Marco Togni guarda con curiosità due piatti rossi contenenti pancake di Natale a Chaka decorati con fragole e crema.

Chaka

Una caffetteria specializzata in pancake a Kita-Senju, dove ogni piatto lo preparano al momento, solo dopo che avete ordinato, e arriva gonfio e morbido come in pochissimi altri posti a Tokyo.
Il nome è Chaka, e vi avviso subito: sta fuori dai giri turistici, per cui se siete in città per pochi giorni mettete in conto lo spostamento.
Ci si va a colazione tarda o per merenda, e prenotare è quasi un obbligo, perché senza posto restate alla porta.

Marco Togni sorridente dietro due piatti di pancake di Natale a Chaka decorati con fragole e crema.
Le edizioni limitate invernali prevedono un impasto alto e soffice sommerso da panna montata e frutti di bosco freschi, pensati per richiamare i colori delle feste.
Due piatti con pancake alla zucca a tema Halloween decorati con occhi di marshmallow e una coppetta di budino.
Ad ottobre la crema di zucca diventa la protagonista assoluta. Gli occhi di marshmallow e i fantasmi di cacao aggiungono un dettaglio visivo studiato per il periodo.

Piatti e prezzi

Il menu gira tutto attorno ai pancake, con quattro versioni fisse più una di stagione. La più richiesta è la Akari, quella che chiamano anche pancake stella.

Ecco cosa trovate:

  • Pancake Akari: tre pancake con panna montata, salsa al caramello e pasta sfoglia sbriciolata sopra; è il più ordinato.
  • Pancake Taiyo: ricoperto di panna fresca dell’Hokkaido e salsa al caramello, la versione più golosa.
  • Tsuki: l’opzione salata, con quattro formaggi fusi versati davanti a voi e pepe nero con miele per cambiare gusto a metà piatto.
  • Pancake purin brûlée: con la crosticina di crème brûlée e tanta salsa al caramello sopra, e il budino morbido sotto.
  • Scones e dolcetti da forno: snowball che si sbriciolano in bocca e scones con il caramello dentro.
La facciata azzurra della sede di Chaka a Tokyo con un ingresso ad arco e una luna sorridente disegnata sul muro.
La facciata azzurro pastello spicca tra gli edifici di Kita-Senju con il suo inconfondibile logo a forma di luna sorridente sulla parete superiore.
Marco Togni guarda con stupore due piatti di pancake con pesche presso il ristorante Chaka.
Davanti a porzioni così voluminose di dolci alle pesche e bevande cariche di panna è facile restare sorpresi. Meglio affrontare queste varianti a stomaco vuoto.

Un paio di cose che capite solo mangiando lì. La prima: la pastella è leggerissima. Scuotete il piatto e i pancake tremano come un budino, poi in bocca si sciolgono e resta la dolcezza dell’uovo; la panna non è zuccherosa ma sa di latte. Se amate i pancake alti e compatti da diner americano, qui parliamo di tutt’altra cosa.

La seconda riguarda i tempi. Li fanno uno a uno dopo l’ordine, con una miscela di farine studiata dal titolare e latte fresco e buttermilk dell’Hokkaido, per cui l’attesa al tavolo è lunga: contano una ventina di minuti per ogni gruppo di quattro, e chi viene dopo aspetta ancora di più. Non è il posto dove infilarsi di corsa. Il trucco dell’altezza sta nella meringa montata, incorporata a mano nella pastella all’ultimo momento. E la ricetta non è mai identica a sé stessa: umidità e temperatura cambiano la resa, per cui l’impasto viene ritarato ogni giorno.

Terza cosa da sapere prima di sedervi: si ordina un pancake a testa, niente da dividere in due. Andateci con fame vera.

Sui prezzi: i pancake stanno più o meno sui 1.700–2.000 yen, e con il set bevanda aggiungete un paio di centinaia di yen. In tutto se ne vanno sui 2.000–2.500 yen a testa. Per un dolce non è pochissimo, lo metto sul medio-alto, ma per come sono fatti ci sta.

Quando mi viene voglia di pancake ci torno perché quella consistenza che trema nel piatto e poi sparisce in bocca non l’ho ritrovata da nessun’altra parte a Tokyo, e per me a Chaka la fanno meglio che ovunque.

