A 216 metriMonte KoyaA 216 metri
Sacro Monte centro del buddhismo Shingon.
Meta di tantissimi pellegrini e turisti, il tempio di Kongobu-ji è immerso nella vegetazione del monte Koya, nella prefettura di Wakayama. Questo tempio è la sede principale del Buddismo Shingon e racchiude in sé tantissimi tesori preziosi, come le opere d’arte della scuola Kano e il giardino di rocce più grande di tutto il Giappone.
Il termine Koyasan indica un luogo sacro per il buddismo giapponese, su cui oggi sorgono numerosi templi: un’area scoperta da Kobo Daishi, il monaco che qui trovò il posto giusto per il suo tempio.
Il tempio si trova nel cuore del paese di Koyasan e da Osaka ci vuole mezza giornata: dalla stazione di Namba prendete la linea Nankai Koya fino al capolinea di Gokurakubashi, dove vi aspetta la funicolare che in 5 minuti sale alla stazione di Koyasan.
Da lì servono i bus: la stazione è staccata dall'abitato e in una decina di minuti la corriera vi lascia proprio davanti all'ingresso del tempio.
Se invece dormite a Koyasan, siete già in centro e ci arrivate comodamente a piedi dalla maggior parte degli alloggi nei templi.
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Tempio di Kongobu-ji
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La storia di questo tempio è una leggenda ricca di fascino e mistero ed è strettamente legata alla figura del monaco Kobo Daishi. Si narra che dopo aver trascorso 2 anni in Cina Kobo Daishi era alla ricerca del luogo perfetto in cui costruire il proprio tempio e nella sua ricerca incontrò un cacciatore dall’aspetto stravagante. Il cacciatore aveva due cani al guinzaglio, uno bianco e uno nero, e teneva nella mano arco e frecce. Guidato dai due cani del cacciatore, Kobo Daishi attraversò il fiume Kinokawa e giunse sulle montagne dove lo attendeva una donna che si presentò a lui come la divinità della montagna. Accompagnato dalla dea Kobo Daishi giunse in un terreno tranquillo situato oltre la montagna e qui ritrovò un sanko (un oggetto usato durante le cerimonie) che lui stesso aveva gettato in un fiume in Cina. Capì allora che questo era il luogo adatto ad ospitare il suo tempio e proprio qui oggi sorge Kongobuji. Il cacciatore e la divinità della montagna non sono spariti con la leggenda: sono venerati ancora oggi come protettori del monte e hanno il loro santuario dentro l’area sacra. Quanto al sanko, si racconta che Kobo Daishi lo ritrovò impigliato tra i rami di un pino a tre aghi, una pianta che cresce ancora sul monte Koya e i cui aghi i pellegrini raccolgono come portafortuna.
L’area sacra indicata con il termine Koyasan è molto vasta e comprende numerosi edifici e templi, tra cui il tempio di Kongobu-ji. L’area su cui si sviluppa il complesso di templi viene indicata anche con il nome “Terreni del Tempio Issan”.
L’edificio principale di questo complesso, in cui si svolgono tutti i principali eventi, è il Kondo e tutti i vari templi che sono disseminati nell’area prendono il nome di “Tatchuu jiin” o “piccoli templi”. Si contano attualmente 117 templi, di cui 52 accolgono i visitatori come shukubo, gli alloggi gestiti dai monaci.
Vi consiglio di prendervi una giornata per visitare il tempio di Kongobu-ji e la zona circostante il tempio. Questo tempio risale al 1593 quando fu realizzato da Toyotomi Hideyoshi e prese il nome attuale nel 1869. Approfittatene per visitare gli edifici che compongono il tempio Kongobu-ji e ammirare i bellissimi dipinti che decorano le porte scorrevoli, realizzati da Kano Tanyu e da altri artisti della scuola Kano. In particolare, non potete assolutamente perdervi l’incantevole giardino di rocce Banryutei: sviluppandosi su un’area di 2340 mq, rappresenta il giardino a paesaggio secco più grande del paese e pensate che conta oltre 140 rocce granitiche che, collocate in maniera strategica, danno vita a due draghi che emergono dalle nuvole per proteggere il tempio.
Dentro l’edificio principale si cammina scalzi lungo corridoi di legno che collegano una sala all’altra, e ogni stanza ha le sue porte scorrevoli dipinte: nell’Ohiroma, la sala delle grandi cerimonie, campeggiano gru e pini dorati, mentre altre stanze sono dedicate alle stagioni e alla vita di Kobo Daishi.
La più carica di storia è la stanza del salice: qui nel 1595 Toyotomi Hidetsugu, nipote di Hideyoshi, ricevette l’ordine di togliersi la vita, ed è una stanza che si attraversa in silenzio.
Il percorso si chiude con la vecchia cucina del tempio, dove i pentoloni di ferro e i focolari anneriti servivano a cuocere il riso per 2.000 persone: rende bene l’idea di quanti monaci vivessero qui.
In loco sono anche disponibili degli alloggi per i turisti, perciò approfittatene se volete vivere un’esperienza unica e irripetibile.
Tempio di Kongobu-ji - lì vicino trovate:
A 216 metriSacro Monte centro del buddhismo Shingon.
Vicino al Mausoleo di Kobo Daishi.
A 435 metriCostruito dal monaco Kobo Daishi.
A 1771 metriPiccolo ristorante.
A 2214 metriMistico e leggendario.
A 30414 metriRicco di leggende millenarie.

Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).