Viaggio in Giappone e Dubai

Un lungo volo per Tokyo può diventare due viaggi in uno. Se parti dall’Italia con Emirates fai comunque scalo a Dubai, e allora tanto vale scendere dall’aereo e restarci qualche giorno invece di passare le ore in aeroporto a fissare il tabellone.

Lo dico spesso a chi mi chiede come organizzare il primo viaggio in Giappone: spezzare il tragitto a metà strada ti fa arrivare a Tokyo più riposato e ti regala una città che da sola vale il biglietto.

Qui ti spiego come incastrare le due tappe senza complicarti la vita, cosa vedere a Dubai in pochi giorni e come gestire la parte pratica.


Perché fermarsi a Dubai

Dubai sta più o meno a metà strada tra l’Italia e il Giappone, e questo cambia tutto. Il volo diretto o con scalo veloce verso Tokyo è una tirata lunga, tra le nove e le dodici ore solo per l’ultima tratta, e arrivare distrutti nel primo giorno giapponese è lo spreco più grande che puoi fare.

Fermarti un paio di notti negli Emirati ti spacca il viaggio in due pezzi digeribili. Il fuso si smaltisce meglio, il corpo si abitua allo spostamento in avanti delle lancette e riparti fresco.

E poi c’è la città in sé, che non è un semplice parcheggio tra voli: nel giro di pochi chilometri passi dai grattacieli più alti del mondo ai vecchi mercati sul canale, con il deserto a mezz’ora di macchina. Secondo me è uno di quegli abbinamenti che hanno senso proprio perché le due mete sono agli antipodi: il Giappone dell’ordine silenzioso e Dubai che invece grida ricchezza da ogni angolo.

Come incastrare i voli

Emirates parte da Roma, Milano, Bologna, Venezia e da altre città italiane, e passa sempre da Dubai prima di proseguire per Tokyo, che sia Narita o Haneda. Questo è il punto di forza: lo scalo lo fai comunque, quindi aggiungere qualche giorno costa poco in termini di logistica.

Hai due modi di muoverti, e ti conviene scegliere prima di comprare il biglietto:

  • Stopover classico: spezzi volontariamente il viaggio prenotando due voli distinti con qualche giorno di pausa a Dubai in mezzo. Paghi l’hotel, ti muovi con calma e decidi tu quanto restare.
  • Pacchetto stopover Emirates: la compagnia stessa ti propone hotel e a volte qualche extra dentro la prenotazione, comodo se non hai voglia di organizzare nulla.

Io ti consiglio di valutare l’andata per lo stop, non il ritorno. All’andata arrivi con il fuso a favore e ti godi Dubai riposato, mentre al ritorno dal Giappone di solito hai solo voglia di tornare a casa. La tratta Dubai-Tokyo la fai poi tutta d’un fiato e atterri già dentro l’atmosfera giapponese.

Il trucco Dubai Connect

C’è una cosa che pochi sfruttano e che può farti risparmiare una notte d’albergo. Emirates ha un programma chiamato Dubai Connect: se il tuo scalo tra un volo e l’altro rientra in una certa fascia di ore, la compagnia ti offre l’hotel, i trasferimenti da e per l’aeroporto, i pasti e il visto d’ingresso, tutto compreso nel biglietto.

Le regole cambiano nel dettaglio, ma il senso è questo: serve una coincidenza abbastanza lunga da giustificare il pernotto ma non talmente lunga da diventare un soggiorno vero. Se il tuo tempo di attesa cade in quella finestra, hai diritto alla sistemazione senza tirare fuori un euro.

Occhio però: è pensato per chi ha una lunga attesa forzata, non per chi vuole due giorni pieni di visite. Se il tuo obiettivo è vedere Dubai per bene, ti serve uno stopover vero con più notti, e l’hotel te lo paghi. Prima di partire vale la pena controllare le condizioni aggiornate sul sito della compagnia, perché sono il tipo di regola che viene ritoccata ogni tanto.

Quanti giorni servono

Per Dubai due notti piene sono il minimo che ha senso, tre sono l’ideale se vuoi anche il deserto senza correre. Con una notte sola vedi giusto l’aeroporto e il letto, e tanto varrebbe non scendere.

