Monte Koya

Quando ci si lascia alle spalle le luci e i suoni della città per raggiungere il Monte Koya, situato a sud di Osaka, si intuisce immediatamente perché Kobo Daishi abbia scelto di costruire il proprio monastero e sede del Buddismo Shingon proprio qui: è solo ad un paio d’ore di distanza da Osaka, ma sembra davvero un altro pianeta.

Cosa vedere


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Sono passati 12 secoli da quando Kobo Daishi giunse qui, ma questo luogo non ha perso il suo fascino mistico e meraviglioso. Gli alberi altissimi e fitti sono come dei vecchi guardiani che proteggono tesori sacri: oltre al complesso di templi ci sono pagode, sale di preghiera, statue buddiste, un memoriale dedicato ai soldati uccisi durante le guerre e un grande cimitero che ospita nomi famosi, tra cui il samurai Toyotomi Hideyoshi. Ormai è come se il tempio fosse un tutt’uno con la foresta e con il monte ed è un luogo in cui l’atmosfera è quasi solenne e trasmette un senso di eternità: gli alberi sembrano custodire una storia millenaria, una di quelle che una volta potevano essere raccontate solo a chi era disposto ad avventurarsi su per la montagna, fino all’altopiano dove sorge il tempio. Oggi ad aiutare i turisti ci sono la funivia e l’autobus, che in pochi minuti conducono alla vetta,  ma sono molti i pellegrini che ancora oggi salgono a piedi tra i pendii della montagna perché il Monte Koya è rimasto prima di tutto una delle mete principali di pellegrinaggio e un centro religioso dedito allo studio del Buddismo. Se in origine qui c’era solo un monastero, oggi c’è una cittadina con un’università dedicata allo studio del Buddismo e 120 templi, molti dei quali mettono anche a disposizione degli alloggi per i pellegrini e i turisti. Per chi si vuole fermare a pernottare qui, dunque, è bene sapere che non ci sono hotel, ma si dorme solo in camere all’interno dei monasteri, si mangia ciò che mangiano i monaci, ovvero cibo vegetariano, e ci si alza presto al mattino. Un’esperienza di sicuro molto particolare ma che oggi suscita l’interesse di tante persone che desiderano anche solo per un giorno sfuggire ai rumori e ai ritmi della città.

Come arrivare

Il modo più semplice e utilizzato per arrivare al Monte Koya è il treno. Dalla stazione Namba, ad Osaka, si prende la Nankai Electric Railway fino alla stazione di Gokurakubashi, ai piedi del monte. Sono disponibili sia treni express che treni più lenti. Una volta arrivati con il treno, per salire il monte si prende una funivia che in pochi minuti vi condurrà nelle vicinanze della cittadina, che potete poi raggiungere in autobus. In totale per tutto il viaggio calcolate all’incirca un tempo di circa due ore.

È possibile poi spostarsi all’interno della cittadina comodamente a piedi oppure in autobus.

Clima: quando andare

Il Monte Koya è una destinazione perfetta in ogni periodo dell’anno proprio perché la sua cornice naturale offre spettacoli meravigliosi in ogni stagione. Quella preferita dai turisti è la primavera, quando i ciliegi della regione fioriscono e inondano questo luogo con il loro romantico colore rosa pallido. L’altitudine fa si che la fioritura avvenga in momenti diversi: in cima al monte, infatti, la temperatura resta sempre più fredda di almeno 10 gradi rispetto alla valle e questo significa che i fiori sbocciano circa un mese più tardi, ma generalmente i primi ciliegi in fiore si possono vedere tra la  fine di aprile e i primi di maggio. Con l’avvicinarsi dell’estate i fiori dei ciliegi lasciano spazio ai bellissimi rododendri, che ravvivano la montagna, accogliendo così i numerosi visitatori di questa stagione, tra cui ci sono anche tanti gruppi di studenti delle scuole giapponesi, che approfittano del periodo di vacanza scolastica per visitare il Monte Koya. In particolare i mesi di luglio e agosto rappresentano l’alta stagione per questa località e quindi troverete l’atmosfera più animata; agli studenti si uniscono anche i turisti stranieri e i giapponesi in fuga dal caldo: poiché sul monte è più fresco, sono in tanti a cercare rifugio qui nei mesi estivi. L’autunno arriva un po’ in anticipo e già dalla metà di agosto si avverte un calo delle temperature e si inizia ad assistere ad un lento cambiamento del paesaggio: i colori si fanno sempre più caldi e ad ottobre i sentieri sono già ricoperti di fogliame. Questo è uno dei periodi preferiti dai fotografi. Già a novembre si assiste alle prime nevicate, ma bisogna attendere fino alla metà di dicembre per ammirare il Monte Koya avvolto in una candida coltre di neve: il panorama è davvero fiabesco e questo periodo, che dura fino a metà febbraio, è l’ideale per chi ama i paesaggi innevati di montagna e per chi è in cerca di tranquillità perché la cittadina è immersa in un silenzio magico.

Alloggiare nei monasteri

Se ne avete la possibilità vi consiglio di soggiornare sul Monte Koya almeno una notte, non solo perché il viaggio da Osaka richiede circa due ore e quindi fare il viaggio in giornata potrebbe essere faticoso, ma anche perché dormire in questo luogo è una parte fondamentale che arricchisce l’esperienza. Sin dalla fondazione, questo luogo è abituato ad accogliere pellegrini e visitatori quindi anche se si alloggia presso i monasteri,  le camere sono arredate in maniera essenziale e in stile tradizionale, ma comunque piuttosto ampie e graziose.