Il pancake che cambia ogni mese

Oltre ai quattro fissi c’è sempre un pancake di stagione, ed è il motivo per cui chi abita in zona ci torna: cambia di mese in mese e poi non lo rivedete più.
In autunno tocca alla crema di zucca, con gli occhi di marshmallow e i fantasmi di cacao del periodo di Halloween; d’inverno l’impasto sparisce sotto panna e frutti di bosco, in estate arrivano le pesche. Se capitate in un mese qualsiasi, chiedete qual è la versione del momento prima di ordinare: spesso è la cosa più curiosa che esce dalla cucina.

Due pancake con mochi e fragole serviti su piatti bianchi con bordo blu presso il ristorante Chaka a Kita-Senju.
Una sottile sfoglia di riso glutinoso copre la superficie creando una consistenza elastica che contrasta con la morbidezza interna e lo sciroppo scuro servito a parte.
Una persona fotografa con lo smartphone pancake alla zucca a tema Halloween e budini decorati su un tavolo di legno.
Prima di assaggiare queste sculture morbide dedicate ad Halloween, scattare una foto dall'alto è un passaggio obbligato per catturare la simmetria dei piatti sul tavolo.

Dove si trova

Il locale sta a Kita-Senju, in una zona residenziale tranquilla di case basse, lontano dal viavai della stazione.

Lo riconoscete al volo: è una palazzina azzurro cielo, carina, che spicca tra le case intorno. Se state gironzolando per Kita-Senju, che è un quartiere vivace e spesso saltato dai turisti, ci si incastra bene in mezza giornata.

Prenotazione e attesa

Qui viene la parte scomoda, e tocca dirla chiara. Chaka chiede di prenotare online il giorno prima, perché non vogliono file di gente davanti al locale; se non riuscite a prenotare sul sito distribuiscono dei biglietti numerati la mattina, ma sono pochi e non scegliete voi l’orario. Le prenotazioni online partono la sera prima e si esauriscono in pochi secondi.

Non esagerano quando lo chiamano uno dei posti più difficili da prenotare per i pancake: è tra i cento locali top di Tabelog e senza prenotazione o biglietto non vi fanno nemmeno entrare. Se ci tenete, mettete la sveglia e fatevi trovare pronti all’apertura delle prenotazioni.

Marco Togni guarda verso l'obiettivo vicino a un piatto di pancake con mochi e fragole presso il locale Chaka a Tokyo.
Aspetto che lo sciroppo coli lungo i bordi prima di tagliare questa variante. L'altezza della composizione richiede un minimo di tecnica con le posate per non farla crollare.
Menu a Chaka con foto di pancake, prezzi e descrizioni delle portate disponibili nel locale di Kita-Senju, Tokyo.
Sul menu plastificato i prezzi in yen sono chiari e ogni variante di impasto, dal classico a quello al formaggio o tè verde, è accompagnata da una foto.

Com’è dentro

Dentro è piccolo e accogliente. Appena entrate colpisce il legno chiaro, l’ambiente è caldo e rilassato, con i tavoli distribuiti su due piani.

La cosa che mi piace di più sono i posti sulla terrazza, dove entra un sacco di luce naturale; d’inverno mettono il kotatsu, con i piedi al caldo sotto la coperta e l’aria fredda di fuori che ogni tanto arriva e ci sta pure bene. Siccome si entra solo prenotando, non c’è ressa e si mangia con calma.

Chi c’è dietro i pancake

Dietro al locale c’è Nakamura Makoto, che prima faceva l’impiegato in azienda. Un amico con una caffetteria in chiusura gli propose di prendersi lo spazio, quasi tutti gli dissero di lasciar perdere e la moglie invece lo appoggiò: ha mollato tutto e si è messo dietro alla piastra.
All’inizio gli hotcake erano solo una voce di un menu più largo, poi i clienti hanno cominciato a chiederli anche a colazione, e subito dopo a chiederli più alti. Da lì sono nati i pancake di oggi, dopo anni passati a rifare l’impasto: è anche il motivo per cui qui si fa una cosa sola.

