Viaggio in Giappone e Vietnam
Un viaggio che mette insieme Giappone e Vietnam è una delle combinazioni più belle che si possano fare in Asia. Da una parte i treni puntuali e le città ordinate, dall’altra il traffico di motorini, i mercati e la cucina di strada.
Sono due mondi lontani per ritmo e atmosfera, eppure stanno a poche ore di volo l’uno dall’altro, e visitarli nello stesso viaggio ha molto senso.
Vi racconto come organizzarlo bene, cosa vedere in entrambi i Paesi, quanto tempo serve e gli errori più comuni a chi parte per la prima volta.
Indice
Perché unirli
Il motivo pratico è la geografia. Il Giappone e il Vietnam sono collegati da voli comodi, e chi arriva dall’Europa può sfruttare lo stesso lungo viaggio per vedere due Paesi invece di uno.
Ma il motivo vero è il contrasto. Passi da Tokyo, dove tutto scorre in silenzio e in orario, a Hanoi, dove attraversare la strada tra i motorini diventa quasi uno sport. Questo salto rende il viaggio più ricco, perché ogni Paese ti fa notare cose dell’altro che da solo non avresti colto.
C’è anche una questione di budget che aiuta. Il Giappone non è economico, mentre il Vietnam è uno dei Paesi più a buon mercato del sud-est asiatico. Mettendoli insieme trovate un equilibrio: qualche giorno di spese più alte in Giappone e poi una parte di viaggio dove si spende molto meno a parità di comodità.
Quanti giorni servono
Ve lo dico subito: due settimane sono il minimo per non correre come pazzi. Se avete solo dieci giorni, meglio scegliere un Paese solo e farlo bene.
Con quindici giorni riuscite a vedere l’essenziale di entrambi senza passare la vacanza in aeroporto. La divisione che consiglio è più o meno a metà, magari con un giorno in più al Giappone perché le distanze tra le città si sentono di meno grazie ai treni veloci.
Se avete tre settimane vivete tutto con un altro passo, e potete aggiungere una tappa in più per parte. Per chi parte la prima volta la scelta più sensata è concentrarsi sulle mete principali:
- In Giappone puntate su Tokyo e Kyoto, che da sole raccontano il Paese meglio di qualsiasi altra coppia di città.
- In Vietnam tenete Hanoi al nord, Hoi An al centro e almeno una tappa tra la Baia di Ha Long o Ho Chi Minh al sud.
- Lasciate sempre un giorno cuscinetto per gli spostamenti lunghi, perché i voli interni e i trasferimenti mangiano più tempo di quanto sembri sulla mappa.
Un itinerario di massima
Per darvi un’idea concreta, ecco come potrebbero incastrarsi le giornate. Prendetelo come una traccia da adattare, non come una regola fissa.
Per il Giappone, per esempio, potrebbe essere così:
- 1° giorno – Asakusa, Ueno, Akihabara: il grande tempio Senso-ji, il parco con i musei e il quartiere dell’elettronica e dei manga.
- 2° giorno – Harajuku, Shibuya: la moda giovane, il santuario Meiji e il celebre incrocio pedonale.
- 3° giorno – Odaiba, Shiodome, Shinjuku: l’isola sulla baia, i grattacieli moderni e la vita notturna.
- 4° giorno – Nikko o Kamakura: una gita fuori città tra templi nel verde o il grande Buddha di bronzo.
- 5° giorno – spostamento a Kyoto: mattina di viaggio in shinkansen e primo assaggio dell’atmosfera antica.
- 6° giorno – i templi di Kyoto: il Padiglione d’Oro, il quartiere di Gion e i giardini più belli.
- 7° giorno – Hiroshima e Miyajima: il Parco della Pace e l’isola con il torii sull’acqua.
- 8° giorno – Fushimi Inari e foresta di bambù: i mille tori rossi e la passeggiata di Arashiyama.
- 9° giorno – Nara e Osaka: i cervi liberi e il Buddha gigante, poi il cibo di strada la sera.