Cenni storici

Intorno all’anno 800 il monaco buddista Kukai, che venne conosciuto in seguito anche come Kobo Daishi, dopo aver studiato a lungo tra Cina e Giappone, ottenne dall’imperatore Saga il permessi di costruire un monastero sul Koyasan (monte Koya) per poter praticare e insegnare il Buddismo Esoterico. Così, aiutato dai suoi seguaci, iniziò la costruzione di quella che sarebbe diventata poi la sede della dottrina Shingon.

Da quel momento il complesso ha cominciato ad ampliarsi e ad acquisire maggiore importanza,  diventando con gli anni uno dei centri di riferimento per la pratica e lo studio del Buddismo Shingon. Nel 2004 il complesso del monte Koya è stato inserito tra i luoghi considerati Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.

Visitare il Monte Koya

Il Monte Koya è veramente ricchissimo di edifici e luoghi che meritano di essere visitati, ma il principale è senza dubbio il Kongobu-ji, tempio principale del Buddhismo Shingon ed il primo  edificio creato da Kobo Daishi, attorno al quale si è poi sviluppato tutto il complesso; qui potete ammirare dipinti e oggetti religiosi oltre che un bellissimo giardino roccioso, uno dei più grandi del Giappone. Il recinto di templi che rappresenta il cuore di Koyasan viene chiamato Danjo Garan e ospita numerosi edifici, tra cui spicca il Konpon Daito, una struttura a pagoda di colore bianco e arancione che ospita una grande statua di Buddha e rappresenta il punto centrale del mandala, una sorta di essenza o centro dell’universo. È poi possibile visitare la sala principale del Monte Koya, chiamata Danjogara, e il mausoleo di Kobo Daishi (Okunoin), circondato da un vasto cimitero, il più grande del Giappone e raggiungibile tramite un sentiero che attraversa la meravigliosa foresta di cedri.

Attività per avvicinarsi e conoscere meglio il Buddismo

In questa suggestiva cornice per chi desidera avvicinarsi e conoscere meglio il Buddismo, sono disponibili diverse attività e cerimonie a cui si può prendere parte.

Ad esempio chi lo desidera può assistere ad una cerimonia religiosa buddista, che si svolge ogni mattina in tutti i templi, solitamente a partire dalle 6:00. In questa occasione i monaci intoneranno le preghiere nella sala principale dei vari edifici religiosi.

Presso il centro Daishi Kyokai è possibile invece provare la scrittura dei sutra. Il testo più importante per il Buddismo Shigon è il Sutra Hannya-Shingyo, conosciuto in italiano come il Sutra del Cuore (il termine shin significa appunto cuore). La pratica di ricopiare a mano le scritture è considerata un rituale “di guarigione” molto importante per il Buddismo, perché si ritiene che durante questa procedura tutti i dolori e i problemi vengono spazzati via e si guarisce sia nel corpo che nella mente.

Un’altra via di “guarigione” è l’Ajikan, una sorta di meditazione zen che i visitatori possono provare presso alcuni templi buddisti

In determinate date dell’anno è possibile anche prendere parte ad un rituale chiamato Kechien Kanjo, che punta a stabilire un legame con il Buddha. Questo rito comincia con la recitazione di una preghiera da parte dei monaci presenti; il partecipante viene poi bendato e gli viene dato un fiore da tenere tra le mani. Viene poi guidato fino a che non si ritrova al centro di un mandala dove sono dipinti vari Buddha e a quel punto deve lasciar cadere il fiore sul mandala. Il Buddha su cui ricade il fiore è quello con cui la persona sancisce un legame. Al termine di questo rituale uno dei monaci verserà dell’acqua sul partecipante, in una sorta di cerimonia di purificazione che mira ad alleviare le sofferenze e far “ritrovare il cammino” a chi si sente smarrito.

Ristorazione: la dieta vegetariana

Chi desidera alloggiare presso il tempio dovrà necessariamente adattarsi al regime alimentare del Buddismo, che proibisce di mangiare la carne. Le specialità che vengono proposte sono quindi molto delicate e genuine, e vengono preparate con ingredienti stagionali seguendo la “regola del cinque”: cinque sapori, cinque metodi di cottura e cinque colori. Anche se amate la carne e magari avrete un po’ di difficoltà ad adattarvi a questi nuovi sapori, vi consiglio di provare questa cucina, disponibile presso tutti i templi, che include specialità come il Goma-dofu (un tofu al sesamo) e il Koya-dofu (un tofu essiccato surgelato), ricchissime di proteine. In alcuni piatti vengono aggiunte anche delle piante ed erbe commestibili che crescono spontaneamente nella regione e donano ai piatti un sapore unico e particolare.

Alcune specialità gastronomiche vengono anche preparate e confezionate per essere acquistate come souvenir o snack da mangiare in viaggio. Oltre a queste, presso il tempio è possibile acquistare altri articoli da regalo, tra cui dei portafortuna, dei rosari o delle tavolette di legno su cui scrivere i sutra.

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