Santuario Toshogu a Sendai

Il Santuario Toshogu è il luogo perfetto se cercate un mix di storia, natura e architettura con la possibilità anche di concedersi un po’ di shopping in alcune giornate.   Situato nella città di Sendai, a breve distanza dalla stazione centrale dei treni, non è l’unico Santuario Toshogu del Giappone: il più famoso è quello di Nikko e ce ne sono tanti altri sparsi per il paese. I santuari Toshogu nascono con l’obiettivo di custodire e omaggiare lo spirito di Tokugawa Ieyasu, fondatore del regime dello shogunato e una figura storica importante per il paese. La presenza di un santuario Toshogu a Sendai è dovuto anche al forte legame tra il clan Date, una potente famiglia locale che regnò a lungo sulla regione, e la famiglia Tokugawa. Visitare il Santuario Toshogu è quindi un’occasione unica per scoprire alcuni aspetti culturali e storici di Sendai, ma anche ammirare gioielli architettonici ben conservati, alcuni dei quali sono stati dichiarati parte preziosa del patrimonio culturale locale, in una cornice naturale unica e bellissima, impreziosita in primavera dalla fioritura dei ciliegi.

Le origini del santuario

Sendai fu fondata dal leggendario samurai e signore feudale Date Masamune circa 4 secoli fa e la sua famiglia regnò a lungo nel nord del paese. Fu proprio il secondogenito di Masamune, Date Tadamune, a volere la costruzione del santuario Toshogu durante il suo regno, sebbene Tokugawa Ieyasu fosse morto molti anni prima, in quanto lo spirito dello shogun, secondo Tadamune, avrebbe guidato il clan Date al successo. La costruzione del santuario richiese 5 anni e fu completata nel 1654, scegliendo come location per questo luogo sacro un’area collinare a nord del Castello Aoba, residenza della famiglia Date.

Oggi molti edifici del complesso sono ricostruzioni realizzate dopo che incendi e bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale danneggiarono o distrussero parte del santuario, ma esistono anche alcuni elementi originali, come la porta torii in pietra che accoglie i visitatori all’ingresso.

Visitare il Santuario Toshogu

Arrivando al santuario il primo dettaglio che si percepisce è la perfetta armonia tra gli edifici e lo scenario naturale circostante, ricco di alberi imponenti, tra cui cedri e ciliegi, e prati fioriti.

Si passano due porte prima di accedere al complesso, una prima porta torii in pietra che introduce ad una scalinata affiancata da lanterne; salendo i gradini si giunge alla seconda porta in legno riccamente decorata da sculture intagliate. La porta in legno, chiamata Zuijin-mon, si scorge già da lontano con il suo profilo imponente divenuto simbolo del santuario.  Sul cortile centrale del santuario si affacciano diversi edifici, tra cui la sala principale Honden, che custodisce il kami, ovvero la divinità venerata al santuario e, proprio di fronte, la sala Haiden, dove si prega e si fanno le offerte. A differenza dei tipici santuari Toshogu, dove le due sale sono unite da un unico tetto, nel complesso di Sendai si trovano separate, con una tradizionale porta karamon inserita tra le due.

Il mercatino d’antiquariato e altri eventi

Se ne avete l’occasione vi consiglio di visitare il santuario l’ultima domenica del mese, quando in questa cornice si svolge un mercatino d’antiquariato e artigianato molto popolare. Non si tratta di un classico mercatino delle pulci, ma un luogo dove si trova merce di qualità proposta da vari negozi della regione, tra cui tessuti raffinati e kimono, mobili artigianali in legno prodotti localmente, collezioni di monete antiche e piccoli oggetti di uso comune o articoli per la casa.  Il mercato non è grandissimo (include circa 15 bancarelle) e resta aperto dalle 7 alle 15, ma è preferibile arrivare un po’ presto per trovare ottimi affari.

Questo non è naturalmente l’unico evento che si svolge al santuario, il quale organizza festival e rituali in vari momenti dell’anno. Particolarmente famose sono le celebrazioni di fine anno quando i fedeli si recano in processione al santuario per pregare e bruciare gli addobbi natalizi in una cerimonia tradizionale di buon auspicio per l’anno nuovo. Il Festival di Primavera è un’altra occasione di festa in cui i protagonisti sono gli alberi di ciliegio che fioriscono attorno al santuario offrendo uno sfondo romantico perfetto per una foto; durante il festival vengono allestite bancarelle di specialità grastronomiche e dolcetti e si organizzano spettacoli di danza e musica tradizionale.

Esplorare Miyamachi

La stradina Miyamachi-dori si estende dal santuario Toshogu verso sud, attraversando l’omonima zona di Miyamachi, nata nello stesso periodo del santuario.

Fino a 100 anni fa, quando venne costruita la stazione ferroviaria di Sendai, Miyamachi-dori era il viale più lungo della città e i residenti che vivevano nell’area erano incaricati di vari compiti legati al santuario, in cambio dell’esenzione dalle tasse: ad esempio si occupavano di pulire attorno al complesso, curare i giardini e gli orti, ecc.

Il legame tra il santuario e i residenti di Miyamachi è ancora oggi molto forte ed è stato anche grazie al loro supporto che il santuario ha continuato la sua attività per circa 400 anni. Lungo il primo tratto del viale Miyamachi-dori nei pressi del santuario troverete bancarelle di cibo, amuleti e portafortuna.

Informazioni per la visita

Il santuario è aperto dalle 8:00 alle 17:00 ed è visitabile gratuitamente.

Come arrivare

Il santuario Toshogu si può raggiungere in circa 5 minuti di treno dalla stazione Sendai, prendendo la linea Senzan fino alla stazione Toshogu. Da qui bastano pochi minuti a piedi per arrivare al complesso sacro.

Ti consiglio di venire in Giappone con GiappoTour! Il viaggio di gruppo in Giappone con più successo in Italia, organizzato da me! Ci sono pochi posti disponibili, prenota ora!
Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 15 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore del libro Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da centinaia di migliaia di persone sui social (Pagina Facebook, Instagram, Youtube).