Yakiniku LikeA 432 metri
Grigliate veloci in postazioni singole.

Una caffetteria specializzata in pancake a Kita-Senju, dove ogni piatto lo preparano al momento, solo dopo che avete ordinato, e arriva gonfio e morbido come in pochissimi altri posti a Tokyo.
Il nome è Chaka, e vi avviso subito: sta fuori dai giri turistici, per cui se siete in città per pochi giorni mettete in conto lo spostamento.
Ci si va a colazione tarda o per merenda, e prenotare è quasi un obbligo, perché senza posto restate alla porta.
Il menu gira tutto attorno ai pancake, con quattro versioni fisse più una di stagione. La più richiesta è la Akari, quella che chiamano anche pancake stella.
Ecco cosa trovate:
Un paio di cose che capite solo mangiando lì. La prima: la pastella è leggerissima. Scuotete il piatto e i pancake tremano come un budino, poi in bocca si sciolgono e resta la dolcezza dell’uovo; la panna non è zuccherosa ma sa di latte. Se amate i pancake alti e compatti da diner americano, qui parliamo di tutt’altra cosa.
La seconda riguarda i tempi. Li fanno uno a uno dopo l’ordine, con una miscela di farine studiata dal titolare e latte fresco e buttermilk dell’Hokkaido, per cui l’attesa al tavolo è lunga: contano una ventina di minuti per ogni gruppo di quattro, e chi viene dopo aspetta ancora di più. Non è il posto dove infilarsi di corsa. Il trucco dell’altezza sta nella meringa montata, incorporata a mano nella pastella all’ultimo momento. E la ricetta non è mai identica a sé stessa: umidità e temperatura cambiano la resa, per cui l’impasto viene ritarato ogni giorno.
Terza cosa da sapere prima di sedervi: si ordina un pancake a testa, niente da dividere in due. Andateci con fame vera.
Sui prezzi: i pancake stanno più o meno sui 1.700–2.000 yen, e con il set bevanda aggiungete un paio di centinaia di yen. In tutto se ne vanno sui 2.000–2.500 yen a testa. Per un dolce non è pochissimo, lo metto sul medio-alto, ma per come sono fatti ci sta.
Quando mi viene voglia di pancake ci torno perché quella consistenza che trema nel piatto e poi sparisce in bocca non l’ho ritrovata da nessun’altra parte a Tokyo, e per me a Chaka la fanno meglio che ovunque.
Oltre ai quattro fissi c’è sempre un pancake di stagione, ed è il motivo per cui chi abita in zona ci torna: cambia di mese in mese e poi non lo rivedete più.
In autunno tocca alla crema di zucca, con gli occhi di marshmallow e i fantasmi di cacao del periodo di Halloween; d’inverno l’impasto sparisce sotto panna e frutti di bosco, in estate arrivano le pesche. Se capitate in un mese qualsiasi, chiedete qual è la versione del momento prima di ordinare: spesso è la cosa più curiosa che esce dalla cucina.
Il locale sta a Kita-Senju, in una zona residenziale tranquilla di case basse, lontano dal viavai della stazione.
Lo riconoscete al volo: è una palazzina azzurro cielo, carina, che spicca tra le case intorno. Se state gironzolando per Kita-Senju, che è un quartiere vivace e spesso saltato dai turisti, ci si incastra bene in mezza giornata.
Qui viene la parte scomoda, e tocca dirla chiara. Chaka chiede di prenotare online il giorno prima, perché non vogliono file di gente davanti al locale; se non riuscite a prenotare sul sito distribuiscono dei biglietti numerati la mattina, ma sono pochi e non scegliete voi l’orario. Le prenotazioni online partono la sera prima e si esauriscono in pochi secondi.
Non esagerano quando lo chiamano uno dei posti più difficili da prenotare per i pancake: è tra i cento locali top di Tabelog e senza prenotazione o biglietto non vi fanno nemmeno entrare. Se ci tenete, mettete la sveglia e fatevi trovare pronti all’apertura delle prenotazioni.
Dentro è piccolo e accogliente. Appena entrate colpisce il legno chiaro, l’ambiente è caldo e rilassato, con i tavoli distribuiti su due piani.
La cosa che mi piace di più sono i posti sulla terrazza, dove entra un sacco di luce naturale; d’inverno mettono il kotatsu, con i piedi al caldo sotto la coperta e l’aria fredda di fuori che ogni tanto arriva e ci sta pure bene. Siccome si entra solo prenotando, non c’è ressa e si mangia con calma.
Dietro al locale c’è Nakamura Makoto, che prima faceva l’impiegato in azienda. Un amico con una caffetteria in chiusura gli propose di prendersi lo spazio, quasi tutti gli dissero di lasciar perdere e la moglie invece lo appoggiò: ha mollato tutto e si è messo dietro alla piastra.
All’inizio gli hotcake erano solo una voce di un menu più largo, poi i clienti hanno cominciato a chiederli anche a colazione, e subito dopo a chiederli più alti. Da lì sono nati i pancake di oggi, dopo anni passati a rifare l’impasto: è anche il motivo per cui qui si fa una cosa sola.
Pro:
Contro:
Ideale per: chi va matto per i pancake ed è disposto a organizzarsi, una merenda o colazione tarda con calma.
Atmosfera: locale azzurro cielo in mezzo alle case, dentro legno chiaro, luce e tavoli su due piani, gente rilassata perché nessuno entra senza prenotare.
Qui non pagate la quantità: pagate un pancake fatto come si deve e il tempo che ci mettono a prepararlo. Se cercate una colazione veloce ed economica, girate al largo, perché tra prenotazione, spostamento e attesa vi portano via mezza mattinata. Ma se i pancake vi piacciono sul serio, quei 2.000 yen e passa se ne vanno senza rimpianti: la consistenza della pastella da sola giustifica tutta la trafila, ed è il motivo per cui a Kita-Senju continuo a farci un salto.
Si arriva tutti dalla stazione di Kita-Senju: prendete l'uscita ovest, attraversate la statale 4 e infilatevi nel quartiere di case basse alle spalle delle vie commerciali. Sono dieci minuti buoni a piedi, tutti in piano, fino alla palazzina azzurro cielo che si riconosce da lontano.
Dal centro di Tokyo Kita-Senju è più vicina di quanto sembri: da Ueno sono due fermate di treno, e dalla zona di Otemachi o Omotesando ci arrivate diretti in metro.
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Chaka
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Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).