Treno Shinkansen su ponte con Monte Fuji sullo sfondo.

Monte Fuji

Il Monte Fuji con i suoi 3776 metri è decisamente il simbolo del Giappone. Personalmente credo che i giapponesi abbiano un vero e proprio culto per questo vulcano soprattutto per il fatto che è osservabile da molte zone del Giappone centrale, anche da Tokyo.

Il nome che gli si attribuisce è Fujisan ma la curiosità è che è spesso indicato come “Fujiyama” ma in modo parzialmente errato. L’ultimo dei tre kanji che compongono il nome, quello che vuol dire montagna, si legge sia yama sia san, e da qua nasce la diversa interpretazione. In questo caso va letto con la pronuncia on’yomi, cioè “san”, ma sempre nel significato di montagna: non ha nulla a che vedere con il suffisso onorifico che si usa per le persone, come in “Suzuki-san”.

Cosa vedere

La zona intorno al Monte Fuji è molto vasta e ci sono tantissime cose da vedere e da fare, qua trovate le principali.

Il lago Kawaguchi-ko e il monte Fuji sullo sfondo. In primo piano, piccolino, il torii del Santuario di Hakone.
Il Monte Fuji al tramonto.
Il Monte Fuji riflesso nel Lago Shoji al tramonto.
Il Monte Fuji visto dal Lago Motosu in Giappone.

Altri articoli

Patrimonio dell’Unesco

Dal 2013 il Monte Fuji, simbolo ed icona indiscussa del Giappone, è diventato patrimonio dell’Unesco.

Una montagna sacra

Il culto del Fuji nasce dalla paura: per secoli le eruzioni sono state lette come la collera della divinità che abita il vulcano, e ai suoi piedi sono stati costruiti i santuari Sengen per tenerla buona. La dea è Konohanasakuya-hime e i santuari che le sono dedicati, sparsi in tutto il Giappone, sono più di mille.

Dal periodo Edo la salita è diventata un pellegrinaggio: le confraternite dei Fujiko partivano dalla capitale in gruppo, vestite di bianco, e arrivare in vetta almeno una volta nella vita era un dovere religioso. Alle donne la cima è però rimasta vietata fino al 1872, quando il divieto è stato abolito.
Un’eredità di tutto questo si vede ancora oggi sulle mappe, perché la cima del Fuji, dall’ottava stazione in su, non è terreno pubblico ma proprietà del santuario Fujisan Hongu Sengen Taisha. Quando arrivate al cratere, tecnicamente state camminando dentro un santuario, ed è anche per questa storia che l’Unesco ha iscritto il Fuji tra i beni culturali e non tra quelli naturali.

Un vulcano solo addormentato

Il Fuji non è una montagna qualsiasi: è un vulcano ancora attivo, semplicemente in riposo da parecchio tempo. L’ultima eruzione è quella del 1707, chiamata eruzione Hoei, che aprì un cratere ben visibile ancora oggi sul fianco sud-est della montagna e arrivò a coprire di cenere perfino Edo, cioè Tokyo, a un centinaio di chilometri di distanza.
Quel cono così perfetto che tutti fotografano è il risultato di strati su strati di lava e cenere lasciati da eruzioni successive, cresciuti sopra vulcani più antichi che stanno letteralmente sotto i vostri piedi mentre salite. Il Fuji è tenuto sotto osservazione costante, con piani di evacuazione pronti per tutta l’area ai suoi piedi: quando siete sul bordo del cratere, quel buco enorme sotto di voi ricorda che siete su una montagna viva.

Osservare il Fuji da Tokyo

Da Tokyo il Monte Fuji dista circa 100 km, ma è possibile vederlo senza alcun problema soprattutto nei mesi invernali. La foto che vedete qua sotto l’ho scattata all’inizio di dicembre da un grattacielo di Tokyo. Si può vedere il Fuji da molte zone della città, compreso il Tokyo Metropolitan Government Office che tra l’altro potete vedere nella foto qua sotto.

Quando si vede davvero il Fuji

Il Fuji ha un difetto che spiazza chi arriva convinto di trovarselo stampato all’orizzonte: per buona parte dell’anno se ne sta nascosto dietro le nuvole. La montagna è talmente alta e isolata rispetto a tutto quello che ha intorno che le nuvole se le fabbrica da sola, perché l’aria umida risale i fianchi, si condensa e nel giro di poco il cono sparisce.

