Santuario Yasukuni

Il santuario di Yasukuni, nel quartiere di Chiyoda a Tokyo, è un luogo toccante in cui riaffiorano i ricordi dei momenti più tragici della storia del Giappone.
Qui vengono commemorati e venerati gli spiriti dei soldati caduti in guerra, i cui nomi sono ricordati in lunghissime liste insieme a quelli di tutti coloro che sono morti in nome dell’impero, compresi civili, operai, medici e cittadini di altri paesi. Oltre a essere un importante luogo di culto shintoista, Yasukuni è la meta ideale per chi vuole conoscere meglio il passato turbolento del paese.

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Come arrivare

Il modo più comodo è scendere alla stazione di Kudanshita: prendete l'uscita 1 e in cinque minuti a piedi vi trovate davanti al grande torii d'ingresso, da cui parte il viale alberato che porta dritto al santuario.
Se vi state muovendo sulla linea JR Chuo-Sobu potete scendere a Ichigaya oppure a Iidabashi: da entrambe è una decina di minuti di camminata.
C'è anche l'opzione a piedi, molto piacevole, dal parco Kitanomaru e dal Nippon Budokan, che restano a pochi minuti dall'ingresso.

Informazioni utili

Nome: Santuario Yasukuni
Orario: Lunedì - Domenica: dalle 6 alle 18
Costo a persona: Santuario: ingresso gratuito - Museo Yushukan: adulti 1.000 yen, universitari 500 yen, studenti di medie e superiori 300 yen, bambini delle elementari gratis
Durata visita: Vi suggerisco 45 minuti per il santuario; considerate 2,5 - 3 ore totali se intendete visitare approfonditamente il museo bellico Yushukan.
Giorni di chiusura: Il museo Yushukan chiude per manutenzione qualche giorno a fine giugno e a fine dicembre; l'area del santuario resta comunque accessibile.
Consigli utili: Se non avete intenzione di visitare tutto il museo, sappiate che l'atrio del Yushukan è gratuito: già lì trovate un caccia Zero e la locomotiva che viaggiava sulla ferrovia della Birmania. E prima di uscire cercate il giardino sul retro del complesso, un angolo silenzioso che quasi nessuno visita.
Trasporti:
  • Stazione Kudanshita (Tokyo Metro Tozai e Hanzomon, Toei Shinjuku): uscita 1, 5 minuti a piedi
  • Stazione Ichigaya (JR Chuo-Sobu, Tokyo Metro Yurakucho e Namboku, Toei Shinjuku): circa 10 minuti a piedi
  • Anche da Iidabashi si arriva in una decina di minuti di cammino
Indirizzo: 3-chōme-1-1 Kudankita, Chiyoda City, Tokyo 102-0073, Japan
Sito Internet: Santuario Yasukuni
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Santuario Yasukuni

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La storia del santuario

Il santuario Yasukuni fu commissionato dall’imperatore Meiji, che scelse anche il punto in cui doveva sorgere questo edificio. Il santuario nacque sulla scia della guerra Boshin come luogo di commemorazione di coloro che persero la vita combattendo per l’imperatore. Il nome originario del santuario era Tokyo Shokonsha, che letteralmente significa “santuario di raccolta delle anime”, e, infatti, in seguito alla rivolta di Satsuma, avvenuta nel 1877, qui furono consacrate le anime di circa 7.000 caduti. L’imperatore Meiji modificò poi il nome del santuario ispirandosi al volume cinese Zuo Zhuan: nel testo viene citato il termine Yasukuni che letteralmente significa “nazione pacifica”.Fino al periodo della seconda guerra mondiale, il santuario occupò un ruolo molto importante, sia a livello governativo che religioso, e coloro che venivano venerati qui diventavano automaticamente degli eroi agli occhi della nazione. Dopo la sconfitta, durante l’occupazione americana, venne sancita la separazione tra Stato e religione e il santuario di Yasukuni divenne a tutti gli effetti un istituto religioso indipendente, appartenente all’Associazione dei Santuari Shintoisti. Nel periodo che seguì la fine della seconda guerra mondiale il santuario di Yasukuni fu al centro di numerose polemiche, che sono continuate fino ai giorni nostri, poiché nel 1978 il santuario decise di consacrare, accanto ai caduti in battaglia, anche quattordici criminali di guerra di classe A, una scelta che suscitò forti proteste in Giappone e nei paesi vicini. Proprio per questo l’imperatore Hirohito, che si era recato qui per l’ultima volta nel 1975, non tornò mai più a Yasukuni, e da allora nessun membro della famiglia imperiale ha più visitato il santuario.
 By: Dick Thomas Johnson