Con due giorni riesci a coprire i grandi simboli della città moderna e la parte vecchia sul canale, che sono due mondi diversi. Il terzo giorno lo terrei per il deserto o per rallentare, magari una mattina in spiaggia prima di rimetterti in viaggio verso Tokyo.

Più di tre o quattro giorni, onestamente, per una prima volta non li vedo necessari: Dubai si visita in fretta e il Giappone ti aspetta. Meglio tenere il grosso delle vacanze per il Giappone e usare Dubai come apertura o chiusura del viaggio.

Marco Togni accovacciato davanti all'arco luminoso dell'ingresso di Kabukicho a Shinjuku.
Accovacciato sotto l'arco rosso di Kabukicho, mostro come isolarsi dal trambusto di Tokyo. Le insegne al neon sono così intense che di notte è bene sottoesporre gli scatti.
Veduta del Tempio d'Oro di Kyoto che si riflette sulle acque del laghetto, incorniciato da rami di aceri autunnali.
A Kyoto il rivestimento del Kinkaku-ji brilla sotto il sole. Osservando gli aceri autunnali attorno al lago si nota come ogni albero sia potato per bilanciare l'architettura.

Un itinerario di massima

Ti butto giù una traccia, giusto per darti un’idea di come spalmare le giornate. Ovviamente è tutto adattabile, ma questo schema funziona bene per una prima volta.

A Dubai (i 2-3 giorni dello scalo):

  • Giorno 1: i grandi simboli della città moderna: Burj Khalifa con salita ai piani panoramici, Dubai Mall e la fontana danzante la sera.
  • Giorno 2: la Dubai vecchia con i souk di Deira, la traversata in abra sul canale, poi un salto alla Palm Jumeirah e passeggiata serale alla Marina.
  • Giorno 3 (se ce l’hai): safari nel deserto nel pomeriggio con cena sotto le stelle, oppure una mattina in spiaggia per rallentare prima del volo.

In Giappone (10 giorni tipo):

  • 1° giorno: Tokyo tradizionale e pop: il tempio di Asakusa, il parco e i musei di Ueno, la follia elettronica di Akihabara.
  • 2° giorno: Harajuku con le sue mode giovanili e il grande incrocio di Shibuya.
  • 3° giorno: Odaiba sulla baia, il quartiere moderno di Shiodome e le luci di Shinjuku la sera.
  • 4° giorno: gita fuori porta a Nikko tra templi e natura, oppure Kamakura col grande Buddha e il mare.
  • 5° giorno: spostamento a Kyoto in Shinkansen, mezza giornata di viaggio e primo assaggio della città.
  • 6° giorno: i grandi templi di Kyoto, dal Kinkaku-ji d’oro a Kiyomizu-dera, passeggiando tra i vicoli di Gion.
  • 7° giorno: gita a Hiroshima col Memoriale della Pace e l’isola di Miyajima col torii sull’acqua.
  • 8° giorno: le mille torii rosse di Fushimi Inari e la foresta di bambù di Arashiyama.
  • 9° giorno: i cervi e il grande Buddha di Nara, poi il caos vivace di Osaka per la sera.
  • 10° giorno: giornata a scelta, per tornare dove ti è piaciuto di più, fare shopping o goderti l’ultimo giro con calma.

Se vuoi qualcosa di più dettagliato e cucito su misura, ti consiglio di dare un’occhiata alla mia pagina con gli Itinerari in Giappone, dove trovi percorsi già pronti da adattare al tuo viaggio.

La pagoda Yasaka a Kyoto si erge in un vicolo lastricato illuminato durante l'ora blu con una persona in lontananza.
La pagoda Yasaka a Kyoto domina il vicolo nell'ora blu. Senza insegne moderne, le luci calde al livello del suolo esaltano le facciate in legno scuro e il lastricato in pietra.
Vista dalla stanza (corner room) a Osaka Marriott Miyako Hotel con panorama urbano di Osaka al tramonto.
La camera angolare del Marriott Miyako a Osaka ha vetrate enormi. Da qui potete guardare le luci della metropoli accendersi mentre il cielo cambia colore dietro le colline.