I mesi migliori vanno da novembre a febbraio, quando l’aria è secca e tersa e il vulcano innevato si vede da lontanissimo. Il periodo peggiore è invece proprio l’estate, cioè la stagione in cui si sale: fra umidità e foschia può capitare di passare giorni interi nella zona dei cinque laghi senza vederlo mai per intero.
Vale anche per l’ora del giorno: le occasioni buone sono le prime ore del mattino, perché appena il sole scalda i versanti le nuvole si alzano e a mezzogiorno spesso è già tutto coperto. Se lo trovate libero, fotografatelo subito, perché fra un’ora potrebbe non esserci più.

Scalare il Fuji

Nonostante l’altezza e quello che ogni tanto persone disinformate scrivono su internet, salire sul Fuji non è affatto un’operazione dedicata solo ad alpinisti esperti ma chiunque, o quasi, può salire fino alla vetta, perlomeno nelle stagioni migliori e tramite i sentieri più facili.
A metà agosto, durante la festa dell’Obon, la vostra scalata potrebbe essere tutt’altro che una pacifica giornata in montagna: migliaia di persone infatti scalano il Fuji e in certe zone potrebbe esserci una discreta ressa. Fuori dalla stagione ufficiale sul Fuji c’è neve, che rende la salita alquanto difficile, mentre nei mesi invernali salire è molto pericoloso, con rischio di valanghe e venti forti.
Considerate che durante luglio ed agosto il termine “scalare” non è proprio corretto, sarebbe più giusto dire “salire” dato che non è un’impresa impossibile e decine di migliaia di persone (anche anziani e bambini) scalano questa montagna.

Quale sentiero scegliere

I sentieri che portano in vetta sono quattro e non sono affatto uguali tra loro. Lo Yoshida, sul versante di Kawaguchiko, è quello che sceglie la grande maggioranza di chi sale: ha il maggior numero di rifugi, i soccorsi sono a portata di mano e salita e discesa corrono su percorsi separati, così non incrociate la fiumana che scende. In cambio è anche il più affollato di tutti.
Il Fujinomiya, sul lato Shizuoka, è il più corto e il più ripido: parte dalla quinta stazione più alta e vi mette in vetta in meno ore, ma è un pietraio che sale senza tregua e salita e discesa condividono lo stesso sentiero.
Il Subashiri è la via di mezzo: attraversa un bel bosco nella prima parte e si unisce allo Yoshida nel tratto alto, con la discesa sulla sunabashiri, la lunga corsa sulla sabbia vulcanica che vi fa perdere quota a grandi falcate. Il Gotemba, infine, è il più lungo e il più solitario: parte dalla quota più bassa, ha pochissimi rifugi e ha senso solo se avete gambe e passo da escursionisti allenati.

Le regole per salire in vetta

Salire sul Fuji non è una cosa che si improvvisa. Su tutte e quattro le vie serve la registrazione prima di partire, con un breve corso sulla sicurezza da completare e il permesso da mostrare al cancello: conviene farla online in anticipo, ma si può sbrigare anche allo sportello della quinta stazione. Sul percorso Yoshida, il più battuto e quello che quasi tutti scelgono, c’è anche un tetto di 4.000 persone al giorno: nei fine settimana d’agosto i posti si esauriscono con largo anticipo.

L’altra regola che spiazza chi arriva impreparato riguarda la salita notturna: se non avete prenotato un posto in un rifugio non potete passare il cancello dal pomeriggio fino alle prime ore del mattino, una stretta pensata per scoraggiare chi tenta la vetta tutta d’un fiato senza mai dormire. Al cancello controllano anche l’attrezzatura, e senza scarpe da montagna, giacca e pantaloni antipioggia e vestiti caldi non vi fanno passare: in vetta, anche in piena estate, la temperatura gira intorno allo zero.

Prima di partire vi consiglio di dare un’occhiata alle previsioni meteorologiche in TV o sui principali giornali.