Il santuario di Yasukuni si estende su una vasta area che comprende numerosi edifici ricchi di valore storico, ciascuno dei quali ci racconta un frammento del passato burrascoso del paese. Tra i luoghi religiosi è presente anche un museo e ciò costituisce un fatto insolito che distingue Yasukuni dagli altri santuari del Giappone; all’interno del museo è possibile ripercorrere la storia militare del paese, dalle armature dei samurai fino alla seconda guerra mondiale.
È possibile accedere al santuario attraverso numerose porte torii e mon situate in vari punti del complesso. Arrivando da est vi imbatterete nell’imponente porta Daiichi Torii, che al momento della costruzione, nel 1921, rappresentava la porta più grande del paese. Con la sua struttura in acciaio s’innalza verso il cielo raggiungendo i 25 metri. Proseguendo lungo il viale alberato si incontra la Daini Torii, la più grande porta in bronzo del paese, che fu costruita nel 1887 per sostituire un’antica porta in legno. Proseguendo oltre Daini Torii sarete condotti verso una seconda porta, Shinmon, un grazioso edificio in legno di cipresso che fu costruito nel 1934. Ad ovest di questa porta si trova Chumon Torii; oltrepassata quest’ultima si raggiunge infine l‘haiden.

Tra gli edifici religiosi presenti all’interno del complesso potete ammirare alcune strutture religiose molto importanti, tra cui l’haiden, la sala dedicata alle preghiere. Questo edificio fu realizzato nel 1901 e, anche se in seguito furono apportate delle modifiche e alcuni rinnovamenti, conserva  ancora oggi il suo aspetto e il suo fascino originali; all’interno potete ammirare alcuni schermi bianchi appesi al soffitto che vengono colorati di viola durante le occasioni e le cerimonie speciali. Alla destra dell’haiden si trova la Sala delle Assemblee o Sanshuden; qui si trovano le sale da ricevimento e d’attesa per i visitatori.
Proseguite nel tour verso l’honden, che rappresenta il santuario principale, all’interno del quale vengono custodite le reliquie delle vittime e hanno luogo i principali rituali shintoisti. Purtroppo potrete ammirare questo luogo sacro solo dall’esterno, poiché è chiuso al pubblico.
Nei registri custoditi qui sono iscritte quasi due milioni e mezzo di anime, dai caduti della guerra Boshin fino a quelli del secondo conflitto mondiale. Non ci sono tombe né resti: ciò che si venera è il nome iscritto nel registro e, una volta entrato, non può più uscirne, nemmeno quando sono le famiglie a chiederlo. È anche questo uno dei nodi che rendono Yasukuni un luogo così discusso.