Cosa vedere in città

Il Burj Khalifa è la prima cosa che salta all’occhio, il grattacielo più alto del mondo, e la vista dai piani panoramici ripaga la salita. Il biglietto ha un prezzo medio-alto e sale parecchio per i livelli più in alto e per il tramonto, che è la fascia più richiesta.

Ai suoi piedi c’è il Dubai Mall, che non è un normale centro commerciale ma una piccola città al chiuso, con l’acquario dentro e la fontana danzante fuori che si accende la sera a intervalli.

Se hai poco tempo, questi sono i punti che infilerei senza pensarci troppo:

  • Burj Khalifa, Dubai Mall e fontana: tutto nella stessa zona, così cammini poco e vedi molto.
  • Museum of the Future: quell’edificio a forma di anello con le scritte arabe: dentro è tutto tecnologia e visioni del domani, ed è tra i biglietti più cari della città, spesso esaurito, quindi prenotalo con anticipo.
  • Palm Jumeirah: l’isola artificiale a forma di palma, con l’hotel Atlantis in fondo e una vista bella dall’alto.
  • Dubai Marina: la fila di grattacieli sul mare, perfetta per una passeggiata serale lungo l’acqua.

La Dubai vecchia

Qui secondo me sta la parte più vera, quella che molti si perdono per correre dietro ai grattacieli. Nella zona di Deira, sul canale che taglia la città, ci sono i vecchi mercati: il souk dell’oro con le vetrine cariche fino all’inverosimile e il souk delle spezie con i sacchi aperti in strada e l’odore che senti da lontano.

Per attraversare il canale prendi l’abra, la barchetta di legno che fa avanti e indietro tra le due sponde. Costa pochi dirham, praticamente niente, e ti giuro che vale più di tante attrazioni a pagamento: ti siedi in mezzo alla gente del posto, passi accanto ai battelli carichi di merci e vedi la Dubai di prima del petrolio, quella dei commercianti sul fiume.

A me piace proprio perché ti ricorda che sotto l’oro e il vetro c’è una città di mercanti nata sull’acqua.

Una notte nel deserto

Il safari nel deserto è diventato l’attività più gettonata di Dubai, e ha un motivo. Ti vengono a prendere in hotel con un fuoristrada, ti portano tra le dune per la parte adrenalinica sulla sabbia, poi si arriva a un campo dove ceni sotto le stelle, fai un giro in cammello e guardi il tramonto sulle dune.

È turistico, lo dico subito, ma il paesaggio è quello vero e il contrasto con i grattacieli che hai lasciato un’ora prima è forte. Prezzo medio per una mezza giornata, con cena inclusa, ed è il tipo di uscita che regge bene anche in famiglia.

Ti consiglio la versione del pomeriggio con cena: parti nelle ore meno roventi, prendi il tramonto e torni in serata. Portati una felpa leggera, perché quando cala il sole nel deserto la temperatura scende parecchio anche dopo una giornata caldissima.

Muoversi in città

La metro di Dubai è pulita, puntuale e ci sali con una tessera ricaricabile che si chiama Nol card. La compri e la ricarichi in stazione, la passi ai tornelli e la usi anche su bus e tram. Per un turista è il modo più economico e semplice di spostarsi lungo l’asse principale della città.

Il problema è che Dubai è enorme e non tutto è vicino alla metro. Per la Palm, per certe spiagge o per rientrare tardi la sera i taxi restano comodi e non sono cari come ci si aspetterebbe da una città così sfarzosa.

Le distanze ingannano: sulla mappa sembra tutto attaccato, poi ti ritrovi con mezz’ora di macchina tra un punto e l’altro. Metti in conto i trasferimenti quando pianifichi la giornata, altrimenti finisci per vedere metà di quello che avevi in testa.

Quando conviene andare

Il caldo qui è la variabile che decide tutto. Da novembre a marzo le temperature sono piacevoli e stai fuori tutto il giorno senza problemi, ed è il periodo migliore per far coincidere lo scalo con qualche giorno di visita.

Nei mesi centrali dell’estate, invece, si superano abbondantemente i quaranta gradi e stare all’aperto diventa faticoso: passi il tempo tra centri commerciali e locali con l’aria condizionata a manetta.