- 10° giorno – a scelta: relax, shopping o un’ultima tappa a piacere prima di ripartire.
Se questa parte vi interessa, vi consiglio di dare un’occhiata alla mia pagina con gli “Itinerari in Giappone“, dove trovate percorsi più dettagliati giorno per giorno.
Per il Vietnam l’idea è dividere il tempo tra nord, centro e sud, tenendo conto delle distanze:
- 2-3 giorni al nord: Hanoi e il suo Quartiere Vecchio, più la gita alla Baia di Ha Long con un pernottamento in barca.
- 2-3 giorni al centro: Hoi An e la sua città vecchia di lanterne, con eventuale tappa a Da Nang o Hue.
- 2-3 giorni al sud: Ho Chi Minh con le gite ai tunnel di Cu Chi e al Delta del Mekong.
In tutto contate circa una settimana per il Vietnam, aggiungendo un giorno se volete rallentare o dormire lungo il tragitto.
Voli e collegamenti
Il collegamento tra i due Paesi è più semplice di quanto molti pensano. Il volo diretto più veloce da Hanoi a Tokyo dura circa quattro ore e mezza, quindi in mezza giornata siete già dall’altra parte.
Ci sono voli diretti da diverse città. Da Hanoi e da Ho Chi Minh si vola verso Tokyo con ANA, Japan Airlines, VietJet Air e Vietnam Airlines, e da Da Nang c’è il collegamento diretto con Vietnam Airlines.
Il mio consiglio è di ragionare sull’ordine delle tappe in base al volo intercontinentale. Molte persone atterrano prima in Giappone, che fa da atterraggio morbido dopo il fuso, e poi scendono in Vietnam per la parte più movimentata.
Volando dall’Europa spesso conviene entrare da un Paese e uscire dall’altro, così non tornate indietro sui vostri passi. Cercate un volo multi-tratta: di solito costa poco più di un andata e ritorno normale.
Visto e documenti
Sul Giappone è facile: per un soggiorno turistico breve non serve alcun visto, entrate e vi mettono un timbro all’arrivo. Portate solo il passaporto in regola e la prova del volo di uscita.
Per il Vietnam la situazione è comoda ma va controllata con attenzione. Chi ha passaporto italiano può entrare senza visto per soggiorni brevi, fino a un certo numero di giorni, con la possibilità di uscire e rientrare nel Paese.
Se il vostro soggiorno supera quella soglia, o se volete stare tranquilli, esiste l’e-visa elettronico che si richiede online prima di partire. Ve lo dico sinceramente: le regole sui visti cambiano, quindi controllate sempre le condizioni aggiornate prima di comprare i voli, perché un dettaglio sbagliato qui vi blocca al gate.
Quando andare
Il periodo giusto dipende soprattutto dal Vietnam, perché il Giappone si visita bene quasi tutto l’anno tranne l’afa di piena estate. Il problema è che il Vietnam è lungo e stretto, e il clima cambia parecchio tra nord, centro e sud.
In generale febbraio, marzo e aprile sono i mesi migliori per un viaggio in Vietnam, perché è il periodo in cui tutte le zone offrono un clima gradevole e poca pioggia.
Se combinate i due Paesi in primavera avete un bel colpo doppio. In quel periodo il Giappone regala le fioriture, mentre il Vietnam è nella sua stagione più asciutta.
Occhio solo a una cosa: la primavera giapponese è anche altissima stagione, con prezzi su e alberghi pieni. Se potete, prenotate con anticipo, soprattutto la parte giapponese.
Tokyo per iniziare
Tokyo è il posto giusto per assorbire il fuso e capire come si muove il Giappone. Nei primi giorni fate poco e camminate tanto, perché è una città che si racconta a piedi e in metropolitana.
Alternate i quartieri per non stancarvi di un’unica atmosfera: luci e folla, un grande tempio, un parco per rallentare.
Un errore che vedo spesso è voler vedere tutto in due giorni. Non ci riuscite, e non serve.
