Santuario Yushima Tenjin

Il santuario shintoista Yushima Tenjin, non lontano da Ueno, è spesso affollato di studenti che, specialmente nel periodo degli esami, vengono a pregare dinanzi a Tenjin, il kami dell’istruzione e della conoscenza.
Il santuario trabocca di ema, le piccole targhe in legno sulle quali si incidono le richieste legate agli esami o all’ammissione all’università, e in febbraio la fioritura dei trecento pruni regala a tutta l’area un tocco suggestivo e romantico.

Come arrivare

Il santuario sta in cima alla collina di Yushima, tra Ueno e Hongo, e il modo più rapido per arrivarci è la metropolitana: dalla stazione di Yushima prendete l'uscita 3 e in due minuti a piedi siete davanti all'ingresso.
Se state girando la zona di Ueno il tragitto resta breve: da Ueno-Hirokoji e da Ueno-okachimachi si cammina cinque minuti in salita, dalla stazione JR di Okachimachi una decina.

Chi arriva invece dal quartiere universitario di Hongo può raggiungerlo comodamente a piedi da Hongo-sanchome: sono poco più di dieci minuti, in gran parte in leggera discesa.

Informazioni utili

Nome: Santuario Yushima Tenjin
Orario: Lunedì - Domenica: dalle 6 alle 20
Costo a persona: Area: ingresso gratuito - Museo: adulti: 500 yen, studenti: 300 yen, bambini: 200 yen
Durata visita: Vi suggerisco 30-45 minuti per l'area sacra; calcolate 1 ora se visitate durante la fioritura dei pruni o per osservare gli ema degli studenti.
Consigli utili: Davanti alla statua di bronzo del bue non limitatevi a guardarla: va accarezzata. Chi prega per gli esami punta dritto alla testa dell'animale, mentre per un acciacco la tradizione vuole che si sfiori sulla statua la stessa parte del corpo che vi fa male.
Trasporti:
  • Stazione Yushima (metro Chiyoda): uscita 3, 2 minuti a piedi
  • Stazione Ueno-Hirokoji (metro Ginza) e Ueno-okachimachi (Oedo): 5 minuti a piedi
  • Stazione Okachimachi (JR Yamanote, Keihin-Tohoku): 8 minuti a piedi
Indirizzo: 3-chōme-30-1 Yushima, Bunkyo City, Tokyo 113-0034, Japan
Sito Internet: Santuario Yushima Tenjin
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By: Ben Garrett

Sulle tracce della storia

Questo santuario è molto antico e per riscoprirne le origini dobbiamo risalire fino al lontano 458, quando fu costruito per venerare il dio Ameno-tajikaraono-mikoto, un kami legato alla forza e allo sport. Successivamente, nel 1355, nel santuario comparve la figura del kami Tenjin, lo spirito del celebre studioso Michizane Sugawara, che visse tra l’845 e il 903 e fu esiliato dal governo per motivi politici. Alla morte di Sugawara una serie di calamità colpì Kyoto, che allora era la capitale del Giappone, e per placare il suo spirito la corte imperiale decise di divinizzarlo: da allora è venerato come il kami della conoscenza.
Seguendo le tradizioni della dottrina shintoista, questo edificio è stato più volte distrutto e ricostruito nel corso degli anni e la costruzione attuale risale al 1995.

Bellezze naturali ed architettoniche

Il santuario di Yushima Tenjin è circondato da circa 300 susini, che durante la primavera fioriscono regalando a questo luogo un tocco suggestivo e romantico. A questo evento è dedicato persino un festival in febbraio, durante il quale avrete l’occasione di vedere il santuario immerso tra i colori dei fiori di questi alberi. Qui i pruni bianchi hanno una fama tutta loro: lo shiraume di Yushima è finito nei romanzi e nelle canzoni popolari, e nel giardino trovate un piccolo tumulo dove sono sepolti i pennelli dello scrittore Izumi Kyoka, che proprio in questo santuario ambientò la scena più celebre del suo Onna Keizu. La festa dei pruni si allunga da inizio febbraio ai primi di marzo e nei fine settimana il santuario si anima con tamburi, koto e danze tradizionali.

Oltre alle bellezze naturali, date un’occhiata anche a quelle architettoniche: il classico stile shaden dell’edificio, costruito interamente in legno di cipresso hinoki, sfoggia un’eleganza che non ha eguali e all’interno le pareti sono decorate con incantevoli disegni variopinti che raccontano alcune scene delle leggende giapponesi.
Anche il modo in cui si sale fa parte dell’esperienza: al recinto sacro portano due scalinate di pietra affiancate, l’otokozaka con i suoi trentotto gradini ripidi e l’onnazaka, che ne conta trentatré e sale con una pendenza molto più dolce. Tra l’una e l’altra si apre una porzione del giardino dei pruni, quindi in piena fioritura conviene salire da una e scendere dall’altra.

Uscendo dall’edificio, alla destra della porta torii che segna l’ingresso al santuario, si trova una piccola area coperta chiamata temizuya: qui potete lavarvi le mani e rinfrescarvi. Accanto a questa zona si trova una grande statua in bronzo raffigurante un bue: questo animale è considerato il messaggero del dio Tenjin e si ritiene che sia in grado di guarire le malattie. Solitamente la statua dedicata a questo esemplare è presente in tutti i santuari dedicati a questa divinità e sulle targhe lasciate dagli studenti si ritrova spesso la figura di Michizane in groppa a un bue. Se avete in programma di visitare il santuario in maggio, non perdetevi il festival dedicato a Tenjin, che si tiene il 25 di questo mese; tra canti e balli, potrete assistere ad una processione in cui viene trasportata una piccola riproduzione del santuario Yushima Tenjin.

Se proseguite nel tour recandovi verso la zona retrostante del temizuya, potrete ammirare anche un piccolo e ben curato giardino giapponese; anche se non è consentito passeggiare all’interno, vale comunque la pena restare qualche istante a contemplarlo.

I crisantemi di novembre

Se capitate a Tokyo in autunno il santuario cambia completamente volto: per tre settimane di novembre il recinto sacro si riempie di duemila piante di crisantemo, allevate dai coltivatori del quartiere ed esposte in file ordinate lungo i camminamenti.
Il pezzo forte sono i kiku ningyo, manichini a grandezza naturale vestiti di fiori vivi che ogni anno riproducono le scene della grande serie storica televisiva del momento: è una tradizione quasi scomparsa in città, e questo è uno dei pochi posti dove potete ancora vederla. Accanto ai manichini trovate bonsai di crisantemo e composizioni che imitano cascate e paesaggi, e vale la pena girarci intorno con calma.

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).