
Naha
Naha è la porta d’ingresso di Okinawa, e la parte di viaggio che spesso viene trattata come una semplice tappa di passaggio verso le spiagge. Fate un errore a liquidarla così.
È una città bassa, calda, con un’aria diversa dal resto del Giappone: qui non siamo nell’arcipelago principale, ma nella terra dell’antico regno di Ryukyu, con una lingua, una cucina e un ritmo tutti suoi.
La maggior parte dei viaggiatori atterra all’aeroporto, prende il monorotaia e si ritrova in una mezz’ora nel centro, tra le arcate coperte e i negozi di souvenir. Io vi consiglio di darle almeno un giorno pieno prima di correre verso il mare, perché è il posto giusto per capire cosa rende Okinawa così lontana da Tokyo.
Indice
Cosa vedere
Ristoranti
Negozi
La Yui Rail
Il monorotaia si chiama Yui Rail ed è il modo più semplice per muoversi senza pensieri. Parte dall’aeroporto e attraversa tutta la città su un binario sopraelevato, senza mai incrociare il traffico, per cui i tempi sono sempre gli stessi.
Le fermate che vi servono davvero sono poche. Per il centro e la via principale scendete a Kencho-mae o a Makishi, che stanno alle due estremità della strada dello shopping, mentre il capolinea storico è Shuri, da dove si sale a piedi verso il castello in un quarto d’ora abbondante di salita.
Un biglietto singolo costa poco, ma se pensate di salire e scendere più volte in giornata c’è un pass giornaliero che si ripaga in fretta.
Il consiglio pratico è di sfruttare il fatto che la linea tocca la via principale in due punti diversi: scendete a un capo, la percorrete tutta a piedi e risalite dall’altro, senza tornare sui vostri passi.
Kokusai-dori di sera
Kokusai-dori è la spina dorsale del centro, poco più di un chilometro e mezzo di negozi, izakaya e insegne colorate. Di giorno è un fiume di gente e fa parecchio caldo, con l’asfalto che rimanda su tutta l’umidità dell’isola.
La cosa che vi consiglio di fare è infilarvi nelle strade laterali coperte, quelle come Heiwa-dori e le arcate del mercato: lì trovate i cani-leone shisa in ceramica, il sale e lo zucchero di canna locali, i banchi di frutta tropicale e l’odore forte del mercato del pesce.
A dieci minuti a piedi cambia già tutto: ci si allontana dalle vetrine e si finisce tra case basse e piccoli locali dove si mangia soba di Okinawa e si beve awamori.
La sera è il momento in cui la strada dà il meglio. Cala un po’ il caldo, si accendono le luci, e dai locali esce spesso musica dal vivo suonata con il sanshin, lo strumento a tre corde con la cassa rivestita di pelle di serpente. Ecco perché onestamente non metterei Naha solo nel programma diurno: di notte è tutta un’altra cosa.
Base per l’isola
Naha ha senso soprattutto come campo base, e qui va detta una cosa chiara: il monorotaia non vi porta alle spiagge né al nord dell’isola. Per quelle serve altro.
Restando in città i mezzi bastano, ma appena volete vedere il resto di Okinawa le scelte pratiche si riducono a poche:
- Noleggiare un’auto: resta il modo più comodo per raggiungere le spiagge e i villaggi lontani dal centro.
- Affidarvi ai bus a lunga percorrenza: più lenti e meno intuitivi, buoni se non guidate.
- Tenere Naha come base fissa: e fare gite in giornata, dormendo sempre vicino alla via principale.
Un giorno lo dedicherei a Shuri. Il castello è stato il cuore del regno di Ryukyu, fondato nel Quattrocento, quando queste isole erano un regno indipendente che commerciava con la Cina e mezza Asia.
Distrutto e ricostruito più volte nella sua storia, oggi è di nuovo in fase di lavori, quindi prima di salire fin lassù vi conviene controllare cosa è visitabile in quel momento. Anche solo la collina, con i muri di pietra curvi e la vista sulla città che scende verso il mare, spiega bene perché Okinawa si è sempre sentita un posto a parte.
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Autore
Marco Togni
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).









