
Machida
Machida è la porta sud di Tokyo, e ci si arriva più in fretta di quanto si immagini.
Sta all’estremo ovest della metropoli, così incollata al confine con Kanagawa che tanti la scambiano per una città di quella parte. Qui niente grattacieli e niente ressa da Shibuya: c’è una città che lavora, fatta di negozi, vicoli coperti e gente del posto che fa la spesa.
La consiglio soprattutto a chi torna a Tokyo per la seconda o terza volta e vuole capire come si vive fuori dalle solite tappe. Si mangia bene, si cammina con calma, e in mezz’ora di treno stacchi dal centro senza organizzare chissà che.
Indice
Ristoranti
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Tachikawa
Kokubunji
Le due stazioni
A Machida ci sono due stazioni che portano lo stesso nome, una della JR e una della Odakyu, e le collega un passaggio pedonale coperto lungo qualche centinaio di metri, tutto segnalato. La prima volta spiazza un po’, ma è la cosa più comoda del quartiere: cammini al riparo tra le due linee e attraversi il grosso della zona commerciale senza nemmeno accorgertene.
Quale prendere dipende da dove parti.
- Dalla zona di Shinjuku: conviene la Odakyu sulla linea Odawara, che ti lascia qui in una mezz’ora scarsa.
- Dalla parte di Yokohama o Hachioji: vai di JR sulla linea Yokohama, che taglia tutta l’area ovest.
- Se il tuo obiettivo è Grandberry Park: con il museo di Snoopy, quella è un’altra fermata, Minami-Machida, sulla linea Tokyu Den-en-toshi da Shibuya.
Tienilo a mente, perché Grandberry Park non è a due passi dalla stazione principale: è un pezzo di Machida a sé, e per raggiungerlo cambi proprio treno.
Città di mercanti
Machida fa la commerciante da sempre, e si vede. Già in epoca Meiji era il punto di sosta a metà strada per chi portava merci da Hachioji verso Yokohama, e da lì è cresciuta fino a diventare la zona di negozi che è oggi.
Il posto dove lo capisci meglio è la galleria commerciale coperta vicino alla stazione, quella dei vicoli stretti con le insegne una sull’altra. È un mercato nato nel dopoguerra, dai tempi del mercato nero, e ci trovi di tutto: cibo da mangiare camminando, negozietti, perfino chi legge la mano. A me piace proprio perché è rimasto un po’ anni Ottanta, senza il lucido delle gallerie del centro.
Qui gira soprattutto gente di Kanagawa, tanto che dalle sue parti la chiamano quasi il giardino di casa. Ve lo dico sinceramente: se cercate Tokyo da cartolina questa non è la zona giusta, ma se volete vedere una città vera che va per conto suo, ci passate volentieri un paio d’ore.
Famiglie e mercatini
Con bambini al seguito Machida cambia faccia e diventa una delle mezze giornate più semplici da organizzare. C’è un giardino degli scoiattoli in collina, a qualche fermata di bus dalla stazione, dove circa duecento scoiattoli girano liberi e puoi dargli da mangiare: costa poco ed è pensato bene, visto che è nato come struttura che dà lavoro a persone con disabilità. Poi c’è il museo di Snoopy dentro Grandberry Park, che unisce la parte del museo al centro commerciale, comodo se piove o se avete voglia di girare tra i negozi.
Se invece capitate nel primo fine settimana del mese, al santuario Tenmangu si tiene un mercatino dell’antiquariato: banchetti di ceramiche, vecchie stampe, minuterie, il tipo di posto dove uno pensa di dare un’occhiata e poi ci resta un’ora.
Per il resto Machida rende di più nel tardo pomeriggio, quando i vicoli coperti si riempiono e aprono le izakaya. Io le mezze giornate le chiudo così, con qualcosa di caldo prima di riprendere il treno verso il centro.
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Autore
Marco Togni
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).










