Carne di soia, piatto vegano a Seven Hills, servito in una piastra metallica con riso e pane in un ristorante di Osaka.

Seven Hills

Un ristorante di cucina araba a Osaka, in zona Umeda, dove ai fornelli c’è uno chef arrivato dalla Giordania che porta in tavola i piatti di casa sua.
Da Seven Hills si mangia giordano vero, tutto halal, con parecchie scelte anche per vegetariani, vegani e per chi sta senza glutine.
È il posto giusto per una cena con calma, quando avete voglia di qualcosa di diverso dal solito giro giapponese e non vi pesa spendere un po’ di più. Una cosa però ve la dico subito: senza prenotare non si entra.

Piatti e prezzi

Si mangia arabo di casa, quello che uno chef originario della Giordania, arrivato in Giappone nel 2019, cucinerebbe per la sua famiglia, e sono quasi tutti piatti da dividere in mezzo al tavolo.

  • Hummus: crema di ceci e pasta di sesamo, liscia, da raccogliere col pane arabo caldo.
  • Mutabbal: melanzane arrostite frullate col sesamo, un dip con quel gusto affumicato.
  • Maqluba: riso, carne e verdure cotti insieme e poi rovesciati nel piatto, il nome vuol dire proprio capovolto.
  • Sajiya di agnello: agnello cotto finché non si sfilaccia da solo, tra i più morbidi che mi capiti di mangiare.
  • Kibbeh: polpette fritte di bulgur ripiene di carne, croccanti fuori.
  • Knafeh: il dolce caldo di formaggio e pasta sottile con lo sciroppo, servito che fila ancora.
Marco Togni scatta un selfie in un ristorante arabo ad Osaka con piatti vegani a Seven Hills disposti sul tavolo.
Davanti a questa selezione di piatti vegani del ristorante Seven Hills c'è l'imbarazzo della scelta. Il pane pita caldo nel cestino è essenziale per raccogliere ogni salsa.
Un tajine con okra, piatto vegano servito nel ristorante Seven Hills ad Osaka.
Il tajine in ceramica trattiene perfettamente il calore del denso stufato. I baccelli di okra interi si mescolano al pomodoro creando una consistenza ricca e saporita.

La Maqluba arriva capovolta davanti a voi e sa di casa più che di ristorante. Le porzioni sono generose, per cui se siete in due o tre conviene ordinare da spartire e non fermarsi solo al secondo.

Il knafeh chiude tutto alla grande: caldo, dolce, con quel formaggio che tira quando lo sollevi. Il knafeh è il tipo di piatto che a qualcuno resta tra i preferiti in assoluto, e se dovete provare una cosa sola, quella è.

Non è un posto da tutti i giorni: a cena si va sui 5.000–6.000 yen a testa, a pranzo si spende meno, intorno ai 3.000 yen. C’è anche la formula completa, la Petra, con bevanda a scelta, zuppa del giorno, piatto di antipasti, un secondo, pane arabo o riso basmati e dolce con caffè o tè: è il modo più semplice per assaggiare un po’ di tutto. La formula esiste in due versioni, tutte e due da due persone in su: la Petra, la più ricca, e la Jerash, un filo più corta, che chiude con il dolce ma senza caffè o tè. In entrambe scegliete voi il secondo tra agnello o pollo, ed è la via comoda se siete alla prima volta e non sapete da dove cominciare.

Quando mi prende voglia di cucina araba seria a Osaka, questo è il primo posto che mi viene in mente: spendo quello che spenderei per una cena giapponese normale, ma mi porto a casa sapori che non trovo altrove.

Vegani, vegetariani e senza glutine

Qui chi ha delle esigenze non è l’eccezione scomoda: la cucina è tutta halal e una parte del menu è pensata per chi non mangia derivati animali, uova e latticini compresi, con anche piatti senza glutine.
Molte cose poi lo sono già di loro: hummus, mutabbal, pane arabo e insalate finiscono in tavola comunque. In più c’è la sajiya vegetale, la stessa piastra rovente della versione con l’agnello ma con la carne di soia, che è un secondo vero e non un contorno travestito, e anche tra i dolci qualcosa di vegano si trova.
Un’accortezza: ditelo quando prenotate, così vi organizzano il tavolo con i piatti giusti invece di farvi ripiegare all’ultimo.

Le scale che portano al ristorante Seven Hills ad Osaka, con insegna luminosa e piante lungo il percorso.
L'ingresso si trova sotto il livello stradale, nascosto da una scalinata in pietra circondata dall'edera. Controllate i menu cartacei esposti prima di scendere i gradini.
Interno a Seven Hills, un ristorante arabo a Osaka con divanetto a quadri, tavoli e un murale del deserto sulla parete.
La sala combina dettagli mediorientali con arredi moderni. I tavoli quadrati vicino al divanetto scozzese offrono più spazio per appoggiare le numerose ciotole in arrivo.