L'interno a Chaka mostra tavoli in legno e sedie bianche disposti in un ambiente luminoso a Kita-Senju, Tokyo.
La sala interna sfrutta il legno chiaro e pavimenti a spina di pesce. Sotto le sedie notate i cesti in vimini pensati per riporre giacche e borse senza ingombrare.
Un tavolo in legno con sedia e panca all'interno a Chaka, un locale nel quartiere di Kita-Senju a Tokyo.
I posti a sedere mescolano sedie singole a lunghe panche a muro. L'estetica minimalista giapponese lascia che l'attenzione si concentri su quello che arriva nel piatto.

In breve

Pro:

  • Pancake gonfi che tremano nel piatto e si sciolgono in bocca, fatti al momento
  • Pastella leggera con dolcezza d’uovo, panna che sa di latte e non stucca
  • Sala tranquilla su due piani, con la terrazza luminosa e il kotatsu d’inverno

Contro:

  • Attesa lunga al tavolo, perché ogni piatto parte dopo l’ordine
  • Prenotazione quasi obbligatoria e posti che spariscono in un attimo
  • Un po’ lontano dai punti classici del turista a Tokyo

Ideale per: chi va matto per i pancake ed è disposto a organizzarsi, una merenda o colazione tarda con calma.

Atmosfera: locale azzurro cielo in mezzo alle case, dentro legno chiaro, luce e tavoli su due piani, gente rilassata perché nessuno entra senza prenotare.

Facciata azzurra dell'ingresso a Chaka con portale ad arco, segnaletica informativa e un banner rosso su un marciapiede.
Davanti all'arco di ingresso in legno trovate sempre una lavagna con gli aggiornamenti sui dolci disponibili e le regole per ordinare da asporto.
Un leggio in legno con il menu esposto all'esterno del ristorante Chaka a Kita-Senju, Tokyo.
Il personale prepara il leggio all'aperto prima dell'apertura, dove è esposto il foglio con le istruzioni esatte per registrarvi alla lista d'attesa online.

Conclusione

Qui non pagate la quantità: pagate un pancake fatto come si deve e il tempo che ci mettono a prepararlo. Se cercate una colazione veloce ed economica, girate al largo, perché tra prenotazione, spostamento e attesa vi portano via mezza mattinata. Ma se i pancake vi piacciono sul serio, quei 2.000 yen e passa se ne vanno senza rimpianti: la consistenza della pastella da sola giustifica tutta la trafila, ed è il motivo per cui a Kita-Senju continuo a farci un salto.

Come arrivare

Si arriva tutti dalla stazione di Kita-Senju: prendete l'uscita ovest, attraversate la statale 4 e infilatevi nel quartiere di case basse alle spalle delle vie commerciali. Sono dieci minuti buoni a piedi, tutti in piano, fino alla palazzina azzurro cielo che si riconosce da lontano.
Dal centro di Tokyo Kita-Senju è più vicina di quanto sembri: da Ueno sono due fermate di treno, e dalla zona di Otemachi o Omotesando ci arrivate diretti in metro.

Informazioni utili

Nome: Chaka
Orario: Lunedì - Martedì: chiuso; Mercoledì - Domenica: dalle 10 alle 17
Prenotazione: In pratica obbligatoria: le prenotazioni online si aprono alle 20 del giorno prima sul sito ufficiale e i posti spariscono in un attimo, i weekend ancora prima. Se restate fuori, dall'apertura distribuiscono qualche biglietto numerato per la giornata, ma sono pochi e l'orario lo decidono loro.
Consigli utili: Si ordina un pancake a testa, non si divide in due: presentatevi con fame vera e mettete in conto una lunga attesa al tavolo, perché ogni piatto parte solo dopo l'ordine. Occhio se viaggiate con bambini: sotto le elementari non li fanno entrare.
Trasporti:
  • Stazione Kita-Senju (JR Joban, Metro Hibiya e Chiyoda, Tobu Skytree Line, Tsukuba Express): uscita ovest, poi dieci minuti a piedi
Indirizzo: 31-7 Senjukotobukichō, Adachi City, Tokyo 120-0033, Japan
Sito Internet: Chaka
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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).