Come arrivare

Il versante più comodo è quello di Kawaguchiko, sul lato Yamanashi. Da Shinjuku parte un autobus diretto fino alla quinta stazione della Fuji Subaru Line: circa 2 ore e 35 minuti, 4.800 yen, posto da prenotare in anticipo e collegamento attivo solo nei mesi della stagione escursionistica.
Se preferite il treno, il limited express Fuji Excursion vi porta da Shinjuku a Kawaguchiko in poco meno di 2 ore a 4.200 yen, con prenotazione obbligatoria; da lì si sale in quota con l'autobus di linea, circa 55 minuti e 2.000 yen, che si prende senza prenotare.

Sul versante Shizuoka si arriva in autobus alle quinte stazioni: da Shin-Fuji e Mishima per Fujinomiya, da Gotemba per Gotemba e Subashiri.

Informazioni utili

Nome: Monte Fuji
Costo a persona: Area del Fuji e quinte stazioni: ingresso gratuito - Salita verso la vetta: 4.000 yen a persona su tutti e quattro i sentieri (Yoshida, Subashiri, Gotemba, Fujinomiya), da versare con la registrazione online oppure in contanti al cancello - Notte in rifugio: indicativamente da 13.000 yen a persona
Durata visita: Salita e discesa in giornata dal percorso Yoshida: 10-12 ore di cammino. Con notte in rifugio e alba in vetta: due giorni. Per la sola quinta stazione e i suoi panorami bastano 2-3 ore.
Giorni di chiusura: I sentieri per la vetta sono percorribili solo nella stagione ufficiale: Yoshida e Subashiri dal 1 luglio al 10 settembre, Fujinomiya e Gotemba dal 10 luglio al 10 settembre (le date possono slittare per neve o maltempo). Fuori stagione la salita è vietata e i rifugi sono chiusi. Durante la stagione i cancelli delle quinte stazioni restano chiusi dalle 14:00 alle 3:00 del mattino, tranne per chi ha la prenotazione in un rifugio.
Prenotazione: Su tutti e quattro i sentieri serve registrarsi e versare i 4.000 yen prima di salire, con un breve corso sulle regole di sicurezza: si fa online sui portali ufficiali di Yamanashi e Shizuoka, oppure allo sportello alla quinta stazione. Sul percorso Yoshida i posti sono 4.000 al giorno e le prenotazioni aprono in primavera: nei weekend d'agosto si esauriscono con largo anticipo.
Consigli utili: Se puntate all'alba in vetta, spezzate la salita con una notte in rifugio a metà strada invece di camminare fino all'alba senza fermarvi: arrivate lucidi per l'ultimo tratto, quello davvero duro. E una volta in cima non fermatevi al primo punto panoramico: il giro del cratere è il premio vero.
Trasporti:
  • Autobus espresso Shinjuku - quinta stazione Fuji Subaru Line: diretto, solo in stagione
  • Stazione Kawaguchiko (limited express Fuji Excursion da Shinjuku, Fujikyuko Line da Otsuki): autobus di linea per la quinta stazione
  • Sul versante Shizuoka i bus per le quinte stazioni partono da Shin-Fuji, Mishima e Gotemba
Indirizzo: Mount Fuji, Kitayama, Fujinomiya, Shizuoka 418-0112, Japan
Sito Internet: Monte Fuji
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Monte Fuji

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Video: Il Monte Fuji fa schifo

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Video: Gita al Monte Fuji: santuario e pranzo con hoto

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L’alba dalla vetta e il giro del cratere

Il momento che tutti inseguono è il goraiko, l’alba vista dai 3776 metri: il cielo che si accende sopra un mare di nuvole, con le luci delle città ancora accese laggiù in fondo. Sappiate però che nelle notti d’agosto l’ultimo tratto diventa una fila lenta di frontali e il bordo del cratere all’alba è affollato come una piazza.

Una volta in cima non fermatevi al primo punto panoramico, che è l’errore che fanno quasi tutti. Il vero premio è l’ohachimeguri, il giro completo del cratere: circa un’ora e mezza di cammino sul bordo, con il vuoto del cratere da un lato e mezzo Giappone dall’altro. Vi porta fino al Kengamine, il punto più alto del paese con la sua vecchia stazione meteorologica, e lungo il periplo incontrate il santuario in vetta e l’ufficio postale più alto del Giappone, attivo nei mesi di apertura, da cui potete spedire una cartolina con il timbro della vetta.

Galleria foto

Oltre alle foto qua sotto, guarda molte altre foto del Monte Fuji.

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).