Questo si incastra bene con il Giappone. La primavera dei ciliegi e l’autunno del foliage, che sono le stagioni top per andare in Giappone, cadono proprio nei mesi in cui a Dubai si sta benissimo.

Il periodo da evitare per entrambe le mete è la piena estate: in Giappone trovi caldo umido e stagione delle piogge, a Dubai un forno. Se puoi scegliere, punta su primavera o autunno e prendi due piccioni con una fava.

Migliaia di azalee in fiore coprono il pendio del Giardino delle Azalee al tempio Nezu, con persone che passeggiano.
Le azalee invadono le colline del tempio Nezu a Tokyo. Con così tante persone sui sentieri, stringete le inquadrature sui cespugli magenta per evitare confusione sullo sfondo.
Rami di ciliegio in fiore si protendono sopra il fossato del Parco di Hirosaki, coperto da un tappeto di petali.
A Hirosaki i petali di ciliegio ricoprono l'acqua. Sfruttate i rami sporgenti dalla riva verde per inquadrare il fossato, tagliando fuori le barriere pedonali dal vostro scatto.

Quanto si spende

Dubai ha fama di città carissima, ma la verità è che dipende molto da come la giochi. Puoi spendere cifre folli in hotel a sette stelle e ristoranti di lusso, oppure cavartela con budget ragionevoli mangiando nei locali indiani e pakistani della città vecchia, dove si mangia bene con poco.

Le attrazioni simbolo, quelle sì, tirano su il conto: la salita al Burj Khalifa e certi musei hanno prezzi medio-alti, e il safari è una spesa a sé. Ma tanti dei momenti migliori costano quasi nulla, come l’abra sul canale, la passeggiata alla Marina o la fontana davanti al Dubai Mall.

Un consiglio spassionato: prenota online i biglietti delle attrazioni principali prima di partire. Costano un po’ meno che allo sportello ed eviti le code, che con il caldo pesano il doppio. I prezzi cambiano spesso, quindi dai un’occhiata aggiornata prima di chiudere le prenotazioni.

Dallo scalo al Giappone

Il salto tra le due tappe è forte, e proprio lì sta il bello di questo viaggio. A Dubai tutto è grande, nuovo, luccicante e pensato per stupire; poi atterri a Tokyo e ti ritrovi in una città enorme ma ordinata, silenziosa nei vagoni della metro, dove il lusso non si ostenta.

Passare dal deserto e dai grattacieli ai templi di legno e ai vicoli di Kyoto fa capire quanto sia varia questa parte di mondo.

Per la parte pratica, ricordati che il visto per gli Emirati per un soggiorno turistico breve è una formalità che si risolve all’arrivo, mentre per il Giappone da turista non serve visto per soggiorni brevi. Due sistemi diversi ma entrambi semplici, e nessuno dei due ti crea grattacapi se il tuo è un viaggio di piacere di poche settimane.

Errori da evitare

Ci sono un paio di scivoloni classici che vedo fare spesso quando si combinano le due mete. Te li dico così li salti a piè pari:

  • Scalo lungo al ritorno invece che all’andata, e ritrovarti a visitare Dubai stanco morto con la testa già a casa.
  • Una sola notte pensando di vedere la città, quando in pratica dormi e riparti senza aver visto niente.
  • Sottovalutare le distanze e infilare troppe cose in un giorno, saltando da un capo all’altro con mezz’ora di taxi ogni volta.
  • Piena estate: passare la vacanza chiuso nei centri commerciali per scappare dal caldo.

Se eviti questi quattro, il resto viene da sé. Dubai è una città facile da girare, sicura e organizzata, e come antipasto o dessert di un viaggio in Giappone secondo me ci sta alla perfezione.

Il mio consiglio

Se dovessi scegliere io, farei due o tre notti a Dubai all’andata, giusto per rompere il volo e godermi qualche giorno diverso, e poi via verso il Giappone col grosso del tempo e del cuore lì. Dubai la vedi in fretta e ti resta impressa; il Giappone invece è quello che ti fa venir voglia di tornare.

Alla fine è un modo intelligente di sfruttare uno scalo che faresti comunque. Due mondi lontanissimi in un solo biglietto, e tu decidi quanto dare all’uno e quanto all’altro.

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).