ChicagoA 93 metri
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Abbandonando il viale dello shopping Omotesando vi imbatterete nel piccolo museo Ota, un tempio dell’arte giapponese che custodisce una collezione unica di ukiyo-e, le celebri stampe su blocchi di legno del periodo Edo.
Questa forma d’arte ritraeva il “mondo fluttuante”, cioè la vita dell’epoca: teatri, case da tè, geishe e ciliegi in fiore. Divenne popolare prima in Giappone e poi in Occidente, arrivando a influenzare Van Gogh e Toulouse-Lautrec.
Ammirando una delle collezioni più incantevoli del Giappone potrete scoprire usi e costumi dell’antica Tokyo e volare con la fantasia immaginando la vita dell’epoca.
All’inizio del periodo Meiji, molti capolavori ukiyo-e furono portati all’estero, in particolare in Europa e Stati Uniti. Il Giappone perse così una parte importante del proprio patrimonio artistico e il presidente e filantropo Ota Seizo V, nel tentativo di tutelare e conservare questa antica forma d’arte, iniziò ad acquistare i dipinti ukiyo-e, arrivando a collezionare più di 14.000 opere.
Alla morte di Ota Seizo, la sua famiglia decise di continuare la sua opera di promozione e tutela dell’arte giapponese organizzando delle mostre che permettessero alle persone di ammirare la bellezza di questi dipinti. Fu così che nacque il Museo Ota. Il museo ha aperto nel 1980 a due passi da Omotesando, e il suo nome ufficiale, Ota Memorial Museum of Art, è proprio un omaggio al fondatore: un modo per ricordare l’uomo che ha riportato a casa una parte importante dell’arte giapponese.
All’entrata del museo dovrete togliervi le scarpe in segno di rispetto. Una volta entrati sarete avvolti da un’atmosfera rilassante e serena; le luci soffuse, i dettagli in bambù e le lanterne poste qua e là all’interno contribuiscono a creare un ambiente tranquillo, l’ideale per soffermarsi, in silenzio, a contemplare la meraviglia che si presenta di fronte a voi. Solo un centinaio di opere sono esposte all’interno del museo per via delle dimensioni dell’edificio e della delicatezza dei dipinti che, qualora fossero sempre esposti, potrebbero danneggiarsi. Ogni mese il museo chiude per qualche giorno per sostituire i dipinti esposti e regalare ai visitatori nuove splendide immagini e pitture. Molti dei dipinti ukiyo-e portano la firma di artisti molto celebri, come Hokusai e Hiroshige, e accanto ad ogni capolavoro trovate una spiegazione in inglese dell’opera.
Nonostante si tratti di opere risalenti a centinaia di anni fa, potrete notare come i colori siano ancora brillanti e contrastano le luci tenui dell’ambiente catturando immediatamente lo sguardo dei visitatori. Questo è merito dell’estrema cura con cui Ota Seizo e la sua famiglia hanno da sempre conservato queste opere, come una importante eredità da lasciare alle future generazioni.
Visto che si può esporre solo una piccola parte delle opere, il museo organizza mostre a tema che cambiano quasi ogni mese: un mese è dedicato ai paesaggi, un altro ai ritratti di attori kabuki, un altro ancora ai mostri e agli animali delle leggende giapponesi.
Oltre a Hokusai e Hiroshige, nella collezione ci sono grandi maestri come Utamaro e Kuniyoshi, e non solo stampe: tra i pezzi più preziosi ci sono anche dipinti fatti a mano, opere uniche e irripetibili.
Uno dei veri tesori del museo è la scena notturna di Yoshiwara di Katsushika Oi, figlia di Hokusai e tra le pochissime donne dell’ukiyo-e: un gioco di luci e ombre che viene esposto solo di rado. Se capitate nel periodo giusto, non lasciatevela scappare.
Dalla stazione JR di Harajuku prendete l'uscita Omotesando e scendete lungo il viale fino al grande incrocio con Meiji-dori: il museo si trova in una stradina tranquilla proprio dietro il centro commerciale Laforet, a circa 5 minuti a piedi.
Se arrivate in metropolitana, dalla stazione di Meiji-jingumae uscite dall'uscita 5: in 3 minuti siete davanti all'ingresso.
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Ota Museum Ukiyo-e
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Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).