Uno dei tesori più importanti del santuario è custodito all’interno del Reijibo Hoaden, ovvero il magazzino dei registri che si trova nella zona retrostante la sala honden e che fu costruito dall’imperatore Hirohito; qui sono conservati i documenti storici e le liste dei kami, gli spiriti nobili venerati al santuario. Oltre a queste strutture, sono presenti due piccoli santuari secondari, Motomiya e Chinreisha. Il primo fu costruito per commemorare i caduti nella guerra civile che scoppiò durante il periodo del Rinnovamento Meiji e il suo nome, che letteralmente significa “Santuario Originale” fa riferimento al fatto che questo edificio ispirò il santuario di Yasukuni. Invece il piccolo santuario Chinreisha ricorda coloro che rimasero uccisi in guerra o altri eventi tragici e che al momento non sono ricordati nell’honden.
Passeggiando all’interno del complesso noterete, sparsi qua e là, numerosi monumenti e statue, anche questi legati alle vicende belliche del paese. Tra questi c’è l’incantevole fontana Irei no Izumi, dedicata a coloro che hanno sofferto o sono morti di sete durante le battaglie; la Statua della Vedova di Guerra con Bambini rende omaggio invece a tutte quelle madri che hanno dovuto crescere i loro figli da sole durante, e spesso anche dopo, le guerre. La figura dei piloti kamikaze, che durante la guerra si lanciavano in missioni suicide contro le navi nemiche, viene ricordata con la Statua del Pilota Kamikaze, una scultura in bronzo collocata alla sinistra dell’entrata di Yushukan. Una delle prime statue di bronzo del Giappone si trova proprio nel santuario Yasukuni e raffigura Omura Masujiro, il “Padre del Moderno Esercito Giapponese”. Vale la pena avvicinarsi: alta dodici metri e inaugurata nel 1893, è la prima statua in bronzo in stile occidentale mai realizzata in Giappone e all’epoca divenne subito una piccola attrazione cittadina. Lo scultore ha ritratto Omura con il binocolo in mano, nell’atto di osservare la collina di Ueno, dove si erano asserragliati gli ultimi fedeli allo shogun.

Oltre a questi monumenti più antichi, potete trovarne anche di più recenti, come il Monumento alla Giustizia Radha Binod Pal, aggiunta nel 2005, che raffigura l’omonimo giudice indiano che dichiarò non colpevoli gli accusati giapponesi dei crimini di guerra. Alcune statue che potete ammirare nel santuario commemorano alcuni animali, come cavalli, cani e i piccioni viaggiatori, anche loro vittime della guerra.

Il museo Yushukan

Il Yushukan è la parte più discussa di Yasukuni e, se avete tempo, è anche quella che vi resterà più impressa. Le sale ripercorrono la storia militare del Giappone partendo dalle armature e dalle spade dei samurai, per poi concentrarsi sulle guerre dell’epoca moderna fino al 1945.
Man mano che si avanza il tono cambia e arrivano gli oggetti che lasciano senza parole: il caccia Zero, il siluro umano Kaiten, le uniformi e soprattutto le lettere d’addio scritte ai familiari dai giovani piloti partiti per le missioni suicide.

Una cosa è bene saperla prima di entrare: quello del Yushukan è un racconto di parte. La narrazione è quella del santuario e le pagine più scomode del conflitto, dall’invasione della Cina ai crimini commessi dall’esercito, vengono ridotte al minimo o giustificate. Proprio per questo la visita fa molto riflettere, ma va affrontata con spirito critico e, se potete, dopo aver letto qualcosa sulla guerra nel Pacifico.

I ciliegi e la festa delle lanterne

Yasukuni è anche il termometro della primavera di Tokyo: nel complesso si trova l’albero campione osservato dall’ufficio meteorologico e, quando su quei rami si aprono cinque o sei fiori, la capitale annuncia ufficialmente l’inizio della fioritura. Di ciliegi qui ce ne sono diverse centinaia e il viale che porta al santuario, in quei giorni, diventa uno dei posti più fotografati della città.

D’estate il santuario cambia completamente faccia con il Mitama Matsuri, che si tiene a metà luglio: lungo i viali vengono appese decine di migliaia di lanterne di carta bianche in memoria dei caduti, e la sera il complesso si riempie di bancarelle e danze tradizionali. È uno degli eventi estivi più sentiti di Tokyo e in pochi giorni richiama centinaia di migliaia di persone: se capitate in città in quel periodo, è un’occasione per vedere Yasukuni sotto una luce del tutto diversa.

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).