Scegliete tre o quattro zone, vivetele con calma, e lasciate una serata per un punto panoramico al tramonto, che a Tokyo vale sempre il biglietto. Da qui, con lo shinkansen, Kyoto è a poche ore.
Kyoto e i templi
Kyoto è il contraltare tranquillo di Tokyo, ed è la città dove il Giappone antico si vede ancora. Templi, giardini, i quartieri delle vecchie case di legno e le passeggiate tra le colline.
Vi consiglio di puntare la sveglia presto almeno un giorno. I posti più famosi si riempiono in fretta, e la differenza tra vederli all’alba o a metà mattina è enorme.
Da Kyoto si raggiunge Nara in poco tempo, con i suoi cervi liberi e un Buddha gigante di bronzo dentro una sala di legno immensa. È una gita di mezza giornata che spezza bene i templi cittadini.
Se poi volete assaggiare un’altra faccia del Paese, c’è una città vicina tutta cibo e vita di strada la sera. Chiuso il capitolo giapponese, si cambia completamente registro.
Hanoi e il caos
Arrivare a Hanoi dopo il Giappone è una botta di adrenalina. Il traffico di motorini non si ferma mai, i marciapiedi sono pieni di gente che cucina, mangia e vende, e all’inizio vi sembrerà di non capirci niente. Poi ci prendete gusto.
Il cuore da vivere è il Quartiere Vecchio. È un labirinto di trentasei strade, ognuna storicamente dedicata a una corporazione di mestiere.
Hanoi si mangia più che si visita, e va bene così. La cucina di strada qui è una cosa seria, con lo street food come il bun cha, maiale arrosto con spaghetti di riso, il pho, la zuppa di spaghetti di riso, e gli involtini fritti.
Sedetevi su uno di quegli sgabelli di plastica bassi, ordinate quello che mangiano i vietnamiti intorno a voi e non abbiate paura. Io onestamente a Hanoi ho mangiato alcune delle cose più buone di tutto il viaggio, spendendo pochissimo.
La Baia di Ha Long
Dalla capitale la gita quasi d’obbligo è verso la Baia di Ha Long, con i suoi isolotti di roccia che escono dall’acqua. Il modo migliore per viverla è dormirci sopra, su una barca.
La cosiddetta crociera di due giorni dura in realtà circa ventiquattro ore e comprende un pernottamento, che vi permette di vedere la baia all’alba e al tramonto. Sono le ore migliori, quando le barche dei gruppi si diradano e resta solo l’acqua tra le rocce.
Vi do un consiglio pratico sulla scelta della zona. La parte più famosa è anche la più affollata, e un minore affollamento vi permette anche di navigare in acque più pulite, cosa che la zona più battuta purtroppo non può garantire.
Per questo molti preferiscono le aree meno prese d’assalto. Costano un po’ di più, ma il salto di qualità si sente.
Hoi An e le lanterne
Se in questo viaggio c’è un posto che consiglio a tutti, è Hoi An, nel centro del Paese. È una cittadina piccola, di case gialle e ponti, che di sera si accende di lanterne colorate.
La città vecchia si gira a piedi. Tra le cose da vedere ci sono il Ponte Coperto Giapponese e la sala della congregazione cinese del Fujian, oggi un tempio pieno di decori.
C’è un momento particolare che vale la pena cercare. Nelle notti di luna piena vengono spente le luci elettriche, non si può circolare in moto e la città resta illuminata solo dalle lanterne di carta. Il fiume si riempie di piccole luci galleggianti che la gente lascia andare sull’acqua.
Hoi An è anche la città dei sarti, dove in un paio di giorni vi fanno un vestito su misura. Se avete tempo, provate: costa molto meno che altrove.
Ho Chi Minh e il Mekong
Al sud c’è Ho Chi Minh, la vecchia Saigon, una megalopoli che corre. È il contrario di Hoi An: grande, rumorosa, moderna, con i grattacieli accanto agli edifici coloniali.
Da qui partono due gite che raccontano la storia recente e la vita del fiume. La più famosa porta ai tunnel di Cu Chi, la rete di gallerie usata durante la guerra, e l’altra scende nel Delta del Mekong.
Nel Delta si cambia mezzo più volte nella stessa giornata, ed è proprio questo il bello dell’escursione:
- Si naviga sui canali stretti: a bordo delle barche a remi, all’ombra delle palme.
- Ci si ferma nei villaggi: dove lavorano il cocco e producono dolci e caramelle a mano.
- Si mangia in una casa locale: con pesce e frutta del posto, lontano dai ritmi della città.
Molte persone scelgono di dormire una notte tra Ho Chi Minh e il Delta per non stringere tutto in poche ore. Se avete margine, fatelo: la fretta qui rovina il piacere del viaggio.
Spostarsi in Vietnam
Le distanze tra nord, centro e sud sono lunghe, e il mezzo giusto cambia in base a quanto tempo avete. Per coprire tratte grandi conviene volare, mentre per le zone vicine il treno o l’auto con autista fanno il loro lavoro.
I voli interni sono la soluzione più veloce per le lunghe distanze, mentre i treni sono più lenti ma molto panoramici lungo la famosa linea della Riunificazione.
I treni notturni sono un’esperienza a parte, e a me piacciono proprio perché fanno risparmiare una notte d’albergo. Offrono cuccette morbide in cabine da quattro o sei persone e sono una buona soluzione per gli spostamenti lunghi.
Una raccomandazione che vale oro: prenotate con qualche giorno di anticipo, perché spesso sono pieni, soprattutto quando si tratta di cuccette. Per i voli interni vale lo stesso: prima li prendete, meno costano.
Due budget diversi
Uno dei motivi per cui questa coppia di Paesi funziona bene è che i costi si bilanciano. In Giappone si spende di più, in Vietnam pochissimo, e alla fine la media resta ragionevole.
In Giappone il grosso della spesa sono alberghi e trasporti. Un pasto semplice in una tavola calda o in un ramen sta sui 900–1.200 yen, quindi mangiare bene senza svenarsi è possibile; i treni veloci invece pesano, e il Japan Rail Pass ha un costo alto che ha senso solo se vi muovete davvero tanto.
In Vietnam il discorso si ribalta. Lo street food costa pochi dollari, e anche viaggiando con una certa comodità si spende molto meno che in Giappone.
Qui potete concedervi cose che altrove sarebbero un lusso: un hotel con piscina, i massaggi, i pranzi al ristorante tutti i giorni. Il mio consiglio è di tenere la mano più larga proprio nella parte vietnamita, dove ogni extra pesa poco sul totale. In ogni caso i prezzi cambiano, quindi controllate le tariffe aggiornate prima di partire.
Errori da evitare
Ci sono un paio di scivoloni che vedo ripetere e che rovinano il ritmo del viaggio. Alcuni riguardano l’organizzazione, altri il modo di vivere le due culture così diverse.
- Non incastrate troppe città: due Paesi in poche settimane vanno assaporati, non spuntati da una lista.
- Non trattate il Vietnam come il Giappone: qui i tempi sono più elastici e la fretta vi fa solo innervosire.
- Non sottovalutate il caldo: portate vestiti leggeri e bevete molto, perché dopo il clima giapponese il cambio si sente.
- Non pagate tutto con la carta: fuori dalle città grandi servono i contanti, mentre in Giappone ormai la carta si usa quasi ovunque.
Ultima cosa sul comportamento. In Giappone si tiene un profilo basso, si parla piano in treno e si rispettano le code; in Vietnam invece bisogna un po’ buttarsi, contrattare al mercato e attraversare la strada con passo deciso. Capire questo cambio di atteggiamento vi fa vivere meglio entrambi i posti.
Il mio consiglio
Se dovessi scegliere io, partirei dal Giappone per il fuso e la calma iniziale, poi scenderei in Vietnam per chiudere con i colori e i sapori più forti. È l’ordine che lascia i ricordi più vivi negli ultimi giorni.
Alla fine è un viaggio di contrasti, e proprio per quello resta addosso. Voi da quale dei due comincereste?
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Autore
Marco Togni
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).