Com’è dentro

Dentro l’ha messo su lo chef con le sue mani, e si vede la cura: l’idea è farvi sentire come se foste sbarcati in Giordania appena entrati, tra colori caldi e decori. Ci si sta un po’ stretti tra i tavoli e i coperti sono pochi, per cui l’aria è quella di una casa più che di un locale.

Qui arriva la parte che conta davvero: senza prenotazione non si entra, e non è un modo di dire. La prenotazione è obbligatoria e si può fare a partire da un mese prima, quindi muovetevi con anticipo perché i posti vanno via in fretta.

Il servizio è in giapponese, inglese e arabo, così anche se non masticate giapponese ve la cavate benissimo.

Da bere

Locale halal, ma l’alcol c’è: birra compresa, si ordina tranquillamente, cosa che in un ristorante arabo tanti danno per scontato il contrario. L’unico periodo in cui sparisce del tutto è il mese di Ramadan, quando in sala non si serve niente di alcolico.
Per il resto il finale è quello di casa, caffè o tè caldo dopo il dolce, compresi nella formula completa. Con le spezie e le porzioni di questa cucina ci sta bene, e vi pulisce il palato dalla dolcezza forte del knafeh.

In breve

Pro:

  • Cucina giordana autentica e halal, con opzioni vegane e senza glutine
  • Piatti generosi e agnello tenerissimo
  • Knafeh caldo servito al momento, da non saltare

Contro:

  • Prenotazione obbligatoria e con anticipo, niente sosta all’ultimo minuto
  • Prezzo medio-alto, non da tutti i giorni

Ideale per: una cena con calma in due o in gruppo, quando volete provare qualcosa fuori dal giro giapponese.

Atmosfera: seminterrato caldo curato dallo chef, pochi tavoli, aria di casa.

Due dolci vegani su un piattino bianco accanto a due tazze di tè in un ristorante.
Come alternativa senza derivati animali si possono ordinare queste sfere ricoperte di frutta secca. Le porzioni contenute lasciano il giusto spazio a fine pasto.
Una porzione di baklava a Seven Hills servita su un piatto bianco accanto a una tazza di tè azzurra su un tavolo.
La pasta sfoglia del baklava è carica di sciroppo e granella di pistacchio. Accompagnate questo dessert molto dolce con un infuso caldo per bilanciare i sapori intensi.

Conclusione

Quello che mi resta in testa uscendo da Seven Hills è il momento in cui il piatto di riso arriva capovolto sul tavolo e tutti allungano il cucchiaio insieme: è una cena che si fa in mezzo, non ognuno col suo secondo davanti. Andateci in gruppo, perché è così che questa cucina dà il meglio, con quattro o cinque cose in comune da spartire e il pane arabo che gira.
Se ci andate una volta sola prendete la Petra e l’agnello, e tenete un angolo di stomaco per il knafeh caldo: quel formaggio che tira è il ricordo che vi portate a casa. Prenotate e basta, poi scendete quei gradini e lasciate che lo chef vi porti in Giordania per due ore.

Come arrivare

La fermata più comoda è Minamimorimachi: prendete l'uscita 1 e in cinque minuti a piedi siete davanti al palazzo, in una traversa defilata di Nishitenma.
Se arrivate con la JR scendete a Osaka Tenmangu, da lì sono un paio di minuti in più.

Occhio all'ingresso, perché il locale è al piano interrato: cercate la scaletta in pietra con i menu esposti, altrimenti dalla strada si tira dritto senza accorgersene.

Informazioni utili

Nome: Seven Hills
Orario: Lunedì: chiuso; Martedì - Venerdì: dalle 17:30 alle 22; Sabato - Domenica: dalle 11:30 alle 14:30 e dalle 17:30 alle 22
Prenotazione: Obbligatoria: il locale lavora solo su prenotazione e si prenota online dal sito ufficiale, a partire da un mese prima. Muovetevi con anticipo perché i weekend vanno via in fretta, e ricordate che le disdette last minute (entro 24 ore) prevedono una penale.
Consigli utili: Ordinate ragionando in condivisione: i piatti arrivano al centro del tavolo e le porzioni sono generose, quindi in due o tre bastano un paio di antipasti più un secondo. Tenete comunque spazio per il knafeh caldo, che va mangiato appena arriva, finché fila ancora.
Trasporti:
  • Stazione Minamimorimachi (Osaka Metro Tanimachi, Sakaisuji): uscita 1, circa 5 minuti a piedi
  • Stazione Osaka Tenmangu (JR Tozai): circa 7 minuti a piedi
  • Ferma in zona anche il bus urbano 36 (fermata Nishi-Temma)
Indirizzo: Japan, 〒530-0047 Osaka, Kita Ward, Nishitenma, 5-chōme−16−3 西天満ファイブビル 地下1階
Sito Internet: Seven Hills
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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).