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Galleria d'arte.

Un ristorante vegano ad Harajuku, a due passi da Takeshita Dori, dove ogni piatto sembra costruito prima per la foto e poi per la fame. Al Tokyo Vegan Ramen Center la specialità è il ramen colorato, carico di verdure, ma il menu va oltre: c’è anche sushi, gyoza, okonomiyaki e dolci, tutto rigorosamente vegetale.
È il posto giusto se girate in zona, volete un pasto senza origine animale e non vi spaventa spendere un po’ più. Non è la classica tappa da ramen veloce: qui si viene anche per come sono presentate le cose nel piatto.
La vera specialità è ovviamente il ramen, ma quello che arriva al tavolo è più vario di quanto vi aspettate.
Vi avviso subito su una cosa: le porzioni sembrano enormi per via del volume di verdure, ma sotto quella montagna di cavolo il ramen vero e proprio non è tantissimo. Il gusto c’è, il miso è pieno e le verdure hanno sapore, però se arrivate con una fame da tonkotsu di mezzanotte uscite ancora con un po’ di appetito. Oltre al miso il menu gira su altre basi, e cambiano parecchio: c’è una versione al sesamo e tahina, cremosa e densa, con la soia tritata al posto della carne, e un brodo più chiaro a base di shiitake, delicato e tutto giocato sull’umami.
Se siete in due il modo migliore per capirci qualcosa è ordinarne due diverse e scambiarsi le ciotole a metà.
L’altra cosa da mettere in conto è il prezzo. Si sta sui 3.000–4.000 yen a testa per un ramen con qualcosa a fianco, che per un piatto di noodle in Giappone è caro davvero. Se siete in viaggio ci può stare, lo mettete nel budget di una giornata a Harajuku e ve lo godete anche per l’occhio. Ma se abitate a Tokyo la matematica cambia: di ramen buoni a un terzo del prezzo ne trovate a ogni angolo, e questo diventa più una scelta da farsi quando avete voglia proprio di vegetale bello impiattato.
Ci torno quando devo portare qualcuno che mangia solo vegetale e voglio fargli vedere che qui il piatto non è una rinuncia ma una cosa piena di colore e di gusto: per quello vale la deviazione, perché un ramen così presentato e completamente vegano non è facile da trovare.
Il locale si trova ad Harajuku, a due passi da Takeshita Dori e dal grande incrocio di Meiji-dori.
Se state facendo il giro tra Takeshita-dori e Omotesando ci passate praticamente davanti, per cui è una sosta facile da incastrare a metà pomeriggio o a pranzo. Ci passo quando sono da quelle parti e ho voglia di mangiare qualcosa di leggero senza allontanarmi dalla zona dello shopping.
Lo spazio è piccolo, pochi posti e ci si sfiora un po’ passando tra un tavolo e l’altro. Nelle ore di punta si riempie in fretta e può toccarvi aspettare fuori, quindi se avete un programma stretto passate quando il grosso della gente è altrove.
Dentro parte musica punk e rock un po’ anni Duemila, che con il tema salutista del cibo fa un contrasto simpatico. Lo staff mastica inglese, quindi ordinare non è un problema neanche se non parlate una parola di giapponese. È un ambiente giovane, luminoso e molto colorato, in linea con quello che poi vi mettono nel piatto. Il bancone davanti alla cucina è comodo se mangiate da soli, mentre i tavoloni condivisi funzionano bene in gruppo, quando volete assaggiare un po’ di tutto girando i piatti.
Un’altra cosa che da un posto di ramen non vi aspettate: qui si beve anche. Oltre ai latte colorati e ai dolci ci sono vino, sake e cocktail, quindi ci si può sedere solo per bere qualcosa senza per forza ordinare una ciotola.
Pro:
Contro:
Ideale per: chi cerca cucina 100% vegetale ad Harajuku durante una giornata di giro tra i negozi, o chi vuole un ramen fotogenico senza ingredienti animali.
Atmosfera: locale piccolo e colorato, giovane, con musica rock in sottofondo e clientela di passaggio dalla zona dello shopping.
Quello che resta in testa uscendo è il tavolo pieno di colore: il verde del cavolo riccio, il rosa del latte al cocco con i petali sopra, cose che in un ramen non vi aspettate. Se ci andate una volta sola prendete il miso ramen e aggiungete i gyoza a fianco, così vi fate un’idea di come lavorano le verdure anche fuori dal brodo.
Andateci affamati e senza fretta, perché tra l’attesa fuori e il tempo che passate a guardare il piatto prima di affondare le bacchette qualche minuto se ne va. Vale la deviazione se siete tra Takeshita-dori e Omotesando: un ramen vegetale fatto così, con la musica punk di sottofondo e le verdure che sanno davvero di qualcosa, ad Harajuku non lo trovate altrove.
Dalla stazione di Harajuku uscite verso Takeshita Dori e percorretela tutta fino in fondo: attraversate Meiji-dori e in circa 7 minuti siete arrivati, con il locale al piano di sopra rispetto alla strada.
Se arrivate in metropolitana a Meiji-Jingumae, l'uscita 5 vi lascia a cinque minuti scarsi di cammino.
Se state girando tra i negozi di Takeshita-dori e Omotesando ci passate praticamente davanti, quindi è una sosta facile da incastrare a metà giro.
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Tokyo Vegan Ramen Center
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Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).