un esempio di questo culto della montagna, vista come fonte di vita e oggetto di venerazione. Nella tradizione giapponese, le alte montagne venivano rispettate in quanto si credeva potessero gestire vari fenomeni atmosferici come le nuvole, la pioggia, la neve e i tuoni, fenomeni che generavano acqua e che come tali venivano ritenuti vitali.
Il nome “Nantai” di per sé significa “corpo di uomo”: la montagna non solo fornisce acqua alle risaie, ma presenta anche delle forme ascrivibili al corpo dell’uomo. Si tratta di uno dei cento monti più famosi del Giappone. È alto 2.486 metri ed è uno stratovulcano.
Futarasan è stato designato come il principale santuario scintoista dell’ex provincia Shimotsuke. A partire dal 1871 è stato ufficialmente designato come uno dei più significativi santuari scintoisti a livello nazionale.
Se arrivate qui dopo il Toshogu il contrasto salta all’occhio: niente oro, niente intagli coloratissimi, ma legno rosso e linee sobrie. Eppure sono proprio questi gli edifici più antichi di tutta l’area sacra di Nikko: l’honden e l’haiden furono donati nel 1619 dallo shogun Tokugawa Hidetada, prima che il figlio Iemitsu trasformasse la collina accanto nel mausoleo sfarzoso che tutti conoscono.
Sono beni culturali importanti e hanno conservato l’aspetto originale dell’epoca di Hidetada: vale la pena rallentare qui davanti invece di attraversare il recinto in cinque minuti.
Il santuario si trova nell'area sacra di Nikko, un paio di chilometri sopra le stazioni: dalle stazioni di Tobu Nikko e JR Nikko si sale a piedi in 30-40 minuti passando davanti al Ponte Shinkyo, ed è una bella camminata se non avete fretta.
Con l'autobus ci vogliono invece 10 minuti: la fermata più comoda è Nishisando Iriguchi, da cui il santuario è a 5 minuti a piedi risalendo il viale alberato.
Se state già visitando il Toshogu non serve tornare indietro: il Futarasan è 200 metri più a ovest, si arriva in un attimo seguendo il vialetto che costeggia il recinto.
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Santuario Futarasan
